In questa voce vengono elencati i governatori della provincia romana della Gallia Narbonense.
La provincia gallica della Narbonense
La regione divenne provincia romana nel 121 a.C., col nome originario di Gallia Transalpina (o Gallia ulterior o Gallia comata, ossia "Gallia al di là delle Alpi", in contrapposizione alla Gallia Cisalpina o Gallia citerior o Gallia togata, ossia "Gallia al di qua delle Alpi"). Dopo la fondazione della città di Narbo Martius, o Narbona, (l'attuale Narbonne), nel 118 a.C., la provincia fu rinominata Gallia Narbonensis, o Gallia bracata, con la nuova colonia costiera come capitale.
In età imperiale, la provincia fu affidata a un proconsole di rango pretorio.
Con la riforma dioclezianea, la Gallia narbonese perse la sua parte più settentrionale, che assunse il nome di Gallia Viennensis. Poco dopo la provincia venne ulteriormente divisa, in Narbonensis prima (ad occidente del Rodano), e Narbonensis secunda (oriente del Rodano). Insieme all'Aquitania prima, all'Aquitania secunda, alla Novempopulania (da Novempopuli il resto del sud-ovest della Gallia) e alle Alpi Marittime andò a formare la Diocesi, denominata Septem Provinciae.
Lista dei governatori repubblicani Ove non segnalato diversamente, per l'epoca repubblicana le fonti per le promagistrature in Gallia e le datazioni di queste derivano da T.R.S. Broughton, The Magistrates of the Roman Republic (New York: American Philological Association, 1951, 1986), voll. 1–3, abbreviati in nota come MRR1, MRR2 and MRR3. AnnoTutte le date sono avanti Cristo. Provincia romana Governatore romano Note 125–123 a.C. Gallia Narbonense Marco Fulvio Flacco come console fu inviato in aiuto della città di Massilia contro le popolazioni dei Liguri, Salluvi e Vocontii; continuò suo mandato come proconsole l'anno successivo nel 124 a.C.; trionfò nel 123 a.C.Tito Livio, Periochae 60; Appiano di Alessandria, Bellum civile I, 34; Plutarco, Caius Gracchus 15.1, 18.1; Fasti triumphales; Giulio Ossequente 30; Velleio Patercolo II, 6.4; MRR1 pp. 510, 512, 514–515. 123–122 a.C. Narbonense Gaio Sextio Calvino proconsole; dopo aver respinto i Galli dalla costa ad est di Massilia, restituì quei territori ai Massilioti; fondò poi Aquae Sextiae (Aix-en-Provence); trionfò sui Liguri, Salluvi e VocontiTito Livio, Periochae 61; Strabone IV, 1.5; Velleio Patercolo I, 15.4; MRR1 pp. 515, 518. 122–120 a.C. Narbonense Gneo Domizio Enobarbo come console concluse la guerra contro i Saluvii; si scontrò poi con gli Arverni e gli Allobrogi e continuò la guerra anche come proconsole; celebrò il trionfo sugli Arverni nel 120 a.C.; iniziò la costruzione della Via DomitiaQCicerone, Pro Fonteio 18; Floro I, 37.4–6; Eutropio 4, 22; Livio, Periochae 61; Velleio Patercolo II, 10.2 and 39.1; Strabone 4.2.3; Valerio Massimo IX, 6.3; Appiano di Alessandria, Guerre celtiche 12; Svetonio, Nerone 1.2 e 2; Fasti Triumphales per il 120; Orosio 5.13.2; San Girolamo, Chronicon ad annum 127; MRR1 pp. 516, 522, 524. 121–120 a.C. Narbonense Quinto Fabio Massimo Allobrogico come console si unì a Gneo domizio nella guerra contro i Galli; sconfisse gli Allobrogi, meritandosi il cognome di Allobrogicus e costruendovi poi un monumento sul sito della battaglia; sconfisse i Ruteni e Arverni, catturando i loro capi; come proconsole celebrò un trionfo nel 120 a.C. sugli Allobrogi e Arverni del loro re BituitoCicerone, Pro Fonteio 36; Cesare, De Bello Gallico I, 45.2; Floro 1.37.4–6; Eutropio, IV, 22; Livio, Periochae 61; Strabone 4.1.11; Appiano di Alessandria, Guerre celtiche 12; Velleio Patercolo II, 10.2–3 and 39.1; Valerio Massimo III, 5.2, VI, 9.3–4 and 9.6.3; SVetonio, Nerone 2; Plinio il Vecchio, Historia Naturalis VII, 166 and XXXIII, 141; Ammiano Marcellino Res Gestae, XV, 12.5; Fasti Triumphales Degrasi 82 segg., 560; MRR1 pp. 520–521, 524. 115 a.C. Narbonense Marco Emilio Scauro celebrò il trionfo sui Galli e LiguriActa Triumphalia Degrassi 84 seg., 561; Frontino, Stratagemmi IV, 3.13; MRR1 p. 531. 109–108 a.C. Narbonense Marco Giunio Silano nel 104 a.C. accusato di incompetenza per la sua sconfitta (come console) da parte dei Cimbri in GalliaCicerone, Pro Corneli in Asconio 68 and 80C, Divinatio in Caecilium 67, In Verrem 2.2.118; Livio, Periochae 65; Velleio Patercolo II, 12.2; Floro I, 38.4; MRR1 pp. 545, 549. 107 a.C. Narbonense Lucio Cassio Longino come console ottenne un successo sui Volcae presso Tolosa, poi però fu sconfitto ed ucciso dai TiguriniCesare, De Bello Gallico I, 7.4, 12.5–7, 13.2, 14.3; Livio, Periochae 65; Tacito, Germania 37; Appiano Guerre celtiche 1.3; Orosio 5.15.23–24; MRR1 p. 550. 106–105 a.C. Narbonense Quinto Servilio Cepione come console attaccò i Volci Tectosagi; a Tolosa trafugò il loro sacro tesoro, "che scomparve in circostanze poco chiare, mentre era trasportato alla città alleata di Massilia, per essere poi spedito a Roma;Broughton, MRR1 p. 553. come proconsole rifiutò di cooperare con Gneo Mallio Massimo (vedi sotto) e condusse la sua armata in una sconfitta disastrosa presso Arausio contro la popolazione germanica dei Cimbri e dei loro alleati; fu accusato dal tribuno della plebe Gaio Norbano (probabilmente nel 103 a.C.) poiché la sua armata era stata distrutta completamente; fu quindi arrestato poi liberato dal tribuno della plebe L. Regino e mandato in esilio a SmirneMRR1 pp. 557, 563–564, 566 (nota 8, sulla commissione d'indagine per stabilire dove fosse stato perduto il tesoso di Tolosa). 105 a.C. Narbonense Gneo Mallio Massimo scarsa cooperazione con Cepione contro i Cimbri ed i Teutoni lo condusse al disastro delle armate romaneMallio perse due figli, un legatus, e la maggior parte del suo esercito. per il quale fu condannato all'esilio nel 103 a.C.Livio Periochae 67; Cicerone, De Oratore 2.125; Floro 1.38.4; Cassio Dione Cocceiano 27, frammento 91.1–4; Eutropio V, 1.1; Orosio 5.16.1–7, che riporta di Valerio Anziate frammento 63; maggiori fonti MRR1 p. 555. 104 a.C. Narbonense Gaio Flavio Fimbria prese il comando della Gallia Narbonense contro i Cimbri ed i loro alleati; eletto console in absentia; sconosciute sono le sue azioni, ma poi su processato, appoggiato da Scauro, fu assoltoCicerone, Leg. Man. 60, Prov. Cons. 19 and 32; Sallustio, Guerra Giugurtina 114.3; Livio, Periochae 67; Velleio Patercolo 2.12.1–2; altre fonti in MRR1 p. 558. 102–101 a.C. Narbonense Gaio Mario come console in entrambi gli anni, sconfisse prima i Teutoni e gli Ambroni in due battaglie presso Aix nel 102 a.C.; eletto console in absentia; rifiutò il trionfo, per potersi unire a Quinto Lutazio Catulo (vedi sotto); sconfisse i Cimbri nel 101 a.C. nella battaglia di Vercelli; celebrò il trionfo per le due vittorieMRR1 pp. 567, 570–571, con numerose fonti. 91 a.C. Narbonense Marco Porcio Catonesi tratta del M.Porcio Catone edile curule nel 94 a.C. e pretore attorno al 92 a.C.. morì nella provinciaAulo Gellio 13.20.12; MRR2 p. 22. 85?–81 a.C. Narbonense Gaio Valerio Flacco Governò la Hispania Citerior e quella Ulterior dal 92 a.C.; fu formalmente installato nella Gallia Transalpina dall'85 a.C. se non prima, senza necessariamente aver lasciato l'incarico in Hispania; fu forse anche governatore della Gallia Cisalpina; 78 a.C. Narbonense Lucio ManlioProbabilmente il pretore del 79 a.C.. sconfitto in battaglia dalle forze di Quinto Sertorio nella provincia ed in HispaniaGiulio Cesare, De Bello Gallico III, 20.1; Tito Livio, Periochae 90; Plutarco, Vita di Sertorio 12.4; Orosio 5.23.4; MRR2 p. 87. 77 a.C. Narbonense Marco Emilio Lepido assegnato alla provincia come proconsole, ma potrebbe non essere mai entrato nella stessa prima di morire in SardegnaSallustio, Historia 1.77.7M; Appiano di Alessandria, Bellum civile 1.107; MRR2 p. 89. 77?/74?–74?/72 a.C.? Narbonense Marco FonteioQuesto Fonteio era il praetor del 75 a.C.. governatore per tre anni, probabilmente come pro praetore, con una data incerta; accusato dai Galli di estorsione ma difeso con successo da CiceroneCicero, Pro Fonteio; MRR2 pp. 104, 109 (nota 6). 67–65 a.C. Narbonense Gaio Calpurnio Pisone gli fu assegnato il comando proconsolare di entrambe le Gallie per reprimere una rivolta degli Allobrogi; accusato nel 63 di estorsione tra i TranspadaniCicerone, Ad Atticum 1.13.2 and 1.1.2, Pro Flacco 98; Sallust, Catilina 49.2; Cassius Dio 36.37.2; MRR2 pp. 142–143, 154, 159. 64– inizi del 63 a.C. Narbonense Lucio Licinio Murena tornò a Roma per concorrere al consolato e lasciò il comando al fratello insieme a Publio Clodio PulcroCicerone, Pro Murena, and Har. Resp. 42; MRR2 pp. 163, 169. 62–60 a.C. Narbonense Gaio Pomptinio Vatinio annullò un'altra rivolta degli Allobrogi; nel 59 a.C. Publio Vatinio come tribuno della plebe bloccò un possibile trionfo per queste vittorie, celebrato solo nel 54 a.C.Cicerone, Pro cons. 32; Cassio Dione 37.47–48, 39.65.1–2; Livio, Periochae 163; MRR2 pp. 176, 181. 60 a.C. Narbonense Quinto Cecilio Metello Celere morì a Roma prima di poter assumere il proconsolato in Gallia Narbonense, ormai assegnatogliMRR2 pp. 182–183. 58–47 a.C. Narbonense, Cisalpina e poi Gallia Comata Gaio Giulio Cesare la Gallia Narbonense fu assegnata a Cesare con la Lex Vatinia e rinnovata nel 55 a.C. dalla Lex Pompeia Licinia; la data della lex del 55 è attualmente dibattuta tra gli storici moderni,F.E. Adcock, The Legal Term of Caesar’s Governship in Gaul, in Classical Quarterly 26 (1932) 14–26; C.E. Stevens, The Terminal Date of Caesar’s Command, in American Journal of Philology 59 (1938) 169–208, e Britain and the Lex Pompeia Licinia, in Latomus 12 (1953) 14–21; J.P.V.D. Balsdon, Consular Provinces under the Late Republic: Caesar’s Gallic Command, in Journal of Roman Studies 29 (1939) 167–183; G.R. Elton, The Terminal Date of Caesar’s Gallic Proconsulate, in Journal of Roman Studies 36 (1946) 18–42; P.J. Cuff, The Terminal Date of Caesar's Gallic Command, in Historia 7 (1958) 445–471; E. Badian, The Attempt to Try Caesar, in Polis and Imperium: Studies in Honour of Edward Togo Salmon (Toronto, 1974). ma il suo rifiuto di restituire la provincia nel 49 a.C. fu senza dubbio fuori legge. 49 a.C. Gallia Comata? Lucio Domizio Enobarbo assegnata per succedere a Cesare come proconsole, ma occupata da Cesare durante la guerra civileMRR2 pp. 261–262. 48–46 a.C. Gallia Comata? Decimo Giunio Bruto Albino messo al comando da Cesare, probabilmente come legatus pro praetore; mel 46 a.C. fermò una rivolta tra i Bellovaci nella Gallia Belgica, che non era ancora organizzata come provincia autonoma quel tempoLivio, Periochae 114; Appiano di Alessandria, Bellum civile II, 48 and 111. 45 a.C. Gallia Comata? Aulo Irzio includeva anche la NarbonensisCicerone, Ad Atticum 14.9.3 (datata al 17 aprile del 44 a.C.); MRR2 p. 309. 44–43 a.C. Narbonense e Hispania Citerior Marco Emilio Lepido proconsole messo da CesareVelleio Patercolo II, 63.1; Appiano di Alessandria, Bellum civile 2.107; MRR2 pp. 326, 341. 44–43 a.C. Gallia Comata? Lucio Munazio Planco messo da Cesare come proconsole, escludendo invece la NarbonensisCicerone, Filippiche 3.38, Ad Atticum 15.29.1, and Ad familiares 10.1–5; MRR2 p. 329. 44–42 a.C. Gallia Cisalpina e Gallia Comata Marco Antonio proconsole designato il 1º giugno del 44 a.C., probabilmente per 5 anniExtensive sources cited by MRR2 pp. 342–343, 360.
Lista dei governatori di età imperiale fino a Diocleziano La lista si basa principalmente su Hans-Georg Pflaum, Les fastes de la province de Narbonnaise, Paris 1978, pp. 3-47; Bengt E. Thomasson, Laterculi praesidum, I, Göteborg, Bokförlaget Radius, 1984, coll. 31-34 (con addenda e corrigenda nella seconda edizione, Göteborg 2009, pp. 11-12); Werner Eck, Jahres- und Provinzialfasten der senatorischen Statthalter von 69/70 bis 138/139, in Chiron, 12 (1982), pp. 281-362, e Chiron 13 (1983), pp. 147-238; F. J. Navarro, El proconsulado de la Bética en el cursus honorum senatorial, in Gerión 22.1 (2004), pp. 379-402 (elenco dei proconsoli di Gallia Narbonese a p. 400).