È stato presidente della Regione Marche e parlamentare alla Camera dei Deputati per cinque legislature. Carriera politica Eletto per la prima volta alla Camera dei Deputati nel 1968. Nella V legislatura fu componente della Commissione agricoltura e foreste. Venne rieletto anche nel 1972 e, come nella legislatura precedente, contribuì in misura significativa al dibattito e alla concreta redazione della riforma della mezzadria, che avrebbe visto poi la luce con l'approvazione della legge n. 203 del 1982.
Nel settembre 1975 si dimise da deputato per assumere la carica di Presidente della Regione Marche, guidando una coalizione composta da DC, PSI, PSDI e PRI, supportata dall'appoggio esterno del PCI. La quale fu il primo esperimento di governo democristiano con appoggio comunista nella stagione del "compromesso storico", precursore a livello locale della stagione dei governi di "solidarietà nazionale". Al termine del mandato nel settembre 1978, ricoprì la carica di assessore regionale al bilancio per poi candidarsi alle elezioni politiche del 1983.
Eletto nuovamente deputato, durante tutta la IX legislatura (1983-1987) fu Sottosegretario di Stato per l'interno nei governi Craxi I, Craxi II e Fanfani VI, nel dicastero guidato da Oscar Luigi Scalfaro. Da Sottosegretario lavorò all'Accordo di Villa Madama ("nuovo Concordato"), occupandosi, in particolare, del problema del "supplemento della congrua" che venne sciolto con l'introduzione dell'8x1000.
Durante la X legislatura (1987-1992) fu eletto vicepresidente della Commissione affari costituzionali nel 1989. Fu relatore della legge n°142 dell'8 giugno 1990 ("Ordinamento delle autonomie locali") che dettò nuovi principi informatori per l'ordinamento delle autonomie locali, attraverso il riconoscimento della loro autonomia statutaria e regolamentare, l'ampliamento delle forme di gestione dei servizi pubblici locali e lo sviluppo delle forme di associazione tra comuni.
Presidente della Commissione affari costituzionali per la XI legislatura (1992-1994). Fu relatore della legge n° 81 del 25 marzo 1993 ("elezione diretta del Sindaco"), che introdusse l'elezione diretta del Sindaco e del Presidente di provincia. La Commissione svolse anche un fondamentale lavoro istruttorio ai fini della riforma delle leggi elettorali di Camera e Senato per le elezioni del 1994 ("Mattarellum").
Con lo scioglimento della Democrazia Cristiana nel 1994, il suo impegno politico proseguì a livello locale. Fu consigliere comunale a Macerata e capogruppo dapprima con il Partito Popolare e quindi con La Margherita.
Nel 2007 fu membro dell'Assemblea Costituente del Partito Democratico.
Note
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