Ricordato per il suo carattere irrequieto e per il suo servizio, colpo nel quale è stato il migliore del circuito in sei stagioni (1992, 1994, 1996, 1997, 1998, 2001) raggiungendo il picco nel 1996 con 1477 ace, fu il primo tennista di sempre a tagliare il traguardo dei 10.000 ace. In carriera ha raggiunto la sua migliore posizione come numero 2 del mondo, dietro solo Pete Sampras, nel 1994. Ha vinto 22 tornei di singolare perdendo altre 27 volte in finale.

Mancino naturale, grazie proprio al suo servizio potentissimo è stato uno dei migliori giocatori sull'erba, con quattro finali nel più prestigioso torneo del mondo, quello di Wimbledon: nel 2001, scivolato ormai oltre la 120ª posizione del ranking (a causa di problemi al tendine di una spalla) è diventato il primo tennista a conquistare il trofeo londinese grazie ad una wild card. Ai Giochi olimpici di Barcellona del 1992 conquistò il bronzo sia in singolare, sia in doppio (insieme a Goran Prpić). Nel 2020 è stato introdotto nella International Tennis Hall of Fame.

Alla sua vittoria del torneo di Wimbledon del 2001 è ispirato il film Wimbledon.

Biografia Vita privata Goran Simun Ivanišević è nato a Spalato da Gorana, da cui discende il suo nome, e Srđan. È cresciuto a Spalato insieme alla sorella maggiore Srđana, il cui nome discende da quello del padre. Risiede a Los Angeles. Il 16 maggio 2009 ha sposato la modella connazionale Tatjana Dragović presso una chiesa cattolica del quartiere di San Pedro; la coppia era fidanzata da circa dieci anni e aveva già avuto due figli (Emanuel e Amber Maria). Nel dicembre del 1995 ha fondato l'associazione benefica "Help Children in Need" con l'obiettivo di aiutare i bambini croati.

Carriera sportiva Gli esordi Inizia a praticare presso il Tenis Klub Split di Spalato e tra i suoi primi coach vi fu Jelena Genčić, che aveva già allenato Mima Jaušovec e negli anni successivi avrebbe seguito i primi passi anche di Monica Seles, Novak Đoković e Iva Majoli. Ivanišević passò al professionismo nel marzo del 1988 dopo essere stato numero 3 del mondo a livello juniores. In aprile partecipò al Challenger di Graz dove venne eliminato ai quarti dall'australiano Carl Limberger, a giugno partecipò per la prima volta a Wimbledon ma trovò subito l'israeliano numero 22 del mondo Amos Mansdorf che lo sconfisse in quattro set. Nel resto della stagione fu eliminato al primo turno e al secondo turno rispettivamente ai Grand Prix di Saint-Vincent e Francoforte, partecipò poi ai Giochi della XXIV Olimpiade di Seul dove venne subito eliminato dal neozelandese Kelly Evernden. Chiuse il suo primo anno da professionista alla 371ª posizione del ranking di singolare e alla 139ª del doppio.

1989-1990 Aprì il 1989 con i quarti di finale di Adelaide; due settimane dopo, al suo secondo torneo del Grande Slam, arrivò fino ai quarti di finale battendo tra gli altri al secondo turno il numero 25 del mondo John Fitzgerald e venendo sconfitto da Miloslav Mečíř in tre set. Questa prestazione gli consentì di guadagnare 175 posizioni di classifica passando così dalla 300ª alla 125ª. In marzo debuttò in Coppa Davis nel match del primo turno del Gruppo mondiale della Jugoslavia contro la Danimarca ma, a qualificazione ormai acquisita, venne sconfitto da Frederik Fetterlein. Dopo qualche eliminazione precoce e i quarti a Scottsdale, tornò ad ottenere risultati di rilievo a partire da aprile con la semifinale di Nizza, torneo in cui sconfisse il numero 14 Henri Leconte e venne battuto solamente al tie break del terzo set da Andrej Česnokov, la vittoria su Kent Carlsson al secondo turno di Amburgo e la prima finale in carriera in un Grand Prix, a Firenze, in cui venne battuto dall'argentino Horacio de la Peña a cui seguì il quarto turno alla sua prima partecipazione al Roland Garros in cui sconfisse nell'ordine Richey Reneberg, Michael Stich e Mark Woodforde, prima di arrendersi in tre set al numero 3 del mondo e futuro finalista Stefan Edberg. Uscì al secondo turno sia a Wimbledon che agli US Open, in autunno arrivarono anche la semifinale a Palermo e i quarti a Basilea, che gli permisero di chiudere la stagione alla 40ª posizione del ranking.

L'anno successivo cominciò con una serie di eliminazioni al primo turno tra cui quelle ai Championship di Bruxelles, Stoccarda Indoor ai Super 9 di Indian Wells, Miami e Monte Carlo Masters e agli Australian Open. A maggio conquistò la seconda finale Grand Prix in carriera alla prima edizione del Croatia Open Umag, ma venne battuto dal connazionale Goran Prpić col punteggio di 6–3, 4–6, 6–4. La settimana successiva, insieme a Slobodan Živojinović e allo stesso Prpić, si aggiudicò la World Team Cup sconfiggendo in finale la squadra statunitense composta dai singolaristi Brad Gilbert e Jim Courier e dal doppio Flach/Seguso. Il periodo positivo continuò con i quarti al Roland Garros in cui venne sconfitto dall'austriaco Thomas Muster dopo aver battuto al primo turno Boris Becker, la prima semifinale in un torneo dello Slam a Wimbledon dove lo stesso Becker si vendicò eliminandolo in quattro set e il primo successo in carriera da professionista alla Mercedes Cup di Stoccarda in cui sconfisse in semifinale lo spagnolo top ten e testa di serie numero 3 Emilio Sánchez e in finale l'argentino Guillermo Pérez Roldán. Entrato ormai nei primi quindici del ranking, si qualificò per la finale anche a Long Island, dove non poté nulla contro l'allora numero 1 Stefan Edberg. A settembre con la terza e la quarta finale stagionale rispettivamente a Bordeaux, in cui venne battuto da Guy Forget, e a Basilea, sconfitto in cinque set da John McEnroe, entra per la prima volta nei top ten, posizione che consolidò ulteriormente con il terzo turno di Parigi e i quarti di Stoccolma e all'ultima edizione del Wembley Championship. A fine anno venne invitato alla Grand Slam Cup, torneo al quale partecipavano i sedici migliori giocatori in base ai risultati ottenuti nei quattro tornei dello Slam. Qui batté al primo turno Kevin Curren prima di essere eliminato da Pete Sampras.

1991-1992 Per il tennista croato il 1991 fu un anno privo di particolari soddisfazioni. Nei tornei dello slam il risultato principale fu il quarto turno raggiunto agli US Open, in cui venne battuto dal cecoslovacco Ivan Lendl, non andando oltre il terzo turno a Melbourne e uscendo al secondo sia a Parigi che a Londra. Anche i tornei di livello Super 9 non videro mai Ivanišević protagonista, con solo due quarti di finale raggiunti ad Amburgo e Stoccolma. Gli unici acuti della stagione arrivarono al Manchester Open in giugno, la settimana precedente Wimbledon, quando si aggiudicò il torneo sconfiggendo comunque avversari di modesto valore fino alla finale quando batté con un doppio 6-4 il coetaneo Pete Sampras, e all'ATP Volvo International di New Haven in agosto, in cui eliminò John McEnroe e Derrick Rostagno prima di arrendersi a Petr Korda. Tra l'ultima settimana di settembre e la prima di ottobre fu eliminato in semifinale sia al Sydney Indoor che al Tokyo Indoor da Stefan Edberg, dopo aver battuto entrambe le volte ai quarti Andre Agassi. Chiuse l'anno alla 16ª posizione del ranking.

Il 1992 cominciò con il successo ad Adelaide, terza vittoria in carriera, sconfiggendo in finale in tre set lo svedese Christian Bergström. Venne poi eliminato al secondo turno agli Australian Open e raggiunse la finale a Milano, dove però fu battuto da Omar Camporese, con cui spesso faceva coppia nei tornei di doppio. Due settimane dopo conquistò il secondo torneo stagionale a Stoccarda indoor, eliminando il numero 1 Jim Courier ai quarti di finale e battendo in finale Stefan Edberg, che nei sei precedenti l'aveva battuto cinque volte, di cui due volte in finale e due in semifinale. A maggio, dopo aver preso parte con scarsi risultati ai Super 9 su terra rossa, raggiunse per la seconda volta i quarti del Roland Garros dopo aver sconfitto al quarto turno Carlos Costa. Passò poi alla stagione su erba; fu eliminato dal giapponese Shūzō Matsuoka al terzo turno del Queen's, ma la settimana successiva raggiunse la prima delle sue quattro finali a Wimbledon. Nei primi tre turni eliminò il polacco Lars Koslowski (n. 63), l'australiano Mark Woodforde e lo svizzero Marc Rosset; al quarto turno beneficiò del ritiro di Lendl sul punteggio di due set ad uno in proprio favore, ai quarti sconfisse nuovamente Stefan Edberg in cinque set e un anno dopo il loro ultimo confronto vinse nuovamente contro Sampras, che nel frattempo si era portato alla terza posizione del ranking. In finale fu però sconfitto 6-4 al quinto dall'emergente André Agassi, che si era precedentemente liberato di Becker e McEnroe. Con la prima finale in un torneo dello Slam guadagnò quattro posizioni, passando dall'ottava alla quarta. Dopo i quarti di finale raggiunti a Gstaad e a Stoccarda Outdoor, partecipò ai suoi secondi Giochi olimpici a Barcellona, conquistando il bronzo sia in singolare che in doppio, battuto rispettivamente da Rosset e, con Goran Prpić, dalla coppia sudafricana composta da Wayne Ferreira e Piet Norval. Uscì poi al terzo turno degli US Open, ma subito dopo conquistò il terzo torneo stagionale a Sidney, battendo in finale Edberg per la terza volta nella stagione. Dopo i quarti di Tokyo proseguì la sua marcia aggiudicandosi il Super 9 di Stoccolma, superando nell'ordine Becker, per l'ennesima volta Edberg e poi Forget in quattro set. Successivamente lo stesso Becker lo eliminò in semifinale al Paris Open e all'ATP Tour World Championships in cui si era aggiudicato il proprio girone (con Michael Chang, Jim Courier e Richard Krajicek). Chiuse l'anno con la sconfitta nella semifinale contro Chang alla Grand Slam Cup.

1993-1994 L'11 gennaio 1993, contro Becker, perde in tre set la sua nona finale in carriera a Doha. Attraversò poi un periodo costellato di problemi fisici che lo portò a saltare gli Australian Open e disputare soltanto 10 match in quattro mesi, perdendone la metà. Tornò a grande livello a Roma quando conquistò la seconda finale stagionale battendo in semifinale Sampras, ma qui venne nuovamente sconfitto, stavolta da Courier. Il croato stentò comunque a ritrovare la forma: uscì al secondo turno agli US Open, al terzo al Roland Garros e a Wimbledon e al primo del Super 9 di Cincinnati. Risolse i suoi problemi soltanto a partire da metà settembre conquistando il Romanian Open di Bucarest in finale contro Andrej Čerkasov, tre settimane dopo non difese il titolo dell'Australian Indoor Championships di Sydney uscendo battuto in semifinale dal peruviano Jaime Yzaga, ma il 24 ottobre vinse il World Series di Vienna sopravanzando in finale il padrone di casa Muster. Il periodo positivo continua nelle successive settimane: perse la terza finale stagionale al Super 9 di Stoccolma contro il numero 4 del mondo Michael Stich, ma si aggiudicò quello di Parigi sconfiggendo consecutivamente Chang (7 del ranking), Sampras (1), Edberg (6) e Medvedjev (8). Riuscì così ad a guadagnare in extremis l'ottava posizione necessaria per partecipare all'ATP Tour World Championships in cui batté Sergi Bruguera e nuovamente Sampras e Edberg, prima di perdere in semifinale contro Stich.