La prima generazione della Lancia Delta è un'automobile di fascia media prodotta dalla casa automobilistica italiana Lancia dal 1979 al 1993 in esemplari, incluse le versioni sportive. secondo altre fonti, cfr.

Premiata come Auto dell'anno nel 1980, la Delta è stata prodotta in quattro serie: la prima tra il 1979 e il 1982, la seconda tra il 1983 e il 1986, la terza tra il 1986 e il 1990, e la quarta e ultima tra il 1991 e il 1993; sono esclusi gli esemplari "Evoluzione" realizzati dalla Maggiora fino al 1994.Di Jethro Bovingdon, Evo-ricordi: la Lancia Delta Integrale EVO 3 di Maggiora, EVO il brivido della guida, 29 agosto 2017.

Nel 1993 è stata sostituita dalla Delta seconda generazione.

Le versioni stradali Profilo e storia

Frutto della matita di Giorgetto Giugiaro, nacque nell'autunno del 1979 come sostituta della Fulvia, che era ormai fuori produzione dal 1976.

La Lancia Delta non era propriamente una diretta erede della Fulvia, in quanto i cambiamenti di mercato portarono la Lancia, come tutte le altre case automobilistiche, a modificare la propria gamma di modelli inserendo dei segmenti nuovi inframmezzandoli a quelli meno recenti. Per tali motivi la Fulvia cedette il suo testimone inizialmente alla Lancia Beta, seppure con aumento generale delle dimensioni e della cubatura del motore, mentre in seguito, con la Beta che rimarrà presente sul mercato fino al 1981, contemporaneamente venne proposta la Delta alla quale successivamente si affiancò la Lancia Prisma, con quest'ultima che prese il vero testimone dalla Beta, sostituendo di li a poco anche la Beta Trevi, in produzione dal 1980 al 1984.

All'inizio del decennio Delta e Prisma rappresentarono un evidente ampliamento della gamma media della casa che offriva, tra il 1982 e il 1984, una versione compatta a due volumi — la Delta, per l'appunto — e due versioni a tre volumi — Beta Trevi e Prisma — che occupavano il segmento che fu della Fulvia.

Prima serie (1979-1983) Presentata al pubblico al salone di Francoforte nel settembre 1979, il codice di progetto interno adottato dal Gruppo Fiat per questo modello era Y5.

La meccanica, derivata dalla Ritmo, : sospensione anteriore a ruote indipendenti di tipo MacPherson con braccio oscillante inferiore e montante costituito da ammortizzatore idraulico e barra stabilizzatrice; sospensione posteriore a ruote indipendenti di tipo MacPherson con due bracci oscillanti trasversali, braccio oscillante longitudinale inferiore (puntone), montante costituito da ammortizzatore idraulico telescopico a doppio effetto e molla a elica disassata con barra stabilizzatrice – di fatto simile a una sospensione multilink, con la inusuale peculiarità di poter regolare la convergenza anche sull'assale posteriore.

La Delta venne proposta inizialmente con due motorizzazioni quattro cilindri in linea, con albero a camme in testa comandato da cinghia dentata, testa in lega leggera e basamento in ghisa, derivati da quelli montati dalla Fiat Ritmo, ma migliorati nell'alimentazione. Il più piccolo di 1301 cm³, 75 CV a 4 rapporti o a 5, con quinta marcia (optional), poi portato a 78 CV nel 1982 oppure di 1498 cm³ da 85 CV a 5 rapporti, oltre a un motore 1100 cm³ destinato, per motivi fiscali, solo ai mercati di alcuni paesi come Grecia e Portogallo.

La vettura fu dotata di parecchie innovazioni per l'epoca, come i paraurti anteriori e posteriori realizzati in resina poliestere rinforzata con fibre di vetro e una dotazione comprendente il lunotto termico (con tergilunotto opzionale), specchietto sinistro regolabile manualmente dall'interno (quello destro era opzionale), finiture della carrozzeria in alluminio anodizzato "Zincrometal", cornice calandra in acciaio inox, sottoscocca sottoposto a evoluti processi di trattamento e verniciatura anticorrosione, fari anteriori allo iodio, doppi indicatori di retromarcia e fendinebbia posteriori, tergicristalli a tre velocità, volante regolabile in altezza. All'interno, particolare attenzione venne rivolta ai processi di insonorizzazione dell'abitacolo e al sofisticato sistema di aerazione, a tutto vantaggio del comfort di marcia.

Due anni dopo essere stata premiata quale Auto dell'anno, nel 1982 vennero presentate le Delta 1300 LX e 1500 LX, con di serie dotazioni degne di auto di rango superiore, come gli alzacristalli elettrici, le ruote in lega leggera da 13", i vetri atermici, il sedile posteriore sdoppiato e gli interni in tessuto Zegna.

Seconda serie (1983-1986)

Nel novembre 1982 furono introdotte le prime modifiche al corpo vettura, destinate a migliorare alcuni dettagli di finitura, che dettero vita alla seconda serie: i paraurti divennero maggiormente avvolgenti e costruiti in unico pezzo (prima erano in tre pezzi), la calandra fu parzialmente ridisegnata, venne eliminata la fascia satinata posteriore a livello del piano di carico del portellone e furono introdotti alcuni piccoli ritocchi interni, in particolare a livello del quadro strumenti, del pomello della leva del cambio e dei rivestimenti dei sedili, questi ultimi modificati nei profili e nella trama del tessuto, ai quali era stato eliminato il telaietto in plastica nera posto dietro gli schienali anteriori. Con l'occasione vennero lanciate le versioni 1600 GT a doppio albero a camme in testa e 1600 HF Turbo, mosse da un 4 cilindri bialbero Lampredi di 1585 cm³ in versione aspirata a carburatore e accensione elettronica Marelli Digiplex (105 CV) o turbo a carburatori (130 CV). La gamma risultò poi completata dalle versioni 1300 e 1300 LX che guadagnavano 3 CV (ora 78) e nuovi cerchi in lega da 14", mentre il motore 1500 fu riservato alla versione con cambio automatico a tre rapporti.

Al Salone di Torino del 1983 fu presentata la Delta Selene, versione cabriolet costruita dalla carrozzeria torinese Baronti, già Accamo e Moneta. Pur essendone stata richiesta e ottenuta l'omologazione, la vettura non ebbe seguito produttivo e fu realizzata limitatamente ai tre esemplari esposti, dei quali solo uno risulta essere stato regolarmente immatricolato con targa.

Terza serie (1986-1990)

Nel 1986, in occasione del lancio della prima versione a quattro ruote motrici, la HF 4WD, l'intera gamma venne sottoposta a un importante restyling che diede origine alla terza serie.

Esteriormente il modello si contraddistingue per dei nuovi paraurti più avvolgenti con fendinebbia incassati, nuovi fari anteriori bombati con calandra raccordata, nuovi cerchi in lega e nuovi cambi. Le versioni 1600 acquisiscono i bialbero di nuova generazione introdotti due anni prima sulla Thema, con testa ruotata di 180 gradi – ora con aspirazione dietro e scarico davanti – e inclinati in avanti, con alimentazione a iniezione elettronica integrata con l'accensione Marelli IAW: la GT 1600 diventa GT i.e. e guadagna 3 CV passando a 108, con consumi diminuiti, mentre la HF Turbo con l'iniezione passa a 140 CV e guadagna una serie di migliorie a livello estetico e meccanico, come sospensioni perfezionate e freni maggiorati; molti elementi sono in comune con la neonata HF 4WD.

Gli interni subiscono modifiche più profonde, in parte riprese dalla cugina Prisma: viene abbandonato il disegno squadrato della plancia, al cui centro viene inoltre posto un check panel analogico di controllo spie — precursore di ciò che si sarebbe visto, nel mondo dell'auto, solo con l'arrivo dello standard elettronico CAN bus —, mentre il quadro strumenti viene inglobato in un'unica cornice.

Sempre nel 1986 venne introdotta per la prima volta la versione con motore turbodiesel da 1929 cc e 80 CV già montato sulla Prisma. Nello stesso anno la Delta vedeva la nascita di nuovi motori a iniezione elettronica dotati di catalizzatore destinati all'estero, mentre veniva mantenuta la versione da 1100 cc per i mercati di Grecia e Portogallo.

Quarta serie (1990-1993)

Sul finire del 1990, venne introdotta la quarta e ultima serie: nuovi tessuti interni, nuovi colori carrozzeria, cerchi in lega diamantati stile Dedra, eliminazione totale scritte di identificazione posteriori, eliminazione motore 1300 (le versioni LX saranno solo con motore 1500), cofano motore con griglia stile Integrale 8v, frecce anteriori di colore bianco. Anche la 1500 LX riceve il quadro strumenti con le spie circolari in stile HF. La GT i.e. viene potenziata a 111 CV come la coeva Prisma. Le versioni HF Turbo presentarono ora il frontale con fari tondi sdoppiati e il cofano bombato come la Integrale 16v.

Alla nascita della Lancia Delta non erano previste versioni da competizione, dato che in ambito rallystico i team del Gruppo Fiat-Lancia correvano con auto vittoriose come la 131 Abarth e Stratos inizialmente, e con la Lancia Rally 037 successivamente. A partire comunque dal 1982 venne presentato al Salone di Torino un prototipo a trazione integrale. La meccanica e la telaistica erano quelle del modello base; il motore era a doppio albero a camme in testa, di 1600 cm³ con turbocompressore; erogava 166 CV. Sul gruppo cambio-differenziale venne montato un differenziale ripartitore con presa di moto longitudinale per la trasmissione alle ruote posteriori. Sul ponte posteriore era alloggiato un differenziale autobloccante.

La Saab 600

Tra il 1980 e il 1982, in seguito a un accordo di collaborazione tra il Gruppo Fiat e la Saab risalente al 1978, la Delta con motore 1500 cm³ venne commercializzata in Svezia e Norvegia come Saab 600. Prodotta a Chivasso, sulla variante Saab vengono proposti due livelli di finitura per il motore 1,5 litri: GLS e GLE, quest’ultimo il più completo. La velocità di punta è di circa 160 km/h e lo 0-100 km/h viene percorso in 12 secondi. Tra le differenze, sulla Saab non c'è la fascia color alluminio alla base del portellone ma sono dotate di tergifari di serie obbligatori in Svezia. Alcuni esemplari di Saab 600 hanno vestito la vecchia livrea della polizia svedese.

Le versioni sportive 1986: Delta HF 4WD

Nel maggio 1986 venne appunto presentata la Delta HF 4WD, concepita per l'utilizzo dell'utente comune. La trazione è integrale permanente; differenziale anteriore libero, differenziale centrale di tipo epicicloidale che ripartisce la coppia motrice per il 56% sull'asse anteriore e il rimanente 44% sull'asse posteriore, un giunto viscoso Ferguson di bloccaggio applicato al differenziale centrale ripartitore di coppia e un differenziale posteriore Torsen. Il differenziale centrale garantisce una ripartizione di coppia tra i due assi in relazione all'effettivo grado di aderenza degli stessi. Il Torsen è un differenziale autobloccante che garantisce, rispetto a un differenziale normale, il massimo della trazione compatibile con l'aderenza delle ruote. Il motore è di derivazione Lancia Thema: 1995 cm³ con contralberi di equilibratura e turbocompressore Garrett; eroga una potenza massima di 165 CV a 5.500 giri/min e una coppia motrice di 29 kgm con overboost inserito. Un sistema integrato con l'accensione a controllo elettronico con sensore di detonazione, impedisce l'entrata in funzione dell'overboost a motore troppo freddo o surriscaldato. L'overboost agisce sulla valvola waste-gate aumentando temporaneamente la pressione di sovralimentazione. Un intercooler riduce la temperatura dell'aria compressa da 120 a 70/50 °C. Le valvole sono al sodio, le guide valvole in bronzo, i cuscinetti di biella di tipo trimetallico ed è presente un radiatore per il raffreddamento dell'olio motore. L'impianto frenante ha dischi sulle quattro ruote; quelli anteriori sono autoventilanti. La ripartizione della coppia motrice è 54/46 tra avantreno e retrotreno. I cerchioni sono gli stessi 5,5J14 della Delta HF 1,6 i.e. turbo.