Castellanza (Castelànza in dialetto locale, AFI: ) è un comune italiano di abitanti della provincia di Varese in Lombardia. Si fregia del titolo di città, concesso con decreto del Presidente della Repubblica in data 4 gennaio 1974.
Geografia fisica Territorio
Castellanza è l'ultimo comune della Valle Olona, a sud delle Prealpi Varesine, e si trova al centro della conurbazione che comprende Busto Arsizio, Legnano e Olgiate Olona, a cavallo del confine con la città metropolitana di Milano. È attraversato dal fiume Olona, che taglia in due parti il territorio comunale.
La pianta della città è caratterizzata, da due nuclei storici: Castellanza e Castegnate, posti sui due lati della valle, e segnati da una rete di vie parallele che portano all'Olona, in corrispondenza degli antichi mulini. Castegnate è il borgo di Castellanza ad est del fiume Olona, detto anche in lombardo occidentale in giò. Le vie Borsano, Giusti, Brambilla (dal lato di Castellanza), Gerenzano, Moncucco e Nizzolina (dal lato di Castegnate) sono i vecchi percorsi che scendono al fiume.
Fa inoltre parte del territorio comunale una porzione dell'insediamento denominato Buon Gesù, nato attorno all'omonima cascina del XVII secolo, originariamente conosciuta come "Cascina Selva Longa" e nel XIX secolo come "Cascina delle Corde" e "Cascina Cagnola" ("Cassina Cagnoeula"). Buon Gesù è al confine fra tre comuni, Castellanza, Busto Arsizio e Olgiate Olona, lungo la Strada statale 33 del Sempione.
Clima
Secondo la classificazione climatica il centro abitato è situato in "zona E", 2451 GR/G. Situata nell'alta pianura padana, Castellanza ha un clima di tipo continentale con inverni freddi con molte giornate di gelo. La nebbia è principalmente diffusa lungo l'Olona. Le estati sono calde, umide e moderatamente piovose. Le temperature, in tale periodo, possono superare i e l'umidità superare il 90%, causando quel fenomeno di caldo umido comunemente chiamato afa. Le perturbazioni di stampo atlantico-mediterraneo o da quelle di origine artico-russa sono le principali cause delle precipitazioni atmosferiche. Castellanza, come del resto gran parte della Pianura Padana, soffre di scarsa ventilazione. L'umidità è invece sempre molto elevata per tutto l'anno. Ultimamente, le piogge stanno diventando via via meno frequenti, così come il fenomeno della nebbia.
Storia
Età antica L'origine della frazione di Castegnate è riconosciuta essere inserita nell'areale culturale dei Celti insubri, come testimonia il toponimo con la tipica desinenza al genitivo in -ate. L'integrazione fra Celti e Romani è testimoniata dai resti di una necropoli gallo-romana con reperti ascrivibili tra il I secolo a.C. e il I secolo. Tracce di epoca romana, ancora del I secolo, indicano la presenza di un insediamento rurale, probabilmente gravitante intorno a un nucleo più importante, forse il vicus di Legnano. Parecchi di questi reperti sono conservati tuttora nel Museo civico Sutermeister di Legnano. Da Castellanza passava la via Severiana Augusta, strada romana che collegava Milano con il Verbano.. La strada giungeva alla moderna Castegnate, frazione di Castellanza, dove attraversava l'Olona grazie a un ponte spostandosi dalla sua sponda orientale a quella occidentale. Superata Castegnate la via Severiana Augusta, dopo aver attraversato il ponte sopramenzionato, passava per la moderna Castellanza. Da un punto di vista amministrativo, l'antica Castellanza faceva parte della regio XI Transpadana.
Medioevo Per buona parte del Medioevo il territorio fu parte del Contado del Seprio. La prima testimonianza documentale di Castegnate risale al 1045. Si tratta di documento firmato da Enrico III il Nero che conferma ai monaci di S. Dionigi il possesso di vari territori, tra cui quello di Castegnate. In seguito i De Cuticis o Cuttica, figurano come proprietari dei territori di Castegnate in alcuni trattati di pace firmati tra il 1240 e il 1310 durante la guerra tra i Visconti e i Torriani di cui la famiglia Cuttica, Guelfa, era alleata. Con la vittoria definitiva dei Visconti nel 1314 le proprietà di Castegnate vennero tolte ai Cuttica.
Castellanza, invece, costituiva probabilmente una fortificazione costruita presso due paesi denominati Cogorezio e Sponzano e successivamente assorbiti in un'unica entità almeno dal XV secolo. La prima notizia di Castellanza risale al 1361, in una pergamena presso l'archivio di Busto Arsizio relativa a un lascito testamentario di una rendita a un prete che vi risiede.
Entrambe le località furono assorbite nel Ducato di Milano nel XIV secolo.
Età moderna Nel 1572 si ha traccia della visita di San Carlo Borromeo a Castellanza, facente parte della pieve di Busto Arsizio che riporta l'esistenza di cinque chiese: San Giulio, San Simeone, Santo Stefano, San Giorgio e San Bernardo.
Negli anni 1580, Caſt lanza figura nella mappa che nella Galleria delle carte geografiche dei Palazzi Vaticani riguarda il Ducato di Milano.
Nel 1603 gli abitanti adulti di Castellanza erano 475 e la fonte di reddito prevalente era l'agricoltura, frumento e vite. La peste colpì duramente Castellanza nel 1630, sopravvissero solo 500 anime alla catastrofe. La cappella dedicata a Santa Liberata testimonia l'avvenuta liberazione dall'epidemia. La cappella sorge in Castegnate in un terreno già di proprietà dei marchesi Daverio che contribuirono anche a finanziarne la costruzione.
A partire dalla fine del XVII secolo, i territori di Castegnate e Castellanza seguirono sorti diverse, i primi nelle mani dei Daverio e i secondi in quelle dei Crivelli.. Nello specifico, da un lato, nel 1691 il feudo di Castegnate venne venduto dai governatori spagnoli a Simone Daverio, sposato con Angela Cuttica. Nel 1753 Giovanni Battista Daverio dovette però rinunciare al fondo che venne poi rivenduto a Francesco Guaita nel 1755. Dai Guaita, il feudo di Castenate passò poi ai Piola e, da questi, ai Prandoni. Dall'altro lato, sempre nel 1691, Castellanza venne acquistata da Giovanni Battista Crivelli e al termine della discendenza del feudo venne investito, nel 1748, il marchese Carlo Cornaggia. Alla fine del XVIII secolo viene edificato il Palazzo Brambilla, sede del municipio dal 1921.
Età contemporanea Nel 1845 sorge il Cotonificio Cantoni, cui seguirono Cotonificio Francesco Turati (1875) e l'industria meccanica Pomini (1886). Nel 1888, la ditta Turati è rilevata dalla Manifattura Tosi, che, in località Garottola, costruisce un secondo stabilimento adibito al candeggio. Un nuovo Comune fu costituito il 1º maggio 1869 tramite la fusione dei comuni di Castellanza e Castegnate Olona, in rappresentanza delle comunità che risiedono sui due versanti del fiume Olona. L'attuale stemma rappresenta questa fusione: un ponte a cavallo del fiume Olona separa la torre (simbolo del borgo di Castellanza) dall'albero di castagno (simbolo del borgo di Castegnate). Castellanza inizia ad attrarre realtà industriali grazie alla forte promozione di un suo cittadino, Antonio Bernocchi industriale nella moda tessile, che sarà uno dei maggiori mecenati della storia della città, che in sua memoria lo nominerà cittadino onorario e gli dedicherà la titolazione di una pubblica via. Ad inizio XX secolo la cittadina è ormai un affermato centro industriale, con numerosi opifici che richiamano manodopera anche dai paesi confinanti e non solo: la Pomini da attività artigianale si trasforma in grande industria con un nuovo stabilimento vicino alla stazione ferroviaria; sull'altro lato dei binari sorge nel 1900 lo stabilimento chimico Ignazio Siles, che cambierà più volte nome sino a divenire nel 1928 Montecatini, con vari ampliamenti; tra il 1902 ed il 1905 viene ricostruito ed ampliato il Cotonificio Cantoni mentre nel 1904 è inaugurata la nuova centrale termoelettrica della "Società Lombarda". Nel 1906 sorge la Tintoria Cerini.
Nel secondo dopoguerra le attività industriali si moltiplicano, con la totale ricostruzione della Montecatini nei primi anni sessanta, che diviene Montedison, giungendo a dare lavoro a oltre 1200 operai, e la nascita della meccanica CRM (1950).
A Castellanza è stato aperto il primo ipermercato in Italia, costruito dalla Standa-Montedison nel 1971.
La crisi dell'industria causata dalla concorrenza dei paesi dell'Europa orientale, iniziata negli anni settanta, mette in ginocchio il sistema industriale locale: chiudono i battenti la Manifattura Tosi (1973) ed il Cotonificio Cantoni (1984); la Pomini riduce gli occupati da 1016 a circa 200 e si trasferisce in un nuovo stabilimento in periferia, abbandonando quello vecchio che viene demolito negli anni novanta; la Montedison, spartita tra industrie minori, chiude progressivamente gli impianti sino a ridurre gli operai ad un centinaio. Ad oggi, eccettuate Pomini ed ex Montedison fortemente ridimensionate, le uniche industrie storiche ancora attive nelle loro antiche sedi sono la Cerini (ribattezzata PEPLOS) e la CRM.
Il 14 ottobre 1991 nell'area dell'ex-cotonificio Cantoni viene insediata l'Università Carlo Cattaneo - LIUC, promossa dall'Unione Industriali della Provincia di Varese.
Simboli Sullo stemma comunale, d'argento, sono raffigurati una torre di rosso merlata alla guelfa ed un albero di castagno separati da un fiume e collegati da un ponte a due campate che rappresenta l'unione dei due nuclei che hanno formato il comune: Castellanza simboleggiata dalla torre e Castegnate dal castagno. Lo scudo è ornato dagli ornamenti esterni da Città. Il gonfalone è un drappo partito di rosso e di bianco.
Onorificenze
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose
Architetture civili Villa Brambilla
Ritenuta per lungo tempo opera di Leopold Pollack (1751-1806), Villa Brambilla è stata restituita dagli studi al catalogo di Pietro Pestagalli (1751-1806).Il grande complesso ha forme severe e razionali, caratteristiche del gusto neoclassico e ripropone lo schema a "U", ricorrente nell'edilizia civile lombarda fin dal XVII secolo: il corpo centrale è arretrato rispetto all'ingresso e più alto rispetto ai corpi laterali delle ali avanzate per creare un effetto prospettico, che pone gli edifici allo stesso livello per chi li osserva dalla strada principale della città, già facente parte del tracciato della Strada statale 33 del Sempione. All'interno si trovano sale decorate con raffinati affreschi neoclassici, recentemente restaurati, ed una grande pala ottocentesca di 6 metri per 4 metri raffigurante il giuramento di Pontida del pittore Giuseppe Castellani. Dal 1921 è sede del municipio, acquistato dall'Amministrazione Comunale grazie all'apporto economico dei proprietari delle principali industrie cittadine (Soldini, Cantoni, Pomini e Binda).
Altro
Villa Daverio-Piola-Prandoni
Archeologia industriale Università Carlo Cattaneo Caratteristica per il recupero di edifici storici industriali è l'Università Carlo Cattaneo che ha riutilizzato gli edifici dell'ex-filatura Cantoni, in un'area coperta di , ed occupa anche un vasto parco aperto al pubblico di nel cuore della città. Il progetto di tale recupero è stato firmato dall'architetto Aldo Rossi.
Altro Altre testimonianze di archeologia industriale a Castellanza sono: l'ex Cotonificio Cantoni, fondato nel 1845, riedificato nel 1902-1905 ed ampliato sino al 1930 (data a cui risalgono le costruzioni attuali) suddiviso in due parti: la monumentale filatura con gli edifici circostanti, già restaurata nel periodo 1989-1991 e ora sede della LIUC (in tutto il 60-70% circa degli edifici) e l'ex reparto tessitura, composto da una schiera di capannoni "shed" più alcuni altri edifici, abbandonato dal 1988 ed in stato di gravissimo degrado;