LOrdine di Sant'Agostino (), già detto degli eremitani di Sant'Agostino (; sigla O.E.S.A.) è un istituto religioso maschile di diritto pontificio: i frati di questo ordine mendicante, detti agostiniani, pospongono storicamente al loro nome la sigla O.S.A.Ann. Pont. 2010, p. 1435.
Anche se la tradizione ne fa risalire le origini a sant'Agostino, l'ordine sorse nel 1244 dall'unione, promossa dal cardinale Riccardo Annibaldi e sancita da papa Innocenzo IV, delle fraternità di eremiti di Tuscia in un'unica famiglia religiosa sotto la guida di un priore generale e con la regola di sant'Agostino. Nel 1256 agli eremitani di sant'Agostino vennero unite altre congregazioni.M. Heim, in
Nel 1968 il capitolo generale approvò il mutamento del titolo dell'istituto da eremitani di Sant'Agostino a Ordine di Sant'Agostino.
Nel conclave del 2025, per la prima volta, un frate agostiniano, Robert Francis Prevost, già priore generale dell'ordine, è stato eletto papa con il nome di Leone XIV.
Storia L'unione del 1244 Il 16 dicembre 1243 papa Innocenzo IV rivolse alle numerose comunità eremitiche della Tuscia due bolle (Incumbit Nobis e Praesentium vobis) per invitarle a riunirsi in un ordine sotto la regola di sant'Agostino, a eleggersi un priore generale e a dotarsi di costituzioni.B. Rano, DIP, vol. I (1974), coll. 278-279.
Ogni comunità eremitana inviò a Roma uno o due delegati e nel marzo 1244 si celebrò il capitolo di fondazione, presieduto dal cardinale Riccardo Annibaldi, diacono di Sant'Angelo, assistito dagli abati cistercensi di Santa Maria di Falleri e Fossanova: l'ordine degli eremitani di sant'Agostino ebbe, così, formalmente inizio.B. Rano, DIP, vol. I (1974), col. 280.
Le case dell'ordine, almeno 61, erano sparse in massima parte nei territori di Lucca e Siena, ma erano presenti anche in altre zone della Toscana, in Lazio, Liguria, Umbria e Romagna; nel 1250 agli eremitani venne concessa anche una sede a Roma, presso la chiesa di Santa Maria del Popolo, lasciata liberi dai minori francescani trasferitisi all'Aracoeli.B. Rano, DIP, vol. I (1974), col. 322.
Presto gli eremitani fondarono conventi anche in Francia e Inghilterra (prima del luglio 1255) e in Germania e Spagna (prima dell'aprile 1256).
La grande unione del 1256
Il 15 luglio 1255 papa Alessandro IV, con la bolla Cum quaedam salubria, convocò in Santa Maria del Popolo altre famiglie religiose invitandole ad aderire all'unione: con la bolla Licet Ecclesiae catholicae del 9 aprile 1256 unì agli eremitani di Tuscia i guglielmiti, i giambonini, i brettinesi e gli eremiti di Montefavale e li annoverò tra gli ordini mendicanti: si realizzava in tal modo quella che venne poi chiamata Grande Unione.B. Rano, DIP, vol. I (1974), col. 282. Più tardi venne unita agli eremitani la provincia lombarda dei Poveri Cattolici (bolla Iustis petentium del 23 ottobre 1257).
Con l'ingresso nell'ordine di questi nuovi gruppi gli eremitani estesero la loro presenza in Lombardia, Emilia, Veneto, Umbria e nelle Marche.
Con l'unione ebbe inizio anche l'organizzazione del sistema di studi che doveva garantire una preparazione teologica ai membri dell'ordine in funzione dell'apostolato e della pastorale. Attorno al 1260 prese a funzionare a Parigi un collegio per gli studenti agostiniani che frequentavano la locale università: tra i primi a formarvisi fu Egidio Romano, che fu il primo dell'ordine a ottenere il magistero in teologia (1285).B. Rano, DIP, vol. I (1974), col. 350.
Nel 1266 i guglielmiti si separarono dall'unione, ma ciò non impedì all'ordine di svilupparsi e diffondersi soprattutto nelle città.
Il secondo concilio di Lione e il privilegio dell'esenzione Nel 1274, con il secondo concilio di Lione, che decretò la soppressione di tutti gli ordini fondati dopo la celebrazione del quarto concilio lateranense (1215), gli eremitani rischiarono la dissoluzione: sopravvissero grazie al fatto che i loro primi eremi erano sorti già nel XII secolo.B. Rano, DIP, vol. I (1974), coll. 301-302.
Fu in questo contesto che gli agostiniani cercarono di costruire legami diretti tra i loro più antichi eremi e la persona di sant'Agostino, al quale si cercò di attribuire la vera fondazione dell'ordine: sorsero leggende secondo le quali Agostino sarebbe stato rivestito dell'abito eremitano da Ambrogio già al suo battesimo, avrebbe trascorso un periodo in una comunità di eremiti ancora prima di lasciare l'Italia per tornare in Africa e avrebbe dato agli eremiti la sua regola a Milano o a Centocelle.B. Rano, DIP, vol. I (1974), coll. 297-299.
Il 23 agosto 1289, con la bolla Religiosam vitam suscipientibus, papa Niccolò IV concesse agli eremitani il privilegio dell'esenzione dalla giurisdizione dei vescovi locali.B. Rano, DIP, vol. I (1974), col. 313. Questo consentì agli agostiniani di diffondersi ulteriormente: nel 1295 nei paesi tedeschi si erano organizzati in quattro province (Baviera-Boemia, Colonia, Renania-Svevia e Turingia-Sassonia); erano state fondate case anche nell'Italia meridionale e nelle isole del mar Mediterraneo orientale (Creta, Corfù, Cipro, Rodi).B. Rano, DIP, vol. I (1974), col. 324.
La crisi del Trecento e le riforme
La peste nera (1347-1352) danneggiò gravemente l'ordine, causando la perdita di numerosi membri (il priore generale riferisce che nei tre anni dell'epidemia persero la vita frati); per colmare i vuoti nelle comunità iniziarono a essere ammessi all'ordine anche postulanti privi di vocazione o senza un'adeguata preparazione che portarono al rilassamento della disciplina conventuale. Ad aggravare la situazione intervenne lo scisma d'Occidente (1378-1417). Come reazione, i superiori generali cominciarono a rendere autonomi dalla giurisdizione dei superiori provinciali i conventi desiderosi di osservare più rigorosamente la regola, sottoponendoli direttamente a sé stessi o a rettori delle case di osservanza; in tal modo, a partire dal 1387, sorsero all'interno degli eremitani diverse congregazioni di osservanti (di Lecceto, di Sassonia, di San Giovanni a Carbonara, di Spagna, di Monteortone, di Deliceto, degli Zampani, Dalmata).B. Rano, DIP, vol. I (1974), col. 325.
Alla congregazione dell'osservanza di Sassonia apparteneva anche il convento di Erfurt, dove professò Martin Lutero.
L'espansione missionaria del Cinquecento Con l'elezione alla carica di priore generale di Girolamo Seripando nel 1539 iniziò per l'ordine il periodo di massima fioritura. Gli agostiniani, impegnandosi nelle missioni in America, Asia e Africa, propagarono l'ordine anche in queste terre.B. Rano, DIP, vol. I (1974), col. 326.
La prima comunità di sette missionari agostiniani giunse in Messico dalla Castiglia nel 1533: ebbero uno sviluppo tale da poter organizzare una prima provincia autonoma già nel 1568 e una seconda nel 1602.B. Rano, DIP, vol. I (1974), col. 365. Gli agostiniani fondarono il loro primo convento a Lima nel 1551 e le comunità del Perù poterono costituirsi in provincia nel 1575: il loro collegio di Sant'Ildefonso a Lima venne elevato al rango di università pontificia nel 1608.B. Rano, DIP, vol. I (1974), coll. 365-366. Dal Perù gli eremitani si diffusero in Ecuador (nel 1579 venne istituita la provincia di Quito), in Colombia e Venezuela (dove costituirono nel 1601 la provincia della Nuova Granada) e in Cile (provincia autonoma dal 1627).B. Rano, DIP, vol. I (1974), col. 366.
Dal Messico gli agostiniani giunsero nelle Filippine il 28 aprile 1565: ebbero un ruolo di primo piano non solo nell'evangelizzazione dell'arcipelago, ma anche nell'educazione e nella formazione tecnica degli indigeni, nel disegno della rete stradale, nello studio e nella conservazione delle lingue locali. Gli agostiniani delle Filippine fondarono la loro provincia, dedicata al Nome di Gesù, nel 1575.B. Rano, DIP, vol. I (1974), col. 367.
Dalle Filippine gli agostiniani spagnoli tentarono di penetrare in Cina già nel 1575, ma ci riuscirono solo nel 1680: la loro missione durò sino al 1800.B. Rano, DIP, vol. I (1974), col. 370. Nel 1602 penetrarono anche in Giappone, ma molti rimasero vittima delle persecuzioni e gli ultimi vennero espulsi nel 1637.B. Rano, DIP, vol. I (1974), col. 371.
Nel 1554 papa Giulio III elesse vescovo di São Tomé l'agostiniano Gaspar Cão, che nel 1572 portò con sé dal Portogallo dodici confratelli che si dedicarono all'evangelizzazione di Congo, São Tomé e Príncipe. Gli agostiniani della provincia portoghese fondarono conventi anche in Arabia, Zanzibar, Kenya, Iran, Iraq, Georgia, ma ebbero tutti un'esistenza effimera;B. Rano, DIP, vol. I (1974), coll. 369-370. maggiori successi ebbero in India, dove rimasero fino alla soppressione degli ordini religiosi in Portogallo nel 1834.
L'ordine in Europa in età moderna
Nel clima spirituale creatosi in Spagna verso la fine del XVI secolo, che spinse i religiosi a ricercare una vita più austera e penitente, sorse la congregazione dei recolletti, approvata nel 1589 (dal 1912 gli agostiniani recolletti costituiscono un ordine autonomo);B. Rano, DIP, vol. I (1974), col. 318. dalla congregazione di Centorbi (o eremiti di Sicilia), sorta nel 1593, ebbero origine gli agostiniani scalzi (autonomi dal 1931).B. Rano, DIP, vol. I (1974), col. 319.
Nel 1752 papa Benedetto XIV elevò il convento boemo di San Tommaso di Brno alla dignità di abbazia, caso unico nella storia dell'ordine:B. Rano, DIP, vol. I (1974), col. 339. tra gli abati di Brno va ricordato Gregor Mendel, studioso di biologia e padre della genetica.B. Rano, DIP, vol. I (1974), col. 341.
Decadenza e restaurazione dell'ordine
Il periodo iniziato nel 1786, quando l'imperatore Giuseppe II soppresse la maggior parte dei conventi nei paesi asburgici, fu uno dei più difficili per l'ordine: numerosissime comunità agostiniane d'Europa e America Latina vennero disperse e i loro beni incamerati dallo Stato. Solo i conventi nelle Filippine e negli Stati Uniti d'America non vennero interessati dal movimento di soppressione.
Nel 1881 papa Leone XIII chiamò al governo dell'ordine l'italiano Antonio Pacifico Neno, che aveva lavorato a lungo negli Stati Uniti: Neno riaprì un noviziato in Italia e lanciò una grande campagna vocazionale; vennero anche avviate nuove missioni e riorganizzate le province.B. Rano, DIP, vol. I (1974), col. 342.
In quel periodo il pontefice nominò cardinali tre agostiniani e avviò le cause di beatificazione di numerosi agostiniani.
Durante il capitolo generale celebrato a Villanova nel 1968 i padri capitolari deliberarono di eliminare dal titolo dell'istituto l'espressione "eremitani", in quanto non esprimeva più alcun carattere fondamentale dell'ordine.M. Heim, in Il nuovo titolo venne approvato dalla congregazione per i religiosi il 12 febbraio 1969.B. Rano, DIP, vol. I (1974), col. 278.
L'abito agostiniano L'abito agostiniano è nero ed è costituito da scapolare, cocolla e tonaca, con cappuccio e ampie maniche; è cinto in vita da una cinghia di cuoio con fibbia.M. Rondina, in La sostanza dell'effimero... (op. cit.), p. 381.
Tale foggia nel vestire risale sostanzialmente alle origini dell'ordine (XIII secolo), anche se nel corso dei secoli sono state apportate piccole modifiche. Nel 1585, però, si diffuse una leggenda che faceva risalire l'adozione a un episodio miracoloso che aveva come protagonista santa Monica, madre di Agostino: dopo la morte del marito Patrizio, si rivolse in preghiera a Maria, la quale le apparve vestita con abito e cintura nera (quello che avrebbe indossato dopo la morte dello sposo Giuseppe) e garantì a quanti l'avessero imitata la sua protezione e consolazione. Tale leggenda sorse solo quando la confraternita dei cinturati di Bologna venne posta sotto il titolo e la protezione di Nostra Signora della Consolazione.B. Rano, in La sostanza dell'effimero... (op. cit.), p. 382.
Il governo dell'ordine