Zahrada (traduzione in italiano: Il giardino) è un cortometraggio del 1968 diretto dal regista Jan Švankmajer.

Trama Due uomini si dirigono in macchina verso una villa in campagna, e nel frattempo discutono di argomenti apparentemente senza alcuna importanza. Una volta arrivati, il passeggero si accorge che il giardino della casa è letteralmente circondato da una catena umana di persone che si tengono per mano senza parlare, guardando fissi davanti a loro. Dopo un attimo di sgomento, l'uomo si decide a farsi accompagnare dal conducnete fino all'entrata, dove due uomini tengono in mano un lucchetto di ferro. Il secondo uomo, dopo aver estratto una chive, apre il lucchetto, e come un vero e proprio cancello i due gruppi di persone ai lati si "aprono" verso l'esterno, permettendo alla macchina di entrare. Una volta giunti nel giardino, il conduente guida il suo ospite ad un giro di visita della proprietà, mostrandogli la gabbia in cui tiene rinchiusi i conigli e la selvaggina. Nel frattempo gli uomini che formano la catena si "svagano" in maniera apparentemente normale, giocando a morra cinese o strofinandosi tra loro con la punta delle scarpe. Ad un certo punto, dopo che la moglie del proprietario è uscita per fare la conoscenza del nuovo ospite, il conducente sussurra qualcosa all'orecchio del suo ospite, il quale cade in un apparente stato di catatonia e come un automa si mette anche lui in fila con gli altri uomini, diventando parte della catena umana.

Analisi

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