La Fulminante (già Ruggero Settimo, già Bombay) è stata una pirofregata di II rango a ruote della Real Marina del Regno delle Due Sicilie, successivamente acquisita dalla Regia Marina.
Caratteristiche Impostata e varata come piroscafo passeggeri a ruote, la nave, di buone qualità, venne giudicata adatta dal Governo Provvisorio Siciliano per la trasformazione in pirofregataFranco Bargoni, Franco Gay, Valerio Manlio Gay, Navi a vela e navi miste italiane, pp. 151 e da 161 a 164. Le navi mercantili e le pirofregate a ruote costruite intorno al 1840-1850, infatti, non presentavano grandi differenze strutturali: la principale differenza era costituita dall'allestimento degli interni, caratterizzato da sistemazioni comode e luminose sulle navi mercantili e più ristrette sulle unità militari, per poter imbarcare l'equipaggio militare, i materiali e l'armamento. I principali lavori di adattamento consistevano nell'apertura di portelli per i cannoni, nella modifica delle sistemazioni interne e nel rafforzamento del ponte di coperta per sostenere il peso delle artiglierie.
Essendo la nave ancora in cantiere al momento dell'acquisto, i lavori di trasformazione poterono essere agevolmente eseguiti, comportando anche la riduzione di cabine e locali destinati ai passeggeri, che tuttavia non vennero eliminati e, proprio in virtù della loro comodità, fecero sì che, dopo l'incorporazione nella Marina borbonica, la nave venisse frequentemente impiegata per il trasporto della famiglia reale.
Scafo in legno (con bordo piuttosto elevato) con carena rivestita in rame, la nave aveva eccellenti caratteristiche per l'utilizzo come pirofregata: un buon apparato motore (costituito da due macchine alternative a vapore che, alimentate da altrettante caldaie – ognuna delle quali provvista di un fumaiolo, uno a proravia ed uno a poppavia delle ruote –, imprimevano la potenza di 400 HP o 294 kW nominali a due ruote a pale tipo Morgan), con potenza sufficiente a permettere una velocità (9 nodi) in linea con quella delle pirofregate dell'epoca, ed un armamento velico a brigantino a palo (alberi di trinchetto e maestra a vele quadre e mezzana a vele auriche). I due alti fumaioli originari vennero rimpiazzati nel marzo 1859, nel corso di lavori effettuati nei cantieri di Castellammare di Stabia, da due fumaioli telescopici, che potevano essere abbassati in caso di navigazione a vela, permettendo così un più efficace utilizzo della velatura.
L'armamento della pirofregata era composta da due potenti cannoni in ferro ed a canna liscia tipo Myllar con bomba da 60 libbre, quattro cannoni-obici Paixhans da 30 libbre ed altrettanti obici in bronzo ed a canna liscia da 12 libbre, sistemati su affusto da sbarco. Nel 1861 tali bocche da fuoco vennero sostituite con dieci obici in ferro ed a canna liscia da 200 mm.
Storia Impostata nel 1848 nei cantieri londinesi Pitcher North per conto della compagnia britannica «Peninsular Steam Ship Navigation Company»Per altra fonte dalla «Orient Line». e varata nello stesso anno con il nome di Bombay, la nave avrebbe dovuto essere un piroscafo mercantile a ruote, da impiegare per il trasporto di passeggeri sulle rotte oceaniche verso l'Oriente, ed in particolare sulle linee delle Indie. Proprio nel 1848, tuttavia, la Sicilia era insorta contro i Borbone ed aveva costituito un Governo Provvisorio: tale governo, necessitando di navi da guerra, acquistò il Bombay ancora in costruzione al prezzo di 30.000 sterline (l'acquisto avvenne il 1º luglio 1848Per altra fonte il 16 aprile 1848. ad opera del principe di Granatelli Franco Maccagnone e di Luigi Scalia), ne avviò i lavori di trasformazione in pirofregata e lo ribattezzò Ruggero Settimo.
Il principe di Castelcicala, ministro plenipotenziario a Londra del Regno delle Due Sicilie, contestò la legittimità dell'acquisto della nave da parte del Governo Provvisorio Siciliano, peraltro non riconosciuto da nessun altro stato, pertanto le autorità britanniche sequestrarono la Ruggero Settimo, impedendone la consegna alla Marina siciliana. Seguì un processo contro i rappresentanti legali del Governo Provvisorio, conclusosi solo nel luglio 1849, dopo la repressione dell’insurrezione siciliana e l’abbattimento del Governo siciliano, in seguito al quale il tribunale britannico giudicò che il Regno delle Due Sicilie fosse il legittimo proprietario della pirofregata.
Ribattezzata Fulminante, la nave venne formalmente consegnata al Governo delle Due Sicilie il 21 giugno 1851Per altra fonte il 10 maggio 1851., entrando in servizio per la Real Marina del Regno delle Due Sicilie con la classificazione di pirofregata a ruote di II rango.
L'ufficiale destinato al comando della nuova nave, il capitano di fregata Giuseppe Marsella, raggiunse Londra via terra, mentre l'equipaggio destinato ad armare la pirofregata venne portato in Inghilterra dal brigantino Generoso, partito nell'aprile 1851. Il 12 luglio 1851 la Fulminante salpò da Londra, raggiungendo quindi il Regno delle Due Sicilie.
Nei primi anni di servizio la pirofregata disimpegnò attività addestrativa, venendo inoltre di frequente utilizzata dalla famiglia reale borbonica grazie alle sue sistemazioni da nave passeggeri. Nel 1852, in particolare, la Fulminante trasportò in Calabria Ferdinando II, re delle Due Sicilie, ed il principe ereditario (nell'ottobre 1852 l'unità, scortata dalla pirofregata a ruote Ercole, portò re Ferdinando II in visita a varie città siciliane e calabresi), mentre agli inizi del 1859, al comando del capitano di fregata Vincenzo Lettieri, si recò a Trieste ove, il 1º febbraio, imbarcò la duchessa Maria Sofia di Wittelsbach, sposata l'8 gennaio 1859 dal principe ereditario Francesco, trasportandola quindi a Bari (inizialmente la destinazione prevista era Manfredonia, poi cambiata per le precarie condizioni di salute del sovrano), ove arrivò il 3 febbraio: Francesco e Maria Sofia poterono vedersi per la prima volta proprio sulla Fulminante. Il 7 marzo 1859 la pirofregata ripartì da Bari con a bordo i due novelli sposi e l'intera corte, trasportando a Portici Ferdinando II, ormai prossimo alla morte a causa di una grave malattia.
Sempre nel marzo 1859 la Fulminante venne sottoposta, nei cantieri di Castellammare di Stabia, a lavori di sostituzione dei fumaioli.
La pirofregata fu poi coinvolta nelle vicende che avrebbero portato al crollo del Regno delle Due Sicilie ed all'unità d'Italia. La sera del 10 giugno 1860Navi a vela e navi mercantile italiane, probabilmente per refuso, parla del 19 giugno invece che del 10, e cita inoltre la cattura del solo Utile. Lo stesso testo, in altre pagine, indica anche la cattura delle due navi come avvenuta il 9 giugno, ad opera della pirofregata Ettore Fieramosca. Storia delle Due Sicilie 1847-1861 riporta la cattura come avvenuta la sera del 13 giugno, ad opera della sola Fulminante. la Fulminante, agli ordini del retroammiraglio Roberti, avvistò e fermò nelle acque di Capo Corso il piroscafo piemontese Utile ed il clipper statunitense Charles & Jane a rimorchio di quest'ultimo: le due navi, partite da Genova il giorno precedente con a bordo Giacomo Medici e 930 volontari di rinforzo ai garibaldini (Battaglione «Corte»)Per altra fonte le due navi partirono il 10 maggio, lUtile con 850 volontari ed il Charles and Jane con un carico di munizioni., vennero catturate e condotte a Gaeta (mentre le due navi erano rimorchiate a Gaeta, i garibaldini gettarono in mare armi e munizioni), dove arrivarono l'11 giugno (entrambe le unità vennero poi liberate dietro intervento del console statunitense).
Il 14 luglio 1860, mentre la Fulminante era in darsena a Napoli, si verificò l'ammutinamento dell'equipaggio, provocato dalla scarsa volontà di comandante e stato maggiore di salpare e partecipare alle operazioni di contrasto dell'avanzata garibaldina (comandante ed ufficiali cercavano infatti di prendere tempo).
Il 26 luglio la pirofregata partecipò, con altre unità, all'evacuazione delle truppe borboniche dopo la resa di Milazzo. Al comando del brigadiere Vincenzo Salazar (comandante della formazione), la Fulminante, insieme alle pirofregate a ruote Ettore Fieramosca, Guiscardo e Tancredi e ad alcune unità minori, giunse nel golfo di Milazzo il 25 luglio, ponendovisi all'àncora. Lo stesso giorno arrivarono a Milazzo anche le pirofregate sarde Maria Adelaide (nave di bandiera del viceammiraglio Carlo Pellion di Persano), Vittorio Emanuele e Carlo Alberto, che, dopo aver appurato che le unità borboniche (ed avversarie) non davano segni di ostilità, si ormeggiarono tra le navi del regno delle Due Sicilie e l'abitato di Milazzo. Le operazioni di evacuazione dei reparti borbonici, durante le quali Salazar e Persano si fecero reciprocamente visita a bordo delle rispettive navi ammiraglie, proseguirono con gradualità. Giuseppe Garibaldi, avendo trovato nella fortezza conquistata tracce che lasciavano ad intendere che le truppe borboniche si preparassero a farla saltare in aria all'atto dell'ingresso delle truppe garibaldine, propose a Persano di attaccare a sorpresa e catturare le navi borboniche per rappresaglia, ma l'ammiraglio lo dissuase da tale proposito. Le unità di Salazar lasciarono progressivamente Milazzo durante l'evacuazione, abbandonando del tutto la città una volta terminate tali operazioni.
A metà agosto la pirofregata aprì il fuoco, insieme alle batterie costiere calabresi ed a cinque cannoniere, su sei barche cannoniere garibaldine che, al comando del capitano Salvatore Castiglia, stavano cercando di catturare il piroscafo borbonico Trasporto: le imbarcazioni garibaldine, prese sotto intenso tiro mentre vogavano a tutta forza per raggiungere il piroscafo, dovettero ritirarsi, rientrando in porto con alcuni feriti. La nave, inoltre, insieme all'avviso a ruote Aquila, bombardò, a Scaletta Zanclea, una villa in mano ai garibaldini.