Regno Nato nell'agosto del 718,Niceforo, p. 125. quando fu battezzato dal patriarca Germano, il 25 dicembre dello stesso anno, defecò sul fonte battesimale, e ciò gli valse l'infamante appellativo di Copronimo (traducibile con 'nome di sterco'), che gli storici iconoduli usavano per insultarlo.Teofane, pp. 551-552. Fu associato al trono nella Pasqua del 720, a soli due anni..Teofane, p. 554. Nell'anno 732, dopo la vittoria decisiva dei Cazari sugli Arabi ad Ardabil e la loro espansione fino a Mosul (a metà strada verso Damasco; la via trans-caucasica per l'invasione d'Europa non verrà più tentata dagli Arabi), l'imperatore Costantino V sposò la principessa cazara Tzitzak, battezzata per l'occasione con il nome di Irene.Teofane, p. 557. Nel 740 contribuì alla vittoria sugli Arabi ad Akroinon.Teofane, p. 571.
Ribellione di Artavasde Quando divenne unico imperatore, durante una campagna di guerra contro gli Arabi, venne dichiarato morto dall'ex strategos del thema armeno nonché cognato Artavasde e dovette riconquistare all'usurpatore, genero di Leone III, sia la capitale che il trono (741-742). Artavasde, difensore del culto delle icone, si fece nominare imperatore da una parte dell'esercito e, una volta giunto a Costantinopoli, fece rimettere al loro posto le immagini sacre. Nel frattempo Costantino V, rifugiatosi ad Amorio, otteneva l'appoggio delle truppe del thema anatolico e, alla testa di queste, inflisse all'usurpatore due pesanti sconfitte, prima presso Sardi (maggio 743) e poi presso Modrene (l'odierna Mudurnu), nell'agosto dello stesso anno. Dopo un breve assedio durato tre mesi (da settembre a novembre), Costantino V entrò trionfalmente a Costantinopoli e punì severamente l'usurpatore: questi fu accecato con i suoi figli nell'ippodromo e mandato in esilio ed ai suoi sostenitori furono tagliati mani e piedi o furono accecati.. Il patriarca Anastasio, reo di aver appoggiato l'usurpatore, fu costretto a fare un giro nell'ippodromo a cavallo di un asino, sottoposto a pubblica umiliazione, ma conservò comunque la sua carica.
Politica interna Politica religiosa Nei primi anni di regno Costantino V sembra essere stato moderato dal punto di vista religioso, non perseguitando apertamente gli iconoduli, ovvero i veneratori delle immagini. Ciò risulterebbe da fonti armene, che descrivono il Costantino dei primi anni come un Imperatore pio «che governò con la fede di Cristo e con pietà», mentre al contrario il padre viene definito empio.. Un'altra fonte slavonica sostiene addirittura che Costantino V avrebbe liberato «tutti i santi iconofili» su richiesta della moglie Irene, che Teofane descrive come una donna pia e veneratrice delle immagini.
Solo successivamente, a partire dagli anni 750, avviò una persecuzione violenta contro gli iconoduli: nel 754 convocò il concilio di Hieria che condannò esplicitamente il culto delle immagini; per far sì che la decisione dei vescovi fosse favorevole alla distruzione delle icone, negli anni precedenti al concilio fece in modo di assegnare ai suoi sostenitori i seggi vescovili vacanti o ne creò di nuovi, a cui prepose prelati a lui vicini. Fece arrestare diversi oppositori dell'iconoclastia rendendoli inoffensivi per tutta la durata del concilio.. Il concilio condannò la venerazione delle icone, in quanto si riteneva che gli iconoduli, venerando tali immagini, ricadevano sia nell'errore del monofisismo sia in quello del nestorianesimo..Costantino V scrisse anche alcune opere di argomento teologico riguardanti l'iconoclastia, che mostravano tendenze monofisite.
In seguito al concilio le immagini religiose nelle chiese vennero distrutte, sostituite con altre profane, come scene di caccia e corse dei carri. La sua politica religiosa incontrò però l'opposizione di parte della popolazione e nel 766 fu scoperta una congiura a cui presero parte alcuni degli uomini più fidati di Costantino: l'Imperatore li punì duramente, ordinando la loro esecuzione.Teofane, p. 605. Uno dei ceti che opponeva più resistenza era quello monastico, sotto la guida dell'abate Stefano (765).
Intorno agli anni 760 iniziò una vera e propria persecuzione nei confronti degli ordini religiosi, ovvero i monaci, in quanto si opponevano alla sua politica iconoclastica. Molti monasteri e possedimenti monastici vennero confiscati, chiusi e trasformate in stalle, stabilimenti termali o caserme.. Uno degli uomini più fidati dell'Imperatore, lo stratego di Tracia Michele Lacanodracone, imponeva ai monaci che arrestava una scelta: o abbandonare la vita monastica e maritarsi, oppure subire l'accecamento e l'esilio. La lotta contro il ceto monastico fu attuata in tutto l'Impero e generò rivolte nelle campagne dove i monaci potevano vantare un forte sostegno. La persecuzione dei monaci fu indiscriminata e colpì anche i monaci non iconoduli: in questo modo la lotta contro le immagini si fuse con la lotta contro la potenza monastica e i suoi possedimenti, che venivano confiscati e incamerati dallo stato.
Attività edilizia Dopo la pestilenza del 747, che aveva colpito Costantinopoli, Costantino si affrettò a ripopolare la capitale facendo trasferire in essa abitanti dalla Grecia e dalle isole dell'Egeo.. Molte opere pubbliche vennero restaurate. Nel 766 ad esempio l'Imperatore provvedette a restaurare l'acquedotto di Valente. Altre opere restaurate in quel periodo furono Hagia Sophia e la Chiesa di Santa Irene, che divenne in pratica il "tempio" dell'iconoclastia. In queste e in altre chiese le immagini religiose vennero rimosse:
Anche se l'iconoclastia provocò la distruzione di opere d'arte religiose, secondo lo storico Hauser grazie a questa eresia si produsse «quell'effetto stimolante della produzione, che era ormai caduta in un meccanico e monotono formalismo.». Grazie all'iconoclastia, l'arte si svincolò da temi religiosi e riscoprì l'ellenismo artistico, con le rappresentazioni delle scene di vita quotidiana già citate più sopra.
Riforma dell'esercito L'Imperatore apportò anche delle migliorie nell'esercito, con l'istituzione dei cosiddetti tagmata, ovvero reggimenti formati da soldati di professione molto meglio addestrati dei soldati-contadini dei themata. Questi vennero ufficialmente istituiti nel 760.
Politica estera Guerre contro i Musulmani
Mentre il basileus sconfiggeva l'usurpatore, il califfato islamico attraversava un periodo di guerre civili, al termine delle quali (750) la dinastia degli Omayyadi venne sostituita da quella degli Abbasidi; la capitale fu trasferita da Damasco a Baghdad; la pressione degli Arabi sui territori bizantini diminuì, e in questo modo l'imperatore poté condurre alcune campagne vittoriose contro i musulmani..
Nel 746 Costantino V invase la Siria settentrionale, occupando Germanicea, la città dove erano nati i suoi antenati.. Nel 752 conquistò anche Teodosiopoli e Melitene, in Armenia.. I prigionieri di guerra vennero condotti in Tracia per ripopolarla, svuotando la regione di confine tra l'Impero d'Oriente e quello arabo e permettendo di creare una "terra di nessuno" che potesse impedire al nemico islamico di avere una base di partenza per eventuali scorrerie nell'Anatolia bizantina.. Anche sul mare Costantino ebbe successo: lo stratego dei Cibirreoti arrecò nel 747 una sconfitta alla flotta araba proveniente da Alessandria.
Queste conquiste non furono durature, poiché le fortezze espugnate furono in seguito riconquistate dagli Arabi; era però ormai evidente che Bisanzio in Oriente non era più l'aggredito ma l'aggressore. Nel 756 il generale arabo Sahil Al-Abbas riuscì a riprendere le fortezze perdute, mentre nel 757 le truppe arabe alla testa del governatore Abdal-Walhab invasero di nuovo il territorio imperiale, ma quando penetrarono nella Cappadocia giunse loro la notizia che l'Imperatore Costantino V stava accorrendo con il suo esercito per uno scontro campale; il timore di perdere una battaglia contro un avversario che già in passato si era dimostrato temibile li spinse a ritirarsi in territorio arabo con tale rapidità che, narrano le fonti, non riuscirono a saccheggiare neppure una città.. Si raggiunse poi tra i due imperi una pace con cui, in cambio della restituzione di alcuni prigionieri, gli Arabi si impegnarono a non invadere più il territorio bizantino. Successivamente vi furono altre incursioni degli Arabi in territorio bizantino ma non portarono a perdite di rilievo, segno di come la difesa bizantina si fosse rafforzata, e nel 763 parte dell'Armenia araba fu conquistata dai Turchi, alleati di Bisanzio.. Negli ultimi anni di regno di Costantino, gli Arabi attaccarono infruttuosamente la Cilicia nel tentativo di recuperarla..
La perdita dell'esarcato
Mentre regnava Costantino V, l'esarcato bizantino di Ravenna era in grave pericolo, minacciato dal re dei Longobardi Astolfo. Questi, riorganizzato e rafforzato l'esercito,Jarnut, Storia dei Longobardi, pp. 111-112. passò immediatamente all'offensiva contro i territori italiani ancora soggetti (anche se più di nome che di fatto) all'Impero bizantino. Nel 750 invase da nord l'Esarcato occupando Comacchio e Ferrara; nell'estate del 751 riuscì a conquistare l'Istria e poi la stessa Ravenna, capitale e simbolo del potere bizantino in Italia.. Si insediò nel palazzo dell'esarca, che venne parificato al palazzo regio di Pavia come centro del regno longobardo.Jarnut, Storia dei Longobardi, p. 112.
Costantino V tentò di recuperare l'esarcato con la forza della diplomazia inviando ambasciatori presso Astolfo nel tentativo di spingerlo a restituire i territori conquistati all'Impero, ma ovviamente l'ambizioso re longobardo non era disposto a rinunciare alle sue conquiste e ambiva a conquistare anche Roma, minacciando apertamente il Papa; il Pontefice allora decise di rivolgersi ai Franchi, all'epoca governati da Pipino il Breve.. Il re franco accettò la richiesta di aiuto del pontefice e discese due volte in Italia (754 e 756), sconfiggendo Astolfo e costringendolo a cedere Esarcato e Pentapoli al Papa invece che all'Impero.. Costantino V ovviamente protestò e inviò due messi presso il re franco, pregandolo di restituire l'Esarcato al legittimo padrone, ovvero l'Impero d'Oriente; ma Pipino rispose negativamente, congedando i due ambasciatori.. Nacque così il potere temporale dei Papi e lo Stato della Chiesa.
Successivamente l'Imperatore tentò di convincere il re franco a rompere l'alleanza con il Papa, restituire l'Esarcato ai Bizantini, e dare sua figlia Giselle in sposa al figlio di Costantino Leone. Di fronte al rifiuto di Pipino, che rimaneva fedele al Papa, l'Imperatore cercò di accordarsi con il nuovo re dei Longobardi Desiderio per riprendersi l'Esarcato, ma nonostante l'accordo si fosse raggiunto, l'impresa fallì. In compenso i Bizantini riuscirono a riconquistare Otranto (758). La caduta del Regno longobardo ad opera di Carlo Magno (774) fece definitivamente tramontare i progetti bizantini di riconquista della penisola italiana. Adelchi, il figlio dell'ultimo re longobardo, si rifugiò a Costantinopoli dove ottenne il rango di patrizio e il nome greco di Teodato.
Guerre contro i Bulgari Costantino V, nel corso del suo regno, condusse ben nove campagne contro i Bulgari, che nel 756 avevano invaso l'Impero. Il casus belli di questa prima invasione bulgara fu la decisione di Costantino V di costruire nuove fortezze al confine con la Bulgaria, cosa che ovviamente danneggiava gli interessi dei Bulgari; il khan intimò quindi all'Imperatore di distruggere le nuove fortezze e al suo rifiuto invase la Tracia bizantina. Su cosa accadde in seguito le fonti sono discordanti:V. confronto tra e . Teofane narra che l'invasione bulgara ebbe successo, devastando i territori imperiali e costringendo Costantino a intraprendere la prima spedizione nel 759. Invece Niceforo parla di fallimento dell'invasione e di una schiacciante vittoria dei Bizantini, che devastarono la Bulgaria e spinsero i Bulgari a firmare un oneroso trattato di pace.