Il razionamento è una situazione sociale che prevede la suddivisione di beni primari (come il cibo) razionando i beni a seconda della situazione.

Storia Nella prima guerra mondiale a Londra, Parigi e Berlino il cibo di prima necessità veniva razionato a seconda del numero di persone in famiglia, mentre il cibo di seconda necessità come lo zucchero non veniva più prodotto perché la produzione costava troppo e tutti i soldi dovevano essere utilizzati nell'industria bellica.

Il razionamento poteva anche avvenire in caso di carestia in uno stato o in un territorio, come successe nelle campagne russe nella grande carestia del 1921 che terminò solo nel 1922 uccidendo più di 5 milioni di civili. Infatti la Russia nel 1921 produceva solo 38,2 milioni di tonnellate di grano ovvero meno della metà delle tonnellate prodotte nel 1920. In quel caso il razionamento fu a dir poco distruttivo dato che in tutto la popolazione che fu colpita dalla carestia fu di circa 90 milioni di persone.

Durante il periodo del comunismo di guerra il metodo distributivo del razionamento fu applicato come sistema proditorio ossia non in relazione a una contingenza (sebbene contingenze furono usate per giustificarne l'applicazione) ma come metodo voluto e pianificato, al posto del denaro (che si intendeva abolire definitivamente).

Esperimenti Oltre al comunismo "di guerra", che fu un esperimento incompleto, nel periodo della rivoluzione russa vi furono alcuni esperimenti localizzati di praticare un'economia compiuta volutamente basata sul razionamento. In genere essi corrispondevano alla visione anarco-comunista. Il più noto e duraturo di questi fu la Repubblica Sovietica di Naissaar, mentre la Esercito insurrezionale rivoluzionario d'Ucraina durò più a lungo ma non fu completata. D'altro canto, il tentativo di estenderlo all'intera Unione Sovietica operato tramite la Rivolta di Kronštadt non andò a buon fine.

Secondo gli interpreti anarco-comunisti, nonostante Karl Marx non abbia mai indicato precisamente in cosa dovesse consistere in pratica il sistema comunista, essi ritengono che l'abbandono del comunismo di guerra basato sul metodo distributivo del razionamento (ossia secondo loro del comunismo tout court, da evolvere in seguito ma non abbandonare totalmente come, secondo questa interpretazione, invece fece Lenin) abbia rappresentato l'abbandono del sistema comunista stesso, non considerando essi più tale quello che ne seguì ma solo un capitalismo di stato ritenendo essi assolutamente imprescindibile dal sistema comunista l'abolizione del concetto stesso di "unità di conto" conseguentemente rappresentato dal denaro nel suo utilizzo come mezzo di scambio e di accumulazione di valore ("capitale") e quindi inconciliabile con il comunismo la sua esistenza che Marx implicitamente non avrebbe contemplato. Difatti sebbene la dottrina marxista indicasse una società "con accumulazione di capitale" come presupposto fondamentale per la creazione del socialismo, egli non si riferiva al capitale finanziario ma al capitale fisico ossia i mezzi di produzione, per questo motivo egli immaginò erroneamente come candidati al comunismo i paesi più ricchi anziché quelli poveri.

Questa interpretazione deriva principalmente dalla teoria marxiana del valore nella quale viene imputata la scarsità non a deficit materiali o produttivi ma unicamente al problema della trasformazione dei valori in prezzi di produzione derivato dalla mercificazione ossia dalla valutazione tramite unità di computo che determinando la considerazione del "costo opportunità" nelle unità marginali dà come conseguenza sovraccumulazione e sottoconsumo, in particolare di forza lavoro, nota come disoccupazione, che verrebbe a essere essa stessa sia causa unica sia conseguenza di sottoconsumo.

La distribuzione mediante razionamento (ossia distribuendo per suddivisione tutto ciò che viene prodotto, indipendentemente quindi dal potere d'acquisto finanziario dei soggetti fruitori, seppur necessariamente gerarchizzata in base alle quantità disponibili, in maniera egualitaria in virtù del motto "ognuno secondo le sue capacità, a ognuno secondo i suoi bisogni") secondo Marx risolverebbe tale distorsione portando quindi automaticamente produttività e impiego delle risorse perennemente al loro limite massimo possibile ("ottimo paretiano" o "frontiera delle possibilità produttive"). Difatti in tale nuovo contesto produttivo, come conseguenza dell'autogestione, secondo la visione di Émile Durkheim le forme precedenti di organizzazione sociale nei rapporti di lavoro verrebbero automaticamente sostituite da quella che egli definì solidarietà contrattuale, nuovo tipo di filosofia del diritto, di tipo organicista, che considerando la teoria del lavoro socialmente necessario esplica in essa il suddetto motto marxiano "ognuno secondo le sue capacità, a ognuno secondo i suoi bisogni": non competizione e individualismo ma collaborazione e interdipendenza, sulla base del concetto di Hans Jonas "al principio speranza contrapponiamo il principio responsabilità e non il principio paura".

Meccanismo Lo scopo del razionamento è di garantire un minimo di una risorsa o di imporre un limite massimo al suo utilizzo. (Quest'ultimo è il caso del razionamento del carbonio, dove la scarsità è artificiale). Di solito, il governo determina una razione equa, ad esempio proporzionale al numero di membri della famiglia. Se i partecipanti possiedono diritti diversi su una porzione (anche quando hanno la stessa necessità) e non ce n'è abbastanza per tutti, allora può essere applicato uno dei tanti algoritmi per risolvere il "problema del fallimento" (bankruptcy problem).

La Svezia dal 1919 al 1955 e la Finlandia dal 1944 al 1970, così come l'Estonia dal 1º luglio 1920 al 31 dicembre 1925, cercarono di limitare il consumo di alcol tramite il razionamento con il sistema Bratt, in base al quale a ogni nucleo familiare veniva dato un libretto (motbok in Svezia, viinakortti in Finlandia, tšekisüsteem in Estonia), dove dopo ogni acquisto di bevande alcoliche veniva aggiunto un timbro, in base alla quantità di alcol acquistata. Se l'acquirente aveva raggiunto la sua razione mensile, avrebbe dovuto aspettare fino al mese successivo per comprarne altro. Le razioni erano basate sul genere, sul reddito, sulla ricchezza e sullo stato sociale, con i disoccupati e i beneficiari dell'assistenza sociale che non potevano acquistare alcun alcol. Inoltre, poiché i motbok venivano distribuiti per nucleo familiare, non per persona, le mogli dovevano condividere l'assegno familiare con i loro mariti e di fatto non ricevevano nulla. Spesso le persone cercavano di aggirare il razionamento facendo spesso uso di libretti di amici o persino di sconosciuti. Il razionamento dell'alcol fu infine abolito in Svezia con l'apertura di negozi di liquori Systembolaget di proprietà statale, dove le persone potevano acquistare bevande alcoliche senza limiti.

In altri casi, la razione può essere stimata solo dal beneficiario, come nel caso di una fabbrica per la quale l'energia deve essere razionata. In tali casi, è necessario un meccanismo per scoraggiare la segnalazione errata di bisogni o desideri (ad esempio, per soddisfare la strategia a prova di). Supponiamo che ogni partecipante segnali una razione ideale. Per il cosiddetto razionamento uniforme, ogni razione è impostata sul minimo della razione ideale del partecipante e un limite, il quale è determinato in modo che la somma delle razioni sia uguale alla quantità disponibile. Quindi il partecipante che chiede di meno sarà servito per primo. Questo meccanismo è a prova di strategia, evita inutili sprechi (ottimo paretiano) e tratta equamente i soggetti equivalenti (anonimato). Infatti, è l'unico meccanismo di questo tipo. (L'anonimato in questa affermazione può essere sostituito da "assenza di invidia" o envy-freenessGamow, George; Stern, Marvin (1958). Puzzle-math. Viking Press. ISBN 0670583359.). Per la ridistribuzione di beni scarsi ai richiedenti da parte dei fornitori, vedere microeconomie non monetarie.

Per una gestione fluida della catena di fornitura, le forniture possono essere razionate, il che a volte viene definito il gioco del razionamento.

Diverse entità nel corso della storia hanno praticato il razionamento per le ragioni più disparate (in epoca moderna in genere la perdita di fiducia collettiva nel valore del denaro), e nonostante su alcuni punti ognuna abbia applicato metodi differenti, il meccanismo generale può essere riassunto complessivamente svolgersi mediante questi passaggi, affidati ognuno a un organismo burocratico preposto subordinato ai relativi ministeri: Produzione - (può essere nazionalizzata o meno) Alimentare - agricoltura, allevamento, pesca e piscicoltura. Manifatturiera. Materie prime. Approvvigionamento - si occupa a tutti i livelli territoriali della ricezione dei beni da parte dei produttori e li consegna alla distribuzione - qualora i produttori non siano nazionalizzati può avvenire per requisizione - se nazionalizzati, il problema non sussiste; distribuisce direttamente (tramite ricorso al trasporto e sulla base delle disponibilità) le materie prime, i semi-lavorati, e i mezzi di produzione da azienda ad azienda senza l'intermediazione di altri organismi - si occupa della statistica riguardo alla produzione ricevuta, per cui indica all'ufficio razionamento il raggiungimento di determinati obiettivi da premiare. Distribuzione - essa riguarda l'organizzazione della suddivisione equa tra tutti gli aventi diritto, di ciò che è disponibile; essendo la "razione" uguale per tutti, in genere è possibile cambiare beni non graditi con altri disponibili (ad esempio le sigarette, dato che non tutti le utilizzano) secondo listini prefissati delle relative equivalenze. Si avvale di magazzini di smistamento (nazionale, regionali, provinciali, mandamentali, metropolitani, comunali, quartierali) che terminano nei centri di distribuzione locali ("negozi") - potendo usufruire lavoratori e studenti perlopiù delle mense aziendali o di comparto o scolastiche, gran parte della razione alimentare sarà da essi scambiata con altri beni, mettendo nella disponibilità di chi non dispone di accesso a mense una maggior quota alimentare nella razione rispetto a quella base (che di conseguenza sarebbe impostata come inferiore alle necessità) - in genere i prodotti rifiutati (ossia scambiati con altri prodotti) vengono inseriti nelle razioni altrui su classifica o messi a libera disposizione fino ad esaurimento, anziché essere accumulati o spediti indietro la catena distributiva - solo eccessivi accumuli di massa vengono rispediti indietro per essere reimmessi nel circuito complessivo o ammassati o esportati - in questo modo si soddisfano prima le necessità complessive e si rinuncia solo al superfluo, anziché basarsi sulla "legge della domanda e dell'offerta" e altre delle economie capitaliste. Allocazione - essa riguarda l'allocazione di beni esistenti in singoli esemplari in numero limitato (ad esempio automobili), per la quale si segue una lista progressiva a punteggio anziché un'equa (impossibile per definizione) suddivisione.