La diocesi di Anteopoli (o Anteo) () è una sede soppressa del patriarcato di Alessandria e sede titolare della Chiesa cattolica.

Storia Anteopoli, identificata oggi con la località di Qaw el-Kebir sulla riva destra del Nilo, fu una sede vescovile della provincia romana della Tebaide Prima nella diocesi civile di Egitto. Faceva parte del patriarcato di Alessandria ed era suffraganea dell'arcidiocesi di Antinoe.

Il primo vescovo conosciuto di quest'antica diocesi egiziana è Dioscoro, che alcune fonti coeve indicano come Dios. Le liste copta e siriaca del concilio di Nicea del 325 riportano il nome di Dios di Tkou o di Antios Martin, Athanase d'Alexandrie et l'Église d'Égypte au IVe siècle, p. 33, nº 15., località identificata con Anteopoli; Martin, Athanase d'Alexandrie et l'Église d'Égypte au IVe siècle, p. 36. lIndex patrum Nicaenorum restitutus di Heinrich Gelzer ignora questo vescovo tra quelli presenti al concilio niceno.Heinrich Gelzer, Heinrich Hilgenfeld, Otto Cuntz, Patrum nicaenorum nomina Latine, Graece, Coptice, Syriace, Arabice, Armeniace, Lipsia, 1898, pp. LX-LXIV. Nelle liste dei vescovi suoi sostenitori presenti al concilio di Tiro del 335 e al concilio di Sardica del 343/344, Atanasio di Alessandria menziona un vescovo di nome Dioscoro, presumibilmente lo stesso di Anteopoli. Un vescovo di nome Dioscoro figura infine tra quelli perseguitati nel 356 da Giorgio di Cappadocia, usurpatore ariano della sede di Alessandria. Martin, Athanase d'Alexandrie et l'Église d'Égypte au IVe siècle, pp. 67 (nota 160) e 494.

La serie episcopale di Anteopoli si interrompe e riprende nel V secolo con il vescovo Macario, che prese parte al concilio di Efeso del 431 e fu tra i sostenitori del proprio patriarca Cirillo di Alessandria. Richard Price, Politics and Bishops' Lists at the First Council of Ephesus, in «Annuarium Historiae Conciliorum», vol. 44, London, 2012, pp. 395-420.Worp (A Checklist of Bishops in Byzantine Egypt, p. 296) indica anche l'anno 451 per il vescovo Macario; tuttavia dei 4 vescovi di nome Macario documentati dalla prosopografia del concilio di Calcedonia, nessuno era di Anteopoli (Concilium universale Chalcedonense. Volumen sextum, prosopographia et topografia, actorum calcedonensium et encycliorum indices, edidit Eduardus Schwartz, «Acta Conciliorum Oecumenicorum», II/6, Berlino-Lipsia, 1938, p. 43).Lo stesso Worp riporta un altro vescovo, Apollo, indicato negli anni 458 e 459; le fonti conciliari di questi due anni riferiscono di un vescovo Apollo, che tuttavia apparteneva alla sede di Antifre e non di Anteopoli ( Concilium universale Chalcedonense, volumen quintum: Collectio Sangermanensis, «Acta Conciliorum Oecumenicorum», edidit Eduardus Schwartz, vol. II/5, Berlino-Lipsia, 1936, p. 17,7. Eduard Schwartz, Publizistische Sammlungen zum acacianischen Schisma, München, 1934, p. 176, nota 1, nº 57).

Le fonti letterarie e papirologiche restituiscono i nomi di altri due vescovi di Anteopoli, Macrobio, di epoca incerta, e Cefalo, attribuibile alla prima metà del VI secolo.Klaas A. Worp, A Checklist of Bishops in Byzantine Egypt, p. 296. Inoltre un vescovo di nome Vittore è documentato in un atto notarile, su papiro, datato al 528; la sede episcopale non è indicata, ma il suo editore lo attribuisce o alla sede di Apollonopoli Minore oppure a quella vicina di Anteopoli. Nikolaos Gonis, Victor, bishop and his evasive see, The journal of juristic papyrology, 38 (2008), pp. 113-118.

Sede titolare Dal 1933 Anteopoli è annoverata tra le sedi vescovili titolari della Chiesa cattolica; la sede è vacante dal 9 novembre 1978.

Nel XVIII secolo la Santa Sede istituì il titolo di Antinopoli (Antinopolitanus) nella Tebaide, che Eubel, nei suoi volumi della Hierarchia catholica, identificò con la sede di Anteopoli. Il titolo antinopolitano è documentato negli Annuari pontifici fino al 1862.Cf. Ed. 1862, p. 206. A partire dall'edizione del 1863 il titolo è unito a quello Antinoensis.Cf. Ed. 1863, p. 231.

Cronotassi Vescovi residenti Dioscoro (Dios) † (prima del 325 - dopo il 356) Macario † (menzionato nel 431) Macrobio † Vittore ? † (menzionato nel 528) Cefalo † (prima metà del VI secolo)

Vescovi titolari di Antinopoli Franciszek Antoni Kobielski † (23 luglio 1725 - 19 novembre 1736 nominato vescovo di Kam"janec'-Podil's'kyj) Carmine Cioffi † (11 febbraio 1737 - ? deceduto)Ancora vivo e residente a Napoli il 17 novembre 1772. Cfr. Eubel, vol. 6, p. 86. Matthias Paulus Steindl † (14 aprile 1817 - 2 maggio 1828 deceduto) Giovanni Domenico Faustino Ceretti, O.M.I. † (5 luglio 1842 - 25 dicembre 1855 deceduto)Suo successore fu John Baptist Scandella, il cui titolo Antinopolitanus fu modificato in quello di Antinoensis seu Antinopolitanus a partire dal 1863.

Vescovi titolari di Anteopoli Silvio Luis Haro Alvear † (17 luglio 1950 - 23 marzo 1955 nominato vescovo di Ibarra) Teofano Ubaldo Stella, O.C.D. † (4 giugno 1955 - 9 novembre 1978 deceduto)

Note

Bibliografia Pius Bonifacius Gams, Series episcoporum Ecclesiae Catholicae, Leipzig, 1931, p. 461 Konrad Eubel, Hierarchia Catholica Medii Aevi, vol. 5, p. 89; vol. 6, p. 86; vol. 7, p. 79 Michel Le Quien, Oriens christianus in quatuor Patriarchatus digestus, Parigi, 1740, Tomo II, coll. 601-602 Klaas A. Worp, A Checklist of Bishops in Byzantine Egypt (A.D. 325 - c. 750), in Zeitschrift für Papyrologie und Epigraphik 100 (1994) 283-318 Annick Martin, Athanase d'Alexandrie et l'Église d'Égypte au IVe siècle (328-373), École Française de Rome, Roma, 1996 (cronotassi p. 781)

Collegamenti esterni La sede titolare nel sito di www.catholic-hierarchy.org La sede titolare nel sito di www.gcatholic.org

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