Kelly elaborò una tecnica, la "griglia di repertorio”, basata sul principio che è possibile individuare delle relazioni matematiche tra i costrutti di una persona.
Lavorò negli Stati Uniti d'America soprattutto nell'area della psicologia clinica, elaborando la sua teoria dei costrutti personali, centrata sul cambiamento delle persone attraverso la psicoterapia, sebbene ritenesse il termine psicoterapia inadeguato per descrivere l'avventura dell'uomo nelle sue transizioni e trasformazioni.
Biografia George A. Kelly nacque il 28 aprile 1905 a Perth, una piccola cittadina del Kansas. Figlio unico del pastore presbiteriano Theodore Vincent Kelly e di Elfleda Merriam Kelly, visse i primi anni della vita in povertà. Nel 1909 il padre decise di cercar fortuna e trasferì la famiglia nel Colorado, ma le condizioni di estrema povertà e profondo disagio lo indussero a porre fine a quest'avventura e a ritornare nel Kansas; era il 1913.
A causa di questo peregrinare, l'educazione del giovane Kelly fu impartita direttamente dai genitori; solo a tredici anni (1918) iniziò a frequentare regolarmente un istituto scolastico frequentato prevalentemente da quaccheri nella città di Wichita.
Sempre a Wichita, a soli 16 anni si iscrisse alla Friend's University Academy nella quale, nel 1926, conseguì il diploma di laurea in matematica e fisica. Abbandonata l'idea di diventare ingegnere, Kelly seguì un master in sociologia dell'educazione all'Università del Kansas.
Nel 1927 si trasferì in Iowa, ove insegnò psicologia e tecniche teatrali allo Sheldon Junior College. Vinse una borsa di studio e trascorse un anno di studio a Edimburgo, in Scozia, dove conseguì un bachelor in pedagogia. Nel 1931 ritornò in patria, e ottenne un dottorato di ricerca in psicologia, con una tesi sui disturbi del linguaggio e della lettura. Il 1931 fu un anno epocale per Kelly in quanto, oltre che al dottorato, riuscì anche a sposarsi con Gladys Thompson. Sempre nello stesso anno incominciò a lavorare al Fort Hays Kansas State College.
È di questo periodo quella che divenne in seguito nota come Clinica viaggiante, che offriva i suoi servizi di psicoterapia ad adulti e bambini nelle aree rurali del Kansas, ed era composta esclusivamente da lui e da quattro suoi studenti. Fu in questo contesto che concepì ed iniziò ad applicare la Psicologia dei costrutti personali, o Personal Construct Psychology (PCP), e la tecnica della Griglia di Repertorio (Repertory Grid, o Repgrid), che lo resero celebre.
Durante la Seconda guerra mondiale svolse il servizio militare come psicologo dell'aeronautica, come selezionatore degli aviatori. Al termine della guerra trascorse un anno presso l'Università del Maryland. Nel 1945 fu nominato direttore del servizio di psicologia clinica dell'Università statale dell'Ohio, dove rimase per vent'anni.
In quel periodo, oltre che all'insegnamento, Kelly realizzò anche il suo lavoro più noto, The Psychology of Personal Constructs, un'opera di 1200 pagine, pubblicata in due volumi presso l'editore Norton di New York; era il 1955. Nel 1963, presso lo stesso editore, venne data alle stampe "A Theory of Personality", la versione tascabile del testo precedente (di cui riportava i primi 3 capitoli). Nel 1965, su invito di Abraham Maslow, Kelly si trasferì alla Brandeis University di Boston. La morte lo colse prematuramente il 6 marzo 1967, mentre lavorava ad un'edizione critica di alcuni suoi saggi. Questi ultimi lavori vennero pubblicati postumi da Maher (1969).
La psicologia dei costrutti personali La posizione filosofica alla base della PCP è detta da Kelly alternativismo costruttivo.
Kelly1955, p. 15 suppone che l'universo sia veramente esistente e che l'uomo riuscirà a comprenderlo gradatamente nell'evoluzione del tempo.
Supponiamo che tutte le nostre attuali interpretazioni sull'universo siano soggette a revisione o alla sostituzione. Dovremmo sopportare che ci sono sempre alcune costruzioni alternative disponibili per scegliere l'interpretazione del mondo.
Nessuno ha bisogno di relegarsi in un angolo; nessuno deve essere circondato completamente da circostanze e nessuno ha bisogno di essere la vittima della sua biografia.
Chiamiamo questa posizione filosofica l'alternativismo costruttivo.
Prendendo questa posizione tentiamo di chiarire dall'inizio che intendiamo parlare di un mondo reale, e non un mondo composto esclusivamente di ombre transitorie nei pensieri della gente.
Con questo vorrei chiarire la nostra opinione, che include l'esistenza di realtà in quei pensieri, ma va anche precisato che la corrispondenza tra quello che la gente realmente pensa e di quello che realmente esiste sottostà ad un continuo cambiamento.
L'universo che supponiamo esista, ha un'altra caratteristica importante: è integrale. Con questo vogliamo dire che esso funziona come una singola unità in cui sono composti in modo integrale tutte le sue parti immaginabili, esse stanno in rapporto d'interazione l'uno con l'altro. Questo assunto potrebbe sembrare dapprima poco plausibile, poiché potrebbe apparire comunemente che c'è un rapporto più stretto tra il movimento delle mie dita e l'azione dei tasti della macchina per scrivere e diciamo, tra loro e il prezzo del latte dello Yak tibetano nel lontano Tibet. Ma noi crediamo che, a lungo andare, tutti questi eventi siano concatenati, sia il movimento delle mie dita, sia l'azione dei tasti della macchina da scrivere nonché il prezzo del latte dello Yak tibetano. È solo all'interno di una sezione limitata dell'universo, specialmente in quella parte che chiamiamo terra e durante quell'estensione di tempo che riconosciamo come la nostra eternità, due di questi sembrano necessariamente più strettamente relativi l'uno all'altro, ma sia uno che l'altro di loro si differenzia al terzo che è la nostra eternità. Un modo semplice per affermare questo è dichiarare che il tempo fornisce il vincolo ultimo in tutti i rapporti.
Come le altre teorie, la psicologia dei costrutti personali è la derivazione di un assunto filosofico. In questo caso l'assunto è che di qualsiasi natura possa essere, o in qualsiasi modo risulti alla fine la ricerca della verità, gli eventi che oggi affrontiamo sono soggetti a tante costruzioni numerose quanto le nostre facoltà ci permettono di concepire. Ciò non vuol dire che una costruzione sia buona come qualsiasi altra, né equivale a negare che in qualche punto infinito del corso del tempo la visione dell'uomo possa scorgere la realtà fino alle estreme possibilità dell'esistenza. Ma ci fa ricordare che tutte le nostre percezioni attuali sono aperte alla discussione e alla riconsiderazione, e suggerisce ampiamente che persino gli accadimenti più ovvi della vita quotidiana potrebbero rivelarsi totalmente trasformati se fossimo sufficientemente inventivi da costruirli in maniera diversa.”Kelly, 1963, pp. 6-7.
Gli operatori dell'azione sociale spesso provengono da formazioni completamente differenti, da premesse culturali e professionali diverse e pertanto spesso hanno una visione della realtà molto personale. Questo fa sì che le proposte d'intervento sullo stesso cliente molte volte risultino completamente discordanti, considerata anche l'immaterialità e la non misurabilità dell'oggetto dell'intervento educativo. La discordanza potrebbe nascere dal fatto che ogni operatore sociale agisce in modo unico e personale in base alla sua “visione del mondo”. L'operatore riceve dall'utente risposte al suo intervento (sia verbali che non verbali) e cerca di leggere la sua realtà per comprenderne meglio il funzionamento mentale, cercando di capire parole ed azioni. A questo punto si potrebbe affermare che ad ogni operatore tocca una parte di verità. Gli operatori potrebbero essere gli agenti che danno la possibilità al cliente di ripensarsi in altro modo.
Che cos'è un costrutto? “Un costrutto, come la stessa radice semantica lascia intuire, è l'unità elementare di discriminazione attraverso la quale si attua il processo di costruzione. È una dimensione di senso, "un asse di riferimento, un criterio fondamentale di valutazione" che può essere "esplicitamente formulato o implicitamente agito, verbalmente espresso o totalmente inarticolato, intellettivamente ragionato o vegetativamente sentito ma che, in ogni caso, permette di riconoscere due cose come simili e, allo stesso tempo, differenti da una terza. I costrutti sono le chiavi di lettura che rendono il mondo intelligibile: se non disponessimo di tali criteri di discriminazione, il fluire degli eventi ci apparirebbe indifferenziato e di conseguenza privo di significato”Kelly, 1955, p. 9.
Per formare un costrutto sono necessari almeno tre elementi: due elementi devono essere percepiti come simili l'uno all'altro, il terzo come differente dagli altri due. I primi due formano quello che è inteso come polo di somiglianza del costrutto. Il terzo rappresenta il polo di contrasto del costrutto ed è dato dalla differenza nel confronto con agli altri due elementi.
Si può prendere un esempio dalla pratica professionale: il caso in cui un operatore vuole analizzare l'applicabilità di un progetto educativo che ha elaborato. L'analisi potrebbe definire tra molti altri costrutti possibili, il seguente costrutto: gli elementi coerenza e razionalità come polo di somiglianza. Si potrebbe tradurre nel costrutto polo emergente efficace in contrapposizione a irreale o in sostituzione di irreale a improponibile o altri termini, come polo di contrasto. In base a tutto questo l'operatore giudicherà tutti i progetti educativi in generale.
La denominazione degli elementi semantici o termini, che ogni essere umano, usa nel suo cervello per costruire i suoi costrutti, è prevalentemente psicologica e non necessariamente logica o dettata dal vocabolario o da procedure tecniche. Il contrasto tra i termini non è necessariamente legata al vocabolario dei sinonimi o contrari ma deriva dall'esclusivo arbitrio della persona. Kelly afferma che non si può comprendere un costrutto se si ha un solo polo di somiglianza a disposizione.
In un costrutto, i poli emergenti e i poli di contrasto possono essere collegati da molti punti intersecantisi con altri costrutti che definiscono la qualità, la quantità o altri contenuti e sfumature diverse. Per esempio, il costrutto cielo sereno in contrapposizione a cielo coperto, in combinazione con un costrutto qualitativo, conduce ad una denominazione delle forme delle nuvole del tipo: cumulus nembus, altocumulus castellanus o cirro stratus, ecc. Sul cumulus nembus si può in seguito avere il costrutto molto attivo o poco attivo meteorologicamente in contrapposizione a non attivo. Queste denominazioni saranno usate da persone che hanno dimestichezza con i fenomeni meteorologici. La maggior parte delle persone che non conoscono le denominazioni ufficiali delle nuvole, useranno dei nominativi personali e di conseguenza daranno libero sfogo alla loro fantasia. Altri useranno dei costrutti esplicativi sulle forme delle nuvole. Un esempio potrebbe essere il seguente trafiletto: “ …e per finire, le nuvole sono per noi anche un simbolo della caducità, per lo più sereno, liberatorio, salutare. Quando le vediamo viaggiare, lottare, riposare e esultare, le interpretiamo con aria sognante, vedendo in esse lottare, esultare, viaggiare e il giocare degli esseri umani…”Hesse, 1973, p. 102.
L'organizzazione formale della teoria Dal punto di vista formale, la Psicologia dei Costrutti Personali si articola in un postulato fondamentale ed undici corollari.
Postulato fondamentale