Le elezioni politiche in Italia del 1992 per il rinnovo dei due rami del Parlamento Italiano – la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica – si tennero domenica 5 e lunedì 6 aprile 1992. Convenzionalmente vengono ritenute le ultime elezioni della cosiddetta Prima Repubblica, ovvero quel periodo che va dalla nascita della Repubblica Italiana al 1992, e caratterizzate per essere le prime dal 1946 senza la presenza del Partito Comunista Italiano (rinominatosi Partito Democratico della Sinistra)... e le ultime alle quali prese parte la Democrazia Cristiana... Sono le prime elezioni in cui i simboli dei partiti sono riprodotti a colori e non in bianco nero sulla scheda elettorale, e le prime elezioni in cui l'elettore che volesse esprimere anche una preferenza deve scrivere il cognome e nome del candidato prescelto e non il numero di inserimento del candidato prescelto nella sua lista di partito.
Sistema di voto Le elezioni politiche del 1992 si tennero con il sistema di voto introdotto con il decreto legislativo luogotenenziale n. 74 del 10 marzo 1946, dopo essere stato approvato dalla Consulta Nazionale il 23 febbraio 1946. Concepito per gestire le elezioni dell'Assemblea Costituente previste per il successivo 2 giugno, il sistema fu poi recepito come normativa elettorale per la Camera dei deputati con la legge n. 6 del 20 gennaio 1948. Per quanto riguarda il Senato della Repubblica, i criteri di elezione vennero stabiliti con la legge n. 29 del 6 febbraio 1948 la quale, rispetto a quella per la Camera, conteneva alcuni piccoli correttivi in senso maggioritario, pur mantenendosi anch'essa in un quadro largamente proporzionale.
Secondo la suddetta legge del 1946, i partiti presentavano in ogni circoscrizione una lista di candidati. L'assegnazione di seggi alle liste circoscrizionali avveniva con un sistema proporzionale utilizzando il metodo dei divisori con quoziente Imperiali; determinato il numero di seggi guadagnati da ciascuna lista, venivano proclamati eletti i candidati che, all'interno della stessa, avessero ottenuto il maggior numero di preferenze da parte degli elettori, i quali potevano esprimere il loro gradimento per un unico candidato, anziché per un massimo di quattro come nelle precedenti elezioni (effetto del referendum sulla preferenza unica).
I seggi e i voti residuati a questa prima fase venivano raggruppati poi nel collegio unico nazionale, all'interno del quale gli scranni venivano assegnati sempre col metodo dei divisori, ma utilizzando ora il quoziente Hare naturale ed esaurendo il calcolo tramite il metodo dei più alti resti.
Differentemente dalla Camera, la legge elettorale del Senato si articolava su base regionale, seguendo il dettato costituzionale (art. 57). Ogni Regione era suddivisa in molti collegi uninominali. All'interno di ciascun collegio, veniva eletto il candidato che avesse raggiunto il quorum del 65% delle preferenze: tale soglia, oggettivamente di difficilissimo conseguimento, tradiva l'impianto proporzionale su cui era concepito anche il sistema elettorale della Camera Alta. Qualora, come normalmente avveniva, nessun candidato avesse conseguito l'elezione, i voti di tutti i candidati venivano raggruppati in liste di partito a livello regionale, dove i seggi venivano allocati utilizzando il metodo D'Hondt delle maggiori medie statistiche e quindi, all'interno di ciascuna lista, venivano dichiarati eletti i candidati con le migliori percentuali di preferenza.
Circoscrizioni Il territorio nazionale italiano venne suddiviso alla Camera dei deputati in 32 circoscrizioni plurinominali e al Senato della Repubblica in 20 circoscrizioni plurinominali, corrispondenti alle regioni italiane.
Circoscrizioni della Camera dei deputati
Le circoscrizioni della Camera dei deputati furono le seguenti: Torino (Torino, Novara, Vercelli); Cuneo (Cuneo, Alessandria, Asti); Genova (Genova, Imperia, La Spezia, Savona); Milano (Milano, Pavia); Como (Como, Sondrio, Varese); Brescia (Brescia, Bergamo); Mantova (Mantova, Cremona); Trento (Trento, Bolzano); Verona (Verona, Padova, Vicenza, Rovigo); Venezia (Venezia, Treviso); Udine (Udine, Belluno, Gorizia, Pordenone); Bologna (Bologna, Ferrara, Ravenna, Forlì); Parma (Parma, Modena, Piacenza, Reggio Emilia); Firenze (Firenze, Pistoia); Pisa (Pisa, Livorno, Lucca, Massa e Carrara); Siena (Siena, Arezzo, Grosseto); Ancona (Ancona, Pesaro, Macerata, Ascoli Piceno); Perugia (Perugia, Terni, Rieti); Roma (Roma, Viterbo, Latina, Frosinone); L'Aquila (L’Aquila, Pescara, Chieti, Teramo); Campobasso (Campobasso, Isernia); Napoli (Napoli, Caserta); Benevento (Benevento, Avellino, Salerno); Bari (Bari, Foggia); Lecce (Lecce, Brindisi, Taranto); Potenza (Potenza, Matera); Catanzaro (Catanzaro, Cosenza, Reggio Calabria); Catania (Catania, Messina, Siracusa, Ragusa, Enna); Palermo (Palermo, Trapani, Agrigento, Caltanissetta); Cagliari (Cagliari, Sassari, Nuoro, Oristano); Valle d'Aosta (Aosta); Trieste (Trieste).
Circoscrizioni del Senato della Repubblica
Le circoscrizioni del Senato della Repubblica invece erano le seguenti: Piemonte; Valle D'Aosta; Lombardia; Trentino-Alto Adige; Veneto; Friuli-Venezia Giulia; Liguria; Emilia-Romagna; Toscana; Umbria; Marche; Lazio; Abruzzo; Molise; Campania; Puglia; Basilicata; Calabria; Sicilia; Sardegna.
Quadro politico
Le elezioni politiche del 1992 furono le ultime svoltesi con sistema elettorale proporzionale con preferenze.
Come effetto della svolta della Bolognina, sono le prime elezioni politiche senza il Partito Comunista Italiano e Democrazia Proletaria e le prime col Partito Democratico della Sinistra e il Partito della Rifondazione Comunista.
La Lega Lombarda che aveva già partecipato alle elezioni politiche del 1987., vi partecipa dopo il congresso del 1991 con il nuovo nome di Lega Nord guidata da Umberto Bossi...
Il 1991 fu l'anno che segnò la fine del pentapartito, quando il PRI uscì dalla coalizione senza più rientrarvi, facendo nascere il governo Andreotti VII.
Principali forze politiche Partito Collocazione Ideologia principale Segretario Foto Democrazia Cristiana (DC) Centro Cristianesimo democratico Arnaldo Forlani Partito Democratico della Sinistra (PDS) Sinistra Socialismo democratico Achille Occhetto Partito Socialista Italiano (PSI) Centro-sinistra Socialismo liberale Bettino Craxi Lega Nord (LN) Trasversalismo Federalismo Umberto Bossi Partito della Rifondazione Comunista (PRC) Estrema sinistra Comunismo Sergio Garavini Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale (MSI-DN) Estrema destra Neofascismo Gianfranco Fini Partito Repubblicano Italiano (PRI) Centro Liberalismo sociale Giorgio La Malfa Partito Liberale Italiano (PLI) Centro-destra Liberalismo Renato Altissimo Federazione dei Verdi (FdV) Sinistra Ambientalismo Gianni Mattioli Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI) Centro-sinistra Socialdemocrazia Antonio Cariglia La Rete Centro-sinistra Cristianesimo sociale Leoluca Orlando Lista Marco Pannella (LP) Centro-sinistra Radicalismo Marco Pannella
Campagna elettorale La campagna elettorale del 1992 si aprì in un contesto assai ostile ai partiti che per anni si erano trovati al governo del Paese: oltre all'uscita dei repubblicani dalla coalizione di governo e alle continue «picconate» del Presidente della Repubblica Francesco Cossiga contro i partiti (in particolare contro la DC e il PDS)., appariva inevitabile il successo della Lega Nord, nata su impulso dell’Union Valdôtaine dall'unione di varie leghe regionaliste attive da qualche anno contro il costoso Stato centralista gestito dal Pentapartito, mentre era agli albori l'inchiesta Mani pulite, che stava per fare scandalo e al momento si stava occupando delle vicende del Pio Albergo Trivulzio di Milano. Dopo la scissione del PCI si presentarono le liste dei due partiti che ne erano nati: quella del PDS e quella del PRC, col crollo del'’Unione Sovietica che aveva liberato l'elettorato moderato dall'obbligo di sostenere la DC.
Il pentapartito, diventato intanto quadripartito, riuscì comunque a ottenere una lieve maggioranza in entrambe le Camere, ma dalle divisioni interne alla maggioranza, miste ai pochi seggi di vantaggio sulle opposizioni e alla recrudescenza delle inchieste sulla corruzione, scaturiva l'incertezza sulla stabilità politica.
Scoppiato lo scandalo Tangentopoli, la delegittimazione della classe politica raggiunse il suo apice e si tornò al voto appena due anni dopo con un nuovo sistema elettorale perlopiù maggioritario.
Risultati
Camera dei deputati
+ Partito Voti % Seggi Differenza (%) /Democrazia Cristiana (DC)11.640.26529,662064,6628Partito Democratico della Sinistra (PDS)6.321.08416,11107Confronto col precedente risultato del PCI, di cui venne mantenuto in piccolo il simbolo.70Partito Socialista Italiano (PSI)5.343.93013,62920,652Lega Nord (LN)3.396.0128,65558,6554Partito della Rifondazione Comunista (PRC)2.204.6415,6235Confronto con DP, confluita nel partito.27Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale (MSI-DN)2.107.0375,37340,541Partito Repubblicano Italiano (PRI)1.722.4654,39270,696Partito Liberale Italiano (PLI)1.121.2642,86170,766Federazione dei Verdi (FdV)1.093.9952,79160,283Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI)1.064.6472,71160,241La Rete730.1711,8612-12Lista Marco Pannella485.6941,2471,326Sì Referendum319.8120,810--Partito Pensionati220.5590,560--Partito Popolare Sudtirolese (SVP)198.4470,513-Caccia Pesca Ambiente (CPA)192.7990,490--Federalismo - Pensionati Uomini Vivi (PSd'AZ)154.6210,391-1Lega Autonomia Veneta (LAV)152.3010,391-1Lega Casalinghe-Pensionati133.7170,340--Lega Alpina Lumbarda90.9090,230--Lega Alpina Piemont69.7030,180--Lega d'Azione Meridionale (LAM)53.7590,140--Veneto Autonomo49.0350,120--Union Veneto48.8080,120--Verdi Federalisti42.6470,110--Vallée d'Aoste - Autonomie Progrès Fédéralisme (UV)41.4040,111-Altre liste247.5490,630-- Totale39.247.275100,00630Fonte:
Senato della Repubblica
+ Partito Voti % Seggi Differenza (%) /Democrazia Cristiana (DC)9.088.49427,271075,3518Partito Democratico della Sinistra (PDS)5.682.88817,056437Partito Socialista Italiano (PSI)4.523.87313,57492,167Lega Nord (LN)2.732.4618,20258,2024Partito della Rifondazione Comunista (PRC)2.171.9506,522019Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale (MSI)2.171.2156,51160,03 Partito Repubblicano Italiano (PRI)1.565.1424,70100,852Federazione dei Verdi (FdV)1.027.3033,0841,122Partito Liberale Italiano (PLI)939.1592,8240,661Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI)853.8952,5630,203Sì Referendum332.3181,000--La Rete239.8680,723-3Partito Pensionati215.8890,650--Federalismo - Pensionati Uomini Vivi (PSd'AZ)174.7130,521-Partito Popolare Sudtirolese (SVP)168.1130,503-1Lista Marco Pannella166.7080,5001,275Per la CalabriaLista satellite del PDS.143.9760,432-2Lega Autonomia Veneta (LAV)142.4460,431-1Lega Casalinghe-Pensionati134.3270,400--Lega Alpina Lumbarda (LAL)119.1530,361-1Caccia Pesca Ambiente (CPA)116.3950,350--Liste Autonomiste 95.6870,290--Veneto Autonomo50.9380,150--Lega d'Azione Meridionale (LAM)49.7690,150--Per il MoliseLista della Sinistra indipendente.48.3520,151-Verdi Federalisti47.0510,140--Vallée d'Aoste - Autonomie Progrès Fédéralisme (UV)34.1500,101-Altre liste151.1700,450-- Totale33.328.581100,00 315Fonte:
Analisi territoriale del voto
Rispetto alle precedenti elezioni, si hanno le seguenti variazioni, correlate al massiccio afflusso di voti dai serbatoi comunista e democristiano verso la nuova offerta leghista:
Il nuovo partito della Lega Nord, alla sua prima competizione elettorale, conquista le province di Como, Mantova, Milano, Pavia e Varese (Lombardia), di Vercelli (Piemonte) e di Belluno (Veneto).