Il governo Leone II è stato il ventiduesimo esecutivo della Repubblica Italiana, il primo della V legislatura.
Esso, nato come governo balneare in seguito alle elezioni politiche dello stesso anno, rimase in carica dal 25 giugno al 13 dicembre 1968 (sebbene già dimissionario dal precedente 19 novembre), per un totale di 171 giorni, ovvero 5 mesi e 18 giorni.
Il governo ottenne la fiducia dalla Camera dei Deputati il 10 luglio 1968 con 263 voti a favore, 252 contro e 88 astenuti, ovvero i socialisti e i repubblicani.
Il governo ottenne la fiducia dal Senato il 17 luglio 1968 con 138 voti a favore e 129 contrari.
Rassegnò le dimissioni in seguito alle posizioni assunte dai repubblicani, socialisti-socialdemocratici e democristiani di apertura per la formazione di un nuovo Governo di coalizione.
Storia Le elezioni del 1968 sono caratterizzate dal fallimento dell'unificazione socialista. Il "nuovo" partito, che ha presentato i simboli affiancati e non la denominazione Partito socialista unificato, ottiene 4.603.192 voti contro i 6.132.107 voti (4.255.836 del PSI, 1.876.271 del PSDI) ottenuti dai due partiti separati nel 1963. Quel milione e mezzo circa di voti mancanti è andato quasi tutto al PSIUP, che ottiene 1.414.697 voti a dimostrazione che la scissione non è stata soltanto una ribellione di vertice al centro-sinistra. Questo buon risultato, unito alla crescita del PCI al 25,5% (8.551.347 contro 7.767.601) pone una pesante ipoteca sulla formula di governo, specie dopo il disimpegno socialista. Il comitato centrale del PSI-PSDI, pur ritenendo valida la formula di centro-sinistra decide 145 voti contro 84 di non partecipare al nuovo governo e di affidare l'esito delle elezioni ed ogni altra decisione ad un congresso da celebrare entro ottobre.
Nonostante tale disimpegno la DC, che ha recuperato qualche punto dalla precedente disfatta, tenta comunque la strada del centro-sinistra. Messo da parte Moro, come nel 1963 si era fatto con Fanfani, l'incarico viene affidato a Mariano Rumor. Al segretario della DC bastano 24 ore per capire che senza il PSI non è possibile formare una maggioranza, e non esistendo le condizioni per una collaborazione con le destre lo rimette paventando la possibilità, anche qui come nel 1963, di varare un gabinetto di attesa. L'incarico viene quindi affidato a Giovanni Leone, che per la seconda volta si presta a traghettare il parlamento verso gli adempimenti costituzionali di fine anno. Viene formato un monocolore democristiano che si presenta alle camere con l'incognita dell'atteggiamento socialista, che sarà deciso dopo l'illustrazione del programma.
Compagine di governo Appartenenza politica L'appartenenza politica dei membri del Consiglio dei ministri si può così riassumere: Partito Presidente Ministri Sottosegretari Totale 1 22 46 69Totale 1 22 46 69
Provenienza geografica La provenienza geografica dei membri del Consiglio dei ministri si può così riassumere:
RegionePresidenteMinistriSottosegretariTotale1247 -268 -257 -156 -235 -145 -224 -224 -134 -134 -123 -2 -2 -112 -112 - -22 -1 -1 - -11 - -11
Situazione parlamentare Camera Collocazione Partiti SeggiCamera dei Deputati Governo DC (266) Astensione PSU (91), PLI (31), PRI (9), Misto (3) Opposizione PCI (177), MSI (24), PSIUP (23), PDIUM (6)Senato della Repubblica Governo DC (135) Astensione PSU (46), PLI (16), Misto (4) Opposizione PCI-PSIUP (101), MSI (11), Misto (2)
Composizione Presidenza del Consiglio dei ministri CaricaTitolare Sottosegretari di Stato alla Presidenza del Consiglio Presidente del Consiglio dei ministri Giovanni Leone (DC) Luigi Michele Galli (DC)Sottosegretario del Consiglio dei ministri Albertino Castellucci (DC) Mario Pedini (DC) Athos Valsecchi (DC)Ministri senza portafoglio Ministro senza portafoglio(per speciali compiti politici) Attilio Piccioni (DC) Interventi straordinari nel Mezzogiorno e nelle aree depresse del Centro-Nord Italo Giulio Caiati (DC) Rapporti con il Parlamento Crescenzo Mazza (DC) Riforma della pubblica amministrazione Tiziano Tessitori (DC)Ministeri Ministri Sottosegretari di Stato Affari esteri Giuseppe Medici (DC) Franco Maria Malfatti (DC) Giorgio Oliva (DC) Interno Franco Restivo (DC) Remo Gaspari (DC) Angelo Salizzoni (DC) Grazia e giustizia Guido Gonella (DC) Giuseppe Vedovato (DC)Fino al 06/07/1968 Renato Dell'Andro (DC)Dal 13/09/1968 Finanze Mario Ferrari Aggradi (DC) Giovanni Gioia (DC) Vincenzo Russo (DC) Tommaso Spasari (DC) Tesoro Emilio Colombo (DC) Ermenegildo Giuseppe Bertola (DC) Bonaventura Picardi (DC) Natale Santero (DC) Bilancio e programmazione economica Emilio Colombo (DC)(ad interim) Giuseppe Caron (DC) Difesa Luigi Gui (DC) Francesco Cossiga (DC) Guglielmo Donati (DC) Guglielmo Pelizzo (DC) Pubblica istruzione Giovanni Battista Scaglia (DC) Maria Badaloni (DC) Vincenzo Bellisario (DC) Giovanni Elkan (DC) Lavori pubblici Lorenzo Natali (DC) Danilo De' Cocci (DC) Luigi Giglia (DC) Stefano Riccio (DC) Agricoltura e foreste Giacomo Sedati (DC) Dario Antoniozzi (DC) Arnaldo Colleselli (DC) Vincenzo Indelli (DC) Trasporti e aviazione civile Oscar Luigi Scalfaro (DC) Arcangelo Florena (DC) Giacinto Genco (DC) Poste e telecomunicazioni Angelo De Luca (DC) Loris Biagioni (DC) Bernardo D'Arezzo (DC) Industria, commercio e artigianato Giulio Andreotti (DC) Paolo Barbi (DC) Emanuela Savio (DC) Sebastiano Vincelli (DC) Sanità Ennio Zelioli-Lanzini (DC) Maria Cocco (DC) Calogero Volpe (DC) Commercio con l'estero Carlo Russo (DC) Dante Graziosi (DC) Mario Vetrone (DC) Marina mercantile Giovanni Spagnolli (DC) Mariano Pintus (DC) Partecipazioni statali Giorgio Bo (DC) Luciano Radi (DC) Lavoro e previdenza sociale Giacinto Bosco (DC) Alessandro Canestrari (DC) Vito Lattanzio (DC) Francesco Turnaturi (DC) Turismo e spettacolo Domenico Magrì (DC) Leandro Rampa (DC) Adolfo Sarti (DC)
Cronologia Salvo diversa indicazione le notizie sono tratte dal sito dellarepubblica.it, richiamato in bibliografia
1968 Maggio 21 maggio: i risultati definitivi delle elezioni confermano la maggioranza di centro-sinistra. La formazione di un nuovo gabinetto è tuttavia legata alle decisioni dei socialisti unificati, che devono fronteggiare la maretta interna causata dal deludente risultato elettorale. Il vice segretario Giacomo Brodolini dichiara in proposito che l'unificazione socialista va rilanciata e che il governo deve assumere un carattere più di sinistra che di centro. Le decisioni ufficiali saranno prese dal comitato centrale già convocato per fine mese.Il messagero, 23 maggio 1968 22 maggio: Rumor chiede un centro-sinistra che dia un rinnovamento al Paese. Parlando a Trieste si dichiara d'accordo con socialisti e repubblicani per accelerare la risoluzione delle più urgenti riforme. Rende atto al PSU per il coraggio con cui ha affrontato le elezioni. Ricorda che anche la DC nel ’63 pagò la scelta per aver accettato il centro-sinistra. Nenni a colloquio con Saragat. 23 maggio: Milano: dopo la pausa elettorale riprendono le agitazioni studentesche. Nonostante l’imminente inizio degli esami l’Assemblea decide di continuare l’occupazione. Un gruppo di studenti tenta di bruciare i libri della Biblioteca di Legge. Il gruppo è immediatamente denunciato dai docenti della Facoltà. Scontri fra studenti di opposte tendenze. Per evitare disordini la polizia presidia le Università della città.Genova: si dimettono professori e studenti dell’Istituto di Scienze Sociali. Alla base della protesta l’invito rivolto al direttore di selezionare gli allievi in base a criteri confessionali. Pressioni che sono cominciate da quando un rappresentante della Curia genovese è stato nominato vicepresidente del Consiglio d’amministrazione, in cui figurano anche rappresentanti dell’IRI e il presidente dell’Ansaldo. 24 maggio: PSU: si riunisce a Formia, a casa di Pietro Nenni, la segreteria del partito per un primo esame del voto e le prospettive. Nonostante i pronunciamenti di Mancini, Mariotti e Ferri la partecipazione ad un nuovo governo di centro-sinistra appare molto incerta. 25 maggio: Pisa: il processo contro 18 studenti per le occupazioni e le manifestazioni delle settimane precedenti si conclude con l’assoluzione e il pagamento di qualche multa.Milano: contro i provvedimenti intimidatori del rettore occupata per la quarta volta la Cattolica. Tutti gli esami sospesi.Trento: scontri tra polizia e operai in sciopero e studenti.Torino: ventisette studenti e operai denunciati dalla polizia in seguito alle manifestazioni per lo sciopero dell’11 aprile alla FIAT-Mirafiori. Il processo si svolgerà il 21 giugno.Roma: nuova occupazione della Casa dello studente. 26-27 maggio: elezioni in Friuli Venezia-Giulia: nuova avanzata dei comunisti: i consensi al PCI superano anche quelli del 19-20 maggio. II PCI dal 19,7 per cento al 20,1 per cento. Migliaia di nuovi elettori comunisti coprono i vuoti degli emigrati e dei soldati di leva che non hanno potuto votare. II PSIUP va ancora avanti. II PSU (non presente a Udine) perde ancora nelle altre quattro circoscrizioni. La Democrazia Cristiana aumenta a spese delle destre. 27 maggio: il segretario del PCI, Luigi Longo, parlando a Napoli lancia un appello a PSU e sinistra cattolica per una radicale svolta politica. Illustra gli impegni del PCI nelle prossime battaglie nel Parlamento e nel Paese. 28 maggio: a Roma Bruno Zevi, Ludovico Quaroni e Roberto Marino, docenti alla Facoltà di Architettura, sono denunciati con l’accusa di apologia di reato per aver sottoscritto un documento di solidarietà con gli studenti. 28-29 maggio: nella direzione socialista la corrente di Nenni, Mancini e Ferri, favorevole alla ricostituzione di un governo di centro-sinistra è messa in minoranza sull’ordine del giorno presentato da Francesco De Martino e Mario Tanassi. I due segretari concordano su un «disimpegno» del PSU che porti, per ora a un monocolore DC. La sinistra lombardiana vota un suo documento: nessuna trattativa e nessun appoggio alla DC. L'ordine del giorno De Martino-Tanassi è approvato con 31 voti e 11 astensioni. Nenni non partecipa al voto. Antonio Giolitti, differenziandosi da Riccardo Lombardi, si schiera per ritorno immediato al centro-sinistra. 29 maggio: Roma: occupato il Magistero, si prepara la manifestazione di solidarietà con le lotte degli studenti e degli operai francesi indetta per il 1º giugno.Milano: rioccupata l’Università statale. Formato un comitato di giuristi per difendere gli oltre 400 studenti denunciati per le occupazioni e le manifestazioni.Trento: manifestazione di protesta di lavoratori e studenti contro le provocazioni della polizia e del padronato avvenute nei giorni precedenti. 30 maggio: si intensificano i colloqui per la formazione del nuovo governo. Il Presidente della Repubblica, Giuseppe Saragat, per un esame della situazione politica, riceve separatamente Pietro Nenni e il segretario della DC, Mariano Rumor. Nenni a sua volta ha un lungo colloquio con il Presidente del Consiglio uscente, Aldo Moro e incontra vari esponenti del suo partito. La Direzione del PRI si pronuncia per una conferma della formula di centro-sinistra: un governo a tre (DC-PSU-PRI) con un programma ben definito di riforme fra cui, come sottolinea nel suo intervento Ugo La Malfa, scuola, regioni, famiglia, tributi e codici.