Il governo Mussolini è stato il cinquantanovesimo esecutivo del Regno d'Italia, guidato da Benito Mussolini, il più lungo della storia dell'Italia unita.
Sorto su incarico di re Vittorio Emanuele III in seguito alle dimissioni del governo precedente, indotte dalla Marcia su Roma, il governo Mussolini è stato in carica dal 31 ottobre 1922 al 27 luglio 1943 (sebbene Mussolini fosse stato rimosso già due giorni prima), per un totale di 7573 giorni, ovvero 20 anni, 8 mesi e 25 giorni (il c.d. "ventennio fascista").
Ottenne la fiducia alla Camera dei deputati il 17 novembre 1922, poco dopo la suddetta marcia su Roma, con 306 favorevoli, 116 contrari e 7 astensioni. Il 29 novembre ottenne la fiducia anche al Senato del Regno con 196 voti favorevoli e 19 contrari.Si veda anche la voce Storia del fascismo italiano.
Dall'insediamento del Governo nel 1922 fino al 1º luglio 1924 il governo fu composto sia da fascisti, sia da popolari, liberali, post-mazziniani e nazionalisti; tale organigramma fu però transitorio, poiché, come detto, dopo la contestata vittoria alle elezioni politiche del 1924, ebbe luogo un rimpasto che trasformò il Governo in un monocolore fascista apertamente dittatoriale (comprendendo in tal senso anche alcuni militari, presenti l’ultima volta nel governo Orlando). Negli anni furono sostituiti ministri e sottosegretari, ma il grande rimpasto avvenne del febbraio 1943, quando a seguito delle avverse sorti della guerra, sostituì ministri storici come Galeazzo Ciano, Dino Grandi e Giuseppe Bottai.
Il Governo cadde a seguito dell'approvazione dell'ordine del giorno Grandi da parte del Gran consiglio del fascismo, il 25 luglio 1943, e al successivo giuramento del Governo Badoglio I.
Modificazioni dei dicasteri Nel corso degli anni furono istituiti, alterati o soppressi per via di necessità belliche e politiche (essendo stato sia un regime totalitario che un governo di guerra), tramite regio decreto e legge, una serie di ministeri. Tra i vari, nello specifico:
Con R.D. del 16 novembre 1922, n. 1459, fu istituito il Commissariato generale per i servizi della Marina militare in sostituzione del soppresso Sottosegretario per la marina militare, poi soppresso con R.D. del 30 aprile 1924, n. 596; Con R.D. del 31 dicembre 1922, n. 1700, vennero revocati tutti i regi decreti istituitivi del "Ministero del tesoro", con la conseguente soppressione dello stesso; Con R.D. del 24 gennaio 1923, n. 62, fu istituito il Commissariato generale per l’aeronautica, poi elevato a Ministero con R.D. del 30 agosto 1925, n. 1513; Con R.D. del 25 febbraio 1923, n. 391, fu soppresso il "Ministero per le terre liberate dal nemico" e le sue competenze ripartite. Con R.D. del 27 aprile 1923, n. 915, fu soppresso il "Ministero del lavoro e della previdenza sociale" e le sue competenze redistribuite; Con R.D. del 5 luglio 1923, n. 1439, il "Ministero dell'Agricoltura" ed il "Ministero dell'industria e del commercio" furono riuniti nel nuovo "Ministero dell'economia nazionale", per poi essere nuovamente trasformato nel "Ministero dell'agricoltura" con R.D. del 12 settembre 1929, n. 1661; Con R.D. del 30 aprile 1924, n. 596, fu ridenominato il "Ministero delle poste e dei telegrafi" in "Ministero delle comunicazioni", con nuove competenze aggiunte; Con L. del 24 dicembre 1925, n. 2263, fu ridenominata la Presidenza del Consiglio dei ministri in "Capo del Governo Primo Ministro Segretario di Stato"; Con R.D. del 2 luglio 1926, n. 1131, venne istituito il "Ministero delle corporazioni", il quale prese in carico tutte le disposizioni in tema corporativo previste dalla L. 3 aprile 1926, n. 563; Con R.D. del 12 settembre 1929, n. 1661 il "Ministero della pubblica istruzione" fu soppresso e sostituito dal "Ministero dell'educazione nazionale"; Con R.D. del 20 luglio 1932, n. 884, venendo sottratte al "Ministero della giustizia e degli affari di culto" le competenze riguardanti i culti (affidati al Ministero dell'interno), esso assumeva la denominazione di "Ministero di grazia e giustizia"; Con R.D. dell’11 gennaio 1937, n. 4, fu conferito al Segretario del Partito Nazionale Fascista, che già poteva partecipare alle sedute del Consiglio dei ministri secondo la L. del 14 dicembre 1929, n. 2099, il titolo di Ministro Segretario di Stato e, successivamente, con R.D. del 27 giugno 1941, n. 600, il diritto di iniziativa legislativa e di altri provvedimenti utili; Con R.D. dell’8 aprile 1937, n. 43, il "Ministero delle colonie" fu ridenominato in "Ministero dell'Africa Italiana"; Con R.D. del 27 maggio 1937, n. 752, fu denominato "Ministero della cultura popolare" il "Ministero per la stampa e la propaganda", già istituito e posto sotto il diretto ed esclusivo controllo del capo del governo con R.D. del 6 settembre 1934, n. 1434, ed elevato da Sottosegretariato a Ministero con R.D. del 24 giugno 1935, n. 1009; Con R.D. del 20 novembre 1937, n. 1928, fu elevato a "Ministero per gli scambi e le valute" il "Sottosegretariato per gli scambi e le valute", già istituito con R.D. del 29 dicembre 1935, n. 2186; Con R.D. del 6 febbraio 1943, n. 24, fu elevato a "Ministero della produzione bellica" il "Sottosegretariato della produzione bellica", già istituito con R.D. del 23 maggio 1940, n. 499;
Compagine di governo Appartenenza politica All'atto del suo insediamento, il 31 ottobre 1922:
PartitoPresidenteMinistriCommissariSottosegretariTotale 1 3 2 13 19 - 2 - 3 5 Ufficialmente Partito Democratico Sociale Italiano (PDSI). - 2 - - 2 - 2 - - 2 - 2 - - 2 - 1 - 2 3 - 1 - - 1 Con l’appoggio esterno di Partito dei Combattenti, Partito Economico, Partito Agrario Siciliano, Partito Sardo d'Azione (sebbene dal 24 maggio al 1º luglio 1924) e di parte del Partito Liberale Democratico Italiano e del Partito Socialista Riformista Italiano.
A partire dalla trasformazione in governo monocolore di maggioranza (Regime fascista), il 1º luglio 1924:
PartitoPresidenteMinistriSottosegretariTotale 1 20 20Tra cui, 2 sottosegretari di estrazione militare affiliati. 41
Situazione parlamentare Al momento della sua formazione, il 31 ottobre 1922 e del suo primo discorso parlamentare, il 16 novembre 1922, al 24 maggio 1924 (XXVI legislatura):
NOTA: Nonostante questo governo riuscì a districarsi, almeno inizialmente in ragione delle dichiarazioni espresse in occasione del discorso del bivacco, tra le dinamiche parlamentari sulla fiducia (che venivano spesso attuate indirettamente e tramite vari ordini del giorno), tale prassi rimase ciononostante solo una convenzione costituzionale (come dimostra l’assegnazione dell’incarico ad un membro di un partito non prevalente, ma anzi marginale in assemblea). Ufficialmente infatti, ai tempi del Regno d'Italia, poiché secondo lo Statuto Albertino il governo rispondeva concretamente al solo Re (il quale, dando egli stesso una prima fiducia al governo, aveva il potere di far resistere l’esecutivo ad un voto della Camera dei deputati, come alcune volte fece), il rapporto con il Parlamento in senso moderno non era pienamente obbligatorio (ed in tal senso vari sono stati i casi di formazione o sopravvivenza di un governo palesemente privo di tale supporto), pur diventato oramai fondamentale. Per questo motivo, ed anche in ottica storica, il grafico sottostante espone, secondo ricostruzioni e dichiarazioni, nonché secondo la composizione del governo ed anche secondo il voto effettivamente subìto, il supporto che questo ha ottenuto.
Camera Collocazione Partiti SeggiCamera dei deputatiViene qui riportata la situazione parlamentare solo di questa camera (e non anche del Senato del Regno) poiché, sebbene entrambe partecipassero al processo di controllo del rapporto di fiducia con l'esecutivo, per convenzione costituzionale in caso di disaccordo era la decisione della camera bassa a prevalere, risultando essere la posizione ufficiale del Parlamento nella sua totalità. Governo PPI (95), PNF (37), PLI (33), PDSI (27) Appoggio esterno BN (47), PLDI (47), (10), PSRI (5), PE-PAS (5) Astensione LST (7)Opposizione PSI (100), PCd'I (14), (1)Non votanti/Assenti PSI (23), BN- (21), PLI- (20), PPI- (12), PLDI- (11), PRI (6), PSRI- (6), PDSI (3), LST (2), PCd'I (1)
Dal 24 maggio (XXVII legislatura) al 1º luglio 1924: Camera Collocazione Partiti SeggiCamera dei deputati Maggioranza PNF (375), PLI (15) Appoggio esterno PLDI (14), PSd'Az (2) Astensione LST (4)Opposizione PPI (39)Il partito aveva già lasciato la coalizione di governo, in disaccordo con le politiche esecutive (muovendosi in appoggio esterno e poi all’opposizione), in data 27 aprile 1923., PSU (24), PSI (22), PCd'I (19), PDSI (10)Il partito aveva già lasciato la coalizione di governo, in disaccordo con le politiche esecutive (muovendosi in appoggio esterno e poi all’opposizione), in data 5 febbraio 1924., PRI (7), PCod'I (4)
Dal 1º luglio 1924 al 9 novembre 1926: Camera Collocazione Partiti SeggiCamera dei deputati Maggioranza PNF (375) Astensione LST (4), PSd'Az (2)Opposizione PPI (39), PSU (24), PSI (22), PCd'I (19), PLI (15)Il partito aveva già lasciato la coalizione di governo, in disaccordo con le politiche esecutive (muovendosi in appoggio esterno e poi all’opposizione), in data 1º luglio 1924., PLDI (14), PDSI (10), PRI (7), PCod'I (4)
Dal 9 novembre 1926 (Data della dichiarazione di decadenza dei deputati aventi fatto parte della precedente Secessione dell'Aventino) al 20 aprile 1929 (XXVIII legislatura):
NOTA: A partire da questa legislatura, a seguito dell’epurazione del dissenso come parte del consolidamento del regime fascista (Leggi fascistissime), viene riportato il grafico parlamentare a soli fini di completezza storico-narrativa, in quanto svuotato di ogni significato pratico.
Camera Collocazione Partiti SeggiCamera dei deputati Maggioranza PNF (374) Opposizione PLI (6)Successivamente dichiarati altresì decaduti nel corso dell’anno, con un provvedimento separato.Gli altri 157 seggi sono stati resi vacanti.
Dal 20 aprile 1929 (XVIII legislatura) al 23 marzo 1939 (XXIX legislatura): Camera Collocazione Partiti Seggi Camera dei deputati Maggioranza PNF (400)
Dal 23 marzo 1939 (XXX legislatura) al 25 luglio 1943 (Caduta del fascismo): Camera Collocazione Partiti Seggi Camera dei fasci e delle corporazioni Maggioranza PNF (681)
Al momento della sua caduta, il 25 luglio 1943 (Caduta del fascismo):
NOTA: Anche qui, pur non essendo l’organo titolato a regolare il rapporto di fiducia parlamentare con il governo, viene riportato il grafico a fini storico-narrativi, ma soprattutto per il grande impatto successivo di tale votazione e la sua relativa autorevolezza.
Organo Collocazione Partiti SeggiGran Consiglio del FascismoPur non essendo un organo legislativo (e dunque non legalmente titolato a conferire e revocare la fiducia parlamentare al governo, ma semmai a manifestare favore o sfavore non fattualmente vincolante), bensì, già da tempo, un organo di rilievo costituzionale e nei fatti organizzativo e dispositivo dell’intera dirigenza del Partito Nazionale Fascista e della politica generale del paese (vista anche la grande carenza di convocazioni della Camera dei fasci e delle corporazioni), le sue decisioni risultavano particolarmente autorevoli nella forza persuasiva e di ampio consenso: per queste ragioni, dunque, lo stesso Benito Mussolini, per quanto ormai idealmente un capo totalitario, le teneva in considerazione. Viene dunque qui mostrata la situazione interna di questo organo a soli fini enciclopedici, non solo perché fu l’unica manifestazione esplicita di dissenso che portò alla caduta del governo, ma anche per via della grande rilevanza nel più ampio quadro storico-politico del periodo dell’ordine del giorno Grandi, il quale veniva proprio votato da quest’organo. Governo PNF (8) Astensione PNF (1) Opposizione PNF (19)
Composizione