La situazione dellomosessualità in Cina risulta generalmente abbastanza ambigua, sebbene — come precisato in prosieguo — si siano registrati molti casi di omosessualità nella storia delle dinastie. In questa voce, con il termine “Cina”, ci si riferirà all'intera regione cinese, includendo la popolazione di Repubblica Popolare Cinese, Hong Kong, Macao e Taiwan.
Terminologia Nel passato erano utilizzate due espressioni metaforiche per identificare una persona omosessuale. Si parlava della “passione della manica tagliata” (cinese 断袖之癖, pinyin dùanxìu zhī pì), oppure del “morso della pesca” (分桃 pinyin fēntáo).
Oltre a queste due forme, però, vi sono altre terminologie, per noi meno oscure, che si vanno ad affiancare alle due precedenti. È il caso di “orientamento maschile” (男風 pinyin nánfēng), oppure di “fratelli della stessa famiglia” (香火兄弟 pinyin xīanghǔo xīongdì), ed infine “empatia per il dragone virile” (龍陽癖 pinyin lóngyángpì).
Formalmente, il termine “omosessuale” si traduce con tongxinglian (同性戀, pinyin tóngxìnglìan, letteralmente relazione sentimentale/sessuale fra persone dello stesso sesso) o tongxinglian zhe (同性戀者, pinyin tóngxìnglìan zhě, persone omosessuali). Queste espressioni fanno parte di un registro linguistico aulico e di conseguenza sono raramente utilizzate nei discorsi quotidiani. Nella comunità omosessuale, difatti, si adotta il termine "tongzhi" (同志 pinyin tóngzhì).
Tongzhi (che letteralmente vuole dire "camerata"/"compagno"), oppure nü tongzhi, 女同志 pinyin nǚ tóngzhì, (che per il gergo lesbico sta per "compagna"/"amica") fu il primo termine adottato dai ricercatori di Hong Kong per gli studi di genere, ed è utilizzato anche nella cinese riferendosi all'omosessualità. Invece il cantonese usa la parola gei1(基), come calco linguistico del termine anglosassone gay. Per di più questa parola è piuttosto comune in Taiwan, ma assume connotazioni offensive se adoperato da persone eterosessuali o dagli stessi omosessuali, in specifici contesti.
Un altro termine che rientra nello slang cinese è boli (玻璃, pinyin: bōlí, che sta per vetro o cristallo) anche se non è comunemente utilizzato.
Infine, fra gli studenti universitari omosessuali, è in voga il neologismo "datong" (大同, pinyin dàtóng, che si riferisce anche al concetto di utopia in cinese). Questo termine è diventato assai popolare, dato che "datong sta per l'abbreviazione di "da xuesheng tong zhi" (ovvero studenti universitari [che sono] omosessuali).
Le lesbiche di Taiwan si chiamano fra loro lazi (拉子, pinyin lāzi) o lala (拉拉, pinyin lālā), che sono entrambe abbreviazioni della traduzione inglese del termine "lesbian".
L'omosessualità nella cultura cinese
Tutte le principali religioni dell'antica Cina hanno una struttura codificata che è stata da sempre interpretata, tradizionalmente, come contraria all'orientamento omosessuale. Stando all'interpretazione classica, il confucianesimo ha alla base il principio secondo cui ogni uomo deve assumere nella sua vita un comportamento conforme al genere sessuale attribuitogli dalla natura, e impegnarsi nei ruoli sessuali che sono congeniali alla riproduzione (altrettanto vale per la donna). Il travestitismo, quindi, non potrà che essere oggetto di censura da parte della dottrina confuciana.
Nonostante ciò, vi sono molti avvenimenti storici che rivelano di imperatori che usavano indossare indumenti femminili, anche se questo, ogni volta, veniva interpretato come fatto di cattivo auspicio, soprattutto per quanto riguardava la capacità del sovrano di assicurare una discendenza (in particolare figli di sesso maschile). Nella cultura cinese difatti, questo è sempre stato interpretato come un dovere inalienabile. Così un uomo che ama in modo esclusivo un altro uomo, non adempirà ai suoi obblighi sociali e religiosi. Di conseguenza sarà considerato un uomo privo di sani principi morali.
Il Taoismo, che enfatizza il mantenimento dell'armonia naturale esistente tra le forze dello Yin e dello Yang, (sempre secondo un'interpretazione tradizionale) non può che disapprovare una relazione omosessuale (uomo-uomo o donna-donna). Si verificherebbe un legame yang-yang o yin-yin, ovvero un legame distruttivo e non bilanciato secondo la concezione cosmica di armonia. Nel Buddismo, infine, il desiderio sessuale (sia esso eterosessuale che omosessuale) è visto come un ostacolo per l'anima. Viene interpretato come una zavorra che tiene legato lo spirito al mondo reale, impedendogli di raggiungere il Nirvāṇa. Per questo, le pulsioni sessuali sono generalmente vietate.
D'altra parte però risulta necessario evidenziare come nessuna delle maggiori religioni cinesi condanni il comportamento sessuale così duramente come il Cristianesimo nel corso dei secoli. Se effettuassimo una comparazione tra cultura cristiana e confucianesimo, . Nel Confucianesimo, come detto, l'obiettivo prioritario è la riproduzione del nucleo sociale di riferimento. Una volta che una persona abbia adempiuto a tale dovere, il fatto che lo stesso abbia relazioni sessuali o amorose con altre persone dello stesso sesso resta una realtà secondaria e privata.
Questo è anche vero nel Taoismo. Sebbene ogni uomo sia identificato e identificabile dalla sua componente yang (mascolina), nel contempo è dotato nella sua essenza più intima anche di componenti yin (femminili) fondamentali e non trascurabili. Difatti è risaputo e non stupisce che in molti uomini la componente femminile (yin) sia assai elevata. In quest'ottica quindi, molti comportamenti femminili non sono visti come innaturali per gli uomini. Di conseguenza l'omosessualità può essere letta come qualcosa di molto naturale, che s'innesta nel circuito dicotomico dello yin e dello yang con modalità del tutto armoniche.
Un altro aspetto di notevole rilievo che va necessariamente sottolineato è l'importanza dell'amicizia maschile nella cultura cinese antica. Ve ne sono molti esempi nei romanzi classici cinesi. Questi legami si basavano però più su un cameratismo bellico, che su tendenze omosessuali. Comunque, altre opere descrivono relazioni meno platoniche. Nel romanzo Il sogno della camera rossa ci sono esempi di maschi bisessuali coinvolti tanto in atti sessuali con il proprio sesso che con il sesso opposto.
L'omosessualità nella Cina delle antiche dinastie
Che le informazioni rilevanti risalgono al periodo degli Stati Combattenti. Nella storia delle dinastie cinesi sono rintracciabili comunque due notevoli prove di come i comportamenti omosessuali non fossero estranei alle relazioni di corte. In particolare l'espressione yútáo duànxiù (余桃断袖). Yútáo, o "la mezza pesca", (espressione attestata nello Han Feizi, quando si fa riferimento a Mi Zixia (彌子瑕) ), ne è il primo esempio. Mi Zixia, un ragazzo di rara bellezza, fu per molto tempo oggetto del desiderio del duca Ling di Wei (衛靈公). Si narra appunto che un giorno Mi Zixia condividesse con il duca una pesca deliziosa già morsicata da quest'ultimo, che non poté che apprezzare il gesto (sebbene, una volta cresciuto Mi Zixia, e dopo che questi aveva ormai perso la sua bellezza, il duca ricordando quell'episodio cercasse di minimizzarlo).
Il secondo tipo di espressione è Duànxiù, che vuol dire letteralmente "tagliare la manica", che si riferisce invece all'imperatore Ai della dinastia Han che tagliò la manica del suo vestito, sulla quale il suo adorato concubino Dongxian (董賢) si era addormentato, al fine di non svegliarlo. Lo studioso Pan Guangdan (潘光&26086) è arrivato alla conclusione che quasi ogni imperatore della dinastia Han ha avuto uno o più concubini maschili.
Vi sono inoltre, anche descrizioni lesbiche in molti libri di storia. In questi testi si ritiene che l'omosessualità sia stata molto popolare durante le dinastie Song, Ming e Qing. Gli omosessuali cinesi non hanno sperimentato un alto profilo persecutorio, se comparato alle repressioni che subirono invece gli omosessuali in Europa durante il Medioevo.
Amanti omosessuali, inoltre, furono celebrati nell'arte cinese e molti esempi sono sopravvissuti ai roghi di libri della Rivoluzione culturale. Sebbene non molte sculture siano riuscite a sopravvivere all'usura del tempo, molte pergamene e tele dipinte su seta possono essere ancora ammirate in collezioni private.
Un'altra celebre storia omosessuale è quella di Long Yang, narrata dal poeta Ruăn Jí (阮籍, 210—263) in una poesia nel suo almanacco "Poems chanting from my heart" (tradotto altresì come "Expressing my Thoughts" e "Songs of my cares", in italiano "Poesie che contano nel mio sentire"). "Long Yang era un uomo giovane ed attraente vissuto nell'antica Cina; nel tempo il suo nome è divenuto sinonimo di relazioni emotivo-sentimentali di natura omosessuale. L'importanza di questa poesia sta proprio nel descrivere apertamente e direttamente la relazione di amore eterno tra due giovani uomini, costituendo così uno dei primi documenti di questo genere nella storia della poesia cinese". La poesia può essere letta in italiano nella traduzione di Riccardo Moratto (2011), pubblicata da InTRAlinea.
La prima legge contro gli omosessuali in Cina venne introdotta nel 1740. Non vi sono testimonianze storiche di come effettivamente la legge fu osservata e fatta osservare. I più devastanti effetti per gli omosessuali cinesi, comunque, si ebbero ironicamente proprio con l'avvento dell'illuminismo.
L'ultimo imperatore cinese, Pu Yi, era omosessuale anche se si sposò numerose volte.Giuliana Zuccoli Bellantoni, Cine Collection - Il grande cinema di oggi, n. 1, Milano, Fabbri Editori, 1994, p. 1.
L'omosessualità nella Cina moderna
L'omosessualità divenne clandestina dopo la formazione della Repubblica Popolare Cinese. Il puritanesimo comunista incise negativamente sulla percezione sociale dell'omosessualità.
Il regime comunista perseguitò gli omosessuali, specialmente durante la Rivoluzione culturale. In quel periodo molti gay furono puniti con lunghi periodi di prigionia e non mancò nemmeno qualche esecuzione. La tolleranza sociale dell'omosessualità era oramai inesistente. Solo con la politica di riforma definita di "Riforma ed apertura" del 1979, il comunismo iniziò ad allentare la sua forte funzione di controllo su questo tipo di comportamento, anche se la pratica dell'omosessualità continuò ad essere ritenuta diffamante e veniva identificata come uno stile di vita dissoluto tipico dei regimi capitalistici.
Un cambiamento notevole si registrò solo tra il 1990 ed il 2000, quando la sodomia venne decriminalizzata nel 1997, e la nuova lista dei "criteri della classificazione e diagnostica cinese dei disordini mentali" rimosse l'omosessualità dalla lista delle malattie mentali nell'aprile del 2001. La situazione ha continuato ad evolvere e dal 2004 è stata permessa la partecipazione alle selezioni cinesi per Miss Universo anche alle transessuali, dopo la partecipazione di Chen Lili, anche se in questo caso la questione riguarda l'identità di genere e non l'orientamento sessuale.
In un'indagine su internet nel 2000 è stato messo in luce come il grado di tolleranza dei cinesi fosse in aumento: su 10.792 interrogati, il 48,15% era a favore, 30,9% disapprovava, 14,46% si dichiarava incerto, ed il 7,26% praticamente indifferente. Non essendoci né conservatori radicali né militanti radicali nel tessuto sociale della repubblica popolare, le violenze agli omosessuali risultano rare, anche se un gran numero di studiosi si lamenta del forte stampo proibizionista che caratterizza la politica interna del governo cinese: è una politica puramente neutrale, che si disinteressa delle problematiche omosessuali e che nel contempo non fa nulla per promuovere la tolleranza ed il rispetto di tali diversità. Ad esempio, durante i Gay Games del 2002 solamente a due persone del continente fu concesso il permesso per prendere parte ai giochi e, se si trascurano i siti gay, ci fu una copertura mediatica insufficiente da parte del resto dei mezzi di comunicazione di massa.