La riforma serviana dell'esercito romano rappresentò forse il primo dei momenti principali della storia dell'esercito romano, che vide nel sesto re di Roma, Servio Tullio, l'artefice della riorganizzazione della macchina da guerra romana, rimasta in vigore almeno per un paio di secoli.

Contesto storico

Dall'inizio del VII secolo a.C., dominava sulla regione la civiltà etrusca dell'Età del ferroTito Livio, Ab Urbe condita libri, V, 33* Massimo Pallottino, The Etruscans, p. 68 Come molti altri popoli della regione, i Romani si scontrarono con gli Etruschi. Intorno alla fine del secolo, i Romani avevano perso la loro lotta per l'indipendenza, e gli Etruschi, conquistata Roma, stabilirono sulla città una dittatura militare, o un regno. Con l'inizio di questa fase, anche l'organizzazione dell'esercito subì una trasformazione strutturale.

Sebbene molte fonti della storiografia romana, compreso Livio e Polibio si diffondano estesamente sull'esercito romano in quel periodo dell'Età Regia che fece seguito alla presa di potere degli Etruschi, si tratta pur sempre di fonti tarde, mentre manca qualsiasi resoconto dell'epoca. Polibio, per esempio, scrive qualcosa come 300 anni dopo gli eventi in questione, e Livio circa 500 anni dopo. Inoltre, qualunque resoconto avessero tenuto i Romani all'epoca è andato distrutto durante il saccheggio da parte dei Galli di Brenno (vedi Sacco di Roma (387 a.C.)). Le fonti relative a questo periodo della storia militare romana non possono pertanto essere considerate affidabili al pari di quelle disponibili per epoche successive, come, ad esempio, a partire dalla Prima guerra punica.

Secondo le narrazioni sopravvissute, furono tre i re di Roma durante l'occupazione etrusca: Tarquinio Prisco, Servio Tullio, e Tarquinio il Superbo. In questo periodo, l'esercito di Roma conobbe una riforma: dall'originario assetto tribale, precedentemente descritto, a un assetto centuriale, con suddivisioni fondate su classi socio-economicheTito Livio, Ab Urbe condita libri, I, 42., anziché tribali. Questa riforma è tradizionalmente attribuita a Servio Tullio, il secondo dei re etruschi di Roma, che, secondo tradizione, aveva già portato a termine il primo censimento per tutti i cittadiniTito Livio, Ab Urbe condita libri, I, 43.. Livio ci informa che Tullio riformò l'esercito trasponendovi la struttura originariamente concepita per la vita civile, quale risultato del censimento. A qualsiasi livello, il servizio militare, a quell'epoca, era considerato un dovere civico e un modo per ottenere un avanzamento di status all'interno della societàSmith, Service in the Post-Marian Roman Army, p. 10..

Tuttavia non si può affermare che le classi sociali di Roma fossero create dal censimento, piuttosto furono da esso enucleate. Sarebbe quindi più corretto dire che la struttura dell'esercito veniva leggermente affinata, piuttosto che radicalmente riformata. Prima di queste riforme, la fanteria era divisa nella classis dei cittadini ricchi e nella infra classem dei cittadini più poveri. I secondi erano esclusi dalla linea regolare di battaglia, in considerazione della qualità scadente del loro armamentoBoak, A History of Rome to 565 AD. p. 69.. Nel corso della riforma, questa grossolana divisione sociale binaria tra cittadini più poveri e cittadini più ricchi fu ulteriormente affinata su più stratificazioni.

Le unità militari

Tullio riformò l'esercito intorno al 570 a.C., adottando la formazione a falange e l'armamento degli opliti greci. La divisione tra i fanti avvenne per censo e non più per provenienza. Questo è ciò che Dionigi di Alicarnasso scrive, facendo parlare Servio Tullio:

Legioni

La "spina dorsale" dell'esercito romano, rimase la fanteria. L'unità base era la legione. L'esercito serviano era formato da due legioni (una a difesa dell'Urbe e l'altra utilizzata per campagne militari esterneP.Connolly, Greece and Rome at war, p.95.), in totale pari a 193 centurie

Cavalleria

Dopo aver così organizzato la fanteria, Servio Tullio passò alla cavalleria, dove reclutò altre 12 centurie di equites dal fiore dell'aristocrazia cittadina, alle 6 già presenti (formate da Tarquinio Prisco e riconducibili ai sex suffragia):Festo, De verborum significatu, sex suffragia(452); Cicerone, De re pubblica, 2, 22, 39-40. in totale 18 centurie.

Per l'acquisto dei cavalli l'erario stabilì uno stanziamento annuo di 10.000 assi a centuria, mentre sancì che fossero le donne non sposate a pagarne il mantenimento degli stessi con 2.000 assi annui a centuria. Tale costo fu più tardi trasferito alle classi più ricche.Livio, Ab urbe condita libri I, 43, 8-10.

Genio militare

Questo reparto era formato da due centurie di genieri, esclusi dal servizio armato ma destinati al trasporto delle macchine da guerra.

Alleati

Sin dagli albori, Roma si trovò in conflitto con la confederazione dei Latini. Sconfitta da prima Alba Longa, sottomise via via, tutte le città confederate, dominando alla fine sull'intero Lazio. In seguito Roma continuò a rispettare i privilegi dei Latini tramite la jus Latii, mettendosi semplicemente a capo di essi, ed utilizzandone i loro contingenti durante alcune campagne militari. Non è un caso che proprio all'epoca di Servio Tullio, quest'ultimo fece costruire, insieme agli alleati latini, sull'Aventino, il tempio di Diana,Livio, Periochae ab Urbe condita libri, 1.21 e 1.40.

Reclutamento delle legioni: per classi sociali

Secondo la tradizione, fu Servio Tullio a compiere una prima riforma timocratica dei cittadini romani atti a prestare il servizio militare (obbligati ad armarsi a proprie spese e perciò chiamati adsiduiEmilio Gabba, Esercito e società nella tarda Repubblica romana, p. 2.), suddividendoli in cinque classi (sei se consideriamo anche quella dei proletariiDionigi d'Alicarnasso, Antiquitates Romanae, 4, 18, 1-3.) sulla base del censo,Dionigi d'Alicarnasso, Antiquitates Romanae, 4, 19, 1-2. a loro volta ordinati in ulteriori quattro categorie: i seniores (maggiori di 46 anni: anziani) e gli iuniores (tra 17 e 46 anni: giovani), ovvero coloro che rientravano nelle liste degli abili a combattere; i pueri (di età inferiore ai 17 anni: i fanciulli) e gli infantes (di età inferiore agli 8 anni: i bambini) non ancora in età per prestare il servizio militare.Gellio, Noctes Atticae, 10, 28, 1. Questa riforma teneva presente tutte le differenze per patrimonio, dignità, età, mestiere e funzione, trascrivendo il tutto su pubblici registri.Floro, Epitoma de Tito Livio bellorum omnium annorum DCC, I, 6.3.

In questo nuovo sistema la prima classe, la più facoltosa, poteva permettersi l'equipaggiamento completo da legionario, mentre quelle inferiori avevano armamenti via via più leggeri, e dove le prime tre costituivano la fanteria pesante e le ultime due quella leggera:

In questa epoca, tuttavia, i cittadini romani consideravano in genere il servizio militare come un giusto e doveroso impegno nei confronti dello stato, in contrasto con visioni successive del servizio armato quale fardello sgradevole e indesideratoGrant, The History of Rome, p. 334Boak, A History of Rome, p. 454. Sono note, infatti, dal tardo impero, vicende di mutilazioni inferte al proprio corpo al fine di eludere l'obbligo militareCampbell, The Crisis of Empire, p. 126* Boak, A History of Rome, p. 454, mentre non sembra riscontrarsi una simile riluttanza a servire l'esercito nella Roma più antica. Questo sentimento potrebbe essere anche dovuto all'intensità generalmente inferiore dei conflitti di questa epoca; o legata al fatto che gli uomini erano chiamati a combattere vicino e spesso a protezione delle loro stesse case; o anche alla condivisione — postulata dagli scrittori successivi — di un più robusto spirito marziale condiviso in antichitàQuesto punto di vista riecheggia nellEncyclopedia Britannica, undicesima edizione (1911), laddove, con riferimento all'esercito romano, si argomenta che "Molta della sua forza risiedeva nelle stesse qualità che resero terribili i soldati puritani di Oliver Cromwell - l'eccellente carattere dei soldati comuni, la rigida disciplina, l'alto grado di addestramento."Vogt, The Decline of Rome, p. 158..

L'arruolamento dei soldati veniva stabilito in caso di guerra tra le varie tribù presenti a RomaTito Livio, Ab Urbe condita, III, 69. (da 17 iniziali passarono a 21 successivamente). Il console stabiliva la data dell'inizio della leva; di solito i contingenti delle varie tribù si radunavano nel Campo Marzio. I motivi per astenersi dalla chiamata alle armi dovevano essere esaminati e, nel caso in cui non fossero stati validi, si veniva dichiarati desertor (disertore) e si poteva essere puniti severamente. A volte, come riportatoci da Tito Livio, i tempi dell'arruolamento non permettevano l'esame delle esenzioni dal servizio, il quale veniva rimandato a guerra conclusa. Il comando (imperium) era tenuto dal console, che era coadiuvato per le funzioni amministrative dai tribuni. I centurioni erano scelti dai soldati.

Uomini e gerarchie militari

La stratificazione sociale definita dal censimento si rifletteva nel seguente modo sull'organizzazione militare: la prima classe era formata da 80 centurie di fanteria (40 di iuniores che avevano il compito di combattere nelle guerre esterne,Dionigi d'Alicarnasso, Antiquitates Romanae, 4, 16, 2-5. mentre le altre 40 di seniores, rimanevano a difesa dellUrbe), che potessero disporre di un reddito di più di 100.000 assi. Era la classe maggioritaria che costituiva il cuore della falange oplitica dello schieramento romano regio, la prima linea della legione romana. La seconda da 20 centurie ed un reddito tra i 100.000 ed i 75.000 assi. Costituiva la seconda linea. La terza da altre 20 centurie di fanteria leggera ed un reddito tra i 75.000 ed i 50.000 assi. La quarta composta da altre 20 centurie di fanteria leggera ed un reddito tra i 50.000 ed i 25.000 assi.Dionigi d'Alicarnasso, Antiquitates Romanae 4, 17, 1-4. La quinta formata da 30 centurie di fanteria leggera ed un reddito di appena 25.000-11.000 assi.

Erano, infine, impiegate anche due centurie di suonatori di cornu, tuba ma non di buccina adatti a fornire segnalazioni o ordini militari.Vegezio, De re militari, II, 22; III, 5, 6.

Chi era sotto la soglia degli 11.000 assi era organizzato in una sola centuria, dispensata dall'assolvere agli obblighi militari (i cui membri erano chiamati proletarii o capite censi),Dionigi di Alicarnasso, Antichità romane, IV, 18.Aulo Gellio, Noctes atticae, XVI, 10, 10-11. tranne nel caso in cui non vi fossero particolari pericoli per la città di Roma. In quest'ultimo caso erano anch'essi armati a spese dello Stato, servendo in formazioni speciali estranee all'ordinamento legionario.Emilio Gabba, Esercito e società nella tarda Repubblica romana, p. 3. Qui di seguito una tabella riassuntiva:

Classe censuariaN. di centurieStima dei beni di proprietà dei cittadini romaniI classe40 centurie di iuniores + 40 centurie di seniorespiù di 100.000 assi2 centurie di fabri18 centurie di equitespiù di 100.000 assiII classe10 centurie di iuniores + 10 centurie di senioresda 100.000 a 75.000 assiIII classe10 centurie di iuniores + 10 centurie di senioresda 75.000 a 50.000 assiIV classe10 centurie di iuniores + 10 centurie di senioresda 50.000 a 25.000 assiV classe15 centurie di iuniores + 15 centurie di senioresda 25.000 a 11.000 assi1 centuria di tubicines + 1 centuria di cornicinesVI classe1 centuriameno di 11.000 assiTOTALE193 centurie

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