La mimica facciale è una parte della cinesica che riguarda il modo in cui si altera il volto delle persone. Gli esseri umani lasciano trasparire anche in questo modo il loro pensiero e le loro emozioni, in quanto la mimica facciale è difficile da controllare spontaneamenteIsabella Poggi, Parlare con gli occhi. Lo sguardo come forma di comunicazione, 2023, Carocci editore, ISBN 978 88 290 2063 8.
La mimica facciale è importante sia a livello personale sia a livello sociale in quanto il cervello ha aree deputate all'immediata interpretazione emotiva dei visi; ad esempio, nel caso della paura, essa permette di avvisare di un pericolo i membri di una stessa specie, insieme ai richiami, ai gesti e agli avvisi.
Storia della ricerca scientifica Un primo testo scientifico sulle espressioni emozionali del volto è il libro del neurologo francese Guillaume-Benjamin-Amand Duchenne de Boulogne, Mécanisme de la physionomie humaine, ou Analyse électro-physiologique de l'expression des passions applicable à la pratique des arts plastiques scritto nel 1862. Egli utilizza il metodo di applicare stimoli elettrici alla muscolatura del volto per verificarne il movimento muscolare e così le varie espressioni emozionali del volto. Ancora oggi, in onore dello studioso francese, il sorriso emozionale, cioè autentico, nel campo della mimica facciale viene definito come sorriso Duchenne
Universalità della mimica facciale Il tema dell'universalità della mimica facciale è stato da sempre fonte di discussione. Darwin sosteneva che la mimica delle espressioni non fosse acquisita tramite la cultura del proprio popolo, ma che valesse per tutti i popoli del mondo. Molti studiosi si opposero radicalmente a questa tesi, ma di recente la ricerca scientifica ha verificato che in effetti la tesi era in parte corretta, ovvero la mimica facciale di alcune emozioni (felicità, rabbia, tristezza, sorpresa, disgusto, paura) è effettivamente universale, anche se cambiano le situazioni nelle quali le emozioni si manifestano. A tal proposito sono stati fatti, dallo psicologo Paul Ekman, tre esperimentiEsperimento Ekman Friesen, le emozioni sono universali. http://ilblogdellamente.com/psicologia-cognitiva/esperimento-ekman-friesen/.: Primo esperimento: studenti universitari degli Stati Uniti e del Giappone; Secondo esperimento: osservatori di cinque diversi paesi (Stati Uniti, Giappone, Cile, Argentina e Brasile); Terzo esperimento: studio della mimica facciale negli altopiani sudorientali della Nuova Guinea. Nel primo esperimento, sono stati presentati dei filmati a studenti universitari degli Stati Uniti e del Giappone. In una prima fase dell'esperimento, i filmati sono stati visti in solitario, mentre in una seconda fase sono stati visti con la presenza di un assistente, per verificare se gli studenti reagissero differentemente con la vicinanza di una persona estranea. Ne è risultato che quando il filmato è stato visto in solitario, la mimica usata dagli studenti degli Stati Uniti e da quelli del Giappone era identica; le cose però sono cambiate nella seconda fase dell'esperimento, poiché gli studenti del Giappone in presenza di un assistente hanno occultato la loro mimica facciale, cercando di nascondere le loro sensazioni e le loro espressioni. Da questo Ekman deduce che ciò che c'è di universale nelle espressioni è il modo in cui vengono usate nei volti, e non in quali situazioni se ne faccia uso (uso involontario).
Il secondo esperimento consisteva nel mostrare (in cinque diversi Paesi) fotografie di volti che rappresentavano le sei emozioni primarie, e nell'associare a ogni fotografia un'emozione primaria. I risultati hanno confermato la tesi dell'universalità di Darwin, poiché gli osservatori di diversi paesi riconoscevano nelle fotografie le stesse emozioni primarie. Tuttavia gli osservatori analizzati avevano delle esperienze visive in comune, quelle derivanti dai mass media. In altre parole, gli osservatori potevano avere diverse espressioni per esprimere, ad esempio, la rabbia, ma aver visto la rabbia in televisione poteva far riconoscere loro l'espressione.
Questo ragionamento portò Ekman a un terzo esperimento, nel quale decise di analizzare popoli che non avevano avuto contatti con i mass media e che avevano avuto scarsissimi contatti col mondo esterno; trovò questi popoli negli altopiani orientali della Nuova Guinea. Durante il terzo esperimento, poiché questi popoli non erano abituati a test psicologici, si è proceduto in maniera differente rispetto agli altri esperimenti: infatti nei precedenti esperimenti sono state mostrate fotografie e a esse si è chiesto di associare parole di un'espressione. Nell'esperimento in Nuova Guinea, invece, sono state raccontate delle storielle, ad esempio "tuo figlio è morto" e a ogni storiella i soggetti indicavano una delle espressioni mostrate in fotografia. Le espressioni delle emozioni sono state riconosciute quasi del tutto, con l'eccezione della paura e dello stupore. Questo però dimostra l'universalità della mimica facciale, poiché il non riconoscere la paura e lo stupore era dovuto al fatto che le culture reagiscono in modo diverso alle stesse situazioni. In altre parole ciò che può far spaventare una cultura potrebbe non spaventare un'altra.
La mimica facciale nelle emozioni La mimica facciale viene studiata in relazione alle sei emozioni primarie (sorpresa, paura, disgusto, rabbia, felicità, tristezza; così etichettate da Ekman), ovvero quelle emozioni da cui poi derivano le emozioni secondarie. Esse a volte presentano dei tratti in comune nella mimica facciale, altre volte invece sono completamente diverse.Questa sezione si basa sui libri di Ekman e Friesen nella bibliografia, Giù la maschera e Te lo leggo in faccia. La mimica nella sorpresa La sorpresaSimona Picardi, Le emozioni facciali. La sorpresa 1.http://www.memorizzare.eu/index.php/2011/05/07/le-emozioni-facciali-la-sorpresa-1.html. è l'emozione più breve ed è un'emozione la cui mimica facciale si manifesta improvvisamente nel volto. Nella mimica della sorpresa sono coinvolte tutte le parti in cui viene suddiviso il volto: le sopracciglia, la fronte, gli occhi e la bocca.Le sopracciglia appaiono incurvate e rialzate, la pelle sotto il sopracciglio è stirata e più visibile. Il sollevarsi delle sopracciglia produce lunghe rughe orizzontali nella fronte, anche se non in tutti i casi: nei bambini ad esempio non ve ne è traccia, mentre in alcuni anziani ve ne è sempre traccia. In quest'ultimo caso, nella situazione di espressione di sorpresa, le rughe diventano più evidenti. Di solito l'espressione di sorpresa compare, oltre che con le sopracciglia, con occhi sgranati e mascella inferiore caduta. Quando non compare insieme a questi ultimi due segni indica un'emozione diversa legata sempre alla sorpresa. Se ad esempio si mantengono sollevate le sopracciglia a lungo si avrà un'espressione di incredulità piuttosto che di sorpresa; se mentre si realizza un'espressione di sorpresa si muove la testa all'indietro o di lato allora quella è un'espressione usata per dire "no" o "andiamo", o se ancora le sopracciglia esprimono sorpresa e la parte inferiore del viso esprime disgusto, allora l'espressione totale rappresenterà un marcato scetticismo. Se il movimento della fronte e delle sopracciglia si blocca per un po', l'emozione di sorpresa assume altri significati: portare la testa all'indietro mentre si congela il movimento della fronte e delle sopracciglia equivale a un saluto; il sollevamento rapido delle sopracciglia può essere usato per mettere in risalto una parola che si sta pronunciando in quel momento.Gli occhi, invece, si presentano spalancati, con la palpebra inferiore rilassata e la palpebra superiore sollevata. Bisogna notare che nell'emozione di sorpresa si scopre la sclerotica, ovvero la parte bianca dell'occhio sopra l'iride (la parte colorata dell'occhio). Si potrebbe scoprire anche la parte bianca inferiore dell'occhio, ma potrebbe essere scoperta solamente perché la bocca tende la pelle della palpebra inferiore fino a scoprire la parte inferiore dell'occhio; quindi è più indicativa la parte superiore rispetto a quella inferiore. Di solito l'occhio sorpreso è accompagnato da movimenti della bocca e della fronte; quando non è accompagnato da questi segni non è detto che si tratti di un'emozione di sorpresa.Nella parte inferiore del viso la mascella ricade durante la sorpresa, separando denti e labbra. Si tratta comunque di una separazione fatta senza sforzo alcuno, infatti i muscoli della bocca sono rilassati, quasi come se la bocca si fosse aperta da sola. L'apertura può essere minima o massima, a seconda dell'intensità della sorpresa.Esistono quattro tipi di sorpresa: Sorpresa standard: fa uso di tutte le zone del viso; Sorpresa interrogativa: si realizza solamente con gli occhi e con le sopracciglia; Sorpresa sbalordita: si realizza con l'uso solamente della bocca e degli occhi; Sorpresa inebetita: si realizza con l'uso solamente delle sopracciglia e della bocca, senza alcun movimento degli occhi. L'intensità della sorpresa La sorpresa varia di intensità, da lieve a estrema: Quando la sorpresa è portata all'estremo si ha un tipo particolare di sorpresa chiamata reazione di trasalimento (startle reaction), con una mimica facciale diversa da quella che normalmente si ha in un'emozione di sorpresa: le palpebre sbattono, la testa indietreggia, le labbra si ritirano e c'è un movimento di sobbalzo. Nel caso di un cambio d'intensità dell'espressione di sorpresa, nonostante ci siano dei piccoli cambiamenti a livello delle sopracciglia e degli occhi. La parte inferiore del viso rivela quanto è intensa l'espressione. In caso di grande sorpresa si ha la massima apertura della bocca, di solito accompagnata da un'esclamazione.
La mimica nella felicità La felicitàSimona Picardi, L'emozione della felicità. La mimica. http://www.memorizzare.eu/index.php/2011/01/03/lemozione-della-felicita-la-mimica.html è l'emozione più desiderata, infatti le persone organizzano la propria vita in modo da avere più occasioni per essere felici. Esistono quattro tipi di felicità che si possono manifestare nel volto: Felicità da piacere: deriva dalle sensazioni fisiche positive; Felicità da eccitazione: avviene quando si è molto interessati a qualcosa; Felicità da sollievo: sopraggiunge alla fine di un dolore; Felicità del concetto di sé: deriva dal sentirsi apprezzati dagli altri. La mimica di felicità si deve analizzare solamente in assenza di riso, perché quando è presente il riso è ovvio che il volto presenta un'espressione felice. L'espressione della felicità è caratterizzata da segni nella parte inferiore del viso e delle palpebre, mentre l'area della fronte e delle sopracciglia non interviene necessariamente.Possiamo avere tre mimiche principali nella parte inferiore del viso: Un sorriso a labbra unite; Le labbra leggermente aperte che lasciano intravedere i denti; Un sorriso a bocca aperta.