L'Acra, o Akra (in ebraico חקרא o חקרה, in greco Aκρα), era un presidio fortificato situato a Gerusalemme costruito da Antioco IV, sovrano dell'impero seleucide, dopo che ebbe saccheggiato la città nel 168 a.C.. La fortezza assunse un ruolo determinante negli eventi riguardanti la sommossa dei Maccabei e la formazione del regno degli Asmonei. Fu distrutta da Simone Maccabeo durante la rivolta.

L'esatta posizione dell'Acra, di fondamentale importanza per comprendere meglio la storia della Gerusalemme di età ellenistica, rimane oggetto di discussione. Gli storici e gli archeologi hanno proposto vari siti intorno a Gerusalemme, basandosi principalmente su conclusioni tratte da testimonianze letterarie. Questo approccio cominciò a mutare alla luce degli scavi iniziati alla fine degli anni sessanta: le nuove scoperte, infatti, hanno portato a rivalutazioni sulle fonti letterarie antiche riguardanti la geografia di Gerusalemme e la posizione dei manufatti precedentemente scoperti. Yoram Tsafrir ha interpretato un giunto in muratura nell'angolo sud-orientale della spianata del Monte del Tempio come un indizio per una possibile posizione dell'Acra. Durante gli scavi adiacenti alla parete sud del Monte condotti da Benjamin Mazar tra il 1968 e il 1978 sono stati scoperti alcuni resti che potrebbero essere collegati con l'Acra, tra cui alcune stanze adibite a caserma e una grande cisterna.

L'antico termine greco acra è stato usato per descrivere altre strutture fortificate risalenti il periodo ellenistico. L'Acra di Gerusalemme è spesso chiamata Acra seleucide per distinguerla dalle altre costruzioni chiamate acra e dal quartiere di Gerusalemme che ha in seguito ereditato questo nome.

Storia Contesto storico Dopo la morte di Alessandro Magno nel 323 a.C., la Giudea fu contesa tra il Regno tolemaico in Egitto, e l'Impero seleucide in Siria e in Mesopotamia. La vittoria dell'imperatore seleucide Antioco III sull'Egitto nella battaglia di Panion portò la Giudea sotto il controllo dei Seleucidi. La popolazione ebrea di Gerusalemme aveva aiutato Antioco durante il suo assedio alla fortezza della guarnigione egiziana a Gerusalemme.. Il loro sostegno fu premiato con un documento che sanciva la libertà di culto per gli ebrei, compresa la possibilità di impedire l'accesso agli stranieri e agli animali impuri al recinto del Tempio, e una ripartizione dei fondi ufficiali per il mantenimento di alcuni riti religiosi nel Tempio.. Nonostante fosse consentita la libertà di culto, molti ebrei furono spinti da adottare i costumi del prestigioso e influente stile di vita greco. La cultura imperiale offriva un percorso di progresso politico e materiale, il che portò alla formazione di classi sociali elevate di cultura ellenistica tra la popolazione ebraica. Questo processo di ellenizzazione portò a tensioni tra gli ebrei praticanti e i loro confratelli che avevano assimilato la cultura greca.

Antioco IV Epifane fu incoronato sovrano del regno seleucide nel 175 a.C. Poco dopo, Giasone chiese all'imperatore la nomina alla carica di Sommo Sacerdote di Israele, una posizione occupata da suo fratello Onia III. Giasone, di cultura fortemente ellenistica, promise di aumentare il tributo pagato dalla città e di stabilire al suo interno le infrastrutture di una polis greca, tra cui un ginnasio e un efebeo.. La richiesta di Giasone venne accolta, ma dopo tre anni di sovrintendenza fu spodestato da Antioco e costretto a fuggire ad Ammon... Nel frattempo, Antioco IV aveva intrapreso due spedizioni contro l'Egitto, una nel 170 a.C. e un'altra nel 169 a.C., sconfiggendo gli eserciti tolemaici.... Le vittorie di Antioco furono di breve durata. Il suo intento di unificare il regno seleucide e quello tolemaico mise in allarme l'impero romano, che gli impose di ritirare le sue truppe dall'Egitto.Tito Livio, Ab urbe condita, XLV 12 Mentre Antioco era impegnato in Egitto, a Gerusalemme si diffuse la falsa notizia che egli fosse stato ucciso. Nell'incertezza che ne derivò, Giasone raccolse un esercito di 1.000 seguaci e tentò di prendere d'assalto Gerusalemme. Anche se l'attacco fu respinto, quando la notizia dei combattimenti raggiunse Antioco in Egitto egli sospettò che i suoi sudditi in Giudea stessero sfruttando quella battuta d'arresto come un'opportunità di rivolta. Nel 168 a.C. Antioco IV Epifane marciò su Gerusalemme e saccheggiò la città, depredando il tesoro del Tempio e uccidendo migliaia di suoi abitanti... Al contrario di quanto suo padre aveva fatto, Antioco IV mise fuori legge i tradizionali riti ebraici e perseguitò gli ebrei praticanti. I rituali del tempio furono interrotti, l'osservanza dello Shabbat fu proibita e la circoncisione venne dichiarata fuorilegge...

Costruzione

Per consolidare il suo potere in città, tenere sotto controllo ciò che accadeva sul Monte del Tempio e salvaguardare la fazione ellenizzata a Gerusalemme, Antioco mise di stanza una guarnigione seleucide in città:

Il nome Acra deriva dal greco acropoli che indica un luogo fortificato che domina una città dall'alto. A Gerusalemme, la parola assunse il significato di movimento anti ebraico: fortezza di uomini "empi e scellerati". Poiché la costruzione dominava la città e la campagna circostante, venne occupata non solo da una guarnigione greca, ma anche dai loro alleati ebrei.

La repressione da parte dei Seleucidi dei costumi religiosi degli ebrei incontrò notevoli resistenze tra la popolazione locale. Mentre Antioco era occupato ad oriente nel 167 a.C., un sacerdote proveniente dalla campagna, Mattatia di Modi'in, sollevò una rivolta contro l'impero. Sia i governanti seleucidi, sia gli alleati locali non si resero conto della portata della ribellione. Nel 164 a.C. Giuda Maccabeo liberò Gerusalemme e riconsacrò il Tempio. Anche se la città era caduta, l'Acra e i suoi occupanti riuscirono a resistere. Maccabeo assediò la fortezza, mentre i suoi occupanti inviavano un appello all'imperatore seleucide (ora Antioco V) per chiedere assistenza. Un esercito seleucide fu inviato a sedare la rivolta. Quando Bet-Zur fu posta sotto assedio, Maccabeo fu costretto ad abbandonare il suo attacco all'Acra e affrontare Antioco in battaglia. Nella successiva battaglia di Beth-Zachariah i Seleucidi ottennero la loro prima vittoria sui Maccabei e Giuda Maccabeo fu costretto a ritirarsi.. Risparmiata alla distruzione, l'Acra rimase come roccaforte seleucide per altri 20 anni, durante i quali ci furono diversi tentativi da parte degli Asmonei di spodestare la guarnigione greca..

Distruzione Giuda Maccabeo fu ucciso nel 160 a.C. e gli successe il fratello Gionata Maccabeo, che tentò di costruire una barriera per tagliare la linea di rifornimento dell'Acra.. Gionata aveva già radunato la manodopera necessaria per l'impresa quando fu costretto a confrontarsi con l'esercito invasore guidato dal generale seleucida Diodoto Trifone a Beit She'an (Scitopoli)... Dopo aver invitato Gionata a una riunione amichevole, Trifone lo rapì e lo uccise.. Gionata fu sostituito da un altro fratello, Simone Maccabeo, che assediò e infine espugnò l'Acra nel 141 a.C..

Due fonti diverse forniscono informazioni sul destino dell'Acra, sebbene siano contraddittorie in alcuni punti. Secondo Giuseppe Flavio, Simone rase al suolo l'Acra dopo la cacciata dei suoi occupanti, scavando la collina su cui sorgeva per renderla più bassa rispetto al Tempio, purgare la città del suo triste ricordo e negare la possibilità di ricostruirla a qualsiasi futuro abitante di Gerusalemme..

Quanto viene riportato nel Primo libro dei Maccabei offre un quadro differente:

Secondo questa versione, Simone non demolì subito l'Acra, ma la occupò e forse vi si stabilì egli stesso. Il Primo libro dei Maccabei non menziona il suo destino ultimo. La fortezza era stata costruita come una postazione di guardia per monitorare e controllare Gerusalemme e la sua popolazione. Se era situata nella Città di David, come sostengono molti studiosi, la sua posizione avrebbe aggiunto molto poco alle difese di Gerusalemme contro le minacce esterne. Essa potrebbe essere caduta in disuso e smantellata intorno alla fine del II secolo a.C. in seguito alla costruzione della Baris asmonea e del Palazzo asmoneo nella città alta di Gerusalemme.

Bezalel Bar-Kochva offre una diversa teoria: l'Acra sarebbe stata ancora in piedi nel 139 a.C., quando Antioco VII Sidete ne chiese la restituzione a Simone, insieme a Giaffa e Ghezer, due città alleate ai greci che Simone aveva catturato.. Simone si dichiarò disposto a trattare per le due città, ma non fece menzione dell'Acra.. Fu a questo punto che probabilmente la distrusse, come un modo per negare ai Seleucidi qualsiasi rivendicazione futura o pretesto su Gerusalemme. Così, quando Antioco VII sottomise la città durante il regno di Giovanni Ircano I, tutte le sue richieste erano soddisfatte, tranne quella che riguardava lo stazionamento di un presidio seleucide in città.. Ircano potrebbe aver rifiutato questa richiesta perché non c'era nessun luogo adatto dove porre la guarnigione. L'Acra, infatti, era probabilmente già stata distrutta. Questa teoria pone la demolizione dell'Acra in qualche momento attorno al 130 a.C.

Posizione

La posizione dell'Acra è importante per comprendere come si siano svolti gli eventi a Gerusalemme durante le lotte tra i Maccabei e le forze seleucide. La reale posizione dell'Acra è stata oggetto di dibattito tra gli studiosi moderni.. La descrizione antica più dettagliata sulla natura e la posizione dell'Acra si trova nell'opera di Flavio Giuseppe Antichità giudaiche, dove viene descritta nella Città Bassa, su una collina che domina il recinto del Tempio..

La posizione della "parte bassa della città", altrove denominata "Città Bassa", al tempo di Giuseppe Flavio (I secolo d.C.) è accertata nella parte sud-est della collina di Gerusalemme, il centro urbano originale tradizionalmente conosciuto come città di David. Situata a sud del Monte del Tempio, tuttavia, l'area visibile oggi è sensibilmente più bassa rispetto al monte stesso. La parte superiore del monte è di circa 30 metri sopra il livello del suolo in corrispondenza della parte sud del muro di contenimento risalente all'opera espansione del recinto del Tempio effettuata nella tarda epoca di Erode. L'elevazione si riduce a sud di questo punto. Giuseppe Flavio, nativo di Gerusalemme, sarebbe stato ben consapevole di questa discrepanza, ma è comunque in grado di spiegarla descrivendo come Simone avesse raso al suolo sia l'Acra sia la collina su cui sorgeva. Le ricerche archeologiche a sud del Monte del Tempio, però, non sono riuscite ad individuare alcuna prova di attività estrattiva di importanza rilevante. Al contrario, gli scavi nella regione hanno portato alla luce sostanziali evidenze di abitazioni a partire dall'inizio del I millennio a.C. fino all'epoca romana, mettendo in dubbio l'ipotesi che durante il periodo ellenistico l'area sia stata significativamente più alta di quanto lo fosse al tempo di Flavio Giuseppe, o che sia stata spazzata via una grande collina. Questo ha portato molti ricercatori a trascurare il resoconto di Flavio Giuseppe e l'ipotesi sulla collocazione dell'Acra da lui riportata, suggerendo diversi percorsi alternativi. Dal 1841, quando Edward Robinson propose di collocare l'Acra nei pressi della Basilica del Santo Sepolcro, sono stati proposti almeno altri nove diversi luoghi nella Città Vecchia di Gerusalemme e nei suoi dintorni..

Sulla collina occidentale