Dumbo - L'elefante volante (Dumbo) è un film d'animazione del 1941 diretto da Ben Sharpsteen.
È prodotto da Walt Disney e proiettato in anteprima a New York il 23 ottobre 1941. Considerato il quarto Classico Disney, Dumbo è basato sulla storia scritta da Helen Aberson e Harold Pearl e illustrata da Helen Durney per il prototipo di un nuovo giocattolo ("Roll-a-Book"). Il protagonista è Dumbo, un cucciolo di elefante indiano, che viene ridicolizzato per via delle sue grandi orecchie, finché non imparerà a volare utilizzando le orecchie come ali. Durante la maggior parte del film, il suo unico vero amico è il topo Timoteo.
Dumbo venne prodotto per recuperare le perdite finanziarie di Fantasia: lo studio della Disney decise, per questa ragione, di optare per uno stile semplice ed economico.
Nel 2017 il film è stato selezionato per la conservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti per essere "culturalmente, storicamente o esteticamente significativo".
A partire dalla riedizione del 1971 il film è stato distribuito semplicemente con il titolo Dumbo.
Trama Florida, 1941. Una notte d'inverno, gli animali di un circo ricevono i loro cuccioli da delle cicogne. L'unica a non riceverlo è la signora Jumbo, un’elefantessa: la cicogna preposta alla sua spedizione lo recapita soltanto il giorno dopo, quando il treno del circo è in viaggio verso la prossima tappa del tour. L'adorabile elefantino, che viene chiamato Jumbo Jr., viene inizialmente ammirato e adorato dalle altre elefantesse; ma quando la matriarca gli solletica affettuosamente la proboscide, l'elefantino starnutisce all'indietro così forte che le sue due orecchie si gonfiano, divenendo più grandi. Da quel momento, le elefantesse iniziano a deridere il povero giovane elefante.
Una volta che il circo viene aperto al pubblico, Dumbo diviene il bersaglio degli scherzi di un gruppo di ragazzini, sempre per la dimensione eccessiva delle sue orecchie, uno in particolare gliele tira e ci soffia dentro. La signora Jumbo, nel tentativo di difendere il suo piccolo, si scaglia prima sul gruppo e poi sul personale del circo che tenta di fermarla, scatenando il panico. Di conseguenza, lo staff la rinchiude in una gabbia, ritenendola impazzita e ignorando completamente il fatto che lei stesse difendendo il suo cucciolo. Dumbo rimane solo e viene emarginato dalle altre elefantesse, che lo calunniano e poi fingono di non vederlo. L’unico che si dimostra compassionevole con lui è Timoteo, il topo del circo, il quale, dopo aver terrorizzato a morte le elefantesse con la sua sola presenza per punirle del loro comportamento subdolo e crudele nei confronti di Dumbo, stringe amicizia con il piccolo elefante, convincendolo che un giorno i due avrebbero potuto anche liberare sua madre dalla gabbia.
Una notte, Timoteo ha un'idea per migliorare la figura di Dumbo: entra nel tendone del direttore del circo, facendosi passare per la voce della sua coscienza durante la notte mentre l'uomo dorme, e gli suggerisce di inserire Dumbo nello spettacolo nel numero degli elefanti: il direttore del circo fa di Dumbo la cima di una piramide di elefanti. Durante l'esibizione (eseguita oltretutto senza prove fatte in precedenza), Dumbo finisce involontariamente per inciampare nelle sue orecchie, facendo muovere la palla che reggeva le elefantesse e far sì che queste perdano l'equilibrio e successivamente precipitino facendo fuggire gli spettatori e distruggendo il tendone. Dumbo viene così declassato a ruolo di pagliaccio dal direttore e fatto partecipare ad un grottesco spettacolo che lo vede in cima ad un edificio in fiamme mentre i clown, vestiti da vigili del fuoco, simulano un indisciplinato intervento di soccorso e, alla fine, lo fanno cadere in una vasca piena di crema per torte, canzonandolo.
Dopo lo spettacolo, Timoteo porta un depresso Dumbo a trovare la madre nella prigione, dove finalmente il piccolo elefante può riabbracciarla per breve tempo. Più tardi, sulla via del ritorno, all’elefantino viene il singhiozzo per aver pianto tanto, così si ferma con Timoteo a bere da un secchio dove, a loro insaputa, alcuni pagliacci per sbaglio hanno fatto cadere una bottiglia di champagne. I due si ubriacano e cominciano a vedere grandi elefanti rosa che prima si materializzano dalle bolle di champagne emanate dalla proboscide di Dumbo e poi iniziano ad assumere le forme più bizzarre, mettendosi a cantare La Parata degli elefanti rosa.
Il mattino seguente, Dumbo e Timoteo si svegliano su un albero, venendo poi notati da un gruppo di corvi. Timoteo ipotizza che Dumbo li abbia portati entrambi lassù usando le sue grandi orecchie come ali. I due vengono derisi dai corvi, scettici sull'idea che un animale pesante come l'elefante possa volare, ma il topo racconta loro la triste storia dell'elefantino: gli uccelli, commossi, donano a Timoteo una "piuma magica" con cui Dumbo riesce finalmente a volare gettandosi da una roccia.
Tornati al circo, Dumbo e Timoteo devono ripetere il numero, questa volta buttandosi da una piattaforma molto più alta. Nonostante la perdita della piuma, in realtà un pretesto per incoraggiarlo, l'elefantino riesce a librarsi intorno al tendone, sbalordendo tutti i presenti e rivalendosi terrorizzando e umiliando pubblicamente quelli della compagnia circense e le elefantesse che lo prendevano in giro e lo maltrattavano. La performance porta il piccolo elefante alle vette del successo: stabilisce un primato di altezza, vengono allestiti degli aeroplani militari a forma della sua faccia chiamati dumboplani, le sue orecchie vengono assicurate per 1 milione di dollari e Timoteo diventa il suo nuovo manager e impresario e firma un contratto con Hollywood.
A Dumbo e sua madre viene destinato un vagone privato sul treno del circo, riguadagnando anche il rispetto delle altre elefantesse: il film si conclude appunto con il treno del circo che si dirige verso la prossima tappa del tour, con gli amici corvi di Dumbo che lo salutano in lontananza augurandogli buona fortuna.
Personaggi Dumbo Jumbo (Jumbo Jr.): è il protagonista del film, è un elefante dolce e innocente con delle grandi orecchie che lo rendono in grado di volare. Dopo la crudele separazione dalla madre, stringe una profonda amicizia con il topolino Timoteo, grazie al quale scopre di poter volare. Per tutto il film non ha alcun dialogo parlato. Timoteo (Timothy Q. Mouse): è un coraggioso e sincero topolino del circo che diventa il migliore amico e mentore di Dumbo. Più volte durante la storia protegge e aiuta il piccolo elefantino. Il suo nome non viene mai citato nel film, ma può essere letto nella sua firma sul quotidiano nel finale del film. La signora Jumbo (Mrs. Jumbo): è l'amorevole e affettuosa madre di Dumbo, dal quale viene separata dopo aver tentato di difenderlo. Parla in una sola occasione all’inizio del film, chiamando il figlio "Jumbo Jr." (nell'adattamento italiano lo chiama invece "Dumbo Jumbo"). I Corvi, i cui nomi in originale, partendo dal leader, sono Jim e poi rinominato Dandy, Specks, Fats, Dopey e Deacon: all'inizio irrispettosi nei confronti di Dumbo e Timoteo per via della loro idea che un elefante possa volare, ma successivamente, dopo aver ascoltato la malinconica storia di Dumbo raccontata da Timoteo e mossi da empatia e solidarietà, aiuteranno Dumbo donandogli la "piuma magica" come placebo e insegnandogli a volare divenendo suoi grandi amici. Sono diventati di recente oggetto di polemiche da parte della Sinistra socio-politica occidentale per essere ispirati alla cultura afroamericana dell'epoca e perché il loro leader si chiamava inizialmente come la serie di leggi di segregazione razziale in quegli anni, appunto "Jim Crow", tuttavia hanno ricevuto il pieno supporto di personalità afroamericane quali l'attrice Whoopi Goldberg e l'animatore Floyd Norman. Il direttore del circo (Ringmaster): è l'antagonista del film, è un uomo arrogante e insensibile, che cerca di trarre il massimo profitto dai suoi numeri, sfruttando sia gli operai che gli animali. Nel film separa Dumbo da sua madre dopo che quest'ultima ha cercato di proteggere suo figlio da dei bulli e dopo essere stato umiliato pubblicamente da Mrs. Jumbo a causa delle eccessive frustate su di lei. Sottopone Dumbo a umilianti e pericolosi numeri clowneschi e abusi fisici sfruttando il suo buffo aspetto come "punizione" per aver accidentalmente rovinato un ambizioso ma pericolosissimo numero con degli elefanti disposti a piramide sopra una palla (senza aver fatto prove precedentemente) inciampando nelle sue stesse orecchie (secondo una delle elefantesse, sembra che prima di prendere la decisione finale il direttore abbia minacciato o considerato di picchiare l'elefantino); e sfrutta, maltratta e insulta gli operai addetti alla costruzione del tendone del circo durante la drammatica e passivo-aggressiva canzone cantata da questi ultimi intitolata "Roustabouts" (unica canzone mantenuta in lingua originale nel film). Non è chiaro cosa gli sia successo dopo il numero di volo di Dumbo in pubblico ed essere stato umiliato pubblicamente stavolta dall'elefantino come rivalsa, ma viene lasciato intendere che Timoteo sia diventato il nuovo impresario del circo o che abbia almeno avuto un ruolo di rilievo nella gestione del circo (come confermato in alcuni adattamenti cartacei del film), oltre a mostrare di aver firmato un contratto con Hollywood come "manager di Dumbo", o che almeno il direttore si sia redento. Le elefantesse del circo (Matriarch o Matriarca, Catty, Prissy e Giddy): sono le prime a prendersi crudelmente gioco del piccolo elefante appena svela le sue orecchie. Nella versione originale sono loro che danno all'elefantino il nome "Dumbo" a scopo derisorio per via del suo aspetto. Pettegole e insensibili; quando la madre di Dumbo viene imprigionata, anziché dimostrare solidarietà verso l'elefantino, lo emarginano canzonandolo. Alla fine, tuttavia, lo accettano diventando più amichevoli nei suoi confronti, probabilmente però più per convenienza e ruffianeria, dato che Dumbo è divenuto ampiamente celebre e si è preso la rivincita spaventandole e umiliandole durante il suo primo volo in pubblico davanti a tutto il circo. I pagliacci: dipendenti del circo che si mostrano insensibili alla sofferenza di Dumbo, progettando di fargli fare una caduta pericolosa nel loro spettacolo con l'autorizzazione del direttore. Solo uno dei clown afferma che una caduta troppo alta potrebbe fargli male, venendo però convinto del contrario subito dopo. Verranno terrorizzati e umiliati pubblicamente assieme al direttore e alle elefantesse da Dumbo durante il suo primo volo in pubblico a sorpresa di tutti al circo come rivalsa per le prese in giro e i maltrattamenti da lui subiti. La Cicogna (Mr. Stork): una cicogna che di professione consegna i neonati. Indossa la divisa da fattorino e consegna alla signora Jumbo un fagotto che contiene il neonato Dumbo. Casimiro: (Casey Junior) è la locomotiva a vapore in testa al treno del circo protagonista della sequenza musicale all'inizio del film; ricompare brevemente a metà e alla fine del film, dove traina la carrozza privata di Dumbo e di sua madre. Chiamato così, almeno in originale, in onore del leggendario e storico ingegnere e macchinista ferroviario sud-statunitense Casey Jones, celebre per la ballata popolare a lui dedicata e a cui Disney ha anche dedicato un cortometraggio nel 1950 basato su di lui. Gli elefanti rosa: spaventose allucinazioni che cambiano forme e colori, terrorizzando e allo stesso tempo incantando Dumbo e Timoteo. "Vedere gli elefanti rosa" ("Seeing pink elephants" in inglese) è un modo di dire per allucinazioni da ubriachi causate da allucinosi alcolica o delirium tremens: da qui l'ispirazione della sequenza. Il termine risale almeno all'inizio del XX secolo, emergendo da precedenti idiomi sui serpenti e altre creature.