Nel 1507 assunse l'incarico di ambasciatrice spagnola in Inghilterra, diventando così la prima donna nella storia europea a ricoprire tale funzione.Alison Weir, The Six Wives of Henry VIII. Page 59 Per sei mesi assunse la posizione di reggente del regno d'Inghilterra mentre Enrico VIII era in Francia; in quel periodo, gli Inglesi vinsero la battaglia di Flodden Field, circostanza in cui Caterina giocò un ruolo importante. È considerata una delle donne più religiose dell'epoca.

All'età di tre anni, Caterina fu promessa al principe Arturo, erede al trono d'Inghilterra, che sposò nel 1501, ma il giovane morì appena cinque mesi dopo. Di conseguenza, Caterina sposò il fratello minore di Arturo, che avrebbe regnato come Enrico VIII. Dal matrimonio nacquero numerosi bambini di entrambi i sessi, ma nessuno sopravvisse all’infanzia, salvo un'unica figlia, la futura Maria I di Inghilterra. A partire dal 1525, Enrico intrecciò una relazione con Anna Bolena, una delle dame di compagnia di Caterina.

Enrico cercò di far annullare il matrimonio, innescando una reazione a catena che portò allo scisma dell'Inghilterra con la Chiesa di Roma. Quando papa Clemente VII si rifiutò di annullare il matrimonio, Enrico ruppe formalmente con il pontefice, assumendosi la responsabilità delle questioni in materia di religione.

A partire dal 1530, Caterina fu di fatto bandita dalla corte, venendo confinata in varie residenze reali, senza più la possibilità di vedere il marito e la figlia. Nel 1533 il matrimonio con Caterina fu dichiarato nullo ed Enrico poté sposare Anna, incinta della futura Elisabetta I d'Inghilterra, con l’approvazione della Chiesa inglese, senza coinvolgere il Papa. Caterina rifiutò di accettare Enrico come Capo Supremo della Chiesa d'Inghilterra e continuò a ritenersi, come del resto fecero la maggior parte dell'Inghilterra e dell'Europa, la legittima moglie del sovrano e regina fino alla morte, guadagnando ampio consenso popolare.

Considerata a quel punto da Enrico solamente come principessa vedova del Galles, passò l'ultima parte della sua vita nel castello di Kimbolton, nel Cambridgeshire, dove morì il 7 gennaio 1536. Caterina godeva di grande popolarità in vita e la sua morte fu molto compianta dal popolo inglese. Il controverso manuale De institutione feminae Christianae di Juan Luis Vives, che sostiene che le donne hanno diritto all'educazione, fu dedicato a lei e da lei commissionato. L'impressione che suscitava nelle persone era tale che persino il suo nemico Thomas Cromwell disse di lei: «Se non fosse stato per il suo sesso, avrebbe potuto tener testa a tutti gli eroi della Storia». Eustace Chapuys, Imperial Ambassador, 1533 Calendar of State Papers, Spanish, IV, ii, 737. Rivolse con successo al marito un appello per le vite dei ribelli coinvolti nell'Evil May Day, per la sopravvivenza delle loro famiglie,Peter G. Bietenholz & Thomas B. Deutscher, Contemporaries of Erasmus, p. 283. e suscitò molta ammirazione per aver avviato un vasto progetto di sostegno nei confronti dei poveri. Era anche patrona dell'umanesimo rinascimentale e amica di grandi studiosi, ad esempio Erasmo da Rotterdam e Tommaso Moro.

Origine familiare Discendente dal casato di Trastamara, era la quinta figlia del re di Sardegna, Sicilia e re della corona d'Aragona e futuro re di Alta Navarra e Napoli, Ferdinando II (unico figlio maschio nato dal duca di Peñafiel, re di Navarra e della corona d'Aragona, Giovanni e dalla sua seconda moglie Giovanna Enriquez) e della regina di Castiglia e León, Isabella di Castiglia, figlia del re di Castiglia e León, Giovanni II e di Isabella del Portogallo. Sua sorella fu Giovanna di Castiglia, detta la Loca ("la pazza"), moglie di Filippo d'Asburgo (detto "Filippo il Bello") e madre dell'imperatore Carlo V.

Biografia I primi anni

Caterina nacque nel palazzo arcivescovile di Alcalá de Henares, nei pressi di Madrid, la notte del 16 dicembre 1485. Era la figlia più giovane dei Re Cattolici di Spagna, Ferdinando II d'Aragona e Isabella I di Castiglia. Era di statura piuttosto bassa,Antonia Fraser, Le Sei Mogli di Enrico VIII, p. 28. con una tendenza alla pinguedine che all'epoca era apprezzata quale segno di buona salute e fertilità, lunghi capelli biondi con una sfumatura rosso-oro, grandi occhi blu, un viso ovale dai lineamenti regolari e carnagione chiara. Discendeva, per parte materna, dalla casa reale inglese, in quanto la sua bisnonna, Caterina di Lancaster, di cui ebbe il nome, era figlia di Giovanni Plantageneto e nipote di Edoardo III d'Inghilterra. Di conseguenza, era cugina di terzo grado di suo suocero, Enrico VII Tudor, e cugina di quarto grado della suocera, Elisabetta di York.

Tutore della sua educazione fu Alessandro Geraldini, noto umanista italiano; con lui, Caterina studiò religione, letteratura classica, storia latina, diritto canonico e civile, araldica e genealogia. Ricevette una forte educazione religiosa e maturò una profonda fede, che avrebbe avuto un ruolo assai importante nella sua vita futura.Antonia Fraser, Le Sei Mogli di Enrico VIII, p. 14. Imparò a parlare, leggere e scrivere in spagnolo e latino, parlava francese e greco. Apprese inoltre le arti domestiche: cucito, merletto, ricamo, musica e danza, era infatti un'abile ballerina. Alison Weir, The Six Wives of Henry VIII, p. 20.Margaret George, The Autobiography of Henry VIII. Il grande umanista Erasmo avrebbe detto in seguito che Caterina «amava la buona letteratura che aveva studiato con successo sin dall'infanzia». Maria Dowling, Humanism in the Age of Henry VIII (Published 1986), p. 17.

In tenera età, Caterina fu considerata una moglie adatta per Arturo, principe di Galles, figlio maggiore di Enrico VII d'Inghilterra e erede al trono, in quanto poteva vantare un'eminente ascendenza inglese per parte di madre. Attraverso Isabella di Castiglia, infatti, Caterina discendeva da un illustre casato reale inglese, i Lancaster, il cui capostipite fu Giovanni; in particolare, discendeva dalle prime due mogli di costui, Bianca di Lancaster e Costanza di Castiglia. D'altro canto, Enrico VII d'Inghilterra discendeva dalla terza moglie di Giovanni, Katherine Swynford, i cui figli, nati fuori dal matrimonio, furono dichiarati legittimi solo dopo la morte di Costanza e il matrimonio di Giovanni e Katherine.

Ai figli della coppia fu tuttavia negata la possibilità di avanzare pretese sul trono inglese, e per questo motivo la monarchia Tudor non era accettata da tutti i regni europei. A quel tempo, poiché la casata di Trastámara era di gran lunga la più prestigiosa, grazie al governo dei Re Cattolici, il legame tra Caterina e Arturo sia rendeva la casata dei Tudor legittima agli occhi dei reali d'Europa, sia ne rafforzava la pretesa sul trono d'Inghilterra, attraverso l'ascendenza dell'Infanta. Avrebbe inoltre portato alla nascita di un erede maschio che potesse legittimamente e indiscutibilmente aspirare al trono. I due si sposarono per procura il 19 maggio 1499, e intrattennero una corrispondenza in latino finché Arturo compì quindici anni e fu deciso che erano grandi abbastanza per sposarsi.

Moglie e vedova di Arturo

I due si incontrarono in seguito il 4 novembre a Dogmersfield, nell'Hampshire. Poco si sa delle loro reciproche prime impressioni, ma Arturo scrisse ai suoceri che sarebbe stato un «marito fedele e affezionato» e disse ai genitori di essere immensamente felice di «vedere il viso della sua amabile sposa». All'epoca, Caterina, appena sedicenne, appariva come una giovane donna assolutamente piacente per i canoni dell'epoca, bionda e di aspetto prosperoso. A un primo incontro, i due giovani scoprirono di non essere in grado di parlarsi, dal momento che avevano imparato pronunce diverse del latino.Antonia Fraser, The Wives of Henry VIII, p. 25. Dieci giorni dopo, il 14 novembre 1501, si sposarono nella Vecchia San Paolo, a Londra, anche se - come le vicende successive dimostrarono - non è dato sapere se la giovane coppia abbia o meno consumato il matrimonio.

Una volta sposati, Arturo fu mandato al castello di Ludlow, ai confini con il Galles, a presiedere al Council of Wales and the Marches, in quanto era suo dovere di principe di Galles, e la moglie lo accompagnò. La coppia soggiornò a Castle Lodge, a Ludlow. Pochi mesi dopo, entrambi si ammalarono, forse per la febbre miliare che stava dilagando nella zona. Arturo morì il 2 aprile 1502, mentre Caterina si riprese, ritrovandosi vedova. A questo punto, Enrico VII cercò di impedire che la dote di Caterina fosse restituita a suo padre. Onde evitare ulteriori complicazioni, fu deciso che la ragazza avrebbe sposato il secondo figlio di Enrico VII, Enrico, duca di York, di cinque anni più giovane di lei.

Comunque, la morte di Isabella significava una diminuzione del "valore" di Caterina sul mercato matrimoniale; la Castiglia era un regno ben più grande dell'Aragona ed era stata ereditata dalla sorella maggiore di Caterina, Giovanna, ritenuta mentalmente instabile. Apparentemente, il matrimonio fu rinviato finché Enrico fu grande abbastanza, ma Enrico VII rimandò tanto a lungo circa la questione della dote non saldata di Caterina da far dubitare che il matrimonio avrebbe mai avuto luogo. Visse praticamente da prigioniera a Durham House, a LondraWilliams, p.15, e di quel periodo ci sono pervenute alcune lettere, indirizzate al padre, in cui si lamentava del trattamento riservatole; in una di queste, gli scrive: «Scelgo cosa credere, e non dico nulla, poiché non sono così ingenua come potrei sembrare». La sua situazione era sotto ogni punto di vista precaria: aveva poco denaro e lottava per mantenersi, dal momento che era responsabile del benessere non solo suo, ma anche di quello delle sue dame di compagnia. Nel 1507 assunse l'incarico di ambasciatore spagnolo in Inghilterra, diventando così il primo ambasciatore donna nella storia d'Europa.Alison Weir, The Six Wives of Henry VIII, p. 59.

Mentre Enrico VII e I suoi consiglieri si aspettavano che si facesse manipolare facilmente, Caterina dimostrò loro quanto si sbagliassero. Il matrimonio con il fratello di Arturo dipendeva dalla dispensa che il papa, Giulio II, poteva concedere, poiché il diritto canonico impediva a un uomo di sposare la moglie del fratello. Caterina testimoniò che il proprio matrimonio con Arturo non era mai stato consumato, dal momento che, sempre secondo il diritto canonico, un matrimonio non era valido finché non fosse stato consumato. Tale fatto fu considerato di secondaria importanza all'epoca, poiché il papa aveva il potere di respingere qualsiasi obiezione, che fosse causata da motivi religiosi o meno.

Regina d'Inghilterra (1509-1533) Caterina convolò a nozze per la seconda volta l'11 giugno 1509, sette anni dopo la morte del principe Arturo, all'età di 23 anni, sposando l'allora appena incoronato Enrico VIII, diciottenne in una cerimonia privata, nella Chiesa di Greenwich.

Incoronazione

Il 23 giugno 1509, vigilia dell'incoronazione, la tradizionale processione verso Westminster fu salutata da una folla numerosa ed entusiasta. Come voleva la tradizione, la coppia passò la notte precedente l'incoronazione alla Torre di Londra. Domenica 24 giugno 1509, Enrico VIII e Caterina d'Aragona furono consacrati e incoronati re e regina d'Inghilterra dall'arcivescovo di Canterbury in una sontuosa cerimonia nell'Abbazia di Westminster. L'incoronazione fu seguita da un banchetto a Westminster Hall. In occasione dell'incoronazione, furono nominati molti nuovi cavalieri dell'Ordine del Bagno.

Gravidanze e figli