Biografia Figlio del magistrato Ludovico Fulci Gordone e di Arcangela Celi, cugino dei parlamentari Ludovico Fulci (1850-1934) e Nicolò Fulci (1857-1908). Dopo una prima formazione a Modica (dove nasce il 20 maggio 1872), ed a Siracusa, Luigi Fulci nel 1894 si laurea in giurisprudenza a Messina. Viene avviato alla professione negli studi di due dei più noti penalisti siciliani dell’epoca: lo zio acquisito Francesco Faranda e il cugino del padre, Ludovico Fulci, entrambi deputati eletti nelle liste radicali. Proprietario insieme al fratello Francesco Paolo del quotidiano La Gazzetta di Messina dal 1895, lo dirige trasformando la testata in La Gazzetta di Messina e delle CalabrieDizionario Biografico degli Italiani – Treccani, 1998, voce Fulci Luigi.. Nella crisi di fine secolo sostiene la linea politica di Zanardelli seguita dai cugini Ludovico e Nicolò Fulci nella lotta contro i decreti liberticidi di Pelloux, facendosi processare per reato di stampa e provocando la prima pronuncia di incostituzionalità dei decreti governativiM. Saija, L’assassinio di Luigi Fulci. Dagli intrighi dinastici della Marcia su Roma al chinino letale di Stato, Rubbettino, Soveria Mannelli 2019, p. 34, dove si riproduce il testo del telegramma di congratulazioni di Zanardelli a Fulci..

Entrato in massoneria nel 1901 ne scala rapidamente la vetta e si avvia alla carriera politica ricoprendo incarichi amministrativi nella provincia di Messina.

Nel frattempo, sposa nel 1903 Lucia Ardizzone, figlia del magistrato siracusano Antonino Ardizzone e di Giuseppa L’Astorina. Dal matrimonio nascono due figlie, Arcangela e Giuseppa detta Jose.

Scampato al terremoto di Messina del 1908, in cui muoiono la sorella Vittoria, con quasi tutta la sua famiglia e il cugino Nicolò, Luigi Fulci condivide col cugino superstite, il deputato Ludovico, la gestione del primo progetto di ricostruzione della città. Nel 1911 è uno dei fondatori delle Tramways siciliane. Scrive il compendio giuridico più noto in tema di conseguenze giuridiche dei sismi, dal titolo Le leggi speciali italiane in conseguenza di terremoti, pubblicato nel 1916 per la Società Editrice Libraria di MilanoLuigi Fulci - Le leggi speciali italiane in conseguenza di terremoti. Società Editrice Libraria di Milano 1916.

In quest’epoca Fulci acquista una discreta fama come avvocato e, trasferitosi a Roma con la famiglia, apre uno studio in via Po (oggi via Tagliamento).

Da qui in avanti il suo impegno politico acquista una dimensione che da locale si fa nazionale.

L’ingresso nella vita politica Eletto al Parlamento nel Collegio di Messina nel 1919 nella lista democratica, vicina a Giolitti, Luigi Fulci si iscrive al gruppo radicale impegnandosi con il cugino Ludovico e con il duca Giovanni Antonio Colonna di Cesarò nella creazione della Democrazia Sociale, che verrà formata ufficialmente dopo le elezioni del 1921.

Come deputato si fa apprezzare per alcuni suoi interventi alla Camera: particolarmente importante il suo discorso sul governo Bonomi.

Viene nominato Ministro delle poste nei due governi Facta. Come testimonia nelle sue memorie l’allora Guardasigilli, Giulio Alessio, il Fulci dopo qualche esitazione iniziale, si schiera apertamente contro il fascismo. Nella seduta del Consiglio dei Ministri del 26 ottobre 1922, alla vigilia della Marcia su Roma, sostiene “con vibrate parole” l’arresto delle più alte gerarchie fasciste, proposto dal Ministro dell’Interno, Taddei. In quell’occasione viene anche coinvolto in un obliquo tentativo degli Aosta di dissociarsi dalla Marcia su Roma, custodendo un documento che gli procurerà infiniti fastidi, ma costituirà anche una potente arma per condizionare l’establishment.

Lasciata la carica di ministro, Luigi Fulci torna a dedicarsi alla professione, divenendo anche dapprima consulente legale e quindi, nel dicembre 1923, presidente del CdA della Banca Adriatica di Trieste. La situazione, tutt’altro che florida, di tale banca, fortemente invischiata nel traffico di armi coi Balcani, sfocia peraltro nella bancarotta l’anno seguente: nella successiva procedura giudiziariaEssa durerà sino al 1929 e nel dicembre 1924 si intersecherà con la denuncia Donati contro il generale De Bono dinanzi al Senato in Alta Corte di giustizia: ciò in quanto il quotidiano Il Nuovo Paese, 2 dicembre 1924, p. 2 (“De Bono, Sacco, i residuati di guerra e il truffatore Rossini”) aveva legato la gestione del suo predecessore Rossini alle malversazioni dell'accusato per il delitto Matteotti. è coinvolto anche il Fulci, che viene però assolto per insufficienza di prove e soprattutto perché i fatti contestati erano avvenuti in epoca precedente alla sua nomina a presidente della banca.

L'opposizione al fascismo Fonda nel gennaio 1924 a Messina il quotidiano antifascista “La Sera”. Eletto nell’aprile 1924 per la terza volta consecutiva alla Camera dei Deputati nelle file della Democrazia Sociale, diviene uno dei protagonisti della secessione dell’Aventino, a seguito del delitto Matteotti. Dichiarato decaduto dalla carica parlamentare nel novembre 1926, assieme agli altri aventiniani, viene sottoposto a partire da quel momento a stringenti misure di polizia, con costanti pedinamenti e perquisizioni contemporanee nelle sue abitazioni e studi professionali di Roma e in Sicilia. Ma lungi dal piegarlo, la persecuzione lo rende ancora più critico del regime.

Insieme a di Cesarò, Luigi Fulci spera in una iniziativa monarchica di dissociazione dal fascismo. Il suo carattere lo induce ad atteggiamenti di indipendenza e iniziative pericolose, come quella di cercare di mettersi in contatto con il gran maestro della massoneria giustinianea Domizio Torrigiani, appena inviato al confino politico di LipariM. Saija, L’assassinio di Luigi Fulci, op. cit, p. 88. Ci si riferisce a una lettera inviata da Fulci al prof. Emanuele Carnevale, affiliato alla disciolta loggia Eolia di Lipari, pregandolo di trasmetterla a Torrigiani, il quale peraltro non la ricevette mai in quanto la lettera, come spiega Saija, fu “intercettata dalla polizia politica presso l’ufficio postale di Lipari”. Inoltre, stando ai rapporti dei delatori dell’epoca, il Fulci mantiene anche in pubblico un atteggiamento di sfida e denuncia nei confronti del regime.

Solo da qualche tempo gli storiciSi intitola “L’assassinio di Luigi Fulci” un libro di Marcello Saija, edito da Rubbettino nel 2019, nel quale si ricostruiscono i fatti che indussero la polizia fascista a sopprimere l’ex ministro. Questi morì l’11 ottobre del 1930, alla vigilia dei due clamorosi processi che portarono alla sconfitta del nucleo in Italia di “Giustizia e Libertà” e alla dispersione del gruppo di “Alleanza Nazionale per la libertà”. sono venuti esaminando i fatti di quell’epoca, alla luce di documenti che, studiati e confrontati tra loro, hanno consentito di gettare più luce su quello che, con termine in realtà un po’ equivoco, viene chiamato “antifascismo moderato”L’espressione si utilizzò per lungo tempo per caratterizzare la posizione di B. Croce. Oggi però ci si chiede che cosa vi fosse dietro un apparente, cauto dissenso e si mette in chiaro un ampio ventaglio di posizioni differenziate.

In sintesi, nel 1930 la situazione stava diventando seriamente pericolosa per il regime a causa dei seguenti avvenimenti:

la spettacolare fuga da Lipari degli antifascisti Carlo Rosselli, Emilio Lussu e Francesco Fausto Nitti (luglio 1929); la costituzione a Parigi del Movimento filo-repubblicano “Giustizia e Libertà”, con ramificazioni nel Nord Italia (Autunno 1929); la rifondazione in esilio, sempre a Parigi, della Massoneria (Grande Oriente d’Italia) – (gennaio 1930). la nascita di “Alleanza Nazionale per la libertà”, associazione antifascista clandestina filo-monarchica, formata in Italia da Lauro De Bosis, Mario Vinciguerra, Umberto Zanotti Bianco e Giovanni A. Colonna di Cesarò, con la diffusione in Italia di volantini quindicinali antifascisti (luglio 1930). il lancio da un aereo, decollato dalla Svizzera, di manifestini antifascisti su Milano (luglio 1930). il permanente attivismo del movimento clandestino del Partito Comunista in Italia specie in Piemonte, Lombardia ed Emilia (luglio 1930). la scoperta da parte della polizia fascista, grazie a un delatore (l’avvocato Carlo Del Re), della preparazione di una serie di attentati dinamitardi, contro alcune sedi di Intendenza di Finanza del Nord Italia da parte di “Giustizia e Libertà” (settembre 1930).

Era una minaccia assai seria per il fascismo, che richiedeva una massiccia repressione.

L'omicidio Fu in tale clima cha maturò il disegno dell’assassinio di Luigi Fulci. Il 18 settembre 1930, essendo il Fulci sfuggito nuovamente ai pedinamenti della polizia, viene iscritto nel Bollettino delle Ricerche del Ministero dell’Interno, primo della lista dei “sovversivi” ricercati, con foto segnaletica e indicazione dei connotati. Si raccomanda di “impedirne l’espatrio, perquisirlo, vigilarlo e segnalarlo”. Già nel giugno 1927, in occasione di una precedente perquisizione nelle abitazioni e negli studi del Fulci, l’ordine era stato analogo: “Accurata perquisizione, scopo rinvenimento sequestro documenti che comunque abbiano carattere politico. Stop. Si dispone altresì che predetto sia vigilato, scopo impedire possa espatriare clandestinamente”.

La notte tra il 6 e il 7 ottobre 1930, Luigi Fulci compie il suo ultimo viaggio in treno da Messina a Roma. Secondo il racconto di una persona che era con lui, a metà percorso ingerisce un caffè seguito da un liquore e poco dopo si sente male. Scende a Napoli in cerca di un rimedio e perde il treno. Il mattino seguente, viene accompagnato, barcollante, al suo domicilio romano dai due agenti incaricati di pedinarlo. Gli viene diagnosticata una malaria perniciosa. Muore l’11 ottobre, senza riprendere conoscenza.

Rimaste a lungo nascoste le vere cause del decesso di Fulci, sotto la motivazione ufficiale di malaria perniciosa, la riesumazione della salma avvenuta il 26 febbraio 2016, dopo autorizzazione del Tribunale di Messina, ha permesso di confermare i sospetti a lungo coltivati dalla famiglia sulla vera natura della sua morte: l’autopsia non ha fatto riscontrare alcuna traccia di plasmodium falciparum (l’agente patogeno della malaria), evidenziando bensì la somministrazione di ripetute dosi di chinino, a presunti fini terapeutici, con conseguente arresto cardiaco.

Intitolazioni A Luigi Fulci sono state intitolate una Via che dalla frazione Grazia conduce a San Pietro di Milazzo, nonché la Società Operaia di Mutuo Soccorso di San Pietro, da lui fondata nel 1911.

Opere Scritti a carattere giuridico Il divorzio nella prima epoca del diritto romano, Tipografia Fava e Gargagni, Messina 1894

Del reato d’uso d’arma in duello, S. Lapi, Città di Castello 1895

La responsabilità civile dei vettori di emigranti, Giachetti, Prato 1906

(con Ludovico Fulci), Il libello famoso, con annotazioni di giurisprudenza e legislazione comparata dell’avv. Luigi Fulci, Messina 1908

In causa dell’esattore Setti in corte d’appello: note aggiunte alla discussione orale, Messina 1911

Le leggi speciali in conseguenza di terremoti: esposizione e commento, Società Ed. Libraria, Milano 1916

La difesa dell’Italia dai terremoti- in l’Almanacco italiano: piccola enciclopedia della vita pratica e annuario diplomatico amministrativo e statistico. Ed. Bemporad, Firenze1919

Terremoto, voce in “Enciclopedia giuridica italiana”, Vol. XXIV, Milano 1922, pp. 599-741

In difesa di Marta Wilmsen (vedova Peirce). Arringa dell’avv. On. Luigi Fulci, Roma 1924

Discorsi parlamentari Gli interventi in parlamento di Luigi Fulci sono stati in ampia parte pubblicati nel volume I Fulci. Discorsi parlamentari edito dalla Camera dei Deputati nel 2012, a cura di M. R. Protasi e D. D'Alterio. Lui vivente, alcuni di questi discorsi, ritenuti di particolare interesse, furono editi a parte, secondo l’uso dell’epoca. Se ne dà un breve elenco: