Il nome Ango gli è stato attribuito nel periodo delle scuole medie da un professore di calligrafia cinese che, riferendosi alla scarsa attenzione con cui seguiva le sue lezioni, gli suggerì di farsi chiamare Ango 暗吾 che significa "poco chiaro con se stesso", anziché Heigo 炳五, il cui primo carattere significa "brillante, luminoso". Seppur scritto in maniera differente, ovvero sostituendo il primo carattere con 安 (che significa "pace, tranquillità"), questo è poi divenuto lo pseudonimo dello scrittore. pp. 17-18 p. 27
Biografia
Infanzia e giovinezza Sakaguchi Ango è nato il 20 ottobre del 1906 a Niigata, quinto figlio di Yoshida Asa e Sakaguchi Niichirō, un membro della Dieta appartenente al partito politico conosciuto come Kenseikai (Società costituzionale). La famiglia Sakaguchi, le cui origini risalgono al periodo Tokugawa, era un tempo detentrice di grandi ricchezze, andate assottigliandosi nel corso degli anni. Quando Niichirō assunse il ruolo di capofamiglia, la maggior parte del denaro rimasto venne sperperata per sostenere le sue ambizioni politiche. La madre di Ango, una donna presentata spesso come fredda e ostile p.19, oltre che dei suoi nove figli si occupò delle tre figlie avute da Niichirō con la prima moglie, e di una figlia adottiva. Il padre di Ango, molto impegnato nell'attività politica, passava la maggior parte del tempo a Tokyo, lontano da casa, ed era poco interessato all'educazione dei figli. pp. 1-2
Nel 1913 Ango si iscrisse alla scuola elementare di Niigata, dove ottenne buoni risultati scolastici, nonostante lo scarso amore per lo studio. Non si rivelò comunque un grande talento letterario: i suoi risultati in composizione erano scarsi e le sue letture preferite riguardavano attività sportive come il sumō e l'arte marziale ninjutsu, di cui tentava di imitare le mosse. p. 4
Aveva l'abitudine di leggere al buio e questo lo portò a soffrire di miopia, tanto che nel 1919, quando si iscrisse alla scuola media di Niigata, non riusciva a mettere a fuoco le scritte alla lavagna neppure dalla prima fila. Il rifiuto della madre di comprargli un nuovo paio di occhiali, dopo che i suoi si erano rotti, lo spinse a cercare pretesti per saltare sempre più spesso le lezioni; venne bocciato e poi nel 1922 espulso da scuola per aver picchiato un insegnante. pp. 15-16 p. 20
Il distacco da casa e la scoperta della letteratura A seguito dell'espulsione, il padre lo iscrisse in una scuola media di Tokyo, senza però riuscire a cambiare la sua disaffezione allo studio. Libero da ogni controllo, Ango trascorreva infatti intere giornate nelle sale da caffè, trascurando la frequenza scolastica. pp. 18-19 La lettura del romanzo Futari no Fukōmono di Hirotsu Kazuo, lo avvicinò per la prima volta alla letteratura. Aspirando a diventare scrittore, iniziò a comporre commedie e waka p. 9 e a coltivare letture di diversi autori, fra cui Akutagawa Ryūnosuke e Tanizaki Junichirō, sebbene i suoi scrittori preferiti fossero Anton Pavlovich Chekhov e Honoré de Balzac. Forse in seguito all'improvvisa morte del padre nel 1923, sviluppò una profonda devozione religiosa e si dedicò spesso alla meditazione in un tempio zen di Ushigome con l’amico Sawabe. p. 20
Dopo la morte del padre la famiglia ereditò un debito di centomila yen e fu costretta nel 1925 a trasferirsi dall'immensa tenuta di Niigata in un modesto palazzo di Tokyo. Diplomatosi alla scuola media, Ango trovò lavoro come insegnante supplente nella scuola elementare Ebara di Shimokitazawa. p. 21 Gli venne affidata una classe di settanta bambini, un terzo dei quali semianalfabeta, per lo più turbolenti e con un'indole problematica, ed egli, mosso dalla convinzione che non si dovesse forzarli allo studio, ma fosse invece importante valorizzarne i sentimenti più profondi, seppe vedere il buono in loro, apprezzando i pregi di ognuno. Desideroso di mantenere il senso di tranquillità e gioia sperimentato nell'atto di dedicare agli altri la propria esistenza, coltivò un graduale distacco dalle passioni e dai beni materiali e si avvicinò sempre più al mondo naturale. Lo stile di vita fino ad allora condotto gli sembrò falso ed estraneo perché in contrasto con quella che egli riteneva essere la naturale condizione di sofferenza dell'uomo. Assunse quindi la decisione di rinunciare al mestiere di insegnante e di intraprendere la via della verità buddhista. pp. 23-25
Nel 1926 si iscrisse all’Università Toyo per studiare filosofia indiana e iniziò a condurre una vita quasi ascetica, dormendo poche ore al giorno e passando tutto il tempo immerso nello studio della filosofia buddhista e delle lingue (sanscrito, pali, tibetano, greco e latino). pp. 28-29 La mancanza di sonno gli provocò disturbi, come ad esempio allucinazioni uditive, e un esaurimento nervoso che lo condusse a un passo dal suicidio. pp. 25-26 pp. 20-21
Nel 1928 si iscrisse all'Athénée Français, una scuola privata per lo studio del francese, ottenendo brillanti risultati. p. 21 Due anni dopo conseguì la laurea. pp. 30-31
Produzione e stili letterari
Le prime pubblicazioni Dal 1930 con i colleghi dell'Athénée Francais e un vecchio compagno delle medie, Ango prese parte alla pubblicazione della rivista letteraria Kotoba. Nella rivista, che si occupava principalmente della traduzione e promozione di opere letterarie francesi, videro la luce anche degli inediti dei membri partecipanti, pp. 33-34 fra cui il primo lavoro di Ango. Pubblicato nel 1931, Kogarashi no sakagura kara (木枯の酒倉から lett. Dalla cantina nella tormenta) era un racconto sperimentale e allegorico, nel quale venivano indicate le due vie per il raggiungimento della verità: quella fondata sul ragionamento e sulla forza dell'immaginazione, rappresentata da un uomo folle e ubriacone, e quella dell'ascesi, simboleggiata da uno yogi. pp. 34-35
Nel 1931 la pubblicazione della rivista fu interrotta e successivamente rimpiazzata dalla nuova Aoi Uma, pubblicata dalla Iwanami Shoten grazie all'intervento di uno dei membri, Kuzumaki, nipote dello scrittore Akutagawa Ryūnosuke. Nel primo numero della nuova rivista Ango pubblicò il poema in prosa Furusato ni yosuru sanka (ふるさとに寄する讃歌 lett. Elogio del mio paese natìo) nel quale rievocò con toni lirici i paesaggi della propria infanzia p. 22, e successivamente il breve saggio Piero dendōsha (ピエロ伝道者 lett. Pierrot il missionario), e le due traduzioni di Stephane Mallarmé di Valéry e di Erik Satie di Cocteau. p. 37 Nel giugno dello stesso anno fu dato alle stampe il racconto Kaze hakase (風博士 lett. Il professor Vento), ispirato ai racconti di Edgar Allan Poe e molto lodato dallo scrittore Makino Shin'ichi, e la traduzione di Insomnie di Roger Victrac. pp. 38-41 Altrettanto elogiato fu il racconto realistico Kurotani mura (黒谷村 lett. Il villaggio di Kurotani), focalizzato sul conflitto tra la ricerca della spiritualità e il desiderio carnale. p. 42
Nell'ottobre del 1931 Ango iniziò a scrivere il suo primo racconto lungo, Takeyabu no Ie (竹藪の家 lett. La casa nella canna di bambù) per la rivista Bunka fondata da Makino Shin'ichi, ma non lo portò a termine a causa della sospensione del periodico. Nei suoi primi scritti è evidente l'influenza di Edgar Allan Poe, da cui prese spunto nella creazione del personaggio di un uomo conturbato e in fallimento, le cui azioni esteriori, a tratti inusuali e apparentemente inspiegabili, rivelano un universo interiore non sempre dominato dalla razionalità. p. 55 In particolare lo stile dello scrittore americano è riscontrabile nei lavori di Ango ispirati al genere teatrale della farsa e nel frequente utilizzo di figure retoriche quali l'onomatopea e l'assonanza. p. 51 p. 47 Nel saggio del 1932 Farce ni tsuite (ファースに就いて lett. Sulla farsa), Ango ha rivendicato l'importanza di questo genere per nulla inferiore a commedia e tragedia, ritenendolo il solo in grado di affermare efficacemente l'interezza dell'essere umano nei suoi diversi aspetti, e nella sua complessità fatta di sogni, desideri, rabbia, incongruenze, contraddizioni e piccolezze. p. 50
Scrittura e amori travagliati Nel 1932 Sakaguchi Ango decise di trascorrere un po' di tempo a Kyoto dove conobbe la spregiudicata e ambiziosa scrittrice Tsuseko Yada, della quale si innamorò. Ebbe con lei una relazione complicata e destinata a rimanere platonica, dopo la scoperta del suo legame con un altro uomo. p. 60 Rimasto scosso dalla vicenda, nel periodo successivo Ango scrisse ben poco, producendo nel corso del 1933 solo due saggi, Yama no kifujin (山の貴婦人 lett. La donna della montagna) e Dosutoefusukii to Baruzakku (ドストエフスキーとバルザック Dostoevsky e Balzac). p. 61 Con l'intenzione di dimenticare Yada, fece ritorno a Tokyo dove iniziò la frequentazione sessuale di una donna di nome O-Yasu, proprietaria di un bar di Kamata. La futilità di quel periodo, in cui visse per lo più da solo e faticò a mantenersi a causa delle sue scarse pubblicazioni, fu descritta nella storia breve Izuko e (いづこへ lett. Verso che luogo?) del 1946. p. 65
Dopo aver definitivamente tagliato i ponti con Yada, Ango si decise a "seppellire nella tomba" il ricordo della donna e per questo iniziò la stesura di Fubuki monogatari (吹雪物語 lett. La tormenta), un epitaffio per l'amata e nello stesso tempo l'amara constatazione della vacuità della realtà e dell'inconsistenza dei sogni quale mezzo in grado di motivare l'esistenza umana. p. 67 Nel 1937, per terminare quest'opera e allontanarsi da O-Yasu e dal suo stile di vita dissoluto, Ango lasciò Tokyo e si stabilì a Fushimi. Qui, assalito da dubbi e incertezze sulla sua scrittura, trascorse molte notti ubriacandosi e giocando a go, cercando di distrarsi dal senso di colpa provocatogli dalla scarsa produttività letteraria, e concluse il libro solo il 31 maggio del 1938. pp. 69-70 Il manoscritto, redatto come punto di arrivo di una fase sofferta della sua vita, costituisce uno scritto per lo più discontinuo e incomprensibile, senza una trama definita, ricco di lunghi dialoghi astratti e privo di qualsiasi tentativo di coinvolgere il lettore. Per tali ragioni vendette un numero esiguo di copie, rimanendo un'opera ai margini della sua produzione. pp. 70-71
Vita sregolata ed eterogeneità letteraria Dal 1938, grazie all'amicizia con il poeta Miyoshi Tatsuji, scrisse per la rivista Buntai e nel dicembre dello stesso anno pubblicò il racconto Kanzan (閑山). Con questo racconto, diverso dall'opera precedente poiché completamente privo di elementi autobiografici e di riferimenti a fatti reali, Ango tentò di distaccarsi dalle sue vicende personali e di dar voce alla propria fantasia. Per la stesura si rifece allo stile tipico dei setsuwa, una forma di narrativa buddhista caratterizzata da un largo uso di terminologia zen e di uno humor grottesco, oltre che dall'alternanza di elementi comici e tragici. p. 23 p. 78
L'anno successivo pubblicò i racconti Murasaki dainagon (紫大納言 lett. Il Gran Consigliere Murasaki) e Benkyōki (勉強記 lett. Un resoconto dei miei studi), e i due saggi Kagerōdangi (かげろふ談義 lett. Discorsi frivoli) e Chaban ni yosete (茶番に寄せて lett. Riguardo alla farsa).
Impossibilitato a mantenersi a Tokyo a causa degli scarsa disponibilità economica, a maggio del 1939 si trasferì nella città di Toride nella prefettura di Ibaraki, dove rimase per circa nove mesi, fino a gennaio del 1940, scrivendo solamente la storia breve Sōridaijin ga moratta tegami no hanashi (総理大臣がもらった手紙の話 lett. La storia della lettera ricevuta dal Primo Ministro) e il saggio Daigo no sato (醍醐の里 lett. Il villaggio di Daigo). p. 84