I Pitti erano una confederazione di tribù celtiche stanziate, prima ancora della conquista romana, in quella che più tardi diventerà la Scozia orientale e settentrionale, fino al X secolo.
Le loro origini sono ignote. Alcuni indizi li collegano a popolazioni preceltiche della Britannia, ma le testimonianze linguistiche suggeriscono che parlassero una lingua di tipo celtico. Si suppone fossero stati i discendenti dei Caledoni e di altre tribù nominate dagli storici romani o trovate nel planisfero di Tolomeo.
I Pitti vivevano a nord dei fiumi Forth e Clyde. I loro scontri con l'Impero furono quasi continui durante l’occupazione romana e per tre volte riuscirono a passare il Vallo di Adriano, nel III secolo. La terra dei Pitti, conosciuta anche come Pittavia, gradualmente venne ad assorbire il regno di Dál Riata per formare il Regno di Alba. Alba si estese assorbendo il territorio britannico e berniciano. Dall'XI secolo l'identità pitta viene ad essere descritta con un nuovo termine che definisce "Scotti" questa mescolanza di genti del Nord.
L'archeologia fornisce qualche aspetto della società dei Pitti. Sebbene molto poco sia rimasto dei documenti scritti, la loro storia fin dal tardo VI secolo è conosciuta tramite una varietà di fonti, compresa la Historia ecclesiastica gentis Anglorum di Beda, le "vite dei santi", come quelle di Columba e di Adomnán, e vari annali irlandesi. Sebbene l'impressione popolare che li caratterizzava potesse essere quella di un popolo oscuro e misterioso, invero i Pitti non lo furono affatto. Pur se confrontate con il carattere generale del Nord, Centro ed Est Europa, nella tarda antichità e nell'Alto Medioevo, la storia e la società dei Pitti sono bene attestate.Fonti della storia dei Pitti includono gli annali irlandesi - gli Annali dell'Ulster, Tigernach, Innisfallen, Irlanda (i Quattro Maestri), e Clonmacnoise tutti riportano eventi accaduti nella Scozia, alcuni frequentemente; il Lebor Bretnach, recensione scozzese dell'Historia Brittonum di Nennio; la continuazione di Beda; la Historia Regum Anglorum di Symeon of Durham; gli Annales Cambriae; le 'vite dei santi'; e altri.
Etimologia e fonti
Sono state proposte due possibili etimologie per il loro nome. La prima prevede che esso derivi dal latino pictus (plurale: picti) che significa dipinto, forse a causa della loro abitudine di pitturarsi o tatuarsi i corpi nudi. Una seconda ipotesi etimologica suggerisce una derivazione dal gaelico peicta o dal gallese peith, "combattente".
Non si conosce con quale nome i Pitti usassero definirsi. I gaelici d'Irlanda e Dál Riata chiamavano i Pitti Cruithne. C'erano anche dei Cruithne nell'Ulster, in particolare i sovrani del regno di Dál nAraidi. I britanni e i primi gallesi meridionali li conoscevano come Prydyn o pryd.Da cui sarebbe derivato per corruzione il nome latino della Britannia: Pritania da Pryden. I termini cruth in antico inglese e pryd in gallese deriverebbero dal celtico comune *kʷritus, significherebbero "forma" e sono indicati come ulteriori riferimenti alla pratica dei Pitti di tatuare i propri corpi. Da essi sarebbero derivate le attuali forme Pechts in scozzese e Fichti in gallese.La Cronaca anglosassone riporta pihtas e pehtas.
Sebbene sia rimasto poco di scritto dei Pitti, la loro storia, a partire dal tardo VI secolo in poi, è conosciuta da una varietà di fonti, comprese le vite dei santi (come quella di Columba di Iona, scritta da san Adomnán) e da diversi annali irlandesi. È dunque fuorviante e lontana dal vero l'idea dei Pitti come di un popolo oscuro e misterioso.
I Pitti compaiono per la prima volta nelle fonti nel 297 d.C., in un panegirico del retore di origine gallica Eumenio, che menziona gli attacchi al Vallo di Adriano compiuti da "Pitti e Scoti [irlandesi]".
Ammiano Marcellino dice che i Pitti sono formati da Dycalidones (una storpiatura del nome di Caledoni) e Verturiones.
Ne parla anche Claudio Claudiano nei panegirici De Consulatu Stilichonis e De bello Gothico dedicati al generale Stilicone, citandoli come nemici sconfitti dal generale in Britannia.
Isidoro di Siviglia pare che parli del fatto di tatuarsi e dice che «si tatuano il corpo secondo il loro rango».
Storia I mezzi con i quali la confederazione pitta si era formata nella tarda antichità da un certo numero di tribù restano sconosciuti, sebbene si supponga che la reazione alla crescita dell'Impero romano potesse essere un fattore determinante. Vedi la discussione della creazione della Confederazione Franca a Geary, Before France, capitolo 2.
La terra dei Pitti è stata precedentemente descritta come la casa dei Caledoni.vale a dire da Tacito, Tolomeo, e come i Dicalydonii da Ammiano Marcellino. Notate che Tolemeo si riferisce al mare occidentale della Scozia come lOceanus Duecaledonius. Altre tribù dissero di avere vissuto nell'area inclusi i Verturiones, Taexali e Venicones.Cioè Tolomeo, Ammiano Marcellino. Escludendo i Caledoni, i nomi possono essere di seconda o terza mano: forse così come vennero riferiti ai romani dai relatori in lingua Brittonica o gallica.La denominazione Caledonii viene attestata da una lapide nella Britannia romana.
La storia documentata pitta inizia nei secoli bui. Sembra che, per l'intero periodo, essi non fossero il potere dominante nella Britannia Settentrionale. I Gaelici di Dál Riata controllarono la loro regione per un certo tempo, ma subirono una serie di sconfitte nel primo terzo del VII secolo.A Degsastan nel primo decennio del secolo e diverse volte sotto Domnall Brecc nel terzo e quarto decennio. Gli Angli di Bernicia ebbero la meglio sui regni confinanti dei Britanni, e il vicino regno anglico di Deira (Bernicia e Deira più tardi vennero denominate Northumbria), divenendo il più potente regno della Britannia. Per i regni di Bernicia e Northumbria, vedi per es. Higham, The Kingdom of Northumbria. I Pitti furono probabilmente tributari della Northumbria fino al regno di Bridei mac Beli, quando gli Angli subirono una sconfitta nella battaglia di Dunnichen arrestando la loro espansione verso nord. I Northumbri continuarono a dominare la Scozia meridionale per il resto del periodo pitto.
Nel regno di Óengus mac Fergusa (729–761), Dál Riata fu fortemente soggetta al re pitto. Sebbene abbia avuto i suoi propri re dal 760 circa in poi, pare che Dál Riata non si ristabilì. Broun, "Re Pitti", tentò di ricostruire la tarda confusa storia di Dál Riata. Il silenzio negli annali irlandesi viene ignorato da Bannerman in Il controllo scozzese sulla terra dei Pitti e le reliquie di Columba ("The Scottish Takeover of Pictland and the relics of Columba"). Uno degli ultimi re pitti, Caustantín mac Fergusa (793–820), mise suo figlio Domnall sul trono di Dál Riata (811–835). Dopo Broun, "Re Pitti", ma la storia posteriore di Dál Riata è molto oscura. I tentativi dei Pitti di ottenere un simile predominio sui Britanni di Alt Clut (Dumbarton) non ebbero successo. Cfr. i tentativi falliti di Óengus mac Fergusa.
L'Epoca vichinga portò grandi cambiamenti in Britannia ed Irlanda, non meno in Scozia che altrove. Il regno di Dál Riata venne distrutto, certamente nella metà del IX secolo, quando Ketil Flatnose si disse avesse fondato il Regno delle isole. Anche la Northumbria soccombette ai Vichinghi, i quali fondarono il Regno di York, e quello di Strathclyde fu gravemente colpito. Il re di Fortriu Eógan mac Óengusa, il re di Dál Riata Áed mac Boanta, e molti altri, furono uccisi in una grande battaglia contro i Vichinghi nell'839. Annalu di Ulster (s.a. 839): "I Vichinghi vinsero una battaglia contro gli uomini di Fortriu, ed Eóganán figlio di Aengus, Bran figlio di Óengus, Aed figlio di Boanta, e molti altri, quasi innumerabili, caddero là." L'ascesa di Cínaed mac Ailpín (Kenneth MacAlpin) intorno all'840, nel periodo successivo a questo disastro, portò al potere la famiglia che avrebbe presieduto negli ultimi giorni del regno dei pitti fondando il nuovo regno di Alba, sebbene Cínaed stesso non fosse mai stato altro che il re dei pitti.
Quando era al trono il nipote di Cínaed, Caustantín mac Áeda (900–943), il Regno dei Pitti divenne il Regno di Alba. Il mutamento da terra dei Pitti ad Alba non può essere stato rilevante inizialmente; invero, dato che non sappiamo il nome pitto della loro terra, c'è da supporre che non ci sia stato affatto un cambiamento. I Pitti, insieme con la loro lingua, non sparirono improvvisamente del tutto. Il processo di gaelicizzazione continuò sotto Caustantín e suoi successori. Quando gli ultimi abitanti di Alba furono pienamente gaelicizzati, diventando Scotti, probabilmente durante l'XI secolo, i Pitti furono presto dimenticati. Broun, Dunkeld, Broun, National Identity, Forsyth, Scotland to 1100, pp. 28–32, Woolf, Constantine II; cf. Bannerman, Scottish Takeover, passim, representing the "traditional" view. Successivamente essi sarebbero riapparsi in miti e leggende. Per esempio, Pechs, e forse Pixie. Comunque, Sally Foster cita John Toland nel 1726: "essi sono adatti in tutta la Scozia a fare ogni cosa pitta della cui origine essi nulla sanno." Lo stesso si potrebbe dire dei Pitti riguardo al mito.
Re e regni
La storia antica della patria dei Pitti è insicura. Nei periodi successivi sono esistiti dei re che hanno governato su regni separati; un re, talvolta due, più o meno dominavano i loro vicini inferiori. Broun, "Kingship", for Ireland see, e.g. Byrne, Irish Kings and High-Kings, and more generally Ó Cróinín, Early Medieval Ireland. De Situ Albanie, un tardo documento, la "Cronaca Pitta" (Pictish Chronicle), il Duan Albanach, insieme a leggende irlandesi, sono stati utilizzati per dimostrare l'esistenza dei sette regni pitti. Questi sono elencati come segue: Cait (o Cat), situato nel moderno Caithness e Sutherland Ce, situato nell'attuale Mar e Buchan Circinn*, forse situato nel moderno Angus e il Mearns Forsyth, "Lost Pictish Source", Watson, Celtic Place Names, pp. 108–109. Fib, il moderno Fife, noto oggigiorno come Regno di Fife Fidach, località sconosciuta Fotla*, il moderno Atholl (Ath-Fotla) Bruford, "What happened to the Caledonians", Watson, Celtic Place Names, pp. 108–113. Fortriu*che recentemente si pensa fosse ubicato intorno a Moray Woolf, "Dun Nechtain"; Yorke, Conversion, p. 47. Compare earlier works such as Foster, Picts, Gaels and Scots, p. 33. (con l'asterisco quelli noti per avere avuto re o sono attestati altrimenti nel periodo pitto)
Possono essere esistiti regni più piccoli. Alcune evidenze suggeriscono che un regno pitto esistesse anche nelle isole Orcadi.Adomnán, "Life of Columba", editor's notes on pp. 342–343. De Situ Albanie non è il più attendibile fra le fonti, e il numero di regni, uno per ognuno dei sette figli di Cruithne, l'eponimo fondatore dei Pitti, possono avere abbastanza terre da non essere creduti.Broun, "Seven Kingdoms". Senza badare all'esatto numero di regni e ai loro nomi, si può dire che la nazione pitta non fosse mai stata un'unità.
Per la maggior parte della storia pitta documentata, il regno di Fortriu sembra quello dominante, in modo tale che il Re di Fortriu e il Re dei Pitti possono significare una e la stessa cosa negli annali. Questo precedentemente si congetturava che giacesse nella zona intorno a Perth e nello Strathearn meridionale, dal momento che un recente lavoro ha convinto coloro che lavoravano nel campo che Moray (un nome che si riferisce ad un'area molto più vasta dell'Alto Medioevo piuttosto che alla contea di Moray), fosse il centro di Fortriu.Woolf, "Dun Nechtain".