Biografia

Formazione e attività civile Caccianino nacque a Milano il 18 luglio 1764 in una famiglia nobile. Frequentò il Collegio ecclesiastico lombardo e studiò in seguito ingegneria alle Scuole Palatine di Brera, dove ebbe tra i propri insegnanti Paolo Frisi, Francesco Maria De Regi, Pietro Fantoni e Francesco Giorgio Bellotti.

Si specializzò nell'ingegneria idraulica e svolse la professione di ingegnere e architetto. Il 7 aprile 1791 fu eletto membro della Società patriottica di Milano, per la quale esaminò progetti di bonifica e irrigazione riguardanti in particolare il territorio pavese. Nell'aprile 1796 Vittorio Amedeo III di Savoia gli concesse di esercitare come architetto idraulico anche nel Regno di Sardegna.

Dopo l'occupazione francese della Lombardia entrò nella municipalità di Milano, della quale fu anche presidente. Tra l'11 gennaio e il 1º luglio 1797 fece inoltre parte della Società di pubblica istruzione, nella quale erano confluiti sedici membri di orientamento progressista della Società patriottica. Nello stesso anno sposò la nobile milanese Caterina De Magistris, dalla quale ebbe Camillo e Teresa. Rimasto vedovo nel 1803, nel 1804 sposò Nicolina Berini, morta nel 1817.

Carriera militare e direzione della scuola di Modena Nel 1798 entrò con il grado di capo battaglione nel corpo del Genio militare della Repubblica Cisalpina, organizzato sul modello francese. Nel 1799 fu nominato prima capo della direzione generale del Genio militare in Lombardia e poi ispettore centrale. Durante l'occupazione austro-russa della Lombardia operò ad Alessandria, Lione e Nizza, dove diresse lavori per la difesa del Var. Dopo la battaglia di Marengo fu promosso colonnello del Genio il 2 ottobre 1800; nel 1801 divenne capo della direzione generale del Genio presso il ministero della Guerra a Milano.

Il 15 settembre 1801 fu nominato direttore della riaperta Scuola militare del Genio e dell'Artiglieria di Modena, con sede nel Palazzo Ducale, all’epoca denominato Palazzo Nazionale.. L'istituto annoverò tra i docenti studiosi quali Paolo Ruffini, Antonio Cagnoli, Paolo Cassiani, Giuseppe Francesco Cremona e Giuseppe Tramontini. Caccianino elaborò una riforma del piano degli studi, approvata con modifiche il 22 novembre 1803, che portò il corso da tre a quattro anni e affiancò alla formazione scientifica le applicazioni pratiche del Genio e dell'Artiglieria.

Nel giugno 1805 Napoleone visitò la scuola e manifestò apprezzamento per la sua organizzazione. Il 1º maggio 1806 conferì a Caccianino il titolo di cavaliere dell'Ordine della Corona ferrea e assegnò all'istituto fondi straordinari per aumentarne le attrezzature. Dal 26 agosto 1802 Caccianino ricopriva anche l'incarico di direttore delle fortificazioni. Presentò le dimissioni dalla scuola nel 1812, ma non furono accolte.

Nel maggio 1814, dopo la fine del Regno d'Italia napoleonico, la scuola fu trasferita a Cremona dalla reggenza austriaca; venne definitivamente soppressa nel luglio 1815. Caccianino fu collocato a riposo con grado e pensione di colonnello. Ottenne dall'arciduca Giovanni d'Asburgo-Lorena, direttore generale del Genio e delle accademie militari austriache, che numerosi ex allievi fossero accolti nell'esercito imperiale. Tra il 1801 e il 1814 la scuola formò 146 ufficiali, 36 ingegneri e 110 artiglieri; tra gli allievi vi furono Leopoldo Nobili, Giovanni Battista Amici e Pietro Paleocapa.

Attività scientifica Nel 1802 Caccianino era stato accolto nell'Accademia militare cisalpina e nel 1808 nell'Accademia italiana di scienze, lettere ed arti di Livorno. Nel 1812 fu eletto membro onorario del Reale Istituto di scienze, lettere ed arti di Milano, in seguito divenuto Istituto Lombardo Accademia di Scienze e Lettere.

Nel 1812 presentò al Reale Istituto una memoria nella quale esponeva la dimostrazione data da Paolo Ruffini dell'impossibilità di risolvere per radicali le equazioni algebriche generali di grado superiore al quarto. Il lavoro illustrava in particolare il ruolo delle permutazioni dei coefficienti e contribuì alla prima ricezione della ricerca di Ruffini, che all'epoca non aveva ancora ottenuto un riconoscimento pieno negli ambienti scientifici europei.

Si occupò anche degli effetti delle esplosioni e del calcolo delle cariche da mina, sviluppando una teoria a partire dai lavori di demolizione condotti a Castelfranco nel 1805. Ne pubblicò un riassunto nel 1821 con il titolo Compendio della teorica delle mine. Nei successivi lavori sul calcolo differenziale propose una definizione di differenziale applicabile anche alle differenze finite e alle costruzioni geometriche. Dedicò l'Esposizione di un principio puramente geometrico del calcolo differenziale (1825) all'ex allievo Pietro Paleocapa, che ne aveva applicato il principio alla teoria delle curve.

Negli ultimi anni, pur soffrendo di una malattia cerebrale, ampliò queste ricerche nelle Meditazioni sul calcolo differenziale, pubblicate nel 1833 a cura di Vincenzo Ferrario. Morì a Milano il 20 febbraio 1838 e fu sepolto nel cimitero di San Gregorio, successivamente demolito. Nel 1840 allievi, amici e ammiratori gli dedicarono una lapide nel Palazzo delle Scienze e delle Arti di Brera e una medaglia commemorativa.

Opere principali Esposizione de' principj da cui il sig. prof. cav. Ruffini deriva la sua dimostrazione sull'impossibilità della soluzione algebraica delle equazioni superiori al quarto grado, in Memorie dell'Istituto del Regno Lombardo-Veneto, vol. I, 1812-1813, pp. 3-16. Compendio della teorica delle mine, in Memorie dell'Istituto del Regno Lombardo-Veneto, vol. II, 1821, pp. 115-122. Esposizione di un principio puramente geometrico del calcolo differenziale, Milano, Vincenzo Ferrario, 1825. Meditazioni sul calcolo differenziale, Milano, Vincenzo Ferrario, 1833.

Onorificenze Cavaliere dell'Ordine della Corona ferrea (1º maggio 1806).

Note

Bibliografia

Una parte delle carte personali di Caccianino è conservata presso le Civiche Raccolte Storiche di Milano (cfr. S. Almini, GUIDA DEI FONDI ARCHIVISTICI, 2017 p. 140). Il fondo Antonio Caccianino, comprendente documenti datati dal 1785 al 1833, fu donato il 17 febbraio 1921 dalla nobildonna Ginetta Paroli Caccianino. Pervenuto ordinato in cinque plichi, conserva documenti sulla carriera militare e sugli studi di ingegneria e architettura, diplomi di nomina e manoscritti di argomento scientifico e militare, tra i quali scritti sul calcolo differenziale e sulle opere di difesa per l’artiglieria.

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