Biografia
Nato nel 1923 a Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli, fu professore di diritto romano nell'Università degli Studi di Cagliari (1953), passando poi per quelle di Bari e a Napoli fino al 1963, quando fu designato dalla Democrazia Cristiana, come membro laico, al Consiglio Superiore della Magistratura, dal 18 luglio 1959 al 28 ottobre 1963.
Fu eletto il 2 ottobre 1963 dal Parlamento giudice della Corte costituzionale, di cui fu presidente della Corte dal 23 febbraio 1973 al 25 ottobre 1975. Nel 1976 il consiglio di facoltà di giurisprudenza dell'Roma lo chiamò alla cattedra di diritto pubblico generale.
È sotto la sua presidenza che "la Corte compie il primo passo sulla strada che porterà alla depenalizzazione dell'aborto. Con tre anni di anticipo sulla legge numero 194 la sentenza numero 127 del 1975 riconosce che la tutela della salute della madre deve prevalere sulla tutela del concepito, perché non esiste equivalenza fra il diritto non solo alla vita ma anche alla salute proprio di chi è già persona, come la madre, e la salvaguardia dell'embrione che persona deve ancora diventare. La Corte dichiara quindi incostituzionale l'articolo 546 del Codice penale, in quanto punisce chi cagiona l'aborto di donna consenziente, anche qualora sia stata accertata la pericolosità della gravidanza per il benessere fisico o per l'equilibrio psichico della gestante. Nel 1976, quando in conseguenza della tragedia di Seveso molte donne incinte vogliono abortire per paura di avere figli menomati, è lo stesso Bonifacio, allora ministro della Giustizia, a chiarire la portata innovatrice della sentenza: basta il parere di un medico perché quelle donne possano interrompere la gravidanza".
A partire dal luglio del 1976 fu senatore per tre legislature (VII, VIII e IX) per la Democrazia Cristiana e fu Ministro di Grazia e Giustizia nel V Governo Moro, dal 12 febbraio al 29 luglio 1976 della V Legislatura e con i Governi Andreotti III e IV (VI Legislatura), dal 29 luglio 1976 al 20 marzo 1979; nel successivo Governo Andreotti V, fu sostituito dal senatore Tommaso Morlino. Nell'VIII legislatura, divenne membro della Commissione Giustizia dal 27 luglio 1976 al 23 maggio 1977, quando passò alla Commissione Affari Costituzionali del Senato; nella successiva (IX) ne divenne presidente, per l'intera durata della legislatura, cioè fino al 1º luglio 1987.
Non si ripresentò alle elezioni parlamentari per la X legislatura, svoltesi nel 1987, preferendo tornare a insegnare diritto pubblico generale all'Università di Roma.
È morto di cancro due anni dopo, nella sua abitazione di Roma.
Il 4 maggio 2011 l'amministrazione comunale della sua città natale gli ha dedicato una piazza nel quartiere San Marco. Nel trentesimo anniversario dalla scomparsa, un convegno tenutosi nella sua città natale ne ha ricordato la vita e l'opera.
Opere principali Ricerche sul deposito irregolare nel diritto romano, Milano 1947; Ipotesi di competenza del Senato in tema di conversione di onere (nota di diritto romano), Napoli 1948; Ricerche sulla «Lex Falcidia de legatis», ivi 1948; La novazione nel diritto romano, ivi 1950; L’estinzione del giudizio per «mors litis», Modena 1952; Studi sul processo formulare romano, vol. I, Napoli 1956; Ius quod ad actiones pertinet, Bari 1960; Indipendenza della magistratura, in Iustitia, 1965, pp. 359-80; Corte costituzionale e autorità giudiziaria, in Rivista di diritto processuale, 1967, pp. 238—268; La magistratura e gli altri poteri dello stato, in Rassegna di diritto pubblico, 1968, I, pp.1-17; Il lavoro fondamento della Repubblica democratica: orientamenti della giustizia costituzionale, in Studi per il XX anniversario dell’Assemblea costituente, vol. III, Firenze 1969, pp. 9-31.
Onorificenze
Note
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Presidenti della Corte costituzionale della Repubblica Italiana Categoria:Ministri di grazia e giustizia della Repubblica Italiana Categoria:Cavalieri di gran croce OMRI Categoria:Senatori della VII legislatura della Repubblica Italiana Categoria:Senatori dell'VIII legislatura della Repubblica Italiana Categoria:Senatori della IX legislatura della Repubblica Italiana Categoria:Politici della Democrazia Cristiana Categoria:Professori dell'Università degli Studi di Napoli Federico II Categoria:Governo Moro V Categoria:Governo Andreotti III Categoria:Governo Andreotti IV