Il governo Fanfani II è stato il tredicesimo esecutivo della Repubblica Italiana, il primo della III legislatura.
Esso, nato in seguito alle elezioni politiche dello stesso anno, rimase in carica dal 2 luglio 1958 al 16 febbraio 1959 (sebbene già dimissionario dal precedente 26 gennaio), per un totale di 229 giorni, ovvero 7 mesi e 14 giorni.
Compagine di governo Appartenenza politica L'appartenenza politica dei membri del Consiglio dei ministri al momento dell’insediamento si può così riassumere: Partito Presidente Ministri Commissari Sottosegretari Totale 1 16 4 29 50 - 4 - 5 9Totale 1 20 4 34 59
L'appartenenza politica dei membri del Consiglio dei ministri alla fine del suo mandato si può così riassumere: Partito Presidente Ministri Commissari Sottosegretari Totale 1 17 2 30 50 - 4 - 5 9Totale 1 21 2 35 59
Provenienza geografica La provenienza geografica dei membri del Consiglio dei ministri al momento dell’insediamento si può così riassumere: RegionePresidenteMinistriCommissariSottosegretariTotale13 -26 -3137 -3 -47 - - -55 -1 -34 -1 -34 -1 -34 - - -44 -2 -13 -21 -3 -2 -13 - -112 - -112 -1 - -1 -1 - -1 - - -11 - - -11 - - -11
Situazione parlamentare Camera Collocazione Partiti SeggiCamera dei Deputati Governo Centrismo (295): DC (273), PSDI (22) Appoggio esterno PRI (6), Misto (5) Opposizione PCI (140), PSI (84), MSI (24), PLI (17), PMP (14), PNM (11)Senato della Repubblica Maggioranza Centrismo (128): DC (123), PSDI (5) Appoggio esterno Misto (2) Opposizione PCI (60), PSI (36), PLI (8), MSI (5), Misto (7)
Composizione Presidenza del Consiglio dei ministri CaricaTitolare Sottosegretari di Stato alla Presidenza del Consiglio Presidente del Consiglio dei ministri Amintore Fanfani (DC) Antonio Maxia (DC)Sottosegretario del Consiglio dei ministri Gustavo De Meo (DC)Sottosegretario con delega per la stampa e le Informazioni Egidio Ariosto (PDSI)Sottosegretario con delega per i servizi dello spettacolo Vicepresidente del Consiglio dei ministri Antonio Segni (DC)Ministri senza portafoglio Riforma della pubblica amministrazione Camillo Giardina (DC) Cassa del MezzogiornoGiulio Pastore (DC) Rapporti con il Parlamento Dino Del Bo (DC)Ministeri Ministri Sottosegretari di Stato Affari esteri Amintore Fanfani (DC) Giuseppe Lupis (PSDI)Sottosegretario con delega all'emigrazione Alberto Folchi (DC) Interno Fernando Tambroni (DC) Crescenzo Mazza (DC) Antonio Romano (DC) Bilancio Giuseppe Medici (DC) Athos Valsecchi (DC) Finanze Luigi Preti (PSDI) Salvatore Mannironi (DC) Lorenzo Natali (DC) Tesoro Giulio Andreotti (DC) Angelo Salizzoni (DC)Sottosegretario per i danni e pensioni di guerra Emanuele Guerrieri (DC) Mario Riccio (DC) Grazia e giustizia Guido Gonella (DC) Lorenzo Spallino (DC) Difesa Antonio Segni (DC) Carlo Russo (DC) Edoardo Martino (DC) Giuseppe Caron (DC)Sottosegretario con delega all'Aviazione civile Industria e commercio Giorgio Bo (DC) Eugenio Gatto (DC) Filippo Micheli (DC) Commercio con l'estero Emilio Colombo (DC) Giovanni Spagnolli (DC) Agricoltura e foreste Mario Ferrari Aggradi (DC) Luigi Angrisani (PSDI) Giuseppe Garlato (DC) Lavori pubblici Giuseppe Togni (DC) Tommaso Spasari (DC)Sottosegretario con delega ai rapporti con la Cassa del Mezzogiorno Guido Ceccherini (PSDI) Lavoro e previdenza sociale Ezio Vigorelli (PSDI) Ferdinando Storchi (DC) Benigno Zaccagnini (DC) Trasporti Armando Angelini (DC) Virginio Bertinelli (PSDI) Dario Antoniozzi (DC) Marina mercantile Giuseppe Spataro (DC) Italo Giulio Caiati (DC) Poste e telecomunicazioni Alberto Simonini (PSDI) Umberto Delle Fave (DC) Pubblica istruzione Aldo Moro (DC) Giovanni Battista Scaglia (DC) Angelo Di Rocco (DC) Partecipazioni statali Edgardo Lami Starnuti (PSDI) Fiorentino Sullo (DC) Sanità Vincenzo Monaldi (DC)Dal 14/08/1958 Angela Gotelli (DC)Dal 30/08/1958Alti CommissariatiTurismo Pietro Romani (DC) Domenico Larussa (DC) Vice Alto CommissarioIgiene e sanità pubblica(soppresso) Vincenzo Monaldi (DC)Fino al 14/08/1958 Angela Gotelli (DC) Alto Commissario AggiuntoFino al 14/08/1958
Cronologia 1958
25-26 maggio: elezioni politiche: la DC ottiene il 42,4%, un aumento di 2 punti sulle politiche del 1953. I partiti della vecchia coalizione centrista possono contare su 19 seggi in più alla Camera. Buono il risultato del PSI che passa dal 12,7% del 1953 al 14,2% guadagnando 9 seggi. Stabile il PCI che, nonostante i momenti di crisi interna, si attesta al 22,6% contro il 22,5% precedente. Ridimensionato il ruolo delle destre. I due partiti monarchici si dividono quasi a metà quanto resta del loro elettorato, globalmente dimezzato, risultato che finisce col favorire la riunificazione. Il MSI perde l'1%. 28 aprile: Giovanni Malagodi illustra il programma del PLI, basato sulla libera iniziativa economica. "Non vi è progresso in un paese che deve importare ogni anno quantità crescenti di materie prime e per pagarle deve esportare prodotti e servizi di qualità che nessun ente di Stato è capace di produrre". 29 maggio: consiglio dei ministri: Fernando Tambroni relaziona sul buon andamento delle operazioni elettorali. Matteo Matteotti, esponente della minoranza socialdemocratica, auspica che il PSDI rimanga all'opposizione e decida caso per caso il proprio atteggiamento. Amintore Fanfani concorda con Attilio Piccioni e Mariano Rumor la data del consiglio nazionale democristiano.Il Messaggero, 30 maggio 1958 31 maggio: Adone Zoli smentisce che il suo governo intenda andare avanti fino a ottobre e annuncia le dimissioni subito dopo l'approvazione del disegno di legge relativo all'esercizio provvisorio (14 giugno). La DC mette le mani avanti e si dichiara contraria ad un governo provvisorio per l'approvazione dei bilanci. Gli alleati centristi subordinano una presa di posizione ufficiale alla convocazione degli organi decisionali di partito.Il Messaggero, 2 giugno 1958 1º giugno: Amintore Fanfani invita il PSDI a partecipare ad un esecutivo che si inizia a definire ufficialmente di centro-sinistra. Giuseppe Saragat, riunita la direzione, posticipa ogni decisione all'esito del consiglio nazionale democristiano. 5 giugno: direzione nazionale PSI: si discute di una possibile collaborazione con la DC. Prevale la scelta dell’opposizione e nello stesso tempo si esclude sia la riunificazione con il PSDI sia un nuovo patto con il PCI. 7 giugno: Saragat polemizza con la tesi socialista, ma la direzione del PSI ribadisce la sua contrarietà ad un governo Fanfani ed esprime riserve sulla possibilità dell’unificazione con il PSDI.L’Azione Cattolica attacca chi propone alla DC di aprire a sinistra. Anche le ACLI si pronunciano per il tripartito DC-PSDI-PRI senza alcun compromesso con le sinistre. Sul Giornale d’Italia don Luigi Sturzo critica la scelta di Fanfani di non aver invitato i liberali a far parte della maggioranza. 8 giugno: direzione nazionale PRI: prevale la linea di un nuovo appoggio esterno ad un governo centrista. 9-12 giugno: comitato centrale PCI: il partito conferma una decisa opposizione a qualsiasi esecutivo centrista o aperto alla destra di qualsiasi natura. Appello al PSI per un rinnovato patto d'azione.consiglio nazionale DC: Amintore Fanfani, sostenuto da Aldo Moro, si pronuncia per un governo DC-PSDI ancora chiuso al PSI. Per i due statisti l'opposizione socialista è una posizione di forza dell'esecutivo, che farà pungolo per il recupero democratico del socialismo italiano. 12 giugno: si inaugura la III legislatura. Cesare Merzagora e Giovanni Leone confermati alla presidenza di Senato e Camera. Il governo Zoli rassegna le dimissioni. 16 giugno: eseguita la condanna a morte dell’ex primo ministro Imre Nagy, del generale Pál Maléter e di due giornalisti, tutti accusati di aver diretto la rivoluzione ungherese del 1956. Condannati all’ergastolo Sándor Kopácsi e Zoitan Tildy, ex presidente della Repubblica ungherese, pene fino a 12 anni ad altri tre imputati. Il ministro degli esteri, Giuseppe Pella, richiama a Roma l'ambasciatore italiano. Seduta tesa alla Camera. Alla commemorazione di Nagy e alla condanna della repressione tutti si alzano in piedi, compresi i socialisti, mentre i comunisti prorompono in clamori. Violento discorso di Pietro Ingrao contro le repressioni operate dall'imperialismo americano. 19 giugno: Giovanni Gronchi inizia le consultazioni.Comitato centrale PSDI: con 37 voti a favore e 21 contrari passa la linea di Giuseppe Saragat per la partecipazione del partito al governo.Comitato centrale PSI: Pietro Nenni e le opposizioni interne votano assieme contro l'appoggio al prossimo governo. 25-27 giugno: Amintore Fanfani riceve l'incarico di formare il nuovo governo. Già raggiunto l'accordo col PSDI, ancora incerta la posizione dei repubblicani. Il PCI denuncia che il nuovo governo sta nascendo sotto l'egida della destra economica poiché esclude la riforma agraria e vincola l'industria di Stato agli interessi privati.Al comune di Roma la maggioranza DC-MSI che ha eletto Urbano Cioccetti rinvia a tempo indeterminato la discussione del nuovo Piano Regolatore e impone la discussione sull'albergo Cavalieri-Hilton di Monte Mario, la cui costruzione interessa la Società Generale Immobiliare.La CGIL contesta la scelta di Fanfani di escludere dal programma di governo l'istituzione del Servizio sanitario nazionale. 29 giugno: direzione PRI: approvata a larga maggioranza la proposta di Oronzo Reale, i repubblicani si asterranno sul voto di fiducia a Fanfani. 2 luglio: il nuovo governo, formato da DC e PSDI, giura nelle mani del capo dello Stato. Fanfani assomma un potere inedito nella DC: è segretario del partito, presidente del consiglio e ministro degli esteri. 9 luglio: Fanfani presenta il governo alle camere. 10-19 luglio: al Senato la discussione sulle dichiarazioni del governo richiede solo due giorni. Il 12 luglio la fiducia passa con 128 voti favorevoli, 111 contrari e 2 astenuti.Alla camera la discussione si sovrappone allo sbarco delle truppe americane in Libano e britanniche in Giordania. Il 15 luglio Fanfani annuncia che in relazione agli avvenimenti nel Medio Oriente il governo ha chiesto l'immediata convocazione del Consiglio Atlantico. Togliatti nel suo intervento del 18 luglio chiede che l'Italia non conceda le basi militari agli anglo-americani. Nella replica Fanfani respinge le accuse del PSI e del PCI di complicità con gli americani in Libano e ribadisce la sua fiducia nelle Nazioni Unite per la soluzione della crisi.La mozione di fiducia è approvata nella seduta del 19 luglio con 295 voti favorevoli e 287 contrari. 20 luglio: il governo vieta manifestazioni e comizi. A Napoli e in altre realtà cariche delle forze dell’ordine contro i dimostranti. Enrico Bonazzi, membro della segreteria del Comitato centrale del PCI, è arrestato a Bologna per aver partecipato ad una manifestazione illecita contro l'invio dei marines in Libano. A Torino è denunciato Ugo Pecchioli, segretario della federazione del PCI. Continua il divieto di ogni genere di manifestazione contro l’intervento militare angloamericano in Medio Oriente. 22 luglio: al Senato Pietro Secchia e Jaures Busoni protestano contro il divieto delle Questure di manifestare contro la politica di guerra degli Stati Uniti. Al termine del comizio di Riccardo Lombardi a Roma la Celere carica i partecipanti alla manifestazione, fra questi il segretario della federazione socialista Aldo Venturini. Sempre a Roma è arrestata per partecipazione ad una manifestazione illecita Carla Capponi, che sarà processata per direttissima il 26 luglio e condannata a 2 mesi di reclusione. Cariche e interventi della polizia in varie altre città.