Quarto (noto anche come Quarto Flegreo) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Napoli in Campania.

Geografia fisica Territorio Situato a nord-ovest di Napoli, nell'entroterra flegreo, ha una superficie di circa .

Il territorio comunale corrisponde pressoché alla cosiddetta "Piana di Quarto": una depressione del sottosuolo a forma ellittica, contornata da una cinta collinare e dovuta a una forte attività vulcanica altamente esplosiva.

Quello di Quarto è il più grande cratere spento dei Campi Flegrei.

Geologia Attività vulcaniche passate Il comune di Quarto giace nell'omonima piana, la cui formazione rientra nell'attività vulcanica flegrea del passato.

La Piana di Quarto è cinta a sud e a Est da resti di edifici vulcanici recenti, a nord e a nord-est dai resti dell'antica caldera originatasi in seguito all'eruzione dellIgnimbrite campana; a ovest invece vi sono estesi depositi di tufo giallo ampiamente sfruttato con cave per l'estrazione di materiale da costruzione.

Teorie sulla formazione della Piana di Quarto Circa la sua formazione geologica e datazione gli studiosi hanno pareri contrastanti:

secondo lo studioso Giuseppe De Lorenzo (che suddivise la formazione geologica flegrea in tre periodi) l'origine della Piana di Quarto risalirebbe al 3º Periodo Flegreo (circa 11.000 anni fa), caratterizzato da eruzioni ed esplosioni subaeree di materiale frammentario: dopo un'esplosione che squarciò la precedente compagine di tufo giallo, si sarebbe creato un cratere contornato dal materiale eruttato. completamente differente l'ipotesi del vulcanologo Alfredo Rittmann, secondo il quale l'origine della Piana di Quarto sarebbe da ricondursi a uno sprofondamento vulcano-tettonico di una vasta superficie di tufo giallo, avvenuto in seguito a una forte attività esplosiva con l'emissione dei prodotti del 2º Periodo Flegreo (tra 36.000 e 11.000 anni fa) e a un successivo riempimento di depositi quaternari indifferenziati: piroclastiti sottili rimaneggiate, depositatesi in ambiente lacustre e alluvionale.

Punta Marmolite Tracce palesi delle passate attività vulcaniche a Quarto si possono riscontrare in località "Punta Marmolite" (a nord-est della Piana) dove è osservabile un "duomo di lava", sorto a causa di una piccola eruzione nella quale il magma si solidificò appena uscito dalla bocca eruttiva. Quelle di Punta Marmolite sono tra le rocce più antiche dell'Ignimbrite Campana (47.000 anni) e hanno composizione essenzialmente alcalitrachitica.

Clima Quarto gode di un clima mediterraneo, con inverni miti e piovosi ed estati calde e secche. A differenza della vicina fascia costiera, il territorio di Quarto è caratterizzato da un maggiore tasso di umidità.

Nel grafico sottostante sono riportate temperature medie minime e massime e le precipitatizioni mensili. Fonte: NOAA

Origini del nome Il nome "Quarto" deriverebbe da ad quartum, ovvero un'espressione latina indicante una distanza, che in tal caso sarebbe "quarto miglio da Puteoli". Il significato di questa espressione sta nel fatto che il comune di Quarto è localizzato al quarto miglio di Via Campana, ossia una strada che sorge sul tracciato d'una delle principali strade dell'Impero romano, partendo dall'Anfiteatro Flavio di Pozzuoli (l'antica Puteoli, per l'appunto) e diramandosi in vari comuni del napoletano, per poi terminare sulla via Appia di Capua antica (oggi sita a Santa Maria Capua Vetere). Ciò è indicato anche nello stemma civico.

Storia Preistoria Il territorio di Quarto fu abitato sin dall'Età del Bronzo Medio come dimostrerebbero vari ritrovamenti di frammenti di ceramica e suppellettili. Particolare interesse rivestono in particolare i materiali, databili fra il Bronzo Antico e l'Appenninico, rinvenuti nel sito archeologico di Via Viticella che hanno fatto ipotizzare un vero insediamento lungo le pendici della collina soprastante. Inoltre, una sepoltura rinvenuta nei pressi della via Campana, a fossa di forma ovale, è databile al Bronzo Antico grazie al corredo ivi rinvenuto, un bicchiere d'impasto e un pugnale.

Periodo classico Dopo la nascita della vicina Cuma per mano degli Euboici e dopo l'insediamento di Pithecusa (sull'odierna Isola d'Ischia), i coloni greci si spinsero fino all'entroterra e alla conca di Quarto, attratti dalla fertilità del terreno e dall'esigenza di crearsi un'autonomia agricola. Quarto, dunque, entrò a far parte delle zone controllate dai Greci e assimilò la lingua e la civiltà elleniche.

Epoca romana Sebbene con i coloni Greci lo sviluppo e l'importanza della zona avessero già conosciuto un discreto incremento, fu solo con i Romani che Quarto assunse una prima vera connotazione propria di centro abitato pur non avendo lo schema urbanistico di una città. In età romana il fertile territorio di Quarto Flegreo era parte integrante del produttivo retroterra agricolo dellager di Puteoli, principale porto dell’Impero fino all’epoca di Traiano. La trafficata via pubblica Puteolis-Capuam, l’odierna via Consolare Campana, frequentata da numerosi mercanti, viaggiatori e schiavi conduceva a Capua (attuale Santa Maria Capua Vetere), per poi raggiungere Roma attraverso la via Appia. Il toponimo Quarto rappresenta la distanza da Puteoli, ovvero il quarto miglio, poiché i romani misuravano il miglio ogni mille passi per collocare una pietra miliare. In un primo momento Quarto nacque come insediamento romano e trasse il nome dalla sua distanza (al quarto miglio) da Pozzuoli, sulla via Consolare Campana: questo asse viario fu costruito dai Romani tra il II e il I secolo a.C. e concepito per collegare il porto di Puteolis (all'epoca uno dei più importanti del Mar Tirreno) con la cittadina di Capuæ, da dove era possibile raggiungere Roma grazie alla via Appia. Con l'apertura della via Consolare Campana, tutta la zona subì un incremento positivo sul piano commerciale e ovviamente economico, innescando di conseguenza una fase di sviluppo della struttura urbana: dallo studio dei ritrovamenti della zona, si evince che non si andò creando un unico centro abitato con un nucleo principale definito, bensì una serie di abitazioni rurali (ville rustiche) disposte lungo i vari diverticoli della via Campana e a mezza costa lungo le pendici della conca. Tra le opere di ingegneria urbanistica e stradale intraprese dai Romani nel territorio è la Montagna Spaccata, una profonda fenditura nella collina realizzata per consentire il passaggio della via Consolare Campana. La piana di Quarto viene citata da Svetonio nella sua opera De vita duodecim Cæsarum in relazione alla salita al potere di Ottaviano, ed è anche menzionata dagli "Atti degli apostoli" in cui si dice che l'apostolo Paolo, sbarcato a Pozzuoli, vi passasse con Luca l'Evangelista in stato di prigionia sotto la scorta di centurioni, diretto a Roma.

La strada principale di collegamento con Pozzuoli è tuttora la via Campana, arteria di grande traffico. Ai lati di questa strada si possono trovare numerosi insediamenti romani, forni, ville, mausolei, colombari. La strada attuale, sopraelevata rispetto a quella originaria, taglia in due un fitto insediamento, attraversato dalla linea ferroviaria Napoli-Roma. In particolare mentre si viaggia da Pozzuoli a Quarto, si può notare ai lati dei binari un piccolo mausoleo. Il fatto che Quarto sia stata un popoloso insediamento romano è testimoniato dai numerosi rinvenimenti archeologici del sottosuolo. Il monumento più conosciuto tuttavia è un semplice mausoleo, sito in località Regina della pace.

Epoca recente Quarto ottenne l'autonomia amministrativa dal Comune di Marano con Decreto Legislativo n. 60 del 5 febbraio 1948.

Da marzo a novembre del 1948, Quarto fu amministrata dal commissario prefettizio Alberto Arcamone. Il primo sindaco fu Domenico Di Falco (1901-1976), facoltoso agricoltore ed ex-fascista, a seguito delle elezioni svoltesi il 28 novembre 1948. Il primo consiglio comunale avvenne il 18 dicembre 1948 in un edificio scolastico, l'odierna scuola elementare "Viviani".

Di Falco fu sindaco di Quarto per 18 anni, dal 1948 al 1961 e dal 1969 al 1975, mandati inframezzati dalla vittoria della sinistra nelle elezioni del 1961 che portarono all'elezione del sindaco comunista Giovanni Riccio e del democristiano Angelo De Vivo.

Nel 1985 quasi tutta la giunta comunale era indagata per illeciti edilizi. Nel 1992 furono arrestati il sindaco (a cui tre anni prima era stato sequestrato il figlio di 12 anni, ritrovato dalla polizia dopo poche ore), due consiglieri comunali e quattro persone facenti parte della commissione edilizia in quanto accusati di una serie di abusi d'ufficio finalizzati alla speculazione edilizia.

Simboli Lo stemma e il gonfalone del comune di Quarto sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 16 febbraio 1960.

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa di Santa Maria libera nos a scandalis

Fu edificata sui resti di una cappella più antica e consacrata nel 1243. Le prime notizie della chiesa-madre di Quarto, dedicata a Santa Maria Libera Nos a Scandalis, "liberaci dalle insidie", risalgono esattamente al 23 agosto 1243, quando il vescovo puteolano Pietro la consacrò. Di certo, la chiesa fu edificata sul sito di una cappella più antica, poiché in un documento dell'anno 1013 si fa riferimento alla compravendita di un appezzamento di terreno in località ad S. Mariam qui dicitur ad Scandola a Quarto Major da non confondere con il toponimo Quarto Pictulum che corrisponde all'attuale San Giovanni a Teduccio. In quello stesso giorno, il vescovo Pietro ed altri prelati campani emanarono una lettera collettiva d'indulgenze a favore dei fedeli che avessero visitato la chiesa dal 1º all'8 maggio, festa di San Michele Arcangelo. Nel primo giorno di questo mese, la Chiesa aveva istituito il rito dell'elevazione della Croce di Maggio, affinché si cristianizzasse l'usanza del Calendimaggio, quando un albero fronzuto, simbolo di rigenerazione primaverile, veniva innalzato dai contadini di mezza Europa tra canti e processioni di sapore pagano. È interessante notare che nella lettera collettiva d'indulgenze - il cui testo era riportato su un epitaffio, un tempo collocato nell'edificio -, si accennava a due altari della chiesa quartese, dedicati proprio alla Santa Croce e all'Arcangelo Michele.

Una leggenda, raffigurata in un affresco un tempo visibile nella facciata interiore del muro a man destra dell'ingresso, è legata alla fondazione della chiesa, riportata in un documento dell'Archivio Storico Diocesano di Pozzuoli. Nel dipinto erano raffigurati un uomo con un falcone e una donna, creduti il re e la regina di Napoli, fondatori della chiesa per aver adempiuto un voto, essendo sfuggiti agli assalti di un cinghiale nel corso di una battuta di caccia in quel luogo. Infatti, fino al XVI secolo, il Piano di Quarto era ricoperto da un fitto bosco, frequentato dalla corte napoletana per le attività venatorie. Nel 1243, anno della consacrazione della chiesa, il re e la regina di Napoli erano l'imperatore Federico II di Svevia e la sua concubina Bianca Lancia, madre di Manfredi e sua futura consorte morganatica. La leggenda, pertanto, ha un suo fondamento storico: Federico, vedovo dal 1241 della sua terza moglie, amava i Campi Flegrei, ne frequentò i bagni ed edificò un castello sopra l'altura settentrionale del piano di Quarto, oggi noto come Castello di Monteleone. lnoltre, è risaputo che il grande imperatore era un vero esperto della caccia col falcone, al punto da scriverne un trattato.