Laviazione nella seconda guerra mondiale ebbe un ruolo molto importante durante tutto l'arco temporale del conflitto.

L'impiego dell'aeroplano come strumento bellico fu diffuso in tutti i teatri di combattimento e praticamente tutte le nazioni belligeranti fecero ampio ricorso all'aviazione militare.

L'aereo venne impiegato, dall'inizio delle ostilità fino alla conclusione del conflitto, nei ruoli di caccia, cacciabombardiere, bombardiere (tattico, strategico o in picchiata), ricognitore, mezzo da collegamento, trasporto, pattugliatore marittimo, aerosilurante e in altri ruoli imbarcati, oltre che per svolgere altre funzioni meno convenzionali.Tra i ruoli sostanzialmente anticonvenzionali ricoperti dall'aviazione durante la seconda guerra mondiale figurarono ad esempio il lancio di volantini, il taglio dei cavi di sbarramento e lo sminamento magnetico.

È generalmente condiviso che l'esito della seconda guerra mondiale fu profondamente influenzato dall'aviazione, sia nella misura in cui l'aereo contribuì direttamente alle offensive terrestri o navali, sia in quanto – impiegato come bombardiere – ebbe la funzione strategica di minare le infrastrutture e la capacità industriale, oltre che il morale, delle fazioni contro cui venne usato.

Antefatto La tecnologia aeronautica e l'impiego bellico dell'aviazione negli anni trenta

La storia dell'impiego bellico dell'aviazione iniziò molto presto, quasi nello stesso momento in cui nacque l'aeroplano stesso: si ricordi che il primo potenziale cliente a cui i fratelli Wright si erano rivolti nel 1905 per vendere uno dei loro aeroplani era stato il segretariato della guerra statunitense. La prima vera azione militare di un aeroplano risale alla guerra italo-turca del 1911;Ferdinando Pedriali, «Aerei italiani in Libia 1911-1912», Storia Militare, novembre 2007, pp. 31-40. pochi anni più tardi, la prima guerra mondiale fu testimone dell'affermazione dell'aeronautica militare e della nascita della distinzione tra ricognitori, aerei da caccia e bombardieri. Tuttavia, pur avendo rivestito una certa importanza, l'aviazione aveva conservato nella Grande guerra un ruolo sostanzialmente subalterno rispetto alla fanteria e alla marina.

Il periodo tra le due guerre, a volte citato come l'"età dell'oro" dell'aviazione,. vide il diffondersi del trasporto aereo e l'affermarsi a livello teorico di dottrine relative all'impiego bellico dell'aviazione come, ad esempio, quella del bombardamento strategico o degli attacchi antinave (sostenute rispettivamente dall'italiano Giulio Douhet e dallo statunitense Billy Mitchell).

Anche la tecnologia aeronautica progredì sensibilmente, con la graduale affermazione del monoplano sul biplano, con il costante aumento della potenza dei motori e con la nascita, sul finire degli anni trenta, dei primi velivoli monoplani con struttura interamente metallica, carrello retrattile e abitacolo chiuso.. I progressi compiuti dai velivoli da trasporto e da gara negli anni venti e trenta si rifletterono in un'ugualmente rapida evoluzione degli aerei militari, con notevoli miglioramenti nel campo delle tecniche costruttive e delle prestazioni.

Tra il 1935 e il 1939 eventi come la campagna italiana in Etiopia,. la guerra civile spagnola e il secondo conflitto sino-giapponese diedero ad alcune nazioni l'occasione di sperimentare nuovi aeroplani e nuove tecniche di combattimento.. In particolare in Spagna le forze della Germania nazista e dell'Italia fascista (alleate con i franchisti) sperimentarono con successo il bombardamento in picchiata;. nella Penisola iberica l'Unione Sovietica combatté a fianco delle forze repubblicane con alcuni dei suoi caccia più moderni, mentre in Cina l'aviazione dell'Impero giapponese fece esperienza di combattimenti aerei, di bombardamenti e di azioni di appoggio tattico alle truppe terrestri.. Alcuni degli aerei che avrebbero partecipato al conflitto mondiale (come gli italiani Fiat C.R.32, i tedeschi Junkers Ju 52/3m, Junkers Ju 87 e Messerschmitt Bf 109, i sovietici Polikarpov I-16 e i giapponesi Mitsubishi modello 96) ebbero quindi il battesimo del fuoco prima dello scoppio della guerra, contribuendo ad accrescere l'esperienza di piloti e progettisti.

Comunque, pur non essendo stato il primo conflitto in cui l'aviazione ebbe un peso rilevante, la seconda guerra mondiale vide un coinvolgimento senza precedenti dell'aviazione, e la componente aerea del conflitto ebbe un ruolo di fondamentale importanza nel determinare quale delle fazioni riportò la vittoria finale.

La situazione all'inizio del conflitto

La Luftwaffe

Le forze aeree tedesche erano andata ricostituendosi poco a poco nel corso degli anni venti e trenta nonostante le limitazioni al riarmo tedesco imposte dagli Alleati dopo la fine della prima guerra mondiale. Per aggirare queste limitazioni nei primi anni trenta alcuni velivoli, come il bombardiere medio Dornier Do 17, vennero sviluppati come trasporti passeggeri e trasformati in aerei da guerra clandestinamente..

A partire dal 1935 questa politica di segretezza venne abbandonata dal capo della nuova Germania nazista, Adolf Hitler che costituì formalmente la nuova Luftwaffe, affidata al comando del fedele luogotenente Hermann Göring, famoso asso della caccia nella prima guerra mondiale. Il massiccio riarmo tedesco proseguì alla luce del sole; è particolarmente degno di nota il coinvolgimento del reparto d'élite della Luftwaffe Legione Condor nella guerra di Spagna tra il 1936 e il 1939.

Grazie alla supervisione del generale Erhard Milch, tra il 1933 e il 1936 la produzione di aeroplani della Germania aumentò dell'800%; inoltre, la propaganda nazista riuscì a fare in modo che la pericolosità della Luftwaffe venisse sopravvalutata da tutti i potenziali nemici.

Effettivamente, per tutto il corso della guerra la Luftwaffe fu caratterizzata da una certa inefficienza e disorganizzazione. Inoltre, dal punto di vista strategico, alcuni errori viziarono la sua validità militare, come ad esempio l'eccessivo entusiasmo per i bombardieri tattici in picchiata, in favore dei quali vennero sacrificati i bombardieri veloci e quelli strategici.

Nell'estate del 1939 la forza aerea di Hermann Göring contava 4 021 aerei operativi, tra cui 1 191 bombardieri (Dornier Do 17, Heinkel He 111 e pochi Junkers Ju 88), 361 cacciabombardieri a tuffo (Junkers Ju 87), 788 caccia (Messerschmitt Bf 109), 431 caccia pesanti (Messerschmitt Bf 110) e 488 velivoli da trasporto (prevalentemente Junkers Ju 52). Il personale era di circa due milioni di uomini.

La Royal Air Force

L'aeronautica militare del Regno Unito (Royal Air Force, o RAF) aveva passato la maggior parte degli anni trenta approfondendo a livello teorico le potenzialità dell'arma aerea per l'offensiva strategica, e aveva posto molta attenzione allo sviluppo del concetto di bombardamento strategico. Fino a circa il 1935 l'importanza della collaborazione con l'esercito e con la marina era stata sottovalutata, così come l'importanza del ruolo difensivo dell'aviazione (il quale invece si sarebbe rivelato molto importante durante la battaglia d'Inghilterra); comunque, all'inizio della guerra non era in effetti disponibile alcun velivolo veramente adatto a missioni di bombardamento pesante a lungo raggio, e le esigenze della guerra difensiva che gli Alleati condussero nelle fasi iniziali del conflitto mondiale portarono ben presto a migliorare le capacità difensive della RAF e la sua flessibilità nelle collaborazioni con il British Army e la Royal Navy.

Allo scoppio della guerra, la RAF aveva una consistenza numerica pari a circa la metà di quella della Luftwaffe. Tuttavia era nel complesso meglio organizzata e meglio coordinata con le altre forze armate, e inoltre era sostanzialmente superiore dal punto di vista della qualità dell'equipaggiamento e dell'addestramento dei piloti. Parte del successo che la RAF ottenne nella difesa delle isole britanniche nelle prime fasi della guerra, poi, fu dovuto all'efficiente rete di radar che era stata installata sulla costa nel corso degli anni trenta.. Gli aerei schierati dalla Royal Air Force all'inizio del conflitto erano caccia come gli Hawker Hurricane e i Supermarine Spitfire, caccia pesanti come il Boulton Paul P.82 Defiant, bombardieri come il Bristol Blenheim, il Vickers Wellington, il Fairey Battle.

La Regia Aeronautica

L'aviazione dell'Italia fascista, che era stata considerata almeno fino al 1935 una delle migliori del mondo, all'inizio della seconda guerra mondiale aveva ormai perso le sue caratteristiche d'avanguardia. A livello teorico, in Italia erano forti le divergenze tra "douhettiani" (sostenitori, come Giulio Douhet, della dottrina del bombardamento strategico) e "mecozziani" (fautori, come Amedeo Mecozzi, dell'aviazione da assalto); la polemica tra queste due posizioni consumò parecchio tempo e considerevoli energie..

Dopo la fine della guerra in Etiopia era stato varato un piano finalizzato a portare a 3 000 velivoli gli effettivi della Regia Aeronautica, con la costituzione di trenta stormi da bombardamento, dieci da caccia, due da assalto e altri per la ricognizione, il trasporto e l'addestramento. Tuttavia lo sviluppo dei nuovi aeroplani andò spesso incontro a gravi difficoltà e ritardi, che impedirono sia di ottenere macchine particolarmente buone, sia di ottenerne in grandi quantità. Un altro problema riguardò lo sviluppo di nuovi motori, praticamente interrotto a metà degli anni trenta e proseguito, da allora, solo con la modifica e l'adattamento di motori stellari stranieri prodotti su licenza. Quando scoppiò la guerra, la Regia Aeronautica era la forza aerea più piccola tra quelle delle principali potenze dell'Asse. Contava 105 430 uomini, tra cui 6 340 piloti e 3 260 velivoli, di cui meno di 2 000 erano effettivamente in grado di combattere.

La Voenno-vozdušnye sily (Sovetskie)

L'aeronautica militare sovietica, nota come Voenno-vozdušnye sily o VVS,. era alla fine degli anni trenta un'aviazione molto consistente sul piano quantitativo (si trattava della più numerosa aviazione del mondo),. e in rapida evoluzione sul piano qualitativo. Alcuni dei suoi piloti avevano già una considerevole esperienza di combattimento, acquisita in Spagna o in Mongolia (dove i sovietici avevano affrontato le truppe giapponesi già padrone della Manciuria nei sanguinosi scontri che vanno sotto il nome di incidente di Nomonhan).. Tuttavia, la VVS aveva perso molti dei suoi alti ufficiali nel corso della grande purga con cui Josip Stalin, tra il 1937 e il 1939, aveva punito un complotto ai suoi danni organizzato da Jan Gamarnik con la collaborazione dell'Armata Rossa e dell'aeronautica.

Nel periodo di relativa tranquillità che andò dalla fine del 1939 a tutto il 1940 (interrotto solo dalla breve guerra d'inverno contro la Finlandia) la VVS si riorganizzò ed emerse in Russia un nuovo gruppo di giovani progettisti: Ilyushin, Mikoyan e Gurevich, Yakovlev, Lavochkin, Sukhoi, Petljakov e altri. Essi avrebbero dato origine ad aeroplani da attacco al suolo come gli Il-2 e i Pe-2 e a caccia come i MiG-1, i LaGG-1 e gli Yak-1 (che avrebbero presto soppiantato gli I-16)..

Tra il 1939 e il 1940 l'industria aeronautica sovietica produsse in media 400 caccia al mese, e le sue numerose scuole di volo del territorio russo formarono piloti a un ritmo paragonabile. Quando, il 22 giugno 1941, la Germania avviò l'operazione Barbarossa, erano inquadrati nella VVS circa 15 000 aeroplani..

La Dai-Nippon Teikoku Rikugun Kōkū Hombu e la Dai-Nippon Teikoku Kaigun Kōkū Hombu

Quando l'Impero giapponese entrò in guerra a fianco delle potenze dell'Asse, il 7 dicembre 1941, il conflitto sino-giapponese era in corso già da quasi 10 anni. La guerra contro la Cina favorì considerevolmente il potenziamento della componente aerea dell'esercito nipponico (Dai-Nippon Teikoku Kaigun Kōkū Hombu).