Il parco nazionale del Monte Rainier () è un parco nazionale degli Stati Uniti situato nello stato del Washington, nel nord-ovest della nazione. Coprendo un'area di quasi 956 km², questa zona protetta è famosa innanzitutto per la vetta massima a cui deve il nome, ovvero il monte Rainier. Quest'imponente stratovulcano, la cui sommità si eleva per più di 4000 m, appartiene al massiccio della catena delle Cascate.
La presenza delle prime comunità umane nell'area risale a quasi 8000 anni fa, quando i paleoamericani si recarono in loco dandosi alla caccia e all'agricoltura di sussistenza. Dopo l'arrivo dei primi esploratori europei, le tribù locali di lingue salish furono gravemente colpite da epidemie di vaiolo portate nel continente dai coloni alla fine del XVIII secolo.
In ordine cronologico, la regione è diventata il quinto parco nazionale degli Stati Uniti il 2 marzo 1899, giorno in cui fu emesso il provvedimento istitutivo durante la presidenza di William McKinley. Amministrato dal National Park Service, la cui missione è proteggere la sua ricchezza naturale e culturale, il parco ospita più di 1000 specie vegetali e oltre 300 differenti vertebrati.
Descrizione Il parco si trova nel centro dello stato del Washington e abbraccia le contee di Pierce e Lewis. Situato a circa 100 km a sud-est di Seattle e 200 a nord-est di Portland, altre città importanti della regione sono la capitale Olympia e Tacoma.
Esteso 953,5 km², il parco comprende l'intera regione che circonda il monte Rainier. La lunghezza è di circa 30 km sia in direzione nord-sud che est-ovest. Non si deve immaginare il parco come una zona protetta isolata da altre aree riserve: si pensi infatti alle confinanti riserve naturali e foreste nazionali che proteggono una parte significativa della catena montuosa di cui fa parte il vulcano Rainier, ovvero la catena delle Cascate.
Topografia L'altitudine minima del parco è intorno a 500 m, mentre il punto culminante corrisponde alla sommità del monte Rainier, alta 4392 m s.l.m. La cima è la quinta più elevata degli USA (se si esclude l'Alaska), ma anche la maggiore della catena delle Cascate. Il gruppo montuoso di cui fa infatti parte la montagna comprende numerose cime la cui altitudine in media è compresa tra i 2000 e i 2500 m.. Se le si scorge dalle valli, l'altezza delle stesse appare maggiore, ma si tratta solo di un effetto ottico. Nella regione circostante, solo pochi vulcani riescono a superare la soglia dei 3000 m, nello specifico il monte Baker e il Glacier Peak.
Altre significative vette non vulcaniche situate nel parco includono l'Unicorn Peak (2125 m), il Dege (2136 m) e il monte Skyscraper (2157 m).
Geologia
Le rocce più antiche della zona hanno circa 400 milioni di anni. Formatisi sotto l'Oceano Pacifico, i sedimenti rocciosi presenti nella regione sono i più antichi tra quelli scoperti nella catena montuosa. Poggiando sulla superficie di placche tettoniche in movimento, tali rocce si spostarono poi verso nord e incontrarono la placca nordamericana 90 milioni di anni fa. Il terreno a quel punto si alzò, centimetro per centimetro, originando in tal modo un primo insieme di rilievi. Tale morfologia andò poi perlopiù erosa, ma nuove placche oceaniche si scontrarono di nuovo negli ultimi 40-35 milioni di anni. Da questo nuovo incontro ebbe luogo una serie di subduzioni le quali permisero il passaggio del magma confluito nell'arco vulcanico delle Cascate.
I vulcani locali vennero alimentati dal calore trasmesso dalla subduzione delle placche tettoniche di Gorda e Juan de Fuca sotto una di dimensione maggiore, quella nordamericana. Situato 500 km al largo delle coste, il centro della placca di Gorda sprofonda di quasi 2,5 cm sotto il Nord America...
La formazione del monte Rainier cominciò circa un milione di anni fa, mentre le montagne vicine ne hanno quasi dodici. Il duomo centrale è costituito da rocce andesitiche e si tratta del vulcano più alto della catena delle Cascate, oltre che del terzo in termini di volume dopo il monte Adams e il monte Shasta.
Gli scienziati ritengono che, durante la sua formazione, l'altezza del vulcano superasse di oltre 300 m quella odierna, ma la parte superiore successivamente collassò a causa di violente eruzioni. Nell'arco della sua storia geologica, i fianchi del vulcano andarono modellati anche dall'erosione glaciale.
Le ultime eruzioni del vulcano risalgono al XIX secolo. Attualmente considerato in uno stato di quiescenza, il cratere potrebbe ancora eruttare come in passato hanno fatto il Lassen Peak (1914) e il monte Saint Helens (1980). Un sismografo misura continuamente l'attività locale e, malgrado i terremoti che avvengono siano di grado relativamente basso, questi continuano con regolarità. I geologi ritengono che questa attività sia causata dalla circolazione di fluidi caldi sotto il vulcano, responsabili della creazione di sorgenti calde o fumarole nel parco.
Il monte Rainier è probabilmente il vulcano con il maggior potenziale distruttivo nel gruppo delle Cascate. Oltre alle sue grandi dimensioni, i numerosi ghiacciai sulla sua sommità potrebbero sciogliersi in caso di eruzioni e generare grandi lahar. Essi potrebbero interessare i milioni di abitanti dell'area metropolitana di Seattle, ma anche le popolazioni fino al nord-ovest dell'Oregon. I detriti scoperti vicino allo stretto di Puget nell'area di Seattle indicano che questi fenomeni si verificarono di certo in passato.
Clima Appartenente alla regione montuosa della catena delle Cascate e con un'altitudine massima superiore ai 4000 m, il clima della regione del parco è di tipo montano. Le regioni più a ovest hanno un clima temperato oceanico, mentre nelle aree orientali si sperimenta quello continentale umido.
Nella parte occidentale, grazie all'influenza oceanica, le precipitazioni appaiono significative da novembre ad aprile e si verificano in gran parte sotto forma di neve in quota elevata. Le piogge sono così numerose per via del fatto che le North Cascades formano una barriera che blocca l'umidità delle masse d'aria sul fianco occidentale dando luogo al fenomeno dell'ombra pluviometrica. Il periodo estivo è generalmente più secco in quel punto, mentre in quota le precipitazioni nevose risultano decisamente non trascurabili. Benché sul monte Rainier cadano in media sedici metri di neve all'anno, durante l'inverno 1971-1972 se ne registrarono 28.5 presso la stazione di rilevamento di Paradise Ranger situata a 1647 m sul livello del mare. Il record nazionale è comunque detenuto dal non troppo distante monte Baker, il quale ricevette durante l'inverno 1998-1999 quasi 29 m di nevicate.. Nella parte orientale del parco il clima è più secco con inverni più freddi ed estati più calde.
Idrografia
I corsi d'acqua del parco appartengono tutti allo spartiacque dell'Oceano Pacifico. La maggior parte di essi ha origine direttamente dal monte Rainier. Il numero così intenso di precipitazioni che si verificano nella regione durante tutto l'anno, unito allo scioglimento dei ghiacciai, consente un costante afflusso idrico a tutti i bacini e le falde sotterranee.
In tutto, scorrono oltre 470 corsi d'acqua attraverso il parco: tra i principali figurano il fiume White, a nord-est della zona protetta, il Carbon, a nord-ovest, il Puyallup e il Mowich, a ovest, il Nisqually a sud-ovest e un affluente del Cowlitz, a sud-est. I fiumi scorrono generalmente in valli glaciali piuttosto profonde.
I fiumi della regione appartengono a tre differenti bacini idrografici. I fiumi White, Carbon e Mowich sono affluenti del Puyallup, che termina il suo corso a ovest nello stretto di Puget, un braccio di mare nell'Oceano Pacifico. Il fiume Nisqually drena anche nell'estremità meridionale dello stretto. Il fiume Cowlitz è da parte sua un affluente del Columbia, uno dei principali corsi a terminare nel Pacifico a livello della città di Astoria, nell'Oregon.
Il parco ospita oltre 380 laghi o stagni. Il Mowich è il maggiore del parco: localizzato ad un'altitudine di quasi 1500 m, si estende per 50 ettari e ha una profondità di 17 m. Non vanno inoltre trascurate le molte cascate presenti, tra cui quelle di Christine, di Narada, di Comet, del torrente Kautz, di Van Trump o di Sydney.
Ambiente naturale
Il parco nazionale si estende su diversi ecosistemi, circostanza che rende possibile la presenza di una grande biodiversità. Al di sotto dei 1500 m si trova l'area boschiva, da 1500 a 1800 l'area subalpina e, più in alto, il piano alpino. La sola superficie boschiva copre quasi il 60% del parco, mentre le altre due aree condividono quasi con la stessa percentuale il resto.
In totale, il parco ospita quasi 890 specie di tracheofite e 250 non appartenenti a tale phylum. Non si possono dimenticare inoltre nel regno animale le quasi 300 specie presenti tra mammiferi, uccelli, pesci, rettili e anfibi.
Ai suoi confini occidentali e settentrionali, il parco è delimitato dalla foresta nazionale del monte Baker-Snoqualmie, a sud con quella di Gifford Pinchot e ad est con la Wenatchee. Altre aree protette vicine includono le riserve integrali di Tatoosh (Tatoosh Wilderness), Norse Peak (Norse Peak Wilderness), Clearwater (Clearwater Wilderness) e William O. Douglas (William O. Douglas Wilderness).
Secondo l'Agenzia statunitense per la protezione dell'ambiente, il parco nazionale si trova nell'ecoregione della "cordigliera occidentale delle montagne boscose del nord-ovest". Stando al sistema di classificazione del WWF, l'area appartiene all'ecoregione delle Central and Southern Cascades forests, caratterizzata da una regione montuosa ricoperta di conifere e il cui clima è tanto più umido man mano che ci si sposta verso ovest della regione.
Flora
La composizione della foresta varia notevolmente con l'altitudine. Il dislivello raggiunge infatti poco meno di 4000 m tra la vetta più alta e il fondovalle. In virtù di siffatta premessa, si comprendono le diversità numeriche e del tipo di specie viventi che crescono in ogni differente fascia. Le precipitazioni, più abbondanti ad ovest del parco rispetto al punto opposto, influenzano anche il genere delle specie presenti. Altri fenomeni naturali come incendi, valanghe e lahar hanno assunto in passato (e i roghi continuano tuttora) ad assumere un impatto locale sulla distribuzione della flora.
Al di sotto dei 1000 m altitudine, la foresta è dominata dalla tsuga occidentale (Tsuga heterophylla), dall'abete di Douglas (Pseudotsuga menziesii) e dalla tuia plicata (Thuja plicata). Fino a circa 1500 m, la foresta, che diventa sempre meno fitta, vede invece prosperare l'abete amabile (Abies amabilis), il cipresso di Nootka (Chamaecyparis nootkatensis), il pino bianco occidentale (Pinus monticola) e l'abete nobile (Abies nobilis). Alcune aree boschive hanno alle spalle solo un secolo d'età, soprattutto dove i ghiacciai si sono ritirati di recente. Altri punti, identificati come foreste vergini, superano talvolta i 1000 anni.
Più in alto, la vegetazione è scarna nella zona subalpina, poiché innevata per una lunga parte dell'anno. Anche se più rari, in questa zona sono ancora presenti alcuni alberi come l'abete delle rocce (Abies lasiocarpa), la tsuga mertensiana, il pino dalla corteccia bianca (Pinus albicaulis) e il peccio di Engelmann (Picea engelmannii). Tra i fiori più comuni in loco figurano i seguenti: Erythronium grandiflorum, Polygonum bistortoides, Pulsatilla occidentalis, leptosepala, Dodecatheon jeffreyi, Gentiana calycosa, Castilleja miniata, Mimulus lewisii, Valeriana sitchensis e la campanula soldanella (Campanula rotundifolia).