Primatista di reti in Serie A di Siena (46 reti) ed Empoli (28), è stato il secondo giocatore della nazionale italiana, dopo Raffaele Costantino nel 1929, ad aver ricevuto la prima convocazione senza avere, fino ad allora, esordito in Serie A.

Biografia È figlio di Viviana e Andrea, un agente di commercio, e ha un fratello maggiore, Vincenzo, che provò anch'egli a diventare calciatore salvo poi intraprendere la carriera di esperto d'arte con una propria galleria a Milano. Sposato con Jessica, ha due figlie: Ginevra e Matilda.

È soprannominato Big Mac, nomignolo che ha dato origine a un suo tatuaggio sul braccio destro.

Caratteristiche tecniche Principalmente prima punta, in attività era in grado di tentare la conclusione a giro da fuori area, poiché in possesso di un buon tiro dalla distanza. Altre sue caratteristiche sono state la discreta freddezza sotto porta e una spiccata mentalità tattica.

Nella sua prima scuola calcio, la Soccer Boys, ha imparato a usare il piede sinistro e giocava come centrocampista; divenne attaccante quando un giorno in quel reparto mancava un giocatore per completare la formazione.

Carriera Giocatore Club Inizi Ha iniziato a giocare con gli amici a Oleggio, nel novarese, venendo scoperto nella finale del Torneo "Fortina e Zanolli" quando aveva otto anni, categoria Pulcini.

A nove anni passa alla Soccer Boys di Turbigo, e a tredici anni viene prelevato dal Milan, in cui trascorre cinque stagioni nelle giovanili. Disputa anche il Torneo di Viareggio 1998, segnalandosi come uno dei migliori giocatori. Dopo aver giocato alcune amichevoli coi rossoneri allenati da Fabio Capello viene girato in prestito al , nel corso dell'estate 1998. L'esperienza emiliana dura poco e a settembre passa al in Serie C2, con cui gioca 21 partite segnando 4 reti, esordendo con gol il 4 ottobre 1998 in Prato-Cremapergo (2-0). Ai play-off, persi in finale, realizza una doppietta su rigore al in semifinale.

La stagione successiva la inizia a , e anche da qui riparte in settembre - dopo aver disputato 3 partite di campionato esordendo in Varese-Brescello (1-1) del 5 settembre 1999 - per tornare, il 27 settembre, a dove disputa un campionato siglando 20 gol in 28 presenze, ottenendo così il titolo di capocannoniere del campionato, e trascinando la squadra toscana alla finale dei play-off, persa contro l'Alessandria nonostante un suo gol.

Empoli Nel 2000 si trasferisce in compartecipazione all'Empoli militante in Serie B. Qui, in coppia con Antonio Di Natale (autore di 10 gol), segna 16 reti nel primo campionato in maglia azzurra. L'esordio avviene il 10 settembre 2000 in -Empoli (1-3), partita nella quale segna anche il suo primo gol con la nuova maglia.

Nel giugno 2001 Fatih Terim, l'allenatore del proprietario dell'altra sua metà del cartellino, aveva intenzione di provarlo durante il ritiro estivo (Maccarone aveva già fatto le visite mediche), ma alla fine le due società non si accordarono e tutto venne rimandato alle buste, dove i toscani offrirono un milione di lire in più dei rossoneri, riscattando così l'intero cartellino del giocatore; il calciatore si disse deluso da quest'esito.

Nel campionato 2001-2002 inverte il numero di realizzazioni con Di Natale: Maccarone segna 10 gol mentre il suo compagno di reparto marca 16 reti, contribuendo in maniera determinante alla promozione in Serie A della squadra toscana.Alessio Cracolici, Giornale di Sicilia, 12 giugno 2010. Le presenze, nei due anni, sono rispettivamente 35 e 33, più 7 presenze e 4 reti complessive in Coppa Italia. L'ultima partita giocata con l'Empoli è quella del 5 maggio 2002 vinta per 2-0 in casa contro il .

Middlesbrough, prestiti a Parma e Siena Il buon campionato e l'ulteriore notorietà lo fanno diventare un pezzo pregiato del mercato estivo, venendo acquistato dagli inglesi del Middlesbrough, che a luglio lo pagano 13 milioni di euro e lo rendono l'acquisto più costoso nella storia del club. L'allenatore Steve McClaren lo presentò dicendo «Abbiamo acquistato il calciatore italiano che più assomiglia a Del Piero. Maccarone gioca meravigliosamente bene: ha un gran potenziale e qui potrà farci crescere». Malgrado i confortanti inizi con la maglia del Boro, come le 3 reti segnate nelle prime 5 partite, si infortuna quasi subito e per lungo tempo; una volta guarito è relegato al ruolo di riserva per tutta la stagione oppure schierato sulla fascia, lontano dalla porta. In questo periodo ha anche un lungo digiuno di reti, non andando a segno per 104 giorni. Conquista il suo unico trofeo della carriera il 24 febbraio 2004, nella finale della Football League Cup vinta dalla sua squadra per 2-1 contro il Bolton Wanderers, pur restando per tutti i novanta minuti in panchina.

Nel 2004, dopo aver collezionato fino a quel momento 34 presenze e 9 reti con gli inglesi, fa ritorno in Italia. La sua volontà è stata chiara: voleva andare al allenato da Silvio Baldini con cui aveva già lavorato all'Empoli, ma inizialmente la società non prese in considerazione questa possibilità in quanto l'ingaggio che l'attaccante percepiva era troppo alto per le economie della squadra. Quando la Lazio si introdusse nella trattativa, il Parma accelerò i contatti con il Middlesbrough e a pochi minuti dalla conclusione delle trattative del calciomercato Maccarone passò in Emilia con la formula del prestito percependo un milione di euro dagli inglesi e 30 000 euro dai gialloblu, rinunciando a 450 000 euro di ingaggio. Al Parma ottiene 7 presenze senza reti in campionato, una in Coppa Italia e 4 apparizioni con 2 realizzazioni in Coppa UEFA, che sono anche le sue prime partite in ambito europeo; l'esordio in campionato risale al 12 settembre 2004 in Parma- (0-0). A gennaio passa al Siena, ancora in prestito, dove realizza 6 reti in 17 partite di campionato e 1 rete nell'unica partita di Coppa Italia disputata in quella stagione con la maglia bianconera; la prima partita con il Siena è quella del 9 gennaio proprio contro il Parma, mentre segna la prima rete il 6 marzo in Siena-Brescia (2-3).

Il 2005-2006 del Boro comincia di nuovo con Maccarone (tornato per fine prestito) in panchina e costretto a giocare soltanto spezzoni di gara. Nonostante l'allenatore McClaren non punti su di lui dal primo minuto, il calciatore riesce a entrare nella storia del club sfruttando i pochi minuti che gli vengono concessi. Nei quarti di finale della Coppa UEFA 2005-2006, dopo la sconfitta del Boro in casa del Basilea per 2-0, realizza all'ultimo minuto il gol del 4-1 della sua squadra, marcatura determinante per l'accesso al turno successivo. In semifinale si ripete, ancora una volta partendo dalla panchina. Dopo aver perso per 1-0 in casa della Steaua Bucureşti, il Middlesbrough è sotto 2-0 dopo neanche mezz'ora del ritorno al Riverside Stadium. Dovendo segnare quattro reti per conquistare la finale, McClaren manda in campo Maccarone, che lo ripaga segnando una doppietta (ancora una rete decisiva all'89') e mandando il Boro in finale. Nell'atto conclusivo della manifestazione parte per l'ennesima volta dalla panchina ed entrando solo nel secondo tempo non riesce a evitare la sconfitta degli inglesi, battuti 4-0 dal . Conclude la competizione con 5 reti in 8 partite, mentre in campionato le presenze sono 17 e le reti 2.

Ritorno a Siena Nella stagione 2006-2007 si trova ancora relegato ai margini della squadra inglese, nonostante il cambio di allenatore. Il 30 gennaio 2007, dopo le ultime 7 partite (condite da una rete) con la maglia del Middlesbrough, viene ceduto gratuitamente, a titolo definitivo, al . Terminata l'esperienza inglese, ha avuto parole pesanti verso l'ex allenatore Steve McClaren, che ha definito come «la persona più ipocrita e falsa che abbia mai avuto la sfortuna di incontrare nel calcio». Dopo aver esordito il 10 febbraio in Cagliari-Siena (2-2), realizza le prime due reti nella gara casalinga persa per 4-3 contro il del 17 febbraio, dopo più di quattro mesi senza mettere piede in campo e più di dieci mesi dall'ultima partita giocata per intero; a fine gara è polemico con la dirigenza del Middlesbrough.Ancelotti «La difesa va rivista» archiviostorico.corriere.it Nella sua prima stagione in Toscana realizza 6 gol in 11 partite di campionato.

Resta a Siena, contribuendo alla salvezza della squadra toscana, anche nella stagione 2007-2008, in cui colleziona 35 presenze con 13 reti in campionato e 1 gol nell'unica partita di Coppa Italia disputata. È in questa stagione che inizia a esultare imitando il gesto di un cestista che palleggia: inizialmente il giocatore non volle rivelare il significato, ma successivamente dichiarò che il gesto ha il significato di "amicizia". Nella stagione 2008-2009, sbloccatosi solo nella gara contro il Chievo del 23 novembre 2008, realizza 9 gol in 30 incontri di campionato (peggiore media presenze/reti della sua esperienza senese).

Nella stagione 2009-2010, l'ultima nella città del Palio, fa registrare 12 gol in 37 partite. Lascia la squadra toscana, di cui è stato un simbolo, dopo quattro stagioni in cui ha realizzato 49 reti in 134 partite tra campionato e Coppa Italia (116 presenze e 42 gol se si considera il periodo continuativo), approdando al ; è il miglior marcatore della storia del club toscano. Si congeda dalla tifoseria senese il 16 maggio 2010, ultima giornata di campionato che vede i bianconeri perdere per 1-0 contro l'Inter; l'ultima rete segnata è quella del 18 aprile alla 34ª giornata, nel pareggio per 2-2 in trasferta contro il .

Con 49 gol messi a segno è il secondo miglior marcatore di sempre del dietro a Emanuele Calaiò, e con 46 il primatista in Serie A.

Palermo e Sampdoria Il 15 giugno 2010 viene ufficializzato il suo passaggio al Palermo per circa 4,5 milioni di euro,Paolo Vannini, Corriere dello Sport, 16 giugno 2010. perfezionando l'acquisto presso la Lega Serie A il 1º luglio.

Esordisce con la maglia rosanero nell'andata dei play-off di Europa League contro gli sloveni del Maribor (vittoria per 3-0). In tale partita, realizza su calcio di rigore la rete che sblocca la partita. Segna la prima rete in campionato in Palermo- (2-2) del 26 settembre 2010 alla quinta giornata di campionato, rete che permette al Palermo di pareggiare la partita al 92'. Impegnato soltanto tre volte da titolare in campionato, ha trovato più spazio in Europa League.Federico Masini, Tuttosport, 3 dicembre 2010. Messo sul mercato dalla società nonostante la sua preferenza a restare a Palermo, gioca la sua ultima partita in rosanero il 16 gennaio 2011, in Cagliari-Palermo (3-1). Col Palermo – in cui era arrivato con propositi differentiLuigi Butera, Tuttosport, 10 dicembre 2010. – ha giocato in tutto 18 partite di campionato (con 2 reti, una al Lecce e l'altra alla Sampdoria, sua futura squadra) e 8 partite internazionali con 3 marcature. Complessivamente con il Palermo ha giocato 26 partite tra Serie A ed Europa League segnando 5 reti.

Il 24 gennaio 2011 il Palermo annuncia la sua cessione a titolo definitivo alla , per circa tre milioni di euro. L'esordio con la nuova maglia avviene il 26 gennaio 2011 in occasione di Sampdoria- valida per i quarti di finale di Coppa Italia, partita terminata 2-1 per i rossoneri in cui Maccarone gioca titolare confezionando l'assist per il gol di Stefano Guberti. Segna il primo gol in maglia blucerchiata nella partita di campionato Sampdoria-Bologna (3-1) valida per la 25ª giornata. Chiude la stagione con 17 presenze e 3 gol in campionato più una partita di Coppa Italia; al termine del campionato la Sampdoria retrocede in Serie B. In -Sampdoria (4-2) della 12ª giornata del campionato di Serie B 2011-2012 segna la sua prima doppietta con la maglia blucerchiata.

Ritorno a Empoli, Brisbane Roar e Carrarese e ritiro