La grande festa (Hollywood Party) è un film in bianco e nero del 1934 con Stan Laurel e Oliver Hardy
Trama Un agente convince l'attore Jimmy Durante a procurarsi dei leoni veri per un film ambientato nella giungla. Durante organizza una grande festa a cui partecipano personaggi del cinema e varie personalità, durante la quale spera di chiudere l'acquisto dei leoni da un fantomatico barone e annunciare il suo prossimo lavoro. Un attore rivale lo scopre e corteggia la moglie di un ricco petroliere chiedendole di prendere i leoni per lui, ma Durante e il suo agente sapranno farsi valere. Durante la festa si susseguono sketch, canzoni e balletti di vari attori, tra cui Lupe Velez, Charles Butterworth, Eddie Quillan e June Clyde, i tre marmittoni e la partecipazione straordinaria di Laurel e Hardy. Nel film appare anche Topolino in versione animata e un cortometraggio a colori (The Hot Choc-late Soldiers nella versione originale) realizzato appositamente da Walt Disney.
Produzione e distribuzione Per Laurel e Hardy fu il terzo film collettivo, in cui hanno un breve ruolo, dopo "Hollywood che canta" (1929) e "Il canto del bandito - Amor gitano" (1930); ed è il secondo in cui partecipano con uno sketch a una pellicola con le più importanti celebrità di Hollywood.
Il film non fu accolto positivamente dalla critica, che lo considerò confusionario e non lineare bella trama.
Stanlio e Ollio Nella breve parte del film in cui compaiono (circa 15 minuti), Stanlio e Ollio si presentano alla festa per farsi pagare i leoni che il barone ha comparato da loro pagando con valuta inesistente. All'inizio il maggiordomo non capisce le loro intenzioni e li caccia, ma i due non si arrendono: suonano ripetutamente il campanello, collegato ad enormi canne metalliche una più grande dell'altra che producono varia armonia. Benché minacciati di essere colpiti da una delle canne più grandi se avessero di nuovo suonato il campanello, Ollio ripete incurante l'operazione e riceve una rimbombante botta in testa. Poco dopo giunge un ricco signore che suona il campanello; il maggiordomo, credendo che siano di nuovo i due, afferra la più grossa delle canne e colpisce in testa l'uomo facendolo stramazzare al suolo. Stanlio e Ollio finalmente entrano e, probabilmente senza capire dove si trovano, chiamano a gran voce il barone sotto lo sguardo sconcertato degli ospiti. I due provano a chiedere informazioni al bar e poco dopo giunge la capricciosa attricetta che ha recitato a fianco del padrone di casa nel suo ultimo film. Quando il barista si rifiuta di servirla, la ragazza comincia ad urlare e scalciare furiosamente perdendo una scarpa. Ollio cortesemente gliela restituisce ma quella lo colpisce in testa. Qui prende il via una gag in cui Stanlio e Ollio sporcano i vestiti della ragazza con delle uova e vengono a loro volta ripagati nello stesso modo, se non peggio (questo sketch verrà poi ripreso nel film I Toreador). Al culmine della sequenza di dispetti, quando la ragazza è ormai passata alle mani, arrivano il maggiordomo e gli altri inservienti che li inseguono fino in giardino. Lì Stanlio e Ollio salgono sopra le gabbie dei leoni e le aprono facendo fuggire terrorizzati tutti quanti e ponendo di fatto fine alla festa.
Edizione italiana Il film fu distribuito in Italia alla fine del 1934, ma la versione italiana del film è considerata perduta, ad eccezione di un frammento con Stanlio e Ollio ritrovato nel 2021 dallo storico del cinema e collezionista Lorenzo Bassi, secondo cui la pellicola era destinata al macero a Milano ma è stata salvata da suo padre. Tale frammento, con il doppiaggio di Carlo Cassola (Stanlio) e Paolo Canali (Ollio), è il più antico ad essere sopravvissuto di un qualunque film del duo comico doppiato in italiano ed è stato proiettato ad un festival a cura del Progetto “S.O.S. Stanlio e Ollio: salviamo le versioni italiane dei film di Laurel & Hardy",https://www.romatoday.it/eventi/stanlio-e-ollio-fanno-cento-1921-2021.html mentre nel 2024 parte di quel frammento è stato pubblicato dal canale YouTube Doppio Cinema in un video curato dallo stesso Bassi insieme ad altri due storici del cinema, Angelo Quagliotti e Franco Longobardi. La scena in questione non è presente nella versione originale, essendo stata girata per il mercato internazionale.
In passato si riteneva che nel film Stanlio fosse doppiato dal predecessore di Cassola, lo studente inglese Derek Fortrose Allen che si trovava in Italia nel 1933-1934 per ragioni di studio. Tale convinzione nasceva da un'intervista ad Allen e Canali pubblicata nel numero del 31 ottobre 1934 della testata giornalistica settimanale Cinema Illustrazione, in un articolo intitolato "Colloquio clandestino con Stan Laurel e Oliver Hardy": nell'intervista Allen dichiara al giornalista Enrico Roma che lui e Canali stavano "ultimando il doppiato de La grande festa".https://fondazionecsc.b-cdn.net/wp-content/uploads/2019/11/Cinema_Illustrazione_1934_n.44.pdf
Nel video del 2024 il frammento ritrovato viene usato come prova del fatto che "nessun altro ha mai doppiato Laurel e Hardy, a parte Cassola e Canali, fino al 1938", mentre l'intervista di Allen nell'articolo di Cinema Illustrazione viene definita falsa, e "un'ennesima prova delle leggende che fiorivano in quegli anni sul doppiaggio di incredibili doppiatori stranieri". Tuttavia, il fatto che Allen abbia in precedenza doppiato Stanlio è confermato in alcuni suoi scritti citati in una biografia pubblicata nel 1977 dalla British Academy, ente di cui Allen è stato segretario dal 1969 fino al 1973 e poi tesoriere fino alla morte nel 1975., pagina 438 Non è noto se Allen abbia iniziato a doppiare La grande festa (il cui visto censura è datato dicembre 1934, ossia due mesi dopo l'intervista) e sia stato sostituito da Cassola prima di completare il lavoro o se l'articolo di Cinema Illustrazione abbia riportato male le parole di Allen segnalando come in corso un doppiaggio che doveva ancora essere eseguito.
Note
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