Lo gnu striato (Connochaetes taurinus ()) anche noto come gnu comune, gnu dalla barba bianca o gnu blu, è una grande antilope africana e una delle due specie di gnu. La specie fa parte del genere Connochaetes, nella famiglia Bovidae, insieme all'unica altra specie di gnu, lo gnu dalla coda bianca (C. gnou). Lo gnu striato ha cinque sottospecie.

L'animale si distingue dalle altre antilopi africane principalmente per la sua corporatura massiccia, specie nei quarti anteriori, e dal caratteristico muso robusto. I vitellini nascono con un mantello bruno fulvo iniziando ad assumere la loro colorazione adulta all'età di 2 mesi. Le tonalità del mantello degli adulti vanno da una colorazione ardesia profonda o da un grigio bluastro a un grigio chiaro o persino un marrone grigiastro. Entrambi i sessi possiedono un paio di grandi corna ricurve.

Lo gnu striato è un erbivoro, che si nutre principalmente di erbe corte. Forma branchi che si muovono in aggregazioni sciolte, dove branchi più piccoli si uniscono per formare delle mandrie più grandi non associate tra di loro, specialmente durante la stagione delle migrazioni. La stagione degli amori inizia alla fine della stagione delle piogge, ed ogni femmina partorisce un solo vitello dopo un periodo gestazionale di circa 8,5 mesi. Il vitello rimane con la madre per i primi 8 mesi, dopodiché si unisce a una mandria di giovani. L'habitat preferito degli gnu striati sono le pianure d'erba corta al confine con le savane di acacia ricoperte di cespugli, nell'Africa meridionale e orientale, prosperando principalmente in aree che non sono né troppo umide né troppo aride. Ogni anno, almeno tre popolazioni africane di gnu striato prendono parte ad una grande migrazione che copre lunghe distanze, programmata in modo da coincidere con l'andamento annuale delle precipitazioni e della crescita dell'erba nelle pianure d'erba corta del suolo vulcanico dove possono trovare i cibo ricco di sostanze nutritive necessario per l'allattamento e la crescita dei vitelli.

Lo gnu striato è originario dell'Angola, Botswana, Kenya, Mozambico, Sudafrica, Swaziland, Tanzania, Zambia e Zimbabwe. Oggi è estinto in Malawi, ma è stato reintrodotto con successo in Namibia. Il limite meridionale dell'areale degli gnu striati è il fiume Orange, mentre il limite occidentale è delimitato dal lago Vittoria e dal Monte Kenya. Lo gnu striato è molto comune e diffuso nel suo areale, e viene spesso introdotto negli allevamenti privati di selvaggina e nelle riserve naturali. Vista la densità e distribuzione della specie, l'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) ha valutato lo gnu striato come specie a Rischio minimo. La popolazione è stata stimata intorno ai 1,5 milioni di esemplari e l'andamento della popolazione è stabile.

Il termine "gnu" viene usato comunemente per indicare C. taurinus, ma può anche riferirsi in generale al genere Connochaetes, che include anche lo gnu dalla coda bianca. In inglese, il C. taurinus viene chiamato blue wildebeest ("gnu azzurro"), mentre il C. gnu viene distinto col nome di black wildebeest ("gnu nero"). In swahili, il C. taurinus si chiama nyumbu.

Descrizione

Lo gnu striato mostra un marcato dimorfismo sessuale, con i maschi più grandi e più scuri delle femmine. L'animale misura in genere 170–240 centimetri (67–94 pollici) di lunghezza, dalla testa ai quarti posteriori. L'altezza media al garrese della specie è di 115-145 centimetri (45-57 pollici). Mentre i maschi possono arrivare a pesare fino a 290 kg (640 libbre), le femmine raramente superano i 260 kg (570 libbre). Una delle caratteristiche dell'animale è la lunga coda nera, lunga all'incirca 60-100 centimetri (24-39 pollici). Tutte le caratteristiche e le striature di questa specie sono simmetriche bilateralmente per entrambi i sessi. La durata media della vita è di 20 anni in natura e 21 anni in cattività. Il più anziano individuo conosciuto in cattività è vissuto per 24,3 anni.

Colorazione Questa antilope dalle spalle larghe ha un aspetto muscoloso e pesante specie nei quarti anteriori, con un muso robusto e distintivo. I vitelli nascono con un mantello bruno fulvo e iniziano ad assumere la loro colorazione adulta all'età di 2 mesi. Le tonalità della colorazione degli adulti vanno dall'ardesia profonda o da un grigio bluastro a un grigio chiaro o persino un marrone grigiastro. Il dorso e i fianchi sono leggermente più chiari del ventre e degli arti. Strisce verticali marrone scuro segnano l'area tra il collo e la parte posteriore della cassa toracica, dando così all'animale il nome comune "gnu striato". Le criniere in entrambi i sessi appaiono lunghe, rigide, spesse e nero corvino, dello stesso colore della coda e del muso. Mentre le criniere dello gnu dalla barba bianca occidentale ed orientale sono più snelle e cadenti sul collo, quelle dello gnu di Nyassaland e dello gnu comune sono più rigide e verticali. Le ghiandole odorifere, che secernono un olio limpido, sono posizionate negli anteriori e sono più grandi nei maschi rispetto alle femmine.

In termini di lunghezza del cranio, la sottospecie più piccola dello gnu striato è lo gnu dalla barba bianca occidentale. È anche la sottospecie dal mantello più scuro; lo gnu dalla barba bianca orientale è la sottospecie più leggera. Entrambe le sottospecie possiedono una barba bianco crema, mentre le sottospecie di Nyassaland e lo gnu comune presentano una folta barba nera. La sottospecie di Nyassaland presenta anche un muso più lungo, mentre le femmine dello gnu dalla barba bianca occidentale presentano il muso più corto.

Corna

Entrambi i sessi possiedono un paio di grandi corna, la cui forma ricorda una parentesi. Questi si estendono lateralmente verso l'esterno, quindi si curvano verso l'alto e verso l'interno. Nei maschi, le corna possono essere lunghe 83 centimetri (33 pollici), mentre le corna delle femmine sono lunghe in media 30-40 centimetri (12-16 pollici). Nonostante sia un'antilope, lo gnu striato possiede varie caratteristiche bovine. Ad esempio, le corna assomigliano molto a quelle della femmina del bufalo cafro. Inoltre, la corporatura pesante e i quarti anteriori sproporzionatamente grandi gli conferiscono un aspetto bovino.

Malattie e parassiti Lo gnu striato è suscettibile all'afta epizootica, all'antrace, alla rogna sarcoptica e alla gangrena dello zoccolo. L'herpesvirus è stato isolato per la prima volta da uno gnu azzurro nel 1960 dallo scienziato veterinario Walter Plowright. Sebbene le cause di morte varino di anno in anno, in un periodo di siccità in Botswana, le vittime più frequenti sono i giovani vitelli e le femmine più anziane. In un'altra occasione, si stima che il 47% dei decessi sia stato causato da malattie, il 37% da predazione e il resto da incidenti.

L'animale in natura può ospitare diversi parassiti. In uno studio, è stato scoperto che lo gnu striato ospita 13 specie di nematodi, un trematode, le larve di cinque mosche parassite, tre specie di pidocchi, sette specie di zecche ixodide, un acaro e le larve di un verme della lingua. Di questi, la maggior parte era più diffusa in alcuni periodi dell'anno rispetto ad altri. In genere, le larve di Gedoelstica e di Oestrus si trovano nelle vie nasali e nelle cavità respiratorie dello gnu striato e talvolta migrano verso il cervello. Rispetto ad altri bovidi, gli gnu striati sono resistenti alle infestazioni di diverse specie di zecche.

Biologia

Lo gnu striato è principalmente attivo durante la mattina e nel tardo pomeriggio, passando le ore più calde della giornata a riposare. Questi animali estremamente agili e diffidenti possono correre fino a 80 km/h (50 mph), agitando la coda e scuotendo la testa. Un'analisi dell'attività dello gnu striato nel Parco nazionale del Serengeti ha dimostrato che questi animali dedicano più della metà del loro tempo totale a riposare, il 33% al pascolo, il 12% al muovendosi (principalmente camminando) ed il rimanente in interazioni sociali. Tuttavia, esistono variazioni tra i diversi gruppi per età e sesso.

Branchi

Gli gnu solitamente si riposano vicino ad altri membri della propria specie, spostandosi in aggregazioni sciolte. Le mandrie possono contare da poche decine fino a diverse migliaia di esemplari. I branchi possono essere di genere misto con un maschio dominante, oppure branchi di sole femmine o di soli maschi. Spesso gli gnu formano branchi con altre specie, soprattutto con le zebre di Grant. I maschi formano branchi di scapoli, che possono essere distinti dai gruppi giovanili per la minore attività e la distanza tra gli animali. Circa il 90% dei vitelli maschi si unisce alle mandrie di scapoli prima della successiva stagione degli amori. I maschi diventano territoriali all'età di quattro o cinque anni, divenendo molto rumorosi (in particolare negli gnu dalla barba bianca occidentale) e attivi. I maschi tollerano la presenza di altri maschi, e un chilometro quadrato (0,39 miglia quadrate) di pianura può ospitare fino a 270 maschi adulti. La maggior parte dei territori utilizzati dai maschi è di natura temporanea, e meno della metà della popolazione maschile detiene territori permanenti. Nella zona del Serengeti, enormi branchi di gnu migrano stagionalmente dal Parco nazionale del Serengeti (Tanzania) all'adiacente Masai Mara (Kenya). La notte, questi animali tendono a dormire in gruppi molto più numerosi.

I vitelli femmina rimarranno con le loro madri e le altre femmine imparentate nella mandria per tutta la vita. Gli individui di sesso femminile in una mandria provengono da una vasta gamma di età, dai vitellini di un anno alle femmine più vecchie. Durante la stagione delle nascite, le femmine imparentate con i nuovi nascituri accolgono i nuovi nati attraverso degli speciali odori. Durante la stagione delle piogge, le femmine generalmente guidano il branco verso zone nutritive di erbe e aree dove è possibile evitare i predatori. Questo per garantire che i vitelli appena nati abbiano le maggiori possibilità di sopravvivere e di ottenere latte più nutriente.

Territorialità I maschi segnano i confini del loro territorio con cumuli di sterco, secrezioni dalle loro ghiandole odorose e determinati comportamenti. Il linguaggio del corpo usato da un maschio territoriale include assumere una postura eretta, raspare il terreno con le zampe e agitare il capo, defecazioni frequenti, rotolarsi nella terra, ed emettere frequenti e potenti muggiti ed un suono simile a un "ga-noo". Quando competono tra di loro per il territorio, i maschi grugniscono rumorosamente, raspano il terreno, agitano le corna come per colpire, ed eseguono altri movimenti che suggeriscono l'intenzione di aggredire ed altre manifestazioni di aggressività. Nel caso relativamente raro in cui si giunga allo scontro, i maschi si fronteggiano appoggiati sulle ginocchia anteriori, cercando di colpirsi reciprocamente con le corna.

La difesa del territorio da parte dei maschi è fortemente legata al corteggiamento e alla riproduzione, e quindi diviene particolarmente accesa durante la stagione degli accoppiamenti (da marzo ad aprile), per cessare completamente entro agosto. Nel Serengeti, dove la densità di popolazione degli gnu è tale che ci possono essere fino a 270 maschi territoriali per km², il rumore complessivo causato dai grugniti e dai combattimenti durante la stagione degli amori si riesce a udire da grandi distanze.

Predatori

Gli gnu sono una preda importante per molti predatori della savana, in particolare leoni, ghepardi, leopardi, licaoni e iene. Anche i coccodrilli attaccano spesso gli gnu quando i branchi attraversano corsi d'acqua durante gli spostamenti.

Dieta