Come allenatore ha vinto una Coppa Italia con la ed ha ottenuto 3 promozioni in Serie A con , e . Con quest’ultima ha anche ottenuto una promozione dalla Serie C1 alla B.
Biografia È padre di tre figli avuti con la moglie Maria Rosaria, ex pallavolista conosciuta tra il 1981 e il 1982Angela Attardo, la Repubblica, 21 aprile 2010.: il primogenito Dario (responsabile scouting del Bologna), la secondogenita Greta
Durante l'inizio della stagione 2011-2012, quando era ancora senza squadra, è stato ingaggiato da Sportitalia come opinionista fisso della trasmissione Che domenicA, programma di approfondimento calcistico sulla Serie A.
È dichiaratamente tifoso del .
Caratteristiche tecniche Allenatore Bravo a lavorare con i giovani, tatticamente utilizza di solito una difesa a 4, adattando il suo modulo in base ai giocatori a disposizioneFurio Zara, Corriere dello Sport, 7 settembre 2010.. Ha dichiarato di essere stato influenzato calcisticamente da Zdenek Zeman, che ha avuto come allenatore nel Foggia, mutuando dal boemo anche il modulo 4-3-3.
Carriera Giocatore
Esordisce come giocatore nel Forlimpopoli, dove trascorre due stagioni dal 1978 al 1980. Passa poi al Cattolica e quindi approda nel 1981 al , nel quale gioca fino al 1987 (151 presenze in campionato, 31 delle quali in Serie B, e 4 reti complessive, delle quali 3 in campionato).
Conclude la sua carriera da atleta dopo un biennio alla Vis Pesaro (1987-1989) e un anno alla Fidelis Andria.
Allenatore Inizi Incoraggiato dal direttore sportivo Giuseppe Pavone a intraprendere la carriera da allenatore, consegue quasi subito il patentino, iniziando nel 1990 - a trent'anni - nel Campionato Promozione allenando il Torremaggiore, per poi passare alla guida della formazione Primavera del . Nel 1993 va ad allenare la Salernitana in Serie C1: al termine della stagione regolare conclude il campionato di Serie C1 girone B al secondo posto con la e alle spalle del , conquistando l'accesso ai play-off. Le vittorie contro la Lodigiani per 4-0 e la Juve Stabia per 3-0 permettono a Rossi di ottenere la promozione in Serie B al primo anno da allenatore professionista.
All'esordio in Serie B con i campani riesce quasi nell'impresa del doppio salto dalla Serie C1 alla Serie A in due anni. Il sogno granata si spezza allo Stadio Atleti Azzurri d'Italia di Bergamo, all'ultima giornata di campionato contro l'Atalanta che, vincendo 2-1, conquista la promozione proprio ai danni della Salernitana. Nel luglio 1995 torna al Foggia, stavolta per guidare la prima squadra in coppia con Beniamino Cancian, e nel 1996 passa al , dove la squadra rimane imbattuta per le prime 12 giornate ma, in seguito a un calo di forma nel girone di ritorno, manca la promozione in A chiudendo al sesto posto.
Nel 1997 ritorna a Salerno e con una cavalcata - il cui apice è toccato nel dicembre 1997 con la vittoria a Venezia e il sorpasso in classifica proprio ai danni del - conquista la promozione in Serie A. La Salernitana riesce a stabilire il record di punti (fino a quell'epoca) in serie cadetta. A Rossi è così dato il soprannome di Profeta.
L'anno seguente (1998-1999) è esonerato due volte dal presidente Aniello Aliberti; la prima volta, all'indomani della sconfitta di Vicenza, lo vede tornare in sella a furor di popolo, dopo episodi incresciosi in una torrida conferenza stampa di presentazione del nuovo allenatore Francesco Oddo; la seconda all'indomani della sconfitta di Perugia. Riceve inoltre la cittadinanza onoraria salernitana.
Seguono ancora in Serie B le esperienze al e poi al Pescara, dove è esonerato e poi richiamato per portare la squadra biancazzurra fino alla fine del campionato, che termina con la retrocessione degli adriatici in Serie C1 dopo un ventennio.
Nel gennaio 2002 subentra ad Alberto Cavasin sulla panchina del Lecce; la stagione si conclude con la retrocessione in Serie B. Nel 2002-2003 conquista la promozione in Serie A con i giallorossi salentini e l'anno successivo guida il Lecce al 10º posto finale e alla salvezza in Serie A, grazie anche a due vittorie di fila contro la Juventus al Delle Alpi (prima volta per i salentini) e l' al Via del mare.
Alla 15ª giornata del campionato 2004-2005 gli viene affidata la guida tecnica dell'Atalanta, ultima in classifica, che non riesce a salvare dalla retrocessione, nonostante abbia ottenuto 28 punti in 24 partite.
Lazio La prima stagione: qualificazione in Coppa UEFA sul campo e vicenda "Calciopoli" Nell'estate 2005 approda alla Lazio di Claudio Lotito. Nella stagione 2005-2006 ottiene sul campo un sesto posto, con la conseguente qualificazione alla Coppa UEFA ma, in seguito allo scoppio di Calciopoli e alla penalità di trenta punti da scontare nella stagione appena conclusa, la Lazio perde i requisiti per la partecipazione alla Coppa UEFA 2006-2007.
La seconda stagione: terzo posto e qualificazione ai preliminari di Champions League La stagione 2006-2007 dei biancocelesti è anch'essa condizionata dal verdetto di Calciopoli. La penalità inizialmente è di 11 punti, poi ridotti in appello a 3. Sul terreno di gioco la sua squadra, obbligata a recuperare nel più breve tempo possibile lo svantaggio, nella prima fase del campionato pare incapace di vincere costantemente, ma i risultati auspicati non tardano ad arrivare. Tra il febbraio e l'aprile 2007 si registrano otto vittorie consecutive (ottenute contro Torino, Cagliari, Catania, Sampdoria, Reggina, Empoli, Udinese e Messina). La squadra termina il campionato in terza posizione, garantendo così all'allenatore la prima qualificazione ai preliminari della massima competizione europea. Il 10 dicembre 2006 ottiene la vittoria nel derby romano con un 3-0 sui giallorossi, con conseguente tuffo notturno nella Fontana del Gianicolo per festeggiare.
La terza stagione: 12º posto e squalifica di tre giornate
La stagione 2007-2008 inizia con la qualificazione in Champions League, grazie al pareggio all'Olimpico per 1-1 e alla vittoria ottenuta nella gara di ritorno a Bucarest per 3-1, ai danni della .
Fuori dal campo, il 9 ottobre 2007 è deferito dalla Procura Federale alla Commissione Disciplinare Nazionale della FIGC per aver violato l'art. 1 del Codice di Giustizia Sportiva tentando di indurre il presidente Lotito a influenzare le prestazioni del Lecce al termine della stagione 2004-2005. Il tecnico si dichiara estraneo ai fatti, definendo la questione "pura spazzatura", proclamando in seguito il silenzio stampa. Ciò non gli evita, nel maggio del 2008, la condanna, da parte della Commissione Disciplinare della FIGC, a una squalifica di tre giornate.
Al termine del campionato 2007-2008 la Lazio si classifica al 12º posto: il presidente Lotito decide comunque di confermarlo per la stagione successiva.
La quarta stagione: la vittoria della Coppa Italia Nella stagione 2008-2009 Rossi porta la squadra alla vittoria della Coppa Italia 2008-2009 contro la nella finale unica a Roma, dopo aver eliminato squadre come e : è il primo trofeo per l'allenatore riminese, che riceve gli allori dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Durante il campionato stabilisce un nuovo record nella storia dei derby di Roma: è infatti la prima volta in Serie A che la Lazio segna quattro reti (4-2) alla Roma (era successo solo in Coppa Italia nel 4-1 del 1998).
Il 3 giugno 2009 annuncia che dalla successiva stagione non sarà più l'allenatore della Lazio. L'ufficialità di tale addio si concretizza in una conferenza stampa svoltasi presso il Centro sportivo di Formello l'8 giugno 2009.
Palermo Stagione 2009-2010: quinto posto dopo l'ultima giornata Il 23 novembre 2009 è scelto per sostituire Walter Zenga sulla panchina del ; porta con sé il suo staff, composto dall'allenatore in seconda Fedele Limone e dal preparatore atletico Valter Vio, mentre Mario Paradisi è confermato nel ruolo di preparatore dei portieri. Il presidente Maurizio Zamparini lo reputa fin dall'inizio il miglior allenatore che abbia mai avuto.
Esordisce sulla panchina rosanero il 26 novembre nel Quarto turno di Coppa Italia contro la (4-1). Dopo la sconfitta alla sua prima in campionato con i rosanero (1-0 in trasferta a Verona contro il Chievo), il Palermo ottiene due vittorie in casa contro il Cagliari alla 15ª giornata (2-1) e a San Siro contro il nella giornata successiva (2-0). Con il suo arrivo la squadra ottiene risultati convincenti, facendo registrare un buon possesso palla e buona organizzazione in fase offensiva e difensiva. La squadra resta per diverse giornate al 4º posto, ma nel finale del campionato è scavalcata dalla . La stagione, comunque positiva, si conclude con un 5º posto a 65 punti che vale la qualificazione all'Europa League. Con Rossi la squadra ha conseguito in media 1,92 punti a partita (48 punti in 25 partite), un passo che, proiettato su tutto il campionato, avrebbe valso il 3º posto.
Alla fine della stagione 2009-2010, in un'intervista esclusiva al Corriere dello Sport - Stadio, dichiara di allenare già una grande squadra; viene quindi confermato per la stagione 2010-2011.
Stagione 2010-2011: la terza finale di Coppa Italia del Palermo A partire dalla stagione 2010-2011 è il responsabile dell'intero settore tecnico del Palermo, con l'obiettivo primario di permettere un rapido ingresso dei giovani in prima squadra.
Il 28 febbraio 2011, dopo la sconfitta interna per 7-0 contro l'Udinese, è esonerato dalla guida tecnica del Palermo, e sostituito con Serse Cosmi; il rapporto con Zamparini era già logoro da tempo. In termini statistici Rossi è stato l'allenatore più vincente nella storia del Palermo,Stefano Saladin e Luigi Butera, Tuttosport, del 1º marzo 2011 con il record di 65 punti, quello delle 18 vittorie e delle 9 sconfitte e quello delle 59 reti realizzate, con un quinto posto a due punti dalla qualificazione in Champions League.Alessio D'Urso, La Gazzetta dello Sport, 6 aprile 2011. Lascia la squadra all'ottavo posto in campionato e con la semifinale di Coppa Italia da disputare, dopo aver subito l'eliminazione dall'Europa League nella fase a gironi. È riuscito inoltre a creare un ottimo rapporto con la tifoseria.
Il 3 aprile 2011 viene richiamato al Palermo in sostituzione di Cosmi, esonerato a poche ore dalla sconfitta in trasferta nel derby contro il (4-0); l'esser richiamato è una "prima volta" per l'allenatore romagnolo in Serie A. Il secondo debutto sulla panchina del Palermo coincide con il pareggio casalingo per 2-2 contro il .
Il 1º giugno 2011 Delio Rossi lascia il Palermo con la risoluzione consensuale del contratto, interrompendo il rapporto di lavoro con la società di Zamparini dopo che quest'ultimo gli aveva proposto un ulteriore anno di contratto (visto che Rossi era in scadenza); le divergenze fra le parti riguardavano l'aspetto tecnico-tattico, quello economico e anche quello caratteriale. Lascia così la squadra rosanero dopo aver chiuso la stagione all'ottavo posto in campionato e dopo aver raggiunto la finale di Coppa Italia, cosa che al Palermo non accadeva da 32 anni, poi persa contro l' (3-1); è stato fra gli allenatori a effettuare meno sostituzioni.
Fiorentina Il 7 novembre 2011 diventa il nuovo allenatore della Fiorentina dopo l'esonero di Siniša Mihajlović. Debutta sulla panchina viola il 19 novembre successivo, nella partita casalinga finita 0-0 contro il e valida per la dodicesima giornata di campionato. Il 24 novembre ottiene la prima vittoria alla guida della Fiorentina, vincendo per 2-1 sull' nel quarto turno di Coppa Italia.