Biografia Nato a Roma nel 1844, l'apprendista muratore Gaetano Tognetti, insieme con l'amico Giuseppe Monti, il 22 ottobre 1867, durante il pontificato di Pio IX, compì un attentato contro la caserma Serristori degli zuavi pontifici situata nel rione romano Borgo, nei pressi dell'attuale via della Conciliazione. L'azione, nelle intenzioni dei congiurati, come le altre progettate ma non eseguiteUn gruppo di dimostranti avrebbe dovuto attaccare una postazione di guardia a piazza Colonna, mentre altri assalivano il Campidoglio, Castel Sant'Angelo e Porta San Paolo. Vedi: Arrigo Petacco, Storia d'Italia dall'Unità ad oggi, vol. IV, 1861-1871 Il primo decennio, pp. 119-120, Armando Curcio Editore, 1993., aveva lo scopo di provocare una sollevazione popolare che facilitasse il tentativo di Garibaldi di occupare la città con le sue camicie rosse e risolvere militarmente la questione romana.

Nel crollo parziale dell'edificio, causato dall'esplosione di due barili di polvere nera, perirono venticinque militari - 16 italiani e 9 francesi - e due civili romani, Francesco Ferri e la piccola figlia RosaNella Relazione pubblicata dalla Civiltà Cattolica e disponibile online (vedi nota relativa) sono elencati 15 zuavi italiani, in gran parte cittadini dello Stato pontificio, 9 francesi e un tirolese, oltre a "due borghesi romani".I "due borghesi romani" nel volume La mano di Dio nella invasione garibaldina del 1867. Memorie storiche di Paolo Mencacci romano, volume terzo, Roma, Tipografia Cuggiani, Santini e C., 1874, p. 6. (Google libri), vengono identificati in "Francesco Ferri e la piccola figlia Rosa". Si salvò, invece, Giuseppa Cecchi, moglie di Francesco e madre della bambina, pur "stramazzata a terra e fuori dei sensi".Il numero delle vittime e la ripartizione tra militari e civili, differisce tra le varie fonti. Nell'articolo del Corriere della Sera, citato nei Collegamenti esterni, Vittorio Messori scrive di "ventitré zuavi francesi e quattro inermi popolani romani". La scheda pubblicata sul sito del Museo criminologico, elencata anch'essa nei Collegamenti esterni, parla di "venticinque soldati zuavi" ma non fa cenno a vittime civili. Arrigo Petacco, a pagina 120 del volume già citato, scrive: "Giuseppe Monti e Gaetano Tognetti, aiutati da due ex emigrati, riuscirono a piazzare una mina che fece rovinare una parte dell'edificio, ma nel frattempo gli zuavi pontifici si erano messi in salvo e l'azione perse di importanza pratica". Sembrerebbe, dunque, secondo quest'ultima fonte, un attentato senza vittime. La Relazione della Civiltà Cattolica, pubblicata a ridosso del fatto, elencando i nomi e la città di origine di tutte le vittime, può considerarsi la più attendibile.. L'insurrezione sperata non avvenne e il tentativo di Garibaldi fallì: il giorno dopo l'attentato, il 23 ottobre, un gruppo di volontari garibaldini, tra i quali Giovanni ed Enrico Cairoli, fu sopraffatto dalle truppe pontificie a Villa Glori e, poco dopo, il 3 novembre, Garibaldi fu sconfitto definitivamente a Mentana. Monti e Tognetti furono arrestati e condannati a morte. L'esecuzione mediante ghigliottina avvenne il 24 novembre 1868 in via dei Cerchi, nei pressi del Circo Massimo. Questa fu l'ultima decapitazione mediante ghigliottina eseguita a RomaGhigliottina dello Stato Pontificio dal sito del Museo criminologico di Roma. URL visitato il 28/11/2011La decapitazione fu eseguita da Vincenzo Balducci, aiutante e poi sostituto del celebre Mastro Titta, soprannome di Giovanni Battista Bugatti, il "boja di Roma". Il 9 luglio 1870, a Palestrina, ebbe luogo l'ultima esecuzione capitale dello Stato Pontificio. Vedi Oreste Grossi, I boia di Roma. Crimini, torture e "giustizie" dal Quattrocento a Mastro Titta, p. 62, Roma, Tascabili Economici Newton, 1997..

Una descrizione della vicenda, dal punto di vista del governo pontificio, e, in special modo, della personalità dei due giustiziati, Monti e Tognetti, venne pubblicata, subito dopo la loro esecuzione, nel 1868, sul Quaderno n. 450 de La Civiltà Cattolica, rivista dei gesuiti: Relazione degli ultimi giorni di Giuseppe Monti e Gaetano Tognetti giustiziati in Roma il dì 24 novembre 1868Il testo è disponibile online su Google Libri. URL verificato il 28/11/2011. Nel 1869, Gaetano Sanvittore pubblicò il libro I misteri del processo Monti e TognettiIl testo è disponibile online sui siti IntraText Digital Library e Biblioteca Nazionale Braidense URL verificati il 28/11/2011, nel quale, oltre alla ricostruzione dei preparativi dell'attentato, delle indagini che portarono all'arresto di Monti e Tognetti e al successivo processo che li vide imputati, descrive con accenti fortemente critici l'azione del governo pontificio che represse la rivolta.

Un monumento dedicato a Tognetti (un cippo con iscrizione frontale, sormontato da un dado con una corona in bronzo di foglie d'edera e di ulivo) fu eretto, dopo la presa di Roma del 1870La presa di Roma o breccia di Porta Pia del 20 settembre 1870 pose fine allo Stato Pontificio e sancì l'unione della città con il Regno d'Italia., per volontà della famiglia, nel Pincetto vecchio del cimitero del VeranoMonumento sepolcrale di Gaetano Tognetti . Sito della Sovrintendenza capitolina ai beni culturali. URL visitato il 24/08/2016..

Tognetti come personaggio Il personaggio Gaetano Tognetti è stato rappresentato in due diverse opere audiovisive. Nel film In nome del Papa Re, diretto da Luigi Magni e distribuito nel 1977, Tognetti è stato interpretato da Rosalino Cellamare, in arte Ron. Nella fiction televisiva L'ultimo papa re, trasmessa da Rai Uno in prima visione nel 2013 con la regia di Luca Manfredi, Tognetti è stato interpretato da Marco Cassini. Entrambe le opere audiovisive sono liberamente tratte e romanzate dalla già menzionata opera letteraria I misteri del processo Monti e Tognetti.

Note

Voci correlate Giuseppe Monti (rivoluzionario) Papa Pio IX Campagna dell'Agro romano per la liberazione di Roma Questione romana Palazzo Serristori (Roma)

Altri progetti

Collegamenti esterni Tognétti, Gaetano la voce nella Enciclopedia Italiana, edizione online, sito treccani.it. URL visitato il 28/11/2011 Vittorio Messori e Indro Montanelli, articolo del Corriere della Sera del 16 settembre 2000, p. 35. URL visitato il 28/11/2011

Categoria:Persone giustiziate per decapitazione Categoria:Personalità del Risorgimento Categoria:Autori di attentati Categoria:Sepolti nel cimitero del Verano