Il Governo Colombo è stato il ventiseiesimo esecutivo della Repubblica Italiana, il quinto della V legislatura.
Esso, nato in seguito alle dimissioni del governo precedente, rimase in carica dal 6 agosto 1970 al 18 febbraio 1972 (sebbene già dimissionario dal precedente 15 gennaio), per un totale di 561 giorni, ovvero 1 anno, 6 mesi e 12 giorni.
Ottenne la fiducia dalla Camera dei Deputati il 12 agosto 1970, con 348 voti favorevoli e 231 contrari. Ottenne la fiducia anche al Senato della Repubblica il 13 agosto 1970, con 174 voti favorevoli e 113 contrari.
Storia Le improvvise dimissioni di Rumor colgono di sorpresa un po' tutti i partiti, specie quelli di governo. È imminente l'inizio della pausa estiva dei lavori parlamentari quando il presidente del Consiglio sale al Quirinale per dimettersi, in pieno accordo col segretario della DC Arnaldo Forlani. Il gesto scatena una forte contrapposizione interna tra i democristiani e molte riserve tra gli alleati di governo. La manovra appare tuttavia chiara: o si torna all'alleanza di centro-sinistra o si ricerca nelle urne la soluzione per uscire dalla crisi di tale formula. Altre ricostruzioni successive sostengono che Rumor prevedesse un autunno "caldo" (32 contratti nazionali di lavoro da rinnovare) o che ci fossero conflitti sulle leggi di riformaSi veda Montanelli-Cervi, L'Italia del Novecento, pp. 461-466..
La soluzione della crisi appare difficile per le lacerazioni interne della DC. Il partito di maggioranza è diviso tra il corteggiamento dei liberali per un governo centrista che non dispiacerebbe al PSDI e le richieste del PSI per l’apertura verso PCI e PSIUP. L'accordo viene infine raggiunto con l'impegno di definire i quattro progetti di legge per la riforma tributaria, della casa, dell'università e della sanità ma il Gabinetto si trova ben presto travolto dai problemi dell'ordine pubblico, da vari scandali politici e da una rinnovata contrapposizione prima tra socialisti e socialdemocratici, quindi tra componenti interne della DC, sul tema delicato del referendum per l'abrogazione del divorzio, la cui richiesta viene perfezionata nell'estate del 1970.
Logorata dagli scontri sulle riforme la maggioranza si indebolisce quando il PRI ritira i propri ministri passando all'appoggio esterno, e cade con l'elezione di Giovanni Leone a nuovo capo dello Stato. I voti determinanti del MSI e il mancato apporto delle sinistre inducono dapprima i repubblicani, in seguito i socialdemocratici, a chiedere l'apertura della crisi.
Compagine di governo Appartenenza politica L'appartenenza politica dei membri del Consiglio dei ministri al momento dell’insediamento si può così riassumere: Partito Presidente Ministri Sottosegretari Totale 1 15 33 49 - 6 14 20 - 4 9 13 - 1 2 3Totale 1 26 58 85
L'appartenenza politica dei membri del Consiglio dei ministri al momento dell’uscita del Partito Repubblicano Italiano (PRI) si può così riassumere: Partito Presidente Ministri Sottosegretari Totale 1 16 32 49 - 6 14 20 - 4 9 13Totale 1 26 55 82
Provenienza geografica La provenienza geografica dei membri del Consiglio dei ministri al momento dell’insediamento si può così riassumere:
RegionePresidenteMinistriSottosegretariTotale1 -12 -2911 -538 -257 -257 -336 -156 -156 -235 - -55 -224 -123 - -33 -112 -112 - -22 -1 -1
Situazione parlamentare Al momento dell’insediamento del governo, il 6 agosto 1970: Camera Collocazione Partiti SeggiCamera dei Deputati Maggioranza Centro-sinistra "organico" (366): DC (266), PSI (62), PSU (29), PRI (9) Astensione Misto (3) Opposizione PCI (177), PLI (31), MSI (24), PSIUP (23), PDIUM (6)Senato della Repubblica Maggioranza Centro-sinistra "organico" (183): DC (135), PSI (36), PSU (10), Misto (2) Astensione Misto (2) Opposizione PCI-PSIUP (101), PLI (16), MSI (11), Misto (2)
Al momento dell’uscita del Partito Repubblicano Italiano (PRI) dal governo, il 25 febbraio 1971: Camera Collocazione Partiti SeggiCamera dei Deputati Maggioranza Centro-sinistra "organico" (366): DC (266), PSI (62), PSU (29) Astensione PRI (9), Misto (3) Opposizione PCI (177), PLI (31), MSI (24), PSIUP (23), PDIUM (6)Senato della Repubblica Maggioranza Centro-sinistra "organico" (183): DC (135), PSI (36), PSU (10) Astensione Misto (4) Opposizione PCI-PSIUP (101), PLI (16), MSI (11), Misto (2)
Composizione CaricaTitolare SottosegretariPresidenza del Consiglio dei ministri Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Presidente del Consiglio dei ministri Emilio Colombo (DC) Dario Antoniozzi (DC)Segretario del Consiglio dei ministri Aurelio Curti (DC) Giuseppe Di Vagno (PSI) Francesco Fossa (PSI) Giovanni Zonca (DC) Vicepresidente del Consiglio dei ministri Francesco De Martino (PSI)Ministri senza portafoglio Presidenza della Delegazione italiana all'Organizzazione delle Nazioni Unite Giuseppe Lupis (PSU) Interventi straordinari nel Mezzogiorno Paolo Emilio Taviani (DC) Problemi relativi all'attuazione delle regioni Eugenio Gatto (DC) Rapporti con il Parlamento Carlo Russo (DC) Ricerca scientifica Camillo Ripamonti (DC) Riforma della Pubblica amministrazione Remo Gaspari (DC) MinisteroMinistri Sottosegretari di Stato Affari esteri Aldo Moro (DC) Alberto Bemporad (PSU) Mario Pedini (DC) Angelo Salizzoni (DC) Interno Franco Restivo (DC) Nello Mariani (DC) Adolfo Sarti (DC) Franco Nicolazzi (PSU) Ernesto Pucci (DC)Grazia e GiustiziaOronzo Reale (PRI)Fino al 06/03/1971 Michele Pellicani (PSU) Erminio Pennacchini (DC) Emilio Colombo (DC)(ad interim)Dal 06/03/1971 Bilancio e Programmazione economica Antonio Giolitti (PSI) Barbaro Lo Giudice (DC) Finanze Luigi Preti (PSU) Gioacchino Attaguile (DC)Fino al 10/04/1971 Luigi Borghi (DC) Giuseppe Macchiavelli (PSI) Tesoro Mario Ferrari Aggradi (DC) Antonio Bisaglia (DC) Venerio Cattani (PSI) Bonaventura Picardi (DC) Dante Schietroma (PSU) Giuseppe Sinesio (DC) Difesa Mario Tanassi (PSU) Mario Marino Guadalupi (PSI) Vito Lattanzio (DC) Pubblica Istruzione Riccardo Misasi (DC) Oddo Biasini (PRI)Fino al 06/03/1971 Elena Gatti Caporaso (PSI) Pier Luigi Romita (PSDI) Elio Rosati (DC) Lavori Pubblici Salvatore Lauricella (PSI) Vincenzo Russo (DC) Vincenzo Scarlato (DC) Attilio Zannier (PSU) Agricoltura e Foreste Lorenzo Natali (DC) Attilio Iozzelli (DC) Primo Silvestri (PSU) Giuseppe Tortora (PSI) Giovanni Venturi (DC) Trasporti ed Aviazione Civile Italo Viglianesi (PSI) Onorio Cengarle (DC) Sebastiano Vincelli (DC) Poste e Telecomunicazioni Giacinto Bosco (DC) Luigi Angrisani (PSU) Bernardo D'Arezzo (DC) Aldo Venturini (PSI) Industria, Commercio ed Artigianato Silvio Gava (DC) Giuseppe Amadei (PSU) Loris Biagioni (DC) Lucio Mariano Brandi (PSI) Oscar Mammì (PRI)Fino al 06/03/1971 Sanità Luigi Mariotti (PSI) Maria Pia Dal Canton (DC) Girolamo La Penna (DC) Maria Vittoria Mezza (PSI) Commercio con l'estero Mario Zagari (PSI) Corrado Belci (DC) Renzo Forma (DC)Marina mercantile Salvatore Mannironi (DC)Fino al 06/04/1971 Paolo Cavezzali (PSI) Vittorio Cervone (DC) Gioacchino Attaguile (DC)Dal 10/04/1971 Partecipazioni statali Flaminio Piccoli (DC) Francesco Principe (PSI) Lavoro e Previdenza sociale Carlo Donat-Cattin (DC) Fernando De Marzi (DC) Leandro Rampa (DC) Mario Toros (DC) Turismo e Spettacolo Gianmatteo Matteotti (PSU) Franco Evangelisti (DC) Gianni Usvardi (PSI)
Cronologia Salvo diversa indicazione le notizie sono tratte dal sito dellarepubblica.it, richiamato in bibliografia
1970 Luglio 8 luglio: mentre Aldo Moro polemizza per i modi e i tempi di apertura della crisi, decisa in ambienti ristretti e al di fuori degli organi statutari della DC, il Capo dello Stato avvia le consultazioni. Circola voce che le dimissioni di Rumor possano essere state imposte da ambienti ecclesiastici per ritardare l'esame della legge sul divorzio e per provocare uno spostamento a destra della coalizione di governo. Dai colloqui emerge, per contro, che le difficoltà lamentate dal governo originano principalmente dalle divisioni interne della DC. Quest'ultima, assieme a PSI e PSU, si dichiara disponibile a ricostituire un esecutivo di centro-sinistra, il PRI condiziona il proprio assenso a un vertice preventivo dei quattro partiti sul delicato tema dell'economia. Nella direzione democristiana Arnaldo Forlani deve difendere la scelta della crisi contro le contestazioni di Forze nuove, basisti e morotei.Il Messaggero, 8 luglio 1970. 11 luglio: Saragat conferisce l'incarico a Giulio Andreotti col mandato di formare una maggioranza di centro-sinistra organica. Il presidente incaricato inizia subito le sue consultazioni, che si rivelano difficili per il problema delle giunte. Il PSU chiede un chiarimento sui comportamenti locali del PSI, che non disdegna l'alleanza col PCI e il PSIUP laddove non esistono le condizioni numeriche o politiche per un centro-sinistra organico.
14 luglio: a Reggio Calabria inizia la rivolta contro la decisione di collocare il capoluogo della Regione a Catanzaro. Lunghi cortei percorrono il corso Garibaldi. Parte della folla si ferma in Piazza Italia per ascoltare il sindaco Battaglia ed il consigliere del MSI Fortunato Aloi. Barricate sorgono sul Corso, sul Lungomare, in via Pio XI, al rione Sbarre, in via I Agosto, al rione Santa Caterina. Il traffico è bloccato. Le forze dell'ordine tentano di smantellare i blocchi stradali e le barricate ma altre ne sorgono fin sull'autostrada. La situazione precipita in serata. I primi scontri avvengono in via Marina tra i dimostranti che occupano i binari della ferrovia e la polizia. Vengono operati alcuni fermi tra i dimostranti, annullati dal prefetto De Rossi dopo un'ulteriore protesta in Piazza Italia. La folla non si disperde. Intorno alle 21 la polizia carica e i dimostranti rispondono con lanci di pietre. Intanto i ferrovieri entrano in sciopero: Reggio è completamente isolata. 15-24 luglio: Andreotti rinuncia all'incarico dopo dieci giorni di colloqui estenuanti. La causa è principalmente la rinuncia del PSU, che non ha ottenuto il richiesto chiarimento sui rapporti tra PSI e PSIUP-PCI; Mario Tanassi dichiara che finché non verrà messo in minoranza i socialdemocratici non parteciperanno al governo. Altro problema sono i contrasti interni alla DC. Pontieri, amici di Piccoli e parte de La Base non votano il documento politico-programmatico che contiene i punti principali del programma. I liberali, da destra, si dichiarano disponibili a un rivolgimento della maggioranza, nel PSU si ventila l'ipotesi di sostenere le elezioni anticipate. 21 luglio: Libia: il consiglio del Comando della rivoluzione emana una legge che impone l’espulsione degli italiani residenti nel Paese e la confisca dei loro beni. 22 luglio: nei pressi di Gioia Tauro un sabotaggio provoca il deragliamento del treno Palermo-Torino. 8 morti e oltre un centinaio di feriti. L'azione è attribuita ai rivoltosi di Reggio. 25 luglio-4 agosto: Saragat affida l'incarico a Emilio Colombo. Il mandato è sempre lo stesso: governo organico di centro-sinistra. Sul suo nome la DC riesce a ritrovare l'unità interna ma lo scoglio dei chiarimenti richiesti dal PSU, specie dopo la collaborazione di giunta in Toscana del PSI con comunisti e psiuppini, rimane lo scoglio principale. Colombo riesce a far breccia emendando il documento di Andreotti con precise rassicurazioni sulle giunte anomale e la priorità per la stabilità monetaria e il potere d'acquisto dei lavoratori. Dopo dieci giorni e quattro giri di consultazioni il presidente incaricato può sciogliere la riserva.Il Messaggero, 26 luglio-5 agosto 1970.
Agosto