Il governo Moro V è stato il trentaduesimo esecutivo della Repubblica Italiana, il quinto e ultimo della VI legislatura.
Esso, nato in seguito alle dimissioni del governo precedente, rimase in carica dal 12 febbraio al 30 luglio 1976 (sebbene già dimissionario dal precedente 30 aprile), per un totale di 169 giorni, ovvero 5 mesi e 18 giorni.
Il governo ottenne la fiducia dalla Camera il 21 febbraio 1976, con 287 voti a favore e 220 contrari, con le astensioni di PSI e PRI.
Il governo ottenne la fiducia dal Senato della Repubblica il 25 febbraio 1976 con 141 voti a favore e 113 contrari, con l'uscita dall'aula da parte dei socialisti e dei repubblicani.
Il governo era di minoranza in quanto i socialisti favorirono solo l'astensione ma solo per pochi mesi, infatti in aprile un articolo sull'Avanti! del segretario De Martino ne causò la caduta e le successive elezioni anticipate.
Storia L'ultimo governo di Aldo Moro è un ripiego contro lo spettro delle elezioni anticipate ma la maggioranza che lo sostiene, complice la questione dell'aborto e gli scandali politici, è traballante. La DC è profondamente divisa sul testo della legge ma riesce alla lunga a trovare la soluzione che dovrebbe evitare il referendum, previsto per il 13 giugno.
Un emendamento passato a sorpresa, che abroga l'intero capo del codice penale sulla tutela della stirpe, finisce col far preferire un po' a tutti la soluzione delle elezioni anticipate, che porta al rinvio automatico della consultazione.
Compagine di governo Appartenenza politica L'appartenenza politica dei membri del Consiglio dei ministri al momento dell’insediamento si può così riassumere: Partito Presidente Ministri Sottosegretari Totale 1 21 39 61Totale 1 21 39 61
Provenienza geografica La provenienza geografica dei membri del Consiglio dei ministri al momento dell’insediamento si può così riassumere:
RegionePresidenteMinistriSottosegretariTotale1146 -358 -336 -246 -235 -3 -3 -213 -123 - -33 - -33 -112 -112 -112 -112 - -22 - -22 - -11 - -11 - -11
Situazione parlamentare Camera Collocazione Partiti SeggiCamera dei Deputati Governo DC (266) Appoggio esterno PSDI (29) Astensione PSI (61), PRI (15), Misto (4) Opposizione PCI (179), MSI-DN (56), PLI (20)Senato della Repubblica Governo DC (135) Appoggio esterno PSDI (11) Astensione PSI (33), PRI (8), Misto (8) Opposizione PCI-PSIUP (85), MSI-DN (26), IND-SIN (9), PLI (6)
Composizione CaricaTitolare SottosegretariPresidenza del Consiglio dei ministri Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Presidente del Consiglio dei ministri Aldo Moro (DC) Angelo Salizzoni (DC)Segretario del Consiglio dei ministri Gianuario Carta (DC)Ministri senza portafoglio Organizzazione della Pubblica amministrazione e delle Regioni Tommaso Morlino (DC) MinisteroMinistri Sottosegretari di Stato Affari esteri Mariano Rumor (DC) Francesco Cattanei (DC) Luigi Granelli (DC)Interno Aldo Moro (DC)(ad interim)Fino al 12/02/1976 Girolamo La Penna (DC) Decio Scardaccione (DC) Giuseppe Zamberletti (DC) Francesco Cossiga (DC)Dal 12/02/1976 Grazia e Giustizia Francesco Paolo Bonifacio (DC) Renato Dell'Andro (DC) Bilancio e Programmazione economica(con delega agli Interventi straordinari nel Mezzogiorno) Giulio Andreotti (DC) Salvatore Lima (DC) Finanze Gaetano Stammati (DC) Giuseppe Cerami (DC) Luigi Michele Galli (DC) Filippo Maria Pandolfi (DC) Tesoro Emilio Colombo (DC) Lucio Abis (DC) Francesco Fabbri (DC) Antonio Mario Mazzarrino (DC) Difesa Arnaldo Forlani (DC) Onorio Cengarle (DC) Luigi Dalvit (DC) Luciano Radi (DC) Pubblica Istruzione Franco Maria Malfatti (DC) Francesco Smurra (DC) Giorgio Spitella (DC) Giacinto Urso (DC) Lavori Pubblici Antonino Pietro Gullotti (DC) Gian Aldo Arnaud (DC) Guglielmo Nucci (DC) Agricoltura e Foreste Giovanni Marcora (DC) Arcangelo Lobianco (DC) Carlo Felici (DC) Trasporti ed Aviazione Civile Mario Martinelli (DC) Costante Degan (DC) Giuseppe Sinesio (DC) Poste e Telecomunicazioni Giulio Orlando (DC) Giuseppe Fracassi (DC) Industria, Commercio ed Artigianato Carlo Donat-Cattin (DC) Egidio Carenini (DC) Nino Cristofori (DC) Sanità Luciano Dal Falco (DC) Franco Foschi (DC) Commercio con l'Estero Ciriaco De Mita (DC) Ignazio Vincenzo Senese (DC) Marina mercantile Giovanni Gioia (DC) Primo Lucchesi (DC) Partecipazioni statali Antonio Bisaglia (DC) Francesco Bova (DC) Lavoro e previdenza sociale Mario Toros (DC) Tina Anselmi (DC) Manfredi Bosco (DC) Alberto Del Nero (DC) Beni culturali ed Ambiente(Con delega alla Ricerca scientifica e tecnologica Mario Pedini (DC) Alberto Spigaroli (DC) Turismo e Spettacolo Adolfo Sarti (DC) Antonino Drago (DC)
Cronologia 1976 Gennaio 7-10 gennaio: all'indomani delle dimissioni del Governo, Zaccagnini dichiara che la DC rifiuterà pregiudizialmente l'apporto del PCI, col quale può esserci confronto ma non intesa. Il PSI presenterà un documento economico da sottoporre agli altri partiti. Il PSDI sostiene la necessità di tornare a un centro-sinistra a quattro con DC, PSI e PRI. I repubblicani decideranno dopo il vaglio delle proposte socialiste da parte della DC.Il Messaggero, 8-11 gennaio 1976 8-10 gennaio: il New York Times e il Washington Post pubblicano alcune rivelazioni circa un finanziamento di sei milioni di dollari voluto dal Presidente Gerald Ford ed erogato materialmente dalla CIA a favore della DC, del PRI e del PSDI. A rimbalzare sulla stampa americana ed italiana è una polemica tra il direttore dell'agenzia e il senatore Claiborne Pell sul metodo utilizzato, e più ancora sull'esiguità della cifra rispetto al volume di spese dei partiti italiani. Mentre i partiti accusati smentiscono seccamente, il portavoce della Casa Bianca polemizza contro la fuga di notizie senza confermare o smentire i fatti.Il Messaggero, 9-11 gennaio 1976 10-12 gennaio: iniziano le consultazioni del Capo dello Stato. Aldo Moro riceve l'incarico di succedere a sé stesso senza nessuna indicazione sul mandato e sulla formula di governo. 14 gennaio: esce il primo numero del quotidiano La Repubblica diretto da Eugenio Scalfari. 16 gennaio: il Presidente americano Gerald Ford oppone il veto alla pubblicazione del rapporto del Congresso sui finanziamenti della CIA ai partiti italiani anticomunisti, erogati in occasione delle elezioni politiche del 1972.Il Messaggero, 15 gennaio 1976 21 gennaio: mentre è impegnato in una difficile trattativa per la costituzione di un bicolore coi socialisti, che a loro volta intrattengono rapporti ufficiali col PCI, Moro, in carica per il disbrigo degli affari correnti, è costretto a chiudere il mercato ufficiale dei cambi a causa di un crollo tra il 5 e il 6% nei confronti del dollaro.La DC, preso atto della contrarietà delle correnti interne di centro-destra e dell'opposizione socialdemocratica all'ipotesi di un esecutivo DC-PSI, fa sapere che potrebbe orientarsi per un rinvio del Governo alle camere per un voto di fiducia. Tale soluzione presuppone un accordo tra i due partiti sul programma economico dell'esecutivo.Il Messaggero, 22 gennaio 1976 25 gennaio: Moro sale al Quirinale per riferire a Leone l'esito delle sue consultazioni. Dopo le voci di un tripartito, dapprima DC-PSI-PRI, in seguito DC-PSDI-PRI, il Presidente incaricato espone al Capo dello Stato le decisioni della direzione nazionale democristiana: monocolore DC o rinvio alle camere del Governo. Un comunicato ufficiale del Quirinale annuncia un nuovo giro di consultazioni per evitare che la sfiducia al governo dimissionario possa provocare l'interruzione della legislatura.Il Messaggero, 26 gennaio 1976 26 gennaio: il New York Times e l'emittente televisiva CBS divulgano alcuni brani del rapporto presentato dalla commissione d'inchiesta sulla CIA. Secondo i dati esposti, 21 politici italiani, prevalentemente della DC e del PSDI, sono stati finanziati con sette miliardi di lire per le regionali del 15 giugno 1975. Dal 1945 al 1975, inoltre, la CIA ha investito nell'intervento anticomunista 41 miliardi di lire.Il Messaggero, 27 gennaio 1976
Febbraio 4 febbraio: lo scandalo dei finanziamenti americani ai partiti anticomunisti si allarga. Sulla base della documentazione resa pubblica dal senatore Frank Church, il democristiano Luigi Gui e il socialdemocratico Mario Tanassi hanno incassato 1.680 milioni di dollari per agevolare la vendita all'Italia di 14 aerei Hercules C-130. Mentre gli interessati smentiscono e minacciano querele, il governo uscente viene chiamato a riferire in Parlamento sulla mancata richiesta della documentazione, messa a disposizione della nostra ambasciata.Il Messaggero, 5 febbraio 1976
6 febbraio: il vice-presidente della Lockheed, Carl Kotchian, depone al comitato per le multinazionali del Congresso ed afferma sotto giuramento che la società ha distribuito due milioni di dollari a uomini politici italiani per vendere i propri aerei. Riservandosi di fare i nomi, Kotchian aggiunge che l'intermediario tra americani e italiani è stato l'avvocato Antonio Lefebvre e che la vendita degli aerei, di cui l'Italia non aveva bisogno, era funzionale ad un artificioso rigonfiamento del fatturato estero, necessario per ottenere un prestito di 250 milioni di dollari dal governo americano.Il Messaggero, 7 gennaio 1976 11 febbraio: Moro scioglie la riserva e comunica la lista dei ministri. Luigi Gui viene escluso; dopo il rifiuto dell'interim da parte di Arnaldo Forlani, il Ministero degli Interni è affidato a Francesco Cossiga. Chiamati due tecnici alla giustizia (Francesco Paolo Bonifacio) e alle finanze (Gaetano Stammati). Nel complesso il Governo mantiene quasi la stessa struttura del precedente.Il Messaggero, 12 febbraio 1976 12 febbraio: la procura di Roma invia una comunicazione giudiziaria ai fratelli Antonio e Ovidio Lefebvre e una prestanome da loro utilizzata. Disposte numerose perquisizioni alla ricerca di documentazione sulla vicenda.Il Messaggero, 13 febbraio 1976 14 febbraio: il Ministro della Difesa, Arnaldo Forlani, parla a un convegno della DC: lancia un duro attacco verso la segreteria di Zaccagnini e, in un discorso ritenuto di investitura, sostiene la linea della centralità democristiana in chiave di chiusura al PCI e diffidenza verso il PSI.Il Messaggero, 15 febbraio 1976 19 febbraio: Moro presenta il Governo ai due rami del Parlamento. Nella sua relazione utilizza di continuo le parole crisi, emergenza e tensione ed ammette che il nuovo esecutivo è una soluzione tanto sgradita quanto obbligata dalla necessità di evitare la fine anticipata della legislatura. Il discorso è in gran parte dedicato al problema della lira e ai rimedi da adottare per affrontarlo senza aumentare il tasso d'inflazione. Appena sfiorato, con poche parole di circostanza, lo scandalo Lockheed.Nel corso di un interrogatorio condotto a Milano, l'amministratore delegato del Banco di Roma, Giovanni Guidi, chiama in causa Amintore Fanfani e Giulio Andreotti per il finanziamento di cento milioni di dollari erogato a Michele Sindona nel 1974. Secondo Guidi, il prestito doveva colmare il vuoto creatosi nelle finanze del bancarottiere siciliano col fallimento dell'operazione Finambro: per renderlo operativo i due politici democristiani avrebbero imposto la nomina di Mario Barone come consigliere delegato del Banco e ottenuto da Sindona il già contestato finanziamento di due miliardi di lire per la DC.Il Messaggero, 20 febbraio 1976 20-25 febbraio: il Governo ottiene la fiducia della Camera con 287 voti a favore e 220 contrari; al Senato con 141 a favore e 113 contrari.