Cannitello (Cannateddu in dialetto reggino) è una frazione di Villa San Giovanni, nella città metropolitana di Reggio Calabria. Si affaccia sullo Stretto di Messina e costituisce uno dei più gradevoli e caratteristici borghi di mare della Calabria. La località si sviluppa interamente lungo la costa calabra dello Stretto ed è uno dei pochi centri abitati con le abitazioni che si affacciano direttamente sulla spiaggia, dalla quale si gode di una vista unica che spazia, nelle giornate di tempo sereno, da Capo Vaticano alle Isole Eolie. Al censimento del 2001, l'abitato con i centri circostanti contava 3.281 residenti.
Geografia fisica
Dal lungomare che collega Cannitello al centro di Villa San Giovanni si possono ammirare le acque dello Stretto perennemente inquiete e dal colore cangiante, per effetto delle correnti più forti di tutto lo stretto di Messina, nonché la costa siciliana che, nelle giornate più calme, sembra ancora più vicina per il fenomeno della Fata Morgana, elemento tipico ed esclusivo della costa reggina dello Stretto.
Il paesaggio è dominato da uno dei due Piloni dello Stretto in ferro, alto 224 metri, situato sulla sommità della collina di Santa Trada, che dal dicembre 1955 al settembre 1994 resse i cavi per trasportare l'energia elettrica dal continente alla Sicilia. Tale struttura, oggi dismessa e data in concessione dall'Enel per un periodo al comune di Villa San Giovanni, rimane una valida testimonianza di archeologia tecnico-costruttiva. Dall'estate 2003 il traliccio è interamente illuminato durante le ore notturne, come avvenuto già dal 2000 per il gemello di Torre Faro.
Elenco e descrizione dei rioni di Cannitello
Forte di Altafiumara è un'altura digradante verso la vallata e la Statale 18, giacente su un poggio ricco di vegetazione. Ad Altafiumara si trova un lussuosissimo complesso alberghiero fra i più panoramici al mondo, sede di importanti convegni, incontri e ritiri di famose squadre di calcio. Fino al XIX secolo la struttura era una fortezza, costruita nel 1810 da Gioacchino Murat durante i suoi mesi di permanenza sul territorio villese, il quale vi installò una batteria di cannoni, di cui rimane un esemplare. Cannone (Cannuni in dialetto) si trova tra la Chiesa di Maria Santissima di Porto Salvo e il Santuario di Maria Santissima delle Grazie di Pezzo. Nel 1902, nel tratto di mare tra la Chiesa di Cannitello e Pezzo vennero ritrovati un cannone e dei resti di una nave nel mare prospiciente. Fu attivata la Capitaneria di Porto di Messina e furono rinvenuti diversi cannoni in bronzo e in ferro ossidati. I cannoni recavano data del 1632 o 1638. Appartenevano a navi francesi, spagnole e olandesi. Si pensò, perciò, che nel corso dei una battaglia navale combattuta tra la flotta francese e quella spagnola nelle acque dello Stretto nel XVII secolo fosse affondata una grossa nave da guerra, ma nessuno si sarebbe curato poi di recuperare l'armamento ed il carico. Nel mare dello Stretto, nei pressi di Cannitello, vi sono stati altri recuperi di cannoni appartenenti a navi da guerra o commerciali del XVII e XVIII secolo. Case Alte (Casi Jati in dialetto), abitato esistente sin dall'epoca delle invasioni turche, è situato su una collina ricca di vegetazione e di vigneti; è parte integrante del territorio di Cannitello. Commenda è la località dove sorge l'attuale cimitero, prossima a Case Alte. Il prof. Federico Barillà, nel XIX secolo, riteneva che le massicce muraglie su cui era edificata l'antica Chiesa della Commenda fossero state prese dai resti dell'antico Tempio di Nettuno chiamato Poseidonio, sfruttati anche dai francesi, durante il periodo napoleonico, per la costruzione delle vicine batterie. Qui ebbe sede fra il XVI ed il XVII secolo l'Ordine dei Gerosolimitani, da cui la Chiesa della Commenda e il nome della contrada. Negli anni sessanta vi sarebbe dovuta sorgere una fabbrica di birra, ma il progetto non andò a buon fine. Divale (Duali in dialetto) è una località a ridosso della fortezza di Altafiumara, nella zona dominata dalla Torre Cavallo, ricca di vegetazione e di viti che producono ottima uva corniola e zibibbo (anche se in quantità limitate). In passato nella zona abbondavano alberi da frutta e terrazzamenti, molti dei quali sono stati abbandonati. Il nome potrebbe derivare dal duale, numero grammaticale che serve a indicare due persone o cose: qui potrebbe indicare un luogo che appartiene a due paesi (ad es. Scilla e Cannitello) o a due persone. Vicino sorge la contrada Petrello, che fa parte del terreno su cui è stata edificata Torre Cavallo. Ferrito (Firritu in dialetto) è un piccolo centro adiacente a Cannitello, che si sviluppa lungo la Statale 18. Ferrito è sede di una parrocchia dedicata alla Madonna del Rosario e di una sede staccata della scuola dell'infanzia comunale, facente parte del XXXVIII Circolo Didattico di Villa San Giovanni. Riguardo alla toponomastica di Ferrito, secondo mons. Antonio De Lorenzo il luogo è stato chiamato così perché, ai tempi della regina Giovanna (moglie di Guglielmo II e nipote di Roberto il Guiscardo), nella vallata Zagarella (o Migliorato) si estraeva ferro per fabbricare armi (ferrite è la denominazione generale delle modificazioni cristalline nelle quali si rinviene il ferro come elemento puro). Secondo il Dizionario Etimologico di don Giuseppe Pensabene, Ferrito "è chiaramente riferito al Fretum, lo Stretto. Il popolo pronunziava i gruppi in liquida come se fossero separati: f-r e non fr, per cui si crea una anaptissi" che trasforma fretum>feretum>ferrito.Ferrito fu eretta parrocchia soltanto nel 1967, con sede nella chiesa della Madonna del Rosario, costruita per iniziativa della stessa popolazione locale e consacrata il 26 febbraio 1922. Primo parroco fu don Giuseppe Mandalfino, mentre il riconoscimento civile avvenne il 20 marzo 1971. Nel 1984 un incendio devastò la chiesa, che venne riparata dal popolo stesso sotto la guida del parroco don Rocco Fucà. Latticogna si trova nella zona collinosa a nord di Cannitello. Da questa contrada prende il nome il primo ponte dell'Autostrada A2 dopo Santa Trada, in direzione di Reggio. Il nome di contrada Pirgo deriva probabilmente dal greco πύργος (pyrgos), che significa torre: infatti, in virtù della sua posizione privilegiata, posta sulle colline sopra Cannitello e Altafiumara, fu ripetutamente utilizzata nei secoli come luogo di avvistamento nello Stretto. Qui sorgeva una torre di vedetta simile a quella di Torre Cavallo, alta circa 10 m, larga 6 m in media nello zoccolo e 3,4 m nella sommità. Durante una forte tempesta alla fine del XIX secolo la torre cadde a valle e fu quasi interamente distrutta. Già al tempo dei Romani esistevano torri di vedetta che controllavano lo Stretto e, in epoca bizantina, riuscivano ad avvistare per tempo l'approssimarsi delle incursioni da parte degli arabi. I greci le chiamavano "πύργοι" (pyrgoi) ed assolvevano, oltre alla funzione difensiva, anche a quella segnaletica. Oggi nell'area sono visibili numerose piccole vecchie torrette in ferro, risalenti agli ultimi decenni del secolo scorso, ora abbandonate, costruite dai cacciatori locali per la caccia all'adorno, adesso vietata dalla legge. Porticello (Porticeddu in dialetto) è un borgo di mare attiguo all'abitato di Cannitello, luogo di villeggiatura estiva di molti reggini e villesi. Qui fu trovato il famoso relitto greco con la Testa del Filosofo. Inoltre nelle vicinanze di Porticello dovrebbe essersi trovato il Poseidonio. Il nome potrebbe corrispondere a Portigliola (terra del porto), ma Porticello può anche indicare luogo riparato dai venti. Per questo mons. Antonio De Lorenzo scrive:
San Gregorio (San Grioli in dialetto), si trova dopo Porticello e segna il confine con il comune di Scilla. Vi sbocca l'omonimo torrente Santa Trada è una località collinare posta sopra il centro abitato di Cannitello, dopo Porticello, in prossimità di Altafiumara. Serra Stretto e Serra Torre sono, invece, due località contigue poste fra Altafiumara e Santa Trada. Il nome deriva molto probabilmente da un antico monastero italogreco, dedicato alla Santissima Trinità (in greco Αγια Τριαδα, Haghia Triàda), grangia di quello di San Giovanni in Castaneto presso Santo Stefano in Aspromonte. Anche se don Giuseppe Pensabene scrive: "Nell'epoca romana la riva sottostante doveva essere più arretrata e fu resa memorabile per il disastro subito dalla flotta di Ottaviano sia per l'assalto dei pompeiani da Messina sia per il maltempo. Non risulta assolutamente che qui in passato ci sia stato un monastero dedicato alla Trinità. Trada è la storpiatura del lat. clades, disastro." Sul colle di Santa Trada si erge uno dei due Piloni dello Stretto, costruiti nel dicembre 1955 per il trasporto di elettricità in Sicilia tramite grossi cavi, poi rimossi nel settembre 1994. Il pilone rimane tutt'oggi come testimonianza tecno-archeologica. Caporafi si trova nella zona collinare che sovrasta il Pilone. Valle di Canne (Vaddi i Canni in dialetto) è una località posta nella parte alta e collinosa di Cannitello, che si sviluppa principalmente lungo una strada chiamata appunto via Valle di Canne, che dalla chiesa di Ferrito arriva al cimitero. È prevalentemente composta da terreni agricoli e terrazzamenti, con poche abitazioni. La denominazione del luogo ricorda la i canneti presenti (soprattutto in passato, ora in misura minore) in abbondanza per crescita spontanea. Potrebbe avere avuto anche il senso di limite o confine, potendo fungere la canna da unità di misura. Zaccone (Zaccuni in dialetto). La vallata Zagarella è posta fra Ferrito e Santa Trada. In essa scorre e si getta a mare il torrente omonimo. Secondo alcuni, il nome Zagarella potrebbe derivare dal latino “sagum” cioè sagario (mantello militare, segno di guerra, in contrapposizione alla toga, segno di pace; per cui Zagarella avrebbe il senso di "terra militare"). Questa ipotesi potrebbe essere supportata dal fatto che il territorio prossimo al torrente Zagarella ospitò a riprese militari di varie nazionalità. La vallata Zagarella era chiamata pure vallata Migliorato.
Storia Il nome Cannitello potrebbe essere derivato dal latino "Cannae tellum", ossia "terra della canna"; il territorio, infatti, abbonda di questo tipo di vegetazione che, sino al terremoto del 1908, costituiva il materiale con cui si erigeva la struttura delle case più umili. Lo studioso Giuseppe Pensabene in "Dizionario etimologico del dialetto fossile e attuale nell'area dello Stretto e dintorni" (AZ edizioni, 2001) ritiene poco aderente l'interpretazione dei canneti perché "...gli antichi, oltre al significato comune di vegetale (termine: canna) attribuivano quello di misura, in senso generico o specifico. In greco il termine kanon indica limite, confine. Nella toponomastica, Cannitello di Villa San Giovanni e di Agrigento rappresentavano il limite della penisola e della Sicilia. (...) Tutto il litorale reggino, stando a Ibico, era coperto di giunchi e il toponimo legato ad un solo luogo non avrebbe senso. I soldati ivi stanziati erano chiamati Cannizzari perché posti a difesa dei confini a mare. A Reggio e in Sicilia Cannizzaro è un cognome diffuso, pensare alle stuoie di canne (o cannizzi) significa basarsi solo sull'acustica".
Dal Periodo greco-romano all'età moderna
Punto strategico fondamentale per i collegamenti con la Sicilia sin dall'antichità, l'area fu abitata già in epoca preistorica, come dimostrano i numerosi reperti archeologici ed era chiamata "Fretum Siculum" dai romani. In questa zona sorgeva con tutta probabilità l'antico sito di Colonna Reggina, luogo del traghettamento per la Sicilia. Nel 36 a.C., nelle acque dello Stretto fra Cannitello e la Sicilia, ebbe luogo la decisiva battaglia navale fra Ottaviano e Sesto Pompeo, che garantì al futuro imperatore Augusto il dominio sul mare.