La mela appiola è il frutto prodotto da un'antica cultivar del melo, l'appiòlo, detto anche apiòlo o melo appio. La buccia ha una pigmentazione rosso-viva su una faccia e verde (o gialla) sull'altra.
La pronuncia è piana: appiòla«appiòlo (o apiòlo)» Vocabolario Treccani on line..
Il nome della mela, in francese, ricorre in una famosa filastrocca, Pomme de reinette et pomme d'api, il cui ritornello, attraverso fenomeni di trasmissione orale, è transitato in forma corrotta nella conta italiana Ponte ponente ponte pì.
Origine e varietà simili Origine L'origine della varietà risale molto indietro nel tempo. Già nel 1586 il medico Castor Durante da Gualdo la menziona nel Il Tesoro Della Sanita a pag. 135, e nel 1596 è descritta da Giuseppe Donizelli nel Teatro Farmaceutico Dogmatico, e Spagirico. Venezia: Paolo Baglioni, 1596 pag. 125. L'agronomo Olivier de Serres ne fa menzione nel 1600, chiamandola la melle ou pomme-appie. Rifacendosi a un passo di Plinio il VecchioGaio Plinio Secondo, Naturalis historia, XV, 49-51. ne fa risalire l'origine all'antichità. Il frutto sarebbe stato infatti conosciuto nella Grecia antica, e importato a Roma dal Peloponneso. A introdurne la coltivazione in Italia sarebbe stato Appio Claudio Cieco, da cui la pianta avrebbe preso il nomeOlivier de Serres. Théâtre d'Agriculture et mesnage des champs, Vol. 2, p. 381, Ed. Jamet Mettayer, Paris, 1600.. André Leroy, nel 1873, contesta come erronea questa affermazione di Olivier de Serres. Nella stessa opera, Leroy riporta anche l'opinione di Jean Merlet, che, scrivendone nel 1675, ne affermava l'origine nella foresta d'Apis, in Bretagna. André Leroy non si pronuncia sull'origine bretone congetturata da Merlet: già ai suoi tempi, nella seconda metà dell'Ottocento, la foresta non era più esistente e di essa non vi era altro che una labilissima traccia toponomastica, incertamente riferibile a un villaggio bretone di nome Apigné, presso Le RheuAndré Leroy, Dictionnaire de pomologie, 1873..
Cultivar affini Ne esistono varietà simili, come l'appiola nera (fr. api noirCharles Darwin, The Variation of Animals and Plants under Domestication, Volume 1, pag. 275, 1868.), cosiddetta dal colore quasi nero della buccia, e l'appiola stellata (fr. api étoilé, ted. Sternapi o SternapfelSternapi – Api-etoilé da botanischergarten.ch.), quest'ultima così chiamata per le cinque caratteristiche protuberanze spigolose, che sporgono dal pericarpo in forma di raggi. Benché affini, queste due varietà devono essere considerate delle cultivar distinte dalla mela appiola.
Nome ed etimologia Etimologia Il nome deriva dal greco , attraverso il latino melapium«àppio 1 (o àpio)», Vocabolario Treccani online.«melàppio», Vocabolario Treccani online..
Italia Può dirsi anche, meno comunemente, mela appio (o mela api). In Basilicata il suo nome è melaciola, in Calabria milu lappiu (gen. masch.), apiu e melapiu in SardegnaBollettino dei classici, Accademia Nazionale dei Lincei. Comitato per la preparazione della edizione nazionale dei classici greci e latini, 1986, p. 19.. In Sicilia è detta milappiu, alapu o appiuAntonino Traina, Nuovo vocabolario Siciliano-Italiano, Lauriel, 1868 (voce «pumu» a pag. 777).. Europa In francese la sua denominazione è pomme d'api. In lingua turca ottomana (Osmanlı Türkçesi) il suo nome, nel XVI secolo, è attestato come müski alma, corrispondente, nella lingua turca odierna, a misket elmasıLuciano Rocchi, Ricerche sulla lingua osmanlı del XVI secolo, 2007 (p. 178)., ovvero mela muschiata, un nome che le deriva dalle caratteristiche organoletticheJulius Theodor Zenker, Türkisch-arabisch-persisches Handwörterbuch, Ed. Wilhelm Engelmann, Lipsia, 1866-1876 (p. 847)..
Il frutto in letteratura e nella tradizione popolare Medicina popolare Dalla cottura dei suoi frutti in acqua e zucchero (o miele) si ricava il melappio, un giulebbe che trova impiego nella medicina popolare quale rimedio contro il raffreddore.
Filastrocche Pomme de reinette et pomme d'api
Il nome francese, pomme d'api, ricorre nell'incipit di una celebre filastrocca, Pomme de reinette et pomme d'api, in cui una venditrice ambulante di frutta al mercato coperto di Parigi, nel decantare le proprie mercanzie, viene alle prese con un ladruncoloPaolo Canettieri, La fonte francese della conta «Ponte ponente ponte pì» da Knol..
Ponte ponente ponte pì
Dalla filastrocca sono derivate varie comptine francesi, da cui ha origine anche la conta italiana Ponte ponente ponte pì. il cui testo, reso nonsense e completamente desemantizzato dalla trasmissione orale, riecheggia solo nel suono la comptine originaria:
Musica
Il nome francese ha dato anche il titolo a un'operetta in un atto, musicata da Jacques Offenbach nel 1873, su libretto di Ludovic Halévy e William Busnach.
Note
Bibliografia Voci «àppio 1 (o àpio)», «appiòlo (o apiòlo)» e «melàppio», Vocabolario Treccani online, Istituto dell'Enciclopedia italiana. Charles Darwin, The Variation of Animals and Plants under Domestication, Volume 1, Ed. John Murray, 1868. Olivier de Serres. Théâtre d'Agriculture et mesnage des champs, Ed. Jamet Mettayer, Paris, 1600. Gaio Plinio Secondo, Naturalis historia, XV. André Leroy, Dictionnaire de pomologie, 1873. Sternapi – Api-etoilé da botanischergarten.ch. Luciano Rocchi, Ricerche sulla lingua osmanlı del XVI secolo. Il corpus lessicale turco del manoscritto fiorentino di Filippo Argenti (1533), Otto Harrassowitz Verlag, 2007 ISBN 9783447055116 (p. 178). La fonte francese della conta «Ponte ponente ponte pì» di Paolo Canettieri (Università la Sapienza di Roma. Contributo pubblicato su Knol, il 10 luglio 2009, con licenza Creative Commons Attribution 3.0).
Voci correlate Ponte ponente ponte pì Pomme de reinette et pomme d'api
Altri progetti
Collegamenti esterni «àppio o àpio», in Vocabolario Etimologico della Lingua Italiana di Ottorino Pianigiani
appiola