I racconti di Canterbury è un film del 1972 sceneggiato e diretto da Pier Paolo Pasolini, tratto dall'omonima opera di Geoffrey Chaucer.
È l'episodio centrale della cosiddetta "Trilogia della vita" di Pasolini: segue Il Decameron (1971) e precede Il fiore delle Mille e una notte (1974). In Italia, come il capitolo precedente, il film venne ampiamente censurato, ma vinse l'Orso d'oro come miglior film al Festival di Berlino 1972.
Come già fatto ne Il Decameron, per il film Pasolini prende dall'opera di Chaucer (interpretato qui da lui stesso) otto racconti, rielaborandoli in chiave comica o grottesca e altri lasciandoli così come sono. Tutte le novelle sono collegate al prologo, nel quale Chaucer decide di partire per Canterbury assieme a dei pellegrini, invitati a raccontare delle storie.
Sinossi Nell'Inghilterra medievale, tra Londra e Canterbury, s'intrecciano le storie e le avventure di contadini, nobiluomini, chierici e demoni.
Tutte le storie sono collegate all'arrivo d'un gruppo di pellegrini al santuario di Canterbury; tra loro v'è il poeta Geoffrey Chaucer che, durante le pause in osteria con gli amici, scrive e racconta novelle a scopo moraleggiante e di diletto per il suo pubblico.Porzione corrispondente al Prologo generale dell'opera di Chaucer.
Nella prima storia, il mercante ser Gennaio perde momentaneamente la vista e così la sua sposa Maggio può unirsi al giovane amante Damiano.Il racconto del mercante.
Nella seconda il Diavolo fa in modo che un giovane popolano venga ucciso dal braccio dell'Inquisizione perché omosessuale. Il Diavolo, sotto spoglie umane, fa amicizia poi con l'inquisitore che ha fatto uccidere il reo; Satana, però, vedendo che l'uomo prova molto piacere nell'avere purgato la Terra da quel condannato, decide di prendersi anche la sua anima.Il racconto del frate.
Nella terza il buffone Perkin viene coinvolto in un intrigo amoroso e poi cerca di trovarsi lavoro, finendo solo per creare scompiglio nella città di Oxford.Il racconto del cuoco.
Nella quarta un giovane seduce Alison, moglie del falegname Giovanni; rischiando d'essere scoperto, questi si finge veggente e prevede l'arrivo del nuovo Diluvio universale.Il racconto del mugnaio.
Nella quinta, nel villaggio di Bath, una matrona sposa lo studente Giannozzo, ma la felicità non dura a lungo.Prologo de Il racconto della donna di Bath.
Nella sesta, a Cambridge, due studenti passano una notte favolosa rispettivamente con la moglie e la figlia Molly del mugnaio Simone. Al mattino l'amante di Molly, sbagliando letto e credendo di conversare con il suo amico, racconta tutto: in realtà colui che è a letto è il mugnaio.Il racconto del fattore.
Nella settima, tre studenti d'animo crudele vengono raggiunti da un vecchio che predice loro una brutta fine. I giovani non si spaventano, ma quando due di essi ingeriscono un vino avvelenato portato dal terzo a sua volta pugnalato da costoro, presto si ritrovano in compagnia del Cupo Mietitore.Il racconto dell'indulgenziere.
Nell'ottava e ultima novella, un frate gaudente cerca di guadagnare tanto cibo in cambio dell'estrema unzione a un moribondo: quella stessa notte riceve in convento un angelo, che lo conduce all'Inferno per mostrargli le tremende punizioni che spettano ai frati che sovvertono il messaggio di Cristo.Il racconto dell'apparitore.
Nel finale, i pellegrini giungono a Canterbury mentre Chaucer conclude la sua raccolta di racconti.La ritrattazione di Chaucer, conclusione dell'opera.
Trama Prologo A Southwark, presso Londra, un gruppo di pellegrini si sta preparando per un lungo viaggio. Poco dopo alle porte della città giunge anche Geoffrey Chaucer che viene ospitato all'interno della corte per rifocillarsi. Decisi finalmente a mettersi in viaggio per Canterbury a rendere omaggio alla tomba di Thomas Becket, i pellegrini vengono consigliati da un altro viaggiatore a raccontare una serie di novelle durante il viaggio per non annoiarsi.
Primo racconto: Ser Gennaio e la sposa Maggio Il protagonista è Ser Gennaio (Sir January), un nobile ricco e con una grande e fastosa reggia, ma brutto, vecchio e rozzo. Infatti l'uomo passa intere giornate e banchettare cercando di trovare moglie e ci riesce sposando una giovane nel fiore degli anni che accetta la proposta solo per i soldi. In verità la ragazza, Maggio (May), è innamorata di un altro bello, giovane e colto, il quale le fa recapitare una lettera dichiarandole tutto il suo amore. All'inizio Maggio non si cura dello spasimante ma, dopo essere uscita completamente disgustata da un rapporto sessuale con Gennaio, decide di unirsi al giovane. Il sentimento è ancor più alimentato dalla perdita della vista di Gennaio che d'ora in poi diventa un vero e proprio calvario per Maggio, costretta ora a fargli da badante.
Passa qualche giorno e i due innamorati stabiliscono di incontrarsi nel giardino della casa di Gennaio. Compaiono gli dei Plutone e Proserpina: il primo ha intenzione di far riacquistare la vista a Gennaio in modo da permettergli di scoprire il tradimento, ma la seconda promette di donare a Maggio la prontezza nel rispondere per togliersi dai guai. Con la scusa di prendere un po' di more, Maggio convince Gennaio a farla salire sull'albero ove la aspetta il suo amato e, salita, lo bacia appassionatamente e si accinge ad avere un rapporto con lui. Tuttavia il piacere non dura molto perché Gennaio riacquista la vista e, vedendo Maggio amoreggiare con l'altro, comincia a gridare. Il giovane fugge via e Maggio tenta di raggirare lo sciocco Gennaio dicendogli che tutto ciò è stato frutto della sua immaginazione, dato che da poco aveva ripreso a vedere. Ser Gennaio si lascia abbindolare e ritorna a casa felice con la sposa.
Secondo racconto: il diavolo e l'inquisitore Un uomo (Franco Citti) osserva da una finestra un altro uomo che sta sbirciando qualcosa in una fessura: quest'ultimo è un ricattatore mandato dall'inquisizione inglese per scoprire rapporti omosessuali. Avendone individuati due, corre in chiesa a riferirlo all'inquisitore, mentre il misterioso figuro lo segue passo passo. L'inquisitore, recatosi dal primo dei due sodomiti, si fa corrompere con una grande cifra di denaro per non denunciarlo. Nel secondo caso, invece, poiché l'uomo non possiede denaro per corrompere l'inquisitore, si procede all'arresto. L'uomo viene immediatamente condannato al rogo e, mentre viene trascinato per la via nudo e urlante come un maiale al macello, l'uomo misterioso guarda la scena, spacciandosi per un venditore di frittelle. L'uomo viene bruciato, sotto gli occhi di tutti e sotto il sorriso beffardo del venditore il quale segue sempre il messo ricattatore.
A cavallo di muli i due uomini conversano liberamente raccontandosi tutti i loro misfatti e imbrogli fino a quando l'uomo misterioso non si presenta. Dice di essere il Diavolo e di provenire dall'Inferno per recare sofferenza al genere umano. Il ricattatore ci crede e propone un accordo. I due ruberanno insieme e tutto ciò che il genere umano vorrà donare al diavolo, egli se lo prenderà. I due giungono a un vecchio mulino ove una donna anziana sta lavando i panni. Il ricattatore vuole derubarla di 12 soldi, ma la vecchia non vuole cederglieli, facendo giuramento di donare piuttosto lui e la brocca d'oro che possiede al diavolo. Un lampo di piacere di cupidigia brilla negli occhi del diavolo che si prende sia il vaso che la vita del suo compare.
Intermezzo La combriccola diretta a Canterbury si ferma per una sosta in una chiesa. Mentre gli altri si riposano, Chaucer prende nota delle novelle e ne incomincia un'altra: il racconto del cuoco.
Terzo racconto: Perkin il festaiolo Prendendo spunto dal personaggio di Charlot, il festoso Ninetto Davoli imperversa nella città di Londra interpretando il buffone Perkin. Questi è stato appena cacciato via da un oste perché troppo sciocco per intraprendere il lavoro di cuoco, e si mette in viaggio in cerca di avventure. Dopo essersi scontrato con due poliziotti entra in una casa nobile dove vi è una festa di addio al celibato e prova a sedurre la sposa, ma il severo padre spedisce Perkin a calci in mezzo alla strada. Tornato a casa senza aver concluso niente, Perkin viene mandato a letto senza cena e il giorno dopo trova un nuovo lavoro.
Si tratta di fare il commesso di un venditore di uova, ma Perkin, mentre il padrone si assenta, accetta l'invito di tre giovani a giocare con loro ai dadi e per questo viene di nuovo licenziato, non prima di avere rotto un bel po' di uova e di essersi messo d'accordo con i giovani per uscire quella sera. A notte fonda Perkin s'incontra di nuovo con i ragazzi e uno di quelli lo invita in casa sua per far l'amore con sua moglie, una nota prostituta. Il mattino seguente, mentre i tre dormono ancora, Perkin fa uno strano sogno: immagina di essere in una grande sala e di danzare assieme a migliaia di fanciulle tutte nude che ricambiano il suo desiderio. Ma il sogno viene interrotto dall'arrivo di due guardie che arrestano Perkin e lo mettono alla gogna affinché tutti possano prendersi gioco di lui.
Secondo intermezzo Geoffrey Chaucer, questa volta autore e non protagonista dei racconti, si sta dilettando con alcune letture trecentesche (compreso il Decameron di Giovanni Boccaccio) e poi si appisola. Ma la moglie lo richiama invitandolo a riprendere il corso delle storie.
Quarto racconto: Nicola e Alison Il giovane studente di canto Nicola ama alla follia Alison, moglie di un semplice legnaiolo. Tuttavia, pare che il loro amore stia per prendere una brutta piega. Nicola decide di rimanere nascosto nella soffitta per tre giorni, mentre i suoi due amici, Martin e Assalonne (di cui il primo omosessuale), si recano di notte sotto la casa del legnaiolo a fare la corte ad Alison. Il giorno dopo il legnaiolo, svegliatosi presto, si reca in camera di Nicola e lo trova assorto in una profonda meditazione. Egli cerca di capire cosa stia succedendo, quando Nicola s'alza e comincia a gridare come un ossesso che quella notte stessa ci sarà un Diluvio Universale peggiore di quello accaduto ai tempi di Noè e che bisogna che il legnaiolo fabbrichi subito tre grandi tini di legno dove troveranno riparo lui, Alison e Nicola stesso. Lo sciocco legnaiolo subito si mette al lavoro e i tre si mettono ciascuno dentro un tino, appeso con una fune ad una trave, ad aspettare il diluvio. Intanto in un palazzo signorile si svolge una grande festa alla quale stanno partecipando anche Assalonne e Martin.
Quest'ultimo dice di non aver visto per tutto il giorno il legnaiolo e quindi incita l'amico a recarsi dalla bella Alison, che nel frattempo ha invitato nella sua stanza Nicola, dato che il legnaiolo si è addormentato dentro il suo tino. Mentre Alison e Nicola stanno consumando un rapporto sessuale, Assalonne bussa alla finestra, ma viene rifiutato più volte dalla ragazza. Allora il giovane le chiede un bacio solo e Alison ha la brillante idea di fargli un brutto tiro: dato che è buio, espone dalla finestra il suo sedere e, non appena le labbra di Assalonne si poggiano sulla pelle, lascia partire un fragoroso peto. Assalonne fugge via indignato giurando vendetta: si fa prestare da un amico fabbro un ferro ardente e, tornato sotto la stessa finestra, chiede ad Alison di affacciarsi un attimo per riavere un altro bacio in cambio di un anello che lui vuole donarle. Allora Nicola pensa di ripagarlo con la stessa moneta dell'amante e protende anch'egli il sedere, ma Assalonne gli infila il ferro rovente nel retto. Urlando, Nicola fugge dalla camera da letto in cerca di acqua per lenire l'ustione, mentre il legnaiolo, udito il suo grido "acqua, acqua", taglia la fune cui è sospeso il tino dove si è rifugiato, sfracellandosi al suolo.
Quinto racconto: la donna di Bath