La zecca e monetazione di Aquileia (Moneta) era l'edificio presso il quale vi fu la prima coniazione di monete in epoca imperiale ad Aquileia, a partire dall'Imperatore Diocleziano nel 294/296.J.H.Humphrey, Roman Circuses, Londra 1986, p.625.

Edificio

Le indagini archeologiche non hanno ancora in modo definitivo individuato con sicurezza l'antico edificio presso il quale fu iniziata la coniazione delle monete di Aquilieia. Sulla base di quanto accaduto "in parallelo" nell'altra capitale imperiale del periodo tetrarchico, Mediolanum, potrebbe trovarsi non molto distante dal Forum. Le prime maestranze della zecca sembra furono importate dalla capitale di Roma antica.O.Ulrich-Bansa, Note sulla zecca di Aquileia romana, in Aquileia nostra: vol.V-VI, 1934-35 (pp.3-30); VI-VII, 1936-37 (pp.77-100); VIII-IX, 1938-39 (pp.1-20); X, 1939 (pp.37-64); XVIII, 1947 (pp.3-12).

Segni di zecca Numerosi furono nel secolo e mezzo che rimase aperta i segni di zecca: es. AQ = AQ(uileia); SMAQ = Sacra Moneta AQuileiae; AQA (AQuileia, officina "A"?); AQB (AQuileia, officina "B"?); AQP (AQuileia Prima officina) o AQUILP o SMAQP; AQMOS (AQuileia Moneta Secunda officina) o AQS o AQUILS o SMAQS; AQT (AQuileia Tertia officina) o AQΓ (numerale greco) o AQUILT o SMAT o TAQ (altre forme per terzia officina); AQOB (AQuileia OBrizyacum = oro depurato, puro); AQPS (AQuileia PuStulatum = argento puro); AQUIL; un'Aquila entro ghirlanda; COM OB AQ (COMes OBrizyacum AQuileiae = preposto all'oro puro); MAQ (Moneta AQuileiae).

Storia e monetazione

Il periodo tetrarchico e della guerra civile (294-324)

La zecca aprì con la tetrarchia di Diocleziano, quando Massimiano, una volta divenuto Augusto d'Occidente, scelse come sue capitali, sia Mediolanum (dal 290/291); sia Aquileia (dal 294/296), che Ausonio definisce la nona città dell'ImperoDecimo Magno Ausonio, Ordo urbium nobilium, 9, 64-67., più ad est, quale porto fluviale-marittimo sull'Adriatico e retrovia militare, vista la sua vicinanza al limes dei Claustra Alpium Iuliarum. Furono così attivate inizialmente tre officine.

Nel 312, durante la guerra civile, Costantino I, ormai sospettoso nei confronti di Massenzio, riunito un grande esercito, mosse alla volta dell'Italia attraverso le Alpi,Zosimo, Storia nuova, II, 15, 1. e dopo aver sconfitto due volte consecutive le armate di Massenzio, pose sotto assedio ed occupò Aquileia,Panegyrici latini, IV, 27.1; XII, 11.1. sottomettendo l'intera Italia settentrionale. Con la successiva e decisiva vittoria a Ponte Milvio su Massenzio nel 312,Eutropio, X, 4Lattanzio, De mortibus persecutorum, XLIV; Zosimo, Storia nuova, II, 16; Aurelio Vittore, Epitome de Caesaribus, XL, 23; Panegyrici latini, IX, 16 ss. (di Eumenio) e X, 28 ss. (di Nazario). tutta l'Italia passò sotto il controllo di Costantino.Barnes, Constantine and Eusebius, pp. 42–44. Da qui l'inizio di un nuovo periodo di conaiazione monetaria.

Monetazione della prima tetrarchia (294 - 1º maggio 305) In questo primo periodo, la zecca di Aquileia produsse monete nei tre metalli: oro, argento e bronzo, sebbene quelle in oro non fossero continue.

Nel 293 Diocleziano procedette a una divisione funzionale e territoriale dell'intero impero in quattro parti, al fine di facilitare le operazioni militari. Nominò così come suo cesare per l'oriente Galerio e Massimiano fece lo stesso con Costanzo Cloro per l'occidente. L'impero fu così diviso in quattro macro-aree: a Diocleziano spettavano le province orientali dell'Egitto (capitale: NicomediaEutropio, Breviarium ab Urbe condita, IX, 27.) Galerio le province balcaniche (capitale: Sirmio) Massimiano governava su Italia e Africa settentrionale (capitale: Mediolanum) Costanzo Cloro ebbe in affidamento la Spagna, la Gallia e la Britannia (capitale: Augusta Treverorum)

Il sistema si rivelò efficace per la stabilità dell'impero e rese possibile agli augusti di celebrare i vicennalia, ossia i vent'anni di regno, come non era più successo dai tempi di Antonino Pio. Restava da mettere alla prova il meccanismo della successione: il 1º maggio del 305 Diocleziano e Massimiano abdicarono.

Primo periodo tetrarchico (294-305)ImmagineValoreDrittoRovescioDatazionePeso; diametroCatalogazioneÆ FollisIMP MAXIMIANUS P F AVG, busto di Massimiano rivolto verso destra laureato.GENIO POPV-LI ROMANI, Il Genio del popolo romano verso sinistra, tiene in mano una patera ed una cornucopia; in esergo AQ P(rima).29628 mm, 12.97 gr; prima officina.RIC VI 23b; Paolucci 32.Æ FollisCONSTANTIUS NOB(ilis) CAES(ar), busto di Diocleziano rivolto verso destra laureato.SACR MONETA AVGG ET CAESS NOSTR, la Moneta in piedi verso sinistra, tiene una bilancia ed una cornucopia; sul lato sinistro II; in esergo AQ Γ.30127 mm, 11.17 gr, 6 h; terza officina.RIC VI 32a.Æ FollisIMP MAXIMIANUS P F AVG, busto di Massimiano rivolto verso destra laureato.SACR MONETA AVGG ET CAESS NOSTR, la Moneta in piedi verso sinistra, tiene una bilancia ed una cornucopia; ai lati * - VI; in esergo AQ S(ecunda).302-30326 mm, 9.44 gr, 6h; seconda officina.RIC VI 35b.Æ FollisIMP DIOCLETIANUS P F AVG, busto di Diocleziano rivolto verso destra laureato.SACR MONETA AVGG ET CAESS NOSTR, la Moneta in piedi verso sinistra, tiene una bilancia ed una cornucopia; ai lati * - III; in esergo AQ S(ecunda).30327 mm, 9.04 gr, 6 h; seconda officina.RIC VI 37a.N.B.: Qui sopra alcuni esempi.

Monetazione della seconda tetrarchia (1º maggio 305 - 25 luglio 306) In questo secondo periodo, la zecca di Aquileia produsse monete in oro e bronzo. Non se ne conoscono invece in argento.

Il 1º maggio del 305 Diocleziano e Massimiano abdicarono (ritirandosi il primo a Spalato ed il secondo in Lucania). La seconda tetrarchia prevedeva che i loro rispettivi due cesari diventassero augusti (Galerio per l'oriente e Costanzo Cloro per l'occidenteEutropio, Breviarium ab Urbe condita, X, 1.Zosimo, Storia nuova, II, 8, 1.), provvedendo questi ultimi a nominare a loro volta i propri successori designati (i nuovi cesari): Galerio scelse Massimino Daia e Costanzo Cloro scelse Flavio Valerio Severo. Sembra però che poco dopo, lo stesso Costanzo Cloro, rinunciò a parte dei suoi territori (Italia e Africa) a vantaggio dello stesso Galerio, il quale si trovò a dover gestire due cesari: Massimino Daia a cui aveva affidato l'Oriente, Flavio Valerio Severo a cui rimase l'Italia (e forse l'Africa), mentre tenne per se stesso l'Illirico.Eutropio, Breviarium ab Urbe condita, X, 2. Il sistema rimase invariato fino alla morte di Costanzo Cloro avvenuta ad Eburacum il 25 luglio del 306.Zosimo, Storia nuova, II, 9, 1.

Secondo periodo tetrarchico (305-306)ImmagineValoreDrittoRovescioDatazionePeso; diametroCatalogazioneÆ FollisIMP MAXIMIANUS (si intende in questo caso: Gaio Galerio Valerio Massimiano) P F AVG, busto di Galerio rivolto verso sinistra laureato, con elmo e corazza. Tiene la lancia o uno scettro sulla spalla destra, scudo al braccio.VIRTUS AVGG ET CAESS NOSTR, l'Imperatore Galerio, scudo al braccio sinistro, a cavallo verso destra; trafigge un nemico a terra, mentre un secondo nemico e sdraiato a terra; in esergo AQ P(rima).305-30628 mm, 8.64 gr, 6 h; prima officina.RIC VI 66b.N.B.: Qui sopra alcuni esempi.

Monetazione della terza tetrarchia (25 luglio 306 - 11 novembre 308) In questo terzo periodo, la zecca di Aquileia produsse monete in oro e argento, seppure in quantità assai ridotte.

Con la morte di Costanzo Cloro (25 luglio del 306), il sistema andò in crisi: il figlio illegittimo dell'imperatore defunto, Costantino venne proclamato cesare dalle truppe in competizione con il legittimo erede, Severo. Qualche mese più tardi, Massenzio, figlio del vecchio augusto Massimiano Erculio, si fece acclamare, grazie all'appoggio di ufficiali come Marcelliano, Marcello, LucianoZosimo, Storia nuova, II, 9, 3. e dai pretoriani, ripristinando il principio dinastico.

Galerio si rifiutò di riconoscere Massenzio e inviò a Roma, Severo (che si trovava a MediolanumZosimo, Storia nuova, II, 10, 1.) con un esercito, allo scopo di deporlo. Poiché, però, gran parte dei soldati di Severo avevano servito sotto Massimiano, dopo aver accettato denaro da Massenzio disertarono in massa. Severo fuggì a Ravenna, dove fu assediato dal padre di Massenzio, Massimiano. La città era molto ben fortificata, cosicché Massimiano offrì delle condizioni per la resa che Severo accettò: fu preso da Massimiano e ucciso.Orosio, Storie contro i pagani, VII, 28, 8.Zosimo, Storia nuova, II, 10, 2.Aurelio Vittore, De Caesaribus, XL, 7.

Solo l'11 novembre 308 si tenne a Carnuntum, sull'alto Danubio, un incontro cui parteciparono Galerio, che lo organizzò, Massimiano e Diocleziano, richiamato da Galerio. In questa occasione venne riorganizzata una quarta tetrarchia: Massimiano fu obbligato ad abdicare, mentre Costantino fu nuovamente degradato a cesare, mentre Licinio, un leale commilitone di Galerio, fu nominato augusto d'Occidente.Zosimo, Storia nuova, II, 11, 1.

Terzo periodo tetrarchico (306-308)ImmagineValoreDrittoRovescioDatazionePeso; diametroCatalogazioneÆ FollisIMP C SEVERUS PF AUG, busto di Flavio Valerio Severo rivolto verso destra laureato.FIDE MILITUM AUGG ET CAESS NN, la Fides in piedi di fronte, il viso verso sinistra, tiene in entrambe le mani due vexilla militari; in esergo AQ S(secunda).306-30727 mm, 11.78 gr, 6h; seconda officina.RIC VI 76b.Æ FollisIMP MAXENTIVS P F AVG CONS II, testa laureata verso destra di Massenzio, busto con mantello che tiene uno scettro con aquila.CONSERV VRB SVAE, Roma seduta di fronte su uno scudo, la testa girata verso sinistra, in un tempio esastilo, tiene un globo ed uno scettro di fronte all'imperatore Massenzio, ai loro piedi un prigioniero; in esergo AQ Γ.30724 mm, 5.71 gr, 6 h; terza officina di Aquileia.RIC VI 113.N.B.: Qui sopra alcuni esempi.

Monetazione della quarta tetrarchia (11 novembre 308 - 5 maggio 311) In questo quarto periodo, la zecca di Aquileia sembra non abbia prodotto monete in oro ed argento, almeno dall'autunno del 307 alla fine del 309.

Il quarto periodo tetrarchico, iniziato l'11 novembre del 308, terminò il 5 maggio del 311 quando Galerio morì e Massimino Daia si impadronì dell'Oriente, lasciando a Licinio il solo Illirico.Lattanzio, De mortibus persecutorum, XXXII, 4. L'Italia, comprese le sue zecche rimasero nelle mani dell'usurpatore Massenzio, figlio di Massimiano.

Quarto periodo tetrarchico (308-311)ImmagineValoreDrittoRovescioDatazionePeso; diametroCatalogazioneÆ FollisIMP MAXENTIVS P F AVG CONS II, testa laureata verso destra, busto con mantello che tiene uno scettro con aquila.CONSERV VRB SVAE, Roma seduta di fronte, la testa girata verso sinistra, in un tempio esastilo, tiene un globo ed uno scettro; in esergo AQ S(secunda).3095.69 gr; seconda officina.RIC VI 125.N.B.: Qui sopra alcuni esempi.

Monetazione della quinta tetrarchia (5 maggio 311 - agosto 313) In questo quinto periodo, la zecca di Aquileia sembra abbia prodotto solo un multiplo da 1,5 solidi in oro, ma nessuna moneta d'argento, almeno dall'ottobre del 312 al maggio del 313.