Per monetazione tetrarchica oppure monetazione della Tetrarchia si intende l'insieme delle monete emesse dalle zecche romane durante il periodo tetrarchico, dal momento dell'assunzione al trono di Diocleziano (284) alla fine della guerra civile che vide in Costantino I l'unico vincitore e regnante (324).
Zecche tetrarchiche
La riforma monetaria di Diocleziano, iniziata nel 294, vide la creazione di una nuova serie di zecche imperiali dopo quelle sorte durante il precedente periodo dell'anarchia militare. Oltre a quella di Roma, erano distribuite nelle diverse province, ad eccezione della Hispania: ad Alessandria, Antiochia, Aquileia, Augusta Treverorum, Cartagine, Cizico, Heraclea, Lugdunum, Nicomedia, Serdica, Siscia, Tessalonica e Ticinum.
Con l'introduzione del sistema tetrarchico di Diocleziano, le "capitali" imperiali furono almeno quadruplicate (o forse più) a partire dal 293, portando così le stesse zecche a moltiplicarsi: Diocleziano, scelse Nicomedia (oltre ad Antiochia durante il periodo delle campagne contro i Sasanidi del 296-298Warwick Ball, Rome in the East: The Transformation of an Empire, 2000, p.156.); Massimiano, l'altro Augusto preferì averne due, con MediolanumA.Calderini, Milano durante il Basso Impero, in Storia di Milano, I, 1953, pp. 301-366; A.Calderini, Milano romana fino al trionfo del Cristianesimo, in Storia di Milano, I, 1953, pp. 230-250. e Aquileia (utilizzata sia come porto fluviale-marittimo, sia come base militare, vista la sua vicinanza al limes dei Claustra Alpium Iuliarum);J.H.Humphrey, Roman Circuses, Londra 1986, p.625. i due Cesari, Costanzo Cloro e Galerio, scelsero rispettivamente Augusta Treverorum e Sirmium. In seguito il primo utilizzò come seconda capitale Londinium, mentre il secondo (a partire dal 298/299), Tessalonica sul mar Egeo. In sostanza nel secondo periodo tetrarchico, i due Augusti ed i due Cesari cominciarono ad utilizzare almeno due sedi imperiali ciascuno: Massimiano, Mediolanum ed Aquileia, mentre Costanzo Cloro, Augusta Treverorum e Londinium (dopo il 296) in Occidente; Nicomedia ed Antiochia per Diocleziano, mentre Galerio utilizzò Sirmium (insieme a Felix Romuliana) e Thessalonica, in Oriente.
Storia e tematiche principali per periodo Titolatura imperiale di DioclezianoNumero di volteDatazione eventoTribunicia potestas22 volte:la prima il 20 novembre del 284, poi il 10 dicembre del 284 e in seguito annualmente ogni 10 di dicembre fino al 304Kienast, "Römische Kaisertabelle. Grundzüge einer römischen Kaiserchronologie", p. 268; Buonopane, Manuale di epigrafia latina, p. 296Consolato10 volte:nel 284 (I), 285 (II), 287 (III), 290 (IV), 293 (V), 296 (VI), 299 (VII), 303 (VIII), 304 (IX) e 308 (X).Salutatio imperatoria21 volte:la prima il 20 novembre del 284, poi annualmente ogni 20 di novembre fino al 304Titoli vittoriosiAdiabenicus nel 298 (I);. Armeniacus Maximus nel 298 (I);.a. Britannicus Maximus nel 297 (I);. Carpicus Maximus nel 297 (I) e quattro iterazioni nel periodo 301-304 (V); Germanicus Maximus nel 285 (I), (p 613). nel 286 (II), nel 287 (III),; . nel 288 (IV),; nel 293 (V) e nel 299 (VI); Gothicus Maximus nel 294 (I);; . Il titolo, che non avrà mai carattere ufficiale, non comparirà più nei documenti ufficiali posteriori al 301. Medicus Maximus nel 298 (I); Parthicus Maximus nel 298; (p 1772); ; ; IAphrodisias 230. Persicus Maximus nel 290 (I). e 298 (II);. Restitutor orbis e Conservator orbis nel 286 (I) e 293 (II);,11; ; .RIC VI 299; Depeyrot 2/3; Calicó 4524. Sarmaticus MaximusCIL VI, 1137 (p 3071, 3778, 4327).d. nel 289 (I), 292 (II), 294 (III)SupIt-16-R, 50. e nel 299 (IV).Chirs Scarre, Chronicle of the roman emperors, Londra 1995, p.197..Altri titoliAugustus (nel 284), Pater Patriae (nel 284), Iovius (nel 286) e Pontifex Maximus (nel 284).
Monetazione della diarchia (285 - 293) Con la morte dell'imperatore Numeriano nel novembre del 284 (a cui il padre Caro aveva affidato l'Oriente romano), ed il successivo rifiuto delle truppe orientali di riconoscere in Carino (il primogenito di Caro), il naturale successore, fu elevato alla porpora imperiale un validissimo generale di nome Diocleziano.
La guerra civile che ne scaturì inevitabilmente vide, in un primo momento, la vittoria di Carino sulle armate pannoniche dell'usurpatore, Giuliano, ed in seguito la sconfitta delle sue armate e morte (a causa di una congiura dei suoi stessi generali), sul fiume Margus nei pressi dell'antica città e fortezza legionaria di Singidunum ad opera di Diocleziano (primavera del 285).Michael Grant, Gli imperatori romani, storia e segreti, Roma 1984, p.261.
Ottenuto il potere, Diocleziano nominò nel novembre del 285 come suo vice in qualità di cesare, un valente ufficiale di nome Marco Aurelio Valerio Massimiano, che pochi mesi più tardi elevò al rango di augusto il 1º aprile del 286 (chiamato ora Nobilissimus et frater),-- formando così una diarchia in cui i due imperatori si dividevano su base geografica il governo dell'impero e la responsabilità della difesa delle frontiere e della lotta contro gli usurpatori.Grant, p.265; Chris Scarre, Chronicle of the roman emperors, New York 1999, pp.197-198.
Diocleziano, che si considerava sotto la protezione di Giove (Iovio), mentre Massimiano era sotto la protezione "semplicemente" di Ercole (Erculio, figlio di Giove), manteneva però la supremazia.Panegyrici latini, II, XI, 20 Full text of "XII panegyrici latini". Tale sistema, concepito da un soldato come Diocleziano, non poteva che essere estremamente gerarchizzato.Y.Le Bohec, Armi e guerrieri di Roma antica. Da Diocleziano alla caduta dell'impero, Roma 2008, p.33.
La diarchia di Diocleziano e Massimiano (285-293)ImmagineValoreDrittoRovescioDatazionePeso; diametroCatalogazioneAntoninianoIMP CC VAL DIOCLETIANUS PF AVG, testa radiata di Diocleziano e busto con drappeggio e corazza verso destra.IOVI CONSERVAT, Giove in piedi di fronte, la testa verso sinistra tiene un fulmine ed uno scettro; VI (oficina) XXI T.28521 mm, 3.84 g, 11 h (zecca di Ticinum, sesta officina)Cfr. RIC V 222.aureoIMP C M AVR VAL MAXIMIANVS AUG, testa laureata e busto con corazza verso destra.IOVI CO-NSER-VAT AUGG(ustorum), Giove in piedi verso sinistra, tiene un fulmine ed uno scettro.2865.11 gm (zecca di Roma)Cfr. RIC V 492 var. (retro con legenda); Depeyrot 2B/3 var. (idem); Cohen 348 var. (idem).aureoIMP C C VAL DIOCLETIANVS P F AUG, testa laureata e busto con corazza verso destra.IOVI CONSE-RVATORI ORBIS, Giove in piedi verso sinistra, tiene la Vittoria su un globo nella mano destra; uno scettro nella sinistra.286/2874.49 gr, 6 h (zecca di Cizico)Cfr. RIC VI 299; Depeyrot 2/3; Calicó 4524.AntoninianoIMP C M AUR VAL MAXIMIANUS PF AVG, testa radiata di Massimiano e busto con drappeggio e corazza verso destra.IOVI CONS-ERVAT, Giove in piedi di fronte, la testa verso sinistra, tiene un fulmine ed uno scettro; T(ertia oficina) XXI T.28722 mm, 3.80 gr, 5 h (zecca di Ticinum, terza officina)RIC V 558.aureoDIOCLETIANVS AVGVSTVS, testa laureata verso destra.COS IIII, Diocleziano a cavallo, avanza verso destra, tiene la mano destra alzata in segno di saluto.287-289, dopo la riforma.20mm, 6.38 g, 6h (zecca di Cizico)Cfr. RIC 287; Lukanc, Diocletianvs p. 215, 3; Depeyrot 7/2 (same obverse die); Calicó 4445; Bastien, Donativa p. 62.antoninianoIMP DIOCLETIANVS SP AVGVSTVS, testa radiata, busto con drappeggio e corazza verso destra.CONCORDIA MILITUM, L'iimperatore Diocleziano in piedi verso destra, tiene uno scettro e riceve la Vittoria su un globo da Giove rivolto verso sinistra che tiene uno scettro; in esergo Δ ·XXI.29120 mm, 3.40 gr, 5h (zecca di Eraclea Sintica)Cfr. RIC V 284.N.B.: Qui sopra alcuni esempi.
Monetazione della prima tetrarchia (293 - 1º maggio 305) Nel 293 Diocleziano procedette a una divisione funzionale e territoriale dell'intero impero in quattro parti, al fine di facilitare le operazioni militari.Aurelio Vittore, Caesares, 39.30; Lattanzio, De mortibus persecutorum, 18. Nominò così come suo cesare per l'oriente Galerio e Massimiano fece lo stesso con Costanzo Cloro per l'occidente. Questo evento fu celebrato anche dalla monetazione dell'anno con un multiplo di ben 10 aurei (gr.54,30 e diam. di 37 mm).Adriano Savio, Monete romane, pp.208-209. L'impero fu così diviso in quattro macro-aree: le province orientali e l'Egitto (capitale: NicomediaEutropio, Breviarium ab Urbe condita, IX, 27.), governate fino al 299 da Galerio e poi da Diocleziano le province balcaniche (capitale: Sirmio e dal 299 Tessalonica), poste sotto il controllo di Diocleziano fino al 299 e poi affidate a Galerio Massimiano governava su Italia, Spagna e Africa settentrionale (capitale: Mediolanum) Costanzo Cloro ebbe in affidamento la Gallia e la Britannia (capitale: Augusta Treverorum)
Il sistema si rivelò efficace per la stabilità dell'impero e rese possibile agli augusti di celebrare i vicennalia, ossia i vent'anni di regno, come non era più successo dai tempi di Antonino Pio. Restava da mettere alla prova il meccanismo della successione: il 1º maggio del 305 Diocleziano e Massimiano abdicarono.
Rispetto alla monetazione, è in questo periodo (con ogni probabilità tra il 293 ed il 294Sutherland, Roman Imperial Coinage, vol. VI, pp. 1-2.) che va collocata la riforma valutaria attuata da Diocleziano, che portò all'introduzione di un aureo dal peso medio di 5.4 g, di una moneta in argento (argenteus) dal peso medio di poco superiore ai 3 g. e di una in bronzo (follis), con le relative frazioni, dal peso medio di 10 g.Sutherland, Roman Imperial Coinage, vol. VI, p. 94.
Le zecche imperiali operanti tra il 294 ed il 305 sono diverse, benché ognuna con caratteristiche funzionali peculiari:
Alessandria: zecca fondamentale a servizio della florida economia egiziana, batteva monete in oro, argento e bronzo. I coni presentavano solo legende in greco fino al 294, quando furono sostituiti gradualmente da legende in latino. Antiochia: zecca principale tra quelle collocate nelle province orientali, batteva monete in oro, argento e bronzo. Aquileia: inaugurata nel 294, batteva monete in oro argento e bronzo. Augusta Treverorum: inaugurata forse poco prima della riforma monetaria voluta da Diocleziano, trasferendo personale e mezzi da quella già attiva di Lugdunum, la zecca divenne la principale tra quelle collocate nelle provincie galliche in età tetrarchica. Batteva monete in oro, argento e bronzo. Cartagine: inaugurata attorno al 296, batteva monete in oro, argento e bronzo. Cizico: la zecca, già attiva prima del 294, cessò di operare attorno al 299. Nel 305, con l'istituzione della seconda tetrarchia, fu riattivata. Batteva monete in oro, argento e bronzo. Heraclea: inaugurata da Diocleziano in un periodo antecedente alla sua riforma monetaria, rimase attiva fino al 298. Nel 305, con l'istituzione della seconda tetrarchia, fu riattivata. Batteva monete in argento e bronzo. Londinium: inaugurata dall'usurpatore Carausio, dopo la riconquista della Britannia completata da Costanzo nel 296, la zecca continuò le sue produzioni. Batteva monete solo in bronzo. Lugdunum: la zecca, la più antica tra quelle collocate nelle provincie galliche, perse di importanza a favore di quella di Augusta Treverorum, benché continuasse regolarmente le proprie produzioni. Batteva monete solamente in bronzo. Nicomedia: la zecca fu inaugurata nel 294 ma rimase operativa solo fino al 295, per poi essere riattivata nel 303. Batteva monete in oro, argento e bronzo. Roma: la zecca dell'Urbe continuò le sue produzioni in oro, argento e bronzo. Serdica: la zecca cittadina, inaugurata sotto l'imperatore Probo, rimase inattiva nel periodo tetrachico fino al 303, quando sono attestate le prime produzioni. Fino all'istituzione della seconda tetrarchia nel 305, batteva monete solo in argento e bronzo. Siscia: la zecca, già operativa prima del periodo tetrarchico, continuò le sue produzioni anche dopo il 294. Batteva monete in oro argento e bronzo.