Il Museo diocesano di Parma è stato inaugurato nel marzo 2003, al termine di un lungo restauro che ha interessato il Palazzo vescovile, nel cui seminterrato trova oggi spazio l'itinerario espositivo. Si è così data una sistemazione ai reperti archeologici e alle opere d'arte provenienti dalla Cattedrale, dal Battistero e dal territorio diocesano.
Nel corso del restauro per la sistemazione del Vescovado e del Museo sono emersi i resti delle fondazioni di un edificio medievale e un tratto delle mura romane (fine del III secolo d.C.).
Opere
L'itinerario museale prevede un percorso che segue la storia dei culti religiosi nella città, a partire dall'epoca romana e proseguendo poi con la sezione altomedievale e medievale. Di particolare pregio ed interesse: mosaici romani e paleocristiani (questo mosaico è stato datato approssimativamente al V - VI secolo), rinevenuti nel 1955 in Piazza Duomo; frammenti di sarcofago romano (prima metà del III secolo); un sarcofago con bassorilievi raffiguranti le Stagioni; unepigrafe (III secolo) che testimonia il sincretismo cultuale entro cui si stava formando il cristianesimo nel territorio parmense; una lucerna paleocristiana con il Monogramma di Cristo, proveniente dall'area di Carignano;
alcune monete e stucchi di una domus romana, ubicata sotto la Cattedrale, riemersi durante i lavori di ristrutturazione dell'edificio; le lastre di pavimentazione del presbiterio della Cattedrale; una lastra raffigurante l'inconsueto tema iconografico di San Martino con un pellegrino; sei sculture (fine XII - inizio XIII secolo), di Benedetto Antelami, collocate originariamente nelle nicchie esterne del lato settentrionale del Battistero (oggi sostituite da calchi), che raffigurano: Salomone e la Regina di Saba, il Re David e un profeta (Natan o Abacuc) e gli arcangeli Gabriele e Michele (con quest'ultima statua che probabilmente è stata realizzata riutilizzando parte di una precedente scultura romana); quattro leoni stilofori (sui quali cioè poggiano delle colonne), da riferirsi sempre all'Antelami, provenienti da un pulpito originariamente collocato a ridosso della controfacciata della Cattedrale; l'''angelo, in rame dorato, originariamente collocato sulla cuspide della Cattedrale; ceramiche altomedievali ritrovate durante scavi nel cortile del Palazzo Vescovile; arazzo con lAscensione di Gesù (1530 - 1540), di manifattura belga, appartenente ai Farnese; ritratti dei vescovi di Parma.
All'interno vi è una stanza dedicata al nuovo Battistero virtuale, un touchscreen con immagini ad alta definizione per scoprire i segreti del monumento in tutti i suoi dettagli.
Note
Bibliografia Erminia Giacomini Miari, Paola Mariani, Musei religiosi in Italia'', Milano 2005, p. 74
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