Napoli può vantare un patrimonio museale tra i più ricchi d'Italia, contando numerose decine di strutture museali, due delle quali d'indubbia rilevanza internazionale per la quantità e la qualità delle loro collezioni, cioè il Museo archeologico nazionale e il Museo Nazionale di Capodimonte.

La città continua a essere, tutt'oggi, fucina di arte: una prova di ciò ci è data dalla Linea 1 della metropolitana, le cui stazioni sono delle vere e proprie gallerie d'arte contemporanea.

Di seguito un elenco quasi esaustivo dei musei cittadini, molti dei quali rientranti nel centro storico di Napoli. Non fanno parte della lista gli edifici e le mostre gratuite come quelle di palazzo Venezia o quelle dell'arte presepiale napoletana, o ancora le cappelle, le sale e gli ambienti non "autonomi" che, seppur visitabili solo dietro acquisto di un biglietto d'ingresso, sono comunque compresi in edifici o complessi superiori. Sono questi i casi della sala del tesoro della chiesa di san Domenico Maggiore, della basilica di Santa Restituta all'interno del duomo, ecc.

Musei Musei storico-artistici-archeologici Museo archeologico nazionale

Il museo si trova in piazza Museo, di fronte alla galleria Principe di Napoli, nel cinquecentesco palazzo del real museo voluto da Carlo III di Borbone per ospitarvi la collezione Farnese, prima sita nella reggia di Capodimonte. È ritenuto uno dei più importanti musei archeologici al mondo, vantando il più ricco e pregevole patrimonio di opere d'arte e manufatti d'interesse archeologico in Italia. I nuclei principali che costituiscono il museo sono: la Collezione Farnese (costituita da reperti provenienti da Roma e dintorni); le collezioni pompeiane (reperti provenienti da Pompei e dal suo ager, Ercolano e Stabia e altri siti antichi dell'area vesuviana, facenti parte soprattutto delle collezioni borboniche); la collezione egizia, più antica e terza per importanza come collezione di manufatti egizi in Italia; infine reperti provenienti da scavi effettuati nell'area di competenza della Soprintendenza ai Beni Archeologici di Napoli e Caserta (sezione Preistorica, Cumana, Pithecusae, Neapolis, ecc.) di cui il Museo fa parte.

Museo nazionale di Capodimonte

Si trova all'interno del bosco omonimo e costituisce una delle principali gallerie d'arte d'Italia e d'Europa. La reggia fu voluta da Carlo di Borbone nel 1737 e fu di fatto la prima residenza reale edificata dalla famiglia borbonica. L'intento era quello di ospitare le sculture archeologiche della collezione Farnese, poi trasferite al palazzo degli Studi. Nel corso degli anni, il palazzo si è arricchito di un numero inestimabile di pitture e statue donate alla città, ereditate o acquisite, risalenti a un periodo che va dal XIII secolo fino a quello contemporaneo. Sono ivi presenti molte migliaia di opere spesso di illustri artisti del calibro di Caravaggio, Masaccio, Simone Martini, Raffaello, Tiziano, Botticelli, Andrea del Sarto, Filippino Lippi, Giulio Romano, Andrea Mantegna, Perugino, Giovanni Bellini, Lorenzo Lotto, Jacopo Palma il Vecchio, Sebastiano del Piombo, Pinturicchio, Moretto, Luca Signorelli, Pontormo, Francesco Salviati, Rosso Fiorentino, Giorgio Vasari, il Correggio, Parmigianino, Annibale Carracci, Ludovico Caracci, Domenichino, Guido Reni, Giovanni Lanfranco, il Guercino, Bartolomeo Schedoni, Pieter Brueghel il Vecchio, Colantonio, El Greco, Francisco Goya, Lucas Cranach, Joos van Cleve, Antoon van Dyck, Jusepe de Ribera, Luca Giordano, Francesco Solimena, Mattia Preti, Salvator Rosa, Battistello Caracciolo, Artemisia Gentileschi, Massimo Stanzione, Bernardo Cavallino, il Cavalier d'Arpino, Carlo Maratta, Sebastiano Ricci, Bernardo Bellotto, Francesco Guardi, Corrado Giaquinto, Raphael Mengs, Antonio Canova, Vincenzo Camuccini, Francesco Hayez, Domenico Morelli, Filippo Palizzi, Giovanni Boldini, Giovanni Fattori, Giuseppe Pellizza da Volpedo, Vincenzo Gemito, Alberto Burri, Andy Warhol e tanti altri ancora. La reggia non contiene solo quadri e sculture, ma anche collezioni d'arti minori, una prestigiosa armeria (in gran parte di provenienza farnesiana) e soprattutto lo storico appartamento reale, dotato di ambienti di grande suggestione, come il Salone delle Feste (affrescato da Salvatore Giusti e ancora dotato degli arredi fatti apporre da Ferdinando II) e il Salottino di porcellana di Maria Amalia di Sassonia.

Palazzo Reale

La reggia napoletana si trova in piazza del Plebiscito, di fronte alla basilica di San Francesco di Paola. Sorta nel 1600 per volontà di Fernando Ruiz de Castro, il complesso fu opera di Ferdinando Fuga pur ricevendo nei secoli successivi importanti rimaneggiamenti eseguiti tra gli altri anche da Luigi Vanvitelli. La facciata principale è caratterizzata da otto nicchie nelle quali sono collocate altrettante sculture ottocentesche rappresentanti tutti i re di Napoli. Il palazzo monumentale è ammirabile sia nella veste di appartamento storico, dotato di sale e saloni stuccati da Giovan Battista Natali e Gaetano Genovese e affrescati da pittori come Belisario Corenzio, Battistello Caracciolo, Domenico Antonio Vaccaro, Francesco De Mura, Nicola Maria Rossi, Giuseppe Cammarano e Gennaro Maldarelli e riccamente arredati da arazzi e altri oggetti d'epoca, sia nella veste di galleria di dipinti, esponendo alcune centinaia di tele in parte di artisti prestigiosi, come: Tiziano, Guido Reni, Guercino, Giovanni Antonio Galli, Bartolomeo Schedoni, Marinus van Reymerswaele, Gerard van Honthorst, Massimo Stanzione, Luca Giordano, Paolo De Matteis, Andrea Vaccaro, Mattia Preti, Carlo Dolci, Francesco De Mura, Giuseppe Bonito, Vincenzo Camuccini, Filippo Palizzi eccetera. Nell'ala ovest del palazzo vi è la biblioteca nazionale Vittorio Emanuele III, ospitata in molteplici ambienti affrescati e stuccati da artisti di stampo neoclassico dopo l'incendio del 1837; sul lato posteriore, invece, vi sono collocate le sculture dei Palafrenieri.

Cappella Sansevero

Si trova tra il decumano inferiore e quello maggiore, nei pressi di piazza San Domenico Maggiore. La cappella, voluta dal duca Giovan Francesco de Sangro alla fine del XVI secolo vicina al palazzo di famiglia, attira su di sé numerose leggende macabre relative agli esperimenti e alla vita privata del successore Raimondo di Sangro VII principe di Sansevero. Quest'ultimo arricchì nel XVIII secolo la cappella con numerose opere che rendono la stessa un vero e proprio gioiello d'arte della città partenopea, ricca di sculture settecentesche e di cicli d'affreschi. Tra le principali opere marmoree si ricordano il Cristo Velato del Sanmartino, la Pudicizia Velata del Corradini e il Disinganno di Francesco Queirolo. Al piano inferiore, invece, sono collocate le Macchine anatomiche, presunte tracce di esperimenti su umani eseguiti da Raimondo di Sangro. In sacrestia ha trovato posto a partire dal 2020 il ritratto di Raimondo De Sangro di Francesco De Mura.

Museo nazionale di San Martino

È uno dei più importanti musei di Napoli, situato sulla collina del Vomero adiacente al castel Sant'Elmo e all'interno dell'omonima certosa. Il percorso museale comprende - oltre alla chiesa, ai due chiostri e agli ambienti privati tipici delle strutture religiose (sacrestia, cappella del tesoro vecchia, cappella del tesoro nuova, refettorio, farmacia eccetera) - varie sezioni. Quella dedicata alle carrozze, quella navale, quella presepiale, quella teatrale, quella dell'opera (con opere d'arte e oggetti che testimoniano della vita della Certosa), quella dei ricordi storici del Regno (che espone la celebre Tavola Strozzi), quella delle stampe e dei disegni, quella sulle arti decorative, la Donazione Alisio (con circa 100 dipinti e acquerelli donati in anni recenti dagli eredi del professor Giancarlo Alisio che hanno come oggetto vedute della città e dei dintorni), il Quarto del Priore (con sculture e dipinti di artisti come Pietro Bernini, Nicola Fumo, Jusepe de Ribera, Luca Giordano, Battistello Caracciolo, Massimo Stanzione, Micco Spadaro eccetera) e la Galleria dell'Ottocento (che possiede molte sculture e circa 950 dipinti -non tutti esposti- della Scuola di Posillipo, di quella di Resina e in generale di artisti gravitanti attorno all'Accademia, come Vincenzo Gemito, Filippo Cifariello, Achille D'Orsi, Giacinto Gigante, Domenico Morelli, Filippo Palizzi, Francesco Paolo Michetti, Antonio Mancini, Edoardo Dalbono, Vincenzo Migliaro, Giuseppe De Nigris, Federico Rossano, Marco De Gregorio e tantissimi altri ).

Gallerie d'Italia di Napoli

Si trova in via Toledo ed espone un nutrito nucleo di dipinti, sculture e disegni appartenenti al Banco di Napoli. Tra le opere sei-settecentesche si annoverano quadri di Pietro da Cortona, Artemisia Gentileschi, Gerard van Honthorst, Simon Vouet, Battistello Caracciolo, Bernardo Cavallino, Luca Giordano, Francesco Solimena, Francesco De Mura, Gaspare Traversi, Corrado Giaquinto, Antonio Joli, Gaspar Van Wittel e soprattutto l'ultimo dipinto di Caravaggio, il Martirio di sant'Orsola; mentre tra quelle ottocentesche si possono citare le vedute di Anton Sminck van Pitloo e Giacinto Gigante i quadri di Domenico Morelli, Francesco Paolo Michetti, Antonio Mancini, Francesco Netti, Salvatore Postiglione, Gioacchino Toma, Gaetano Esposito, Vincenzo Migliaro, Domenico Battaglia, Vincenzo Caprile, dei fratelli Filippo, Giuseppe e Nicola Palizzi, Francesco Mancini e altri e, infine, il rilevante nucleo di sculture e disegni di Vincenzo Gemito. A lungo la collezione è stata esposta nel Palazzo Zevallos, sempre in via Toledo. Nel 2022 è avvenuto lo spostamento delle collezioni nel vicino Palazzo del Banco di Napoli, con l'aggiunta di una sala archeologica con vasi attici e affreschi pompeiani e di una sezione d'arte contemporanea con lavori di artisti come Joan Mirò, Andy Warhol, Alberto Burri, Lucio Fontana, Michelangelo Pistoletto e altri ancora.

Museo del Tesoro di san Gennaro

L'ingresso si trova accanto al duomo di Napoli. È considerabile come uno dei "musei minori" più prestigiosi della città, in quanto possiede un inestimabile patrimonio di oltre 21.000 opere, esposte però nel numero di circa 3.000 tra la cappella e le sale del museo. Secondo gli esperti il tesoro di san Gennaro sarebbe addirittura più ricco di quello della corona d'Inghilterra della regina Elisabetta II e degli zar di Russia. Durante il percorso sono visibili anche pitture su tela, su rame e ad affresco di Francesco Solimena, Massimo Stanzione, Luca Giordano, Giacomo Farelli e Aniello Falcone.

Museo nazionale della ceramica Duca di Martina

Custodisce opere della cosiddetta "arte minore", vedendo prevalere maioliche seicentesche e opere di porcellana della scuola di Capodimonte, ma anche decine di opere pittoriche (soprattutto in forma di bozzetto) di pittori napoletani del Seicento e del Settecento. Il museo è ospitato all'interno della villa Floridiana, situata quest'ultima al Vomero e voluta da Ferdinando IV di Borbone nel 1815 per la duchessa di Floridia, nonché sua moglie, Lucia Migliaccio. La collezione di porcellana presente fu donata alla città nel 1911 dai nipoti del legittimo proprietario Placido de Sangro. I suddetti pezzi risalgono alla seconda metà dell'Ottocento, quando gli stessi iniziarono a essere collezionati dal de Sangro. Sono ivi presenti anche porcellane cinesi di epoca Ming (1368 - 1644), Qing (1644 - 1911) e giapponesi Kakiemon e Imari.

Pinacoteca del Pio Monte della Misericordia