Fu il primo presidente dell'Ordine dei giornalisti, istituito con legge 3 febbraio 1963, n. 69.Resse la presidenza dal 1965 al 1972. Biografia Attività accademica e giornalistica
Studiò all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dove si laureò in Filosofia con una tesi su Antonio Rosmini. Nel 1928 fu direttore della rivista Azione fucina della Federazione Universitaria Cattolica Italiana (FUCI). Conseguì una seconda laurea in Giurisprudenza alla Sapienza - Università di Roma. Qui fu assistente di Giorgio Del Vecchio, con il quale approfondì gli studi di filosofia del dirittoEugenio Marcucci, Giornalisti grandi firme: l'età del mito, Rubbettino Editore 2005, pag. 225.. Successivamente insegnò tale disciplina nelle università di Bari e Pavia. Diresse la rivista Studium e fondò la «Rassegna internazionale di documentazione».
Negli anni trenta collaborò con L'Osservatore Romano e con il periodico L'illustrazione vaticana (1930-1938). Monsignor Montini, il futuro papa Paolo VI, gli affidò sullOsservatore la rubrica "Acta diurna", che divenne negli anni dei totalitarismi una vera e propria centrale di notizie provenienti da ogni parte del mondoSuoi ben tre articoli sul Code de morale internationale elaborato dallUnion internationale d’études sociales di Malines per dettare i principi etici cui dovevano soggiacere le regole del diritto internazionale nel disciplinare le relazioni tra gli stati: G. Gonella, Un codice di morale internazionale, in L'Osservatore Romano, 18 febbraio 1938, p. 1; Id., Del codificare la morale, ivi, 19 febbraio 1938, p. 2; Id., Natura e comunità degli stati, ivi, 20 febbraio 1938, p. 1. Si veda poi «La documentation catholique», 20, 39, 1938, cc. 703-704.. Gonella si documentava personalmente sulla stampa estera e poteva fornire ai suoi lettori un panorama completo della situazione internazionale, cosa che i giornali italiani invece non potevano offrire, vincolati com'erano dalle maglie della censuraPierluigi Allotti, Quarto potere. Giornalismo e giornalisti nell'Italia contemporanea, Carocci, Roma 2017, pp. 75-77.. Gonella però era tenuto sotto controllo dalla polizia politica per sospetto antifascismo. Più volte i gerarchi fascisti chiesero a Mussolini di sopprimere il quotidiano vaticano. Ma lOsservatore Romano apparteneva alla Santa Sede e quindi non poteva essere soppresso dal governo italiano.
Lo scoppio della Seconda guerra mondiale rappresentò una svolta: il 3 settembre, appena due giorni dopo l'inizio del conflitto, Gonella fu arrestato e condotto al carcere di Regina Coeli. Grazie all'intervento di papa Pio XII fu liberato dopo pochi giorni. Poté rientrare alla redazione dellOsservatore, ma gli fu interdetto l'insegnamento nelle università italianeFonte: "Archivio Acta diurna di Guido Gonella" . A causa dei continui ostacoli frapposti dal regime all'approvvigionamento di notizie, nel 1940 Gonella chiuse la sua popolare rubrica sul quotidiano vaticano.
Nel dopoguerra l'attività politica nella Democrazia Cristiana divenne prevalente, pur senza abbandonare quella giornalistica: un certo numero di articoli de L’Osservatore Romano riguardanti la ricostruzione post-bellica furono pubblicati, ad esempio, proprio a sua firmaR. Perin, La radio del papa. Propaganda e diplomazia nella seconda guerra mondiale, Bologna, Il Mulino, 2017, pp. 227-228.. Sulle pagine del quotidiano ufficiale del partito, Il Popolo, "Guido Gonella richiamava alla memoria le parole di Vincenzo Gioberti che ribadivano a chiare lettere la vocazione missionaria della nazione"P. Acanfora, Miti e ideologia nella politica estera DC. Nazione, Europa e Comunità atlantica (1943-1954), Bologna, Il Mulino, 2013, p. 25.. Dal 1962 diresse il settimanale il centro, di cui restò direttore fino al 1965.
Dal 1965 al 1971 fu il primo presidente dell'Ordine dei giornalisti.
Attività politica
Già prima della guerra"Non è poi indifferente che i giudizi sulla guerra di Spagna espressi da Guido Gonella sulle pagine dell’«Osservatore romano» e da Alcide De Gasperi su quelle dell’«Illustrazione vaticana» non collidessero con quelle prevalenti nel cattolicesimo nazionale": F. Traniello, Religione cattolica e Stato nazionale. Dal Risorgimento al secondo dopoguerra, Bologna, Il Mulino, 2007, pp. 263-264., Gonella aveva iniziato a collaborare con Alcide De Gasperi e altri esponenti politici democristiani"Guido Gonella, che anche a causa della sua intensa collaborazione protrattasi dal 6 maggio 1933 al 15 maggio 1940 agli Acta diurna dell’«Osservatore Romano» era considerato, dopo De Gasperi, il maggior esperto democristiano in campo internazionale, aveva parlato, ai margini della settimana sociale, sulla questione europea: osservando che la unità dell’Europa presupponeva il ritorno alle origini greche, romane e cristiane (ma non, ovviamente, germaniche...) della sua civiltà: sicché la «federazione europea» non poteva che essere «una federazione di popoli cristiani», essendo il cristianesimo «il più potente ausiliario alla restaurazione dell’unità spirituale dell’Europa, per il suo innato carattere universalistico, per la sua potenza di sintesi, per la sua capacità di collegare l’Oriente all’Occidente»": F. Traniello, Religione cattolica e Stato nazionale. Dal Risorgimento al secondo dopoguerra, Bologna, Il Mulino, 2007, p. 302.. Adriano Ossicini ha ricordato come don Giuseppe De Luca riprendeva scherzosamente un verso di Dante e, con riferimento a Gonella e a De Gasperi, faceva dire a Montini: «Guido, io vorrei che tu, Alcide e io fondassimo un partito dei cristiani»A. Ossicini, La sfida della libertà. Dall’antifascismo alla Resistenza 1936-1945, Trento, Il Margine, 2010, p. 267..
Nel luglio del 1943 Gonella prese parte ai lavori che portarono alla redazione del Codice di Camaldoli. In autunno diede vita in clandestinità al quotidiano Il Popolo, futuro organo ufficiale della Democrazia Cristiana.Gonella rimase alla direzione fino al 1946. Dal 16 al 31 luglio di quell'anno la direzione effettiva fu esercitata da Giorgio Ceccherini con la qualifica di "redattore responsabile".
Al I Congresso nazionale della DC (Roma, 25 aprile 1946) Gonella fu incaricato da De Gasperi di curare la presentazione del programma. Ne uscì una relazione brillante, il “discorso delle libertà”, nel quale l'esponente veronese elencò le libertà che dovevano essere conquistate tramite l'azione politica.
Per la Democrazia Cristiana fu eletto prima deputato e poi senatore; nel 1950 "alla segreteria veniva eletto Guido Gonella, che rimaneva anche ministro all’Istruzione, personaggio di un certo prestigio culturale, ma inadatto a esercitare un ruolo di quel tipo essendo poco capace di decisioni rapide e di visioni pregnanti"P. Pombeni, Giuseppe Dossetti. L'avventura politica di un riformatore cristiano, Bologna, Il Mulino, 2013, p. 85.. Baget Bozzo sostenne che si trattò di una mossa di De Gasperi per evitare la nomina di Piccioni che invece avrebbe potuto, in una ritrovata sintonia con Dossetti, fare del partito un reale contraltare al governoGianni Baget Bozzo, Il partito cristiano al potere. La DC di De Gasperi e di Dossetti, Firenze, Vallecchi, 1974, pp. 317-319.. Da segretario del partito, nei confronti della CISL "mostrava una posizione esplicita: «il concetto del sindacato libero è grossolanamente errato e diventa oppressivo quando si ritiene escludere da esso ogni presenza di un ordine sistematico di idee (ideologie) al quale il lavoratore ha il diritto di aderire ed essere fedele con assoluta coerenza»"G. Baglioni, La lunga marcia della Cisl. 1950-2010, Bologna, Il Mulino, 2011, p. 26..
Nel Consiglio nazionale della DC che si svolse ad Anzio dal 21 al 24 giugno del 1952 "la formulazione della mozione sottolinea la propensione della linea degasperiana, sostenuta dal segretario di partito, Gonella, e dalla corrente di «Iniziativa democratica» di Paolo Emilio Taviani, a trasferire alle politiche, pur con gli adeguamenti del caso, il principio correttivo della proporzionale, che si era già sperimentato nelle amministrative: apparentamento e premio di maggioranza diventano dunque i due elementi che dovrebbero garantire, con un rigido accordo nazionale tra i partiti di centro, la possibilità di gestire nei migliori dei modi possibili il risultato elettorale"M.S. Piretti, La legge truffa. Il fallimento dell'ingegneria politica, Bologna, Il Mulino, 2003, pp. 55-56..
Attività istituzionale Guido Gonella svolse una carriera ministeriale sviluppatasi soprattutto negli anni del centrismo; fu più volte Ministro della pubblica istruzione dal 1946 al 1951M. Tebaldi, Il Presidente della Repubblica, Bologna, Il Mulino, 2005, p. 59, ricorda come Enrico De Nicola compì il "tentativo di dissuadere De Gasperi dal nominare il democristiano Gonella ministro della pubblica istruzione, essendo questo un incarico, nella visione di De Nicola, da affidarsi a personale politico di comprovata cultura laica"..
Fu più volte Ministro di grazia e giustizia tra il 1953 e il 1973. Stante il suo ruolo esercitato ai tempi dell'Assemblea costituente"La stessa relazione ufficiale di Guido Gonella sul programma della Dc per la Costituente era piuttosto generica per quanto riguardava le coordinate del futuro stato, mentre si incentrava sulle prospettive di «libertà»: «Non vogliamo una costituzione che resti una facciata dietro alla quale vi è quello che vi è, dietro la quale tutto possa mutare ogni giorno. Non vogliamo una costituzione che sia una tela di Penelope». Il problema era quello di «opporsi allo Stato di partito» nella vigile prevenzione delle tentazioni di un «fascismo degli antifascisti»": P. Pombeni, La questione costituzionale in Italia, Bologna, Il Mulino, 2016, pp. 105-106., nel 1954 Antonio Segni "conferì a Gonella, quale Ministro senza portafoglio, l’incarico di coordinare l’attuazione delle norme costituzionali"Livio Paladin, Per una storia costituzionale dell'Italia repubblicana, Bologna, Il Mulino, 2004, p. 137.. Con il peso derivante dall’essere un "ex segretario nazionale della Dc Guido Gonella tra il maggio 1957 e il febbraio 1962", per la nascita del Consiglio superiore della magistraturaS. Bartole, La Costituzione è di tutti, Bologna, Il Mulino, 2012, pp. 82-84. nomina una "commissione di concertazione (...) per far fronte al nuovo blocco che fa seguito alle discussioni parlamentari condotte dal suo predecessore Moro tra il novembre 1956 e il febbraio 1957. Riunendo attorno al ministro parlamentari e rappresentanti della magistratura, questa commissione è incaricata di sciogliere i nodi della riforma e di costruire un consenso. Escludendo sia i magistrati «rinnovatori» sia i rappresentanti dei partiti politici di sinistra, essa mette a confronto la parte dell’alta magistratura più vicina al ministero e i responsabili degli affari giudiziari della Dc"D. Piana e A. Vauchez, Il Consiglio superiore della magistratura, Bologna, Il Mulino, 2012, pp. 46-49..
A partire dalle mozioni Basso, Malagodi e Tripodi del 1965, si iniziò a discutere apertamente della revisione del Concordato con l’istituzione nel parlamento italiano della cosiddetta commissione Gonella, nel novembre 1968. Nel 1976 – anche in ragione dell’esito del referendum sul divorzio (1974) – "viene istituita una commissione paritetica per una revisione «equa e moderna» – come scriveva «L’Osservatore Romano» – del Concordato"F. Clementi, Città del Vaticano, Bologna, Il Mulino, 2009, p. 57. e nel 1979 Gonella fu chiamato a presiederla, con la partecipazione di Arturo Carlo Jemolo e di Roberto AgoCardia, Carlo, Culture della sinistra, riforma del Concordato, Diritto ecclesiastico : CXXV, 1 2, 2014, Pisa : Fabrizio Serra, 2014..