Un medico tra gli eschimesi è un'autobiografia dello scrittore e medico danese Aage Gilberg, pubblicata nel 1948.
Originariamente pubblicata in danese con il nome di Eskimo doctor, venne successivamente tradotto e ristampato in altre lingue, favorendone la diffusione.
Trama
L'autobiografia Un medico tra gli eschimesi comincia con un breve racconto della gioventù di Aage Gilberg in Danimarca. Eventi apparentemente importanti (matrimonio, scelta di diventare medico, primi posti di lavoro) si susseguono rapidamente e l'autore pone la sua attenzione sulla permanenza a Thule, colonia danese a nord-ovest della Groenlandia, dove, accompagnato dalla moglie Lisbet, lavorerà come medico per un anno.
Il suo periodo a Thule rappresenta il vero corpus del libro; esperienze, osservazioni e sensazioni sono descritte con vivo interesse e commozione. La popolazione eschimese viene descritta nei suoi usi e costumi, spesso viene posta su un piedistallo di fronte alla popolazione dell'est della Groenlandia, corrotta dal denaro e dalla società danese.
Si può affermare che il vero e proprio racconto comincia con la decisione di Aage di richiedere il posto di medico a Thule. Terminata la preparazione e affrontato il viaggio lungo e faticoso c'è finalmente l'agognato arrivo a Thule. Aage racconterà tutte le sue esperienze: gite in slitta, viaggi di lavoro, festività, scene di caccia.
Negli ultimi capitoli del libro c'è la descrizione di come l'autore e la moglie abbiano preso la decisione di partire: il desiderio di avere una famiglia e la consapevolezza della pericolosità di avere una moglie incinta, spesso in contatto con malati (solitamente di tubercolosi), li conducono all'inesorabile scelta.
Il libro si conclude con un confronto tra la società danese, guidata dal pettegolezzo e dall'invidia, e quella eschimese, libera e guidata da amore e fiducia.
Struttura
Il libro è diviso in 18 capitoli, ognuno titolato e contenente una ben precisa avventura o esperienza.
Capitolo 1: Sogni che diventano realtà
Il capitoloAage Gilberg, Op. Cit. ,da pag. 5 a pag. 12 si apre con una descrizione della passione, coltivata sin da giovane, dell'autore verso la Groenlandia. Ormai al quarto anno di medicina, dopo aver ascoltato per anni le avventure dei ricercatori, chiede il permesso di entrare come mozzo nell'equipaggio di un bastimento diretto verso la Groenlandia.
A seguito del rifiuto, gli viene consigliato di andare da Lauge Koch, geologo di grande fama per le sue spedizioni in Groenlandia. Dopo un colloquio Aage viene assunto come aiuto-medico nella spedizione. L'autore, a bordo del “Gustave Holm”, affronta la spedizione con grande entusiasmo. Si sorprende per la bellezza dei paesaggi groenlandesi, per l'affiatamento nel bastimento e per il profondo rispetto che l'equipaggio ha per il capitano.
Lauge Koch viene descritto come un uomo umile (al contrario delle voci sul suo conto), abile e amato da tutti. Al termine dei suoi studi Aage viene assunto come medico ufficiale delle spedizioni di Koch.
Capitolo 2: Preparativi di viaggio
Nel 1938 si liberano due posti di medici per colonie groenlandesi. Lisbet, fidanzata di Aage, lo informa subito e si mostra entusiasta del viaggio. Sebbene ci sia concorrenza, essendo anziani gli altri candidati, Aage viene scelto come medico ufficiale.Aage Gilberg, Op. Cit. , da pag. 13 a pag. 28 La notizia della partenza della coppia non viene apprezzata da amici e parenti che sono spaventati da voci e credenze popolari.
Aage fa conoscenza con Mogens Holm, primo dottore nella colonia di Thule. Grazie a questa amicizia rincuora i parenti e ottiene informazioni su come preparare i bagagli e cosa è necessario portare. Improvvisamente avvisano Aage e Lisbet che la partenza è stata anticipata di sei settimane, lasciandogli solo dieci giorni per terminare i preparativi per la partenza. La mole di bagagli è enorme: provviste per un anno (sono necessarie per non diventare un peso alla colonia), oggetti di uso domestico, regali per la popolazione. Un ultimo inconveniente mette in pericolo la partenza: Aage viene chiamato come dottore dell'esercito; solo in seguito a numerose discussioni l'autore riesce ad ottenere la licenza e quindi il permesso di andare a Thule.
Prima della partenza viene celebrato il matrimonio tra i due ed il viaggio verso Thule è considerato come una “luna di miele”. In seguito c'è l'imbarco della coppia sull'“Hans Egede”, nave piccola e sporca. Grazie al tempo sereno superano Capo Farewell e sbarcano su una zona meridionale, distante 1200 miglia da Thule.
Capitolo 3: Tappe verso il Nord
Dopo essere passati per Faringehavn,Aage Gilberg, Op. Cit. , da pag. 29 a pag. 44 un piccolo paese di pescatori, il battello arriva a Godthaab, capitale della Groenlandia del Sud.Aage e Lisbet rimangono delusi dalla corruzione della città: la popolazione, a causa dell'influenza danese e svedese, ha perso i suoi usi e costumi tradizionali. Prima della partenza si imbarca sull'Hans Egede Otto Sandgren, il nuovo pastore del distretto di Thule. Successivamente la nave, impossibilitata ad andare oltre, si ferma ad Egedesminde.
In attesa di un battello che li conduca a Thule la coppia è ospitata per cinque settimane dal Dottor Bjerre Joergenshen. Aage accompagna il dottore nelle sue visite, ne impara gli usi e osserva come la gente sia gentile ed ospitale. L'autore e la moglie assistono anche all'avvistamento di una baleniera che, accolta dalle urla gioiose della popolazione, porta a riva la sua preda. Il disossamento del cetaceo viene descritto nei minimi particolari: uomini e donne collaborano e, terminato il lavoro, la carne viene divisa equamente tra tutti. In attesa dello Swordfish, Aage e la moglie vanno a Godhavn per trovare un ex compagno di studi e qualche giorno dopo affrontano una difficoltosa scalata in compagnia del Vicario e della moglie.
Una volta imbarcati sullo Swordfish viene accolto un nuovo passeggero: Jensen, futuro vicario di Thule.
Capitolo 4: Europei e indigeni nella Groenlandia occidentale
Aage, traendo spunto anche dalle storie raccontate dalla moglie di Jensen, descrive la convivenza tra Groenlandesi occidentali e danesi.Aage Gilberg, Op. Cit. , da pag. 45 a pag. 52
L'autore si sofferma su vari punti: Pettegolezzo: le donne spesso gareggiano per chi ha il marito migliore o chi è vestita meglio. Convivenza: fra i coinquilini si crea una forte antipatia che degenera in mutismo. La situazione peggiora durante i mesi di tenebra. Ospitalità: i groenlandesi sono molto ospitali ma vivono in maniera modesta e non hanno il lusso e lo sfarzo tipico delle tavole danesi. Perciò spesso gli stranieri reputano insufficiente l'ospitalità degli indigeni. Matrimonio: sono molto sconsigliati le unioni tra un danese e un'indigena. I parenti di lei tendono a farsi totalmente sostenere dal marito. Domestiche: spesso quando un uomo assume una governante indigena si crea una situazione chiamata magalak. La donna diventa la dominatrice della casa. Naturalmente la situazione peggiora quando fra i due c'è una relazione amorosa.
Aage nel raccontare le varie storie pone l'attenzione su come i groenlandesi occidentali, cercando di somigliare ai danesi, abbiano soltanto perso la purezza dei loro costumi.
Capitolo 5: Arrivo alla meta
Lo Swordfish giunge sotto la montagna di Thule e la popolazione, avvistata l'imbarcazione, ne festeggia l'arrivo.Aage Gilberg, Op. Cit. , da pag. 53 a pag. 64 Aage osserva come gli eschimesi non siano stati corrotti dalla società danese ma abbiano mantenuto intatte le loro abitudini. Lo Swordfish porta Aage a Siorapaluk e a Savigsivik: l'autore viene sempre accolto calorosamente, conosce gli abitanti e mangia i “re del mare”, uccelli tipici del luogo. Aage scopre che dottore si dice “nakorsaq” e rimane impressionato dai sorrisi degli eschimesi: Aage Gilberg, Op. Cit., pag 57 Sebbene l'autore nei primi mesi si ponga con superiorità di fronte alle abitazioni ed agli usi degli eschimesi, impara subito ad apprezzarne le singolarità e la comodità. Il capitolo si conclude con il matrimonio di Jennet e la moglie.
Capitolo 6: Iniziamo la nostra vita a Thule
Il capitoloAage Gilberg, Op. Cit. ,da pag. 65 a pag. 76 descrive il primo periodo della coppia che, con la partenza dello Swordfish, deve affrontare il trasloco e la conoscenza dell'intera comunità. L'ospedale del distretto può ospitare al massimo dodici pazienti ed è privo di precauzioni sanitarie adeguate (la cucina funge da mensa, sala operatoria e laboratorio per la birra). L'alloggio di Aage e Lisbet è piccolissimo e con l'entrata in comune con quella dell'ospedale. La coppia deve subito affrontare le bassissime temperature groenlandesi; le camere non possono avere une temperatura superiore a 4 °C. L'autore incontra Usukutaq: un giovane sordomuto e con un ritardo mentale che l'ex dottore, trovatolo maltrattato dalla famiglia a Capo York, decise di portarlo con sé a Thule come “aiutante”; è dotato di un'eccezionale gestualità che diverte molto sia l'autore che la moglie. Il capitolo si conclude con l'arrivo del Nascopi, una grande nave della compagnia della Baia di Hudson, che conduce personale di ricambio per la polizia degli avamposti canadesi.
Capitolo 7: Peary e Rasmussen – un onomastico memorabile
Il capitolo si divide in due parti:Aage Gilberg Op. Cit. ,da pag. 77 a pag. 88 una è il racconto della fondazione di Thule, l'altra descrive l'onomastico di Aage.
Con un'escursione verso la montagna di Thule, nella quale si trova il monumento a Knud Rasmussen, comincia una digressione sulle origini della colonia. L'esploratore Peary sfrutta la baia di Thule come postazione per le sue spedizioni e porta alla popolazione, quasi all'età della pietra, il progresso tecnologico. Nel 1910 Knud Rasmussen fonda la colonia danese di Thule; poco dopo istituisce un codice di leggi, il consiglio dei cacciatori, l'assemblea legislativa e costruisce l'ospedale.
In seguito la scena si sposta sull'onomastico di Aage. Viene preparata una grande festa con dolci, giochi per bambini e regali. Aage e Lisbet fanno conoscenza con Quakutiaq e Padtloq che li invitano a cena a mangiare cuore di tricheco. L'autore osserva come gli eschimesi posseggano nelle loro case una foto del re di Danimarca e, sebbene non l'abbiano mai visto, lo considerano un uomo giusto.
Capitolo 8: Salute e malattia a Thule
L'autore descrive le malattia, le abitudini e i costumi tipici della popolazione eschimese.Aage Gilberg, Op. Cit. ,da pag. 89 a pag. 102
La malattia più comune e letale è la tubercolosi: la diffusione è elevatissima e gli eschimesi, abituati a vivere in dodici-quindici in una casa e dormire sullo stesso letto, ne favoriscono la propagazione. A Thule non è presente il cancro, l'appendicite né le malattie veneree ma è molto diffusa la sterilità. Particolare attenzione viene posta sulla carenza delle vitamine C e D: gli eschimesi, pur non disponendo di frutta e verdura, ricavano le vitamine mangiando pelle, fegato e rognone di tricheco.
Aage descrive anche come gli eschimesi siano persone estremamente pulite (non sputano, tossiscono con garbo) e di come il rapporto fra il nakorsaq e il paziente si fondi sulla totale fiducia.
Capitolo 9: Tra una caccia al tricheco e una gita in slitta
Il capitolo è incentrato sulla caccia al tricheco.Aage Gilberg, Op. Cit. ,da pag. 103 a pag. 116 Prima che inizi l'inverno con sei mesi di oscurità gli eschimesi vanno a caccia per procurarsi scorte di cibo: Aage partecipa alla spedizione e parte in barca insieme ad altri cacciatori. Una volta avvistati i trichechi avviene l'arpionaggio: tecnica utilizzata per attirare il tricheco, catturarlo ed ucciderlo. La gioia della popolazione al ritorno dei cacciatori è enorme e tutti lavorano con entusiasmo per disossare il grande animale. Parte della caccia viene offerta all'ospedale per poter nutrire i pazienti.