Biografia Studi e iscrizione al PSI Nato nel 1927 a Genova, a soli diciotto anni nel 1945 si iscrive nel Partito Socialista Italiano. Nel 1949 si laurea in giurisprudenza discutendo una tesi intitolata «Dal delitto di coalizione al diritto di sciopero» (relatore Giuliano Vassalli) e, successivamente, si trasferisce negli Stati UnitiRoberto Mania, "Giugni, quel socialista per bene che le riforme le faceva davvero", La Repubblica, 5 ottobre 2009 per proseguire il suo iter di specializzazione.

Attività professionale ed accademica Dopo un breve impiego all'Eni in Italia, ha esercitato la professione di avvocato e ha insegnato Diritto del lavoro presso l'Università di Bari, l'Università di Roma La Sapienza e la LUISS. È stato visiting professor nell'Università di Parigi-Nanterre, nella UCLA di Los Angeles, nell'Università di Buenos Aires e nella Columbia di New York.

Il suo saggio Introduzione allo studio dell'autonomia collettiva (1960) è stato uno dei primi lavori accademici a dare dignità ed autonomia al diritto sindacale.

Ha collaborato col gruppo editoriale Il Mulino e con La Repubblica.

Redazione dello Statuto dei lavoratori

Giugni è ricordato come il "padre" dello Statuto dei lavoratori. Nel 1969 Giacomo Brodolini, ministro del lavoro nel primo governo Rumor, istituì una Commissione nazionale con l'incarico di stendere una bozza dello Statuto dei diritti dei lavoratori. A capo di tale commissione, composta da note personalità, Brodolini mise Giugni, all'epoca solo un professore universitario, seppur già molto noto.

Lo Statuto permise di far entrare la Costituzione italiana nelle fabbriche, nel periodo dell'autunno caldo. Su quel periodo Giugni sostenne:

Giugni è anche stato l'inventore del trattamento di fine rapporto (TFR), riformando il sistema delle liquidazioni dei lavoratori italiani, introducendo una sorta di sistema contributivo.

Senatore del PSI e bersaglio delle Brigate Rosse Il 3 maggio 1983, mentre stava camminando a Roma, venne "gambizzato" da una donna, attentato che fu rivendicato dalle Brigate Rosse, e fu anche il primo di un cambio di strategia da parte di quella organizzazione terroristica. Fino ad allora l'organizzazione terrorista aveva colpito il "cuore" dello Stato attraverso i suoi poliziotti, magistrati o alti dirigenti politici; passò invece a prendere di mira i cosiddetti "cervelli" dello Stato (come Giugni, ed in seguito Ezio Tarantelli, Massimo D'Antona e Marco Biagi) ossia l'anello di congiunzione tra le istituzioni e il mondo economico.

Sempre nel 1983 venne eletto senatore nelle liste del Partito Socialista Italiano: fu presidente della Commissione per il lavoro e la sicurezza sociale, e membro della Commissione parlamentare inquirente sulla Loggia Massonica P2.

Alle elezioni politiche del 1987 confermò sia il suo seggio a Palazzo Madama sia la presidenza della Commissione Lavoro.

Nel 1992 fu candidato alla Presidenza della Repubblica per il PSI. L'elezione di Oscar Luigi Scalfaro alla Presidenza della Repubblica fu accelerata dalla strage di Capaci.

Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale

Dal 1993 al 1994 fu presidente del PSI e nello stesso arco di tempo Ministro del lavoro e della previdenza sociale del governo Ciampi.

Con il Protocollo del luglio 1993 allo Statuto dei lavoratori, ha scritto assieme a Ciampi un importante aggiornamento della normativa sulle relazioni sindacali.

Durante il governo Ciampi venne emanata la legge delega che avrebbe portato alla trasformazione delle casse di previdenza dei liberi professionisti con il D.Lgs. 509/1994.

Deputato dei Socialisti Italiani e ritorno all'insegnamento Dopo l'inchiesta "Mani pulite" ed il conseguente disfacimento del PSI, alle elezioni politiche del 1994 viene eletto alla Camera dei deputati tra le file dei Progressisti, e in seguito insieme a Enrico Boselli, Giugni si fa promotore della nascita di una nuova formazione politica chiamata Socialisti Italiani (SI), che nasce il 13 novembre 1994, qualche ora dopo lo scioglimento del PSI.

Negli ultimi anni si allontana dalla politica preferendo l'insegnamento, anche a causa della malattia: già professore ordinario della facoltà di Economia dell'università "La Sapienza" di Roma, si trasferisce presso la facoltà di Giurisprudenza della Luiss (chiamato dall'allora presidente della Luiss e di Confindustria Luigi Abete).

Militanza nei DS e nello SDI Nel 1997 viene incaricato da Romano Prodi di indicare le modalità per una possibile nuova riforma dei contratti collettivi. Nello stesso periodo è presente al dibattito su come creare una coalizione di centro-sinistra che si evolva in un unico partito.

In cerca di un partito politico conforme alle sue idee nel 2000 aderisce ai Democratici di Sinistra, per poi uscirne e prendere nel 2005 la tessera dei Socialisti Democratici Italiani, a cui appartiene fino al 2007, quando il partito confluisce nel ricostituito Partito Socialista, a cui egli non partecipa.

Adesione al Partito Democratico e morte In seguito aderisce al Partito Democratico e, insieme ad altri personaggi famosi, firma un manifesto in favore della candidatura dell'allora sindaco di Roma Walter Veltroni alle prime primarie del partito.

Al termine della sua autobiografia, La memoria di un riformista, Giugni si augurava:

Giugni muore, all'età di 82 anni, nella notte di domenica 4 ottobre 2009, a Roma, al termine di una lunga malattia.

Onorificenze

Note

Bibliografia

(con la collaborazione di Gino Giugni)

Gli anni della conflittualità permanente: rapporto sulle relazioni industriali in Italia nel 1970-1971, FrancoAngeli, Milano, 1976 ASCESA e crisi del riformismo in fabbrica: Le qualifiche in Italia dalla Job Evaluation all'inquadramento unico, De Donato, Bari, 1976

Socialismo e democrazia economica: il ruolo dell'impresa e del sindacato (a cura di Giuseppe La Ganga), FrancoAngeli, Milano, 1977 Codice di diritto del lavoro, Cacucci, Bari, 1977

Aspetti istituzionali della giungla retributiva, Guida, Napoli, 1979 DOTTRINA e Giurisprudenza di diritto del lavoro, UTET, Torino, 1984 Il trattamento di fine rapporto (con Raffaele De Luca Tamajo e Giuseppe Ferraro), CEDAM, Padova, 1984 Lavoro, legge, contratti, Il Mulino, Bologna, 1989 (con Alberto Orioli) Socialismo: l'eredità difficile, Il Mulino, Bologna, 1996 La lunga marcia della concertazione. Conversazioni con Paola Ferrari e Carmen La Macchia, Il Mulino, Bologna, 2003 La memoria di un riformista, Il Mulino, Bologna, 2007 (a cura di Lauralba Bellardi, Pietro Curzio e Mario Giovanni Garofalo) Mattia Massaro, Gino Giugni Riflessioni sul mondo del lavoro, Cleup, Padova, 2012, ISBN 9788861298507 Sabino Cassese, Legge e contratto nel primo Giugni, Giornale di diritto del lavoro e di relazioni industriali : 134, 2, 2012, Milano : Franco Angeli, 2012.

Voci correlate Statuto dei lavoratori Governo Ciampi

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