La diocesi di Dorostoro (in latino: Dioecesis Dorostorena) è una sede soppressa e sede titolare della Chiesa cattolica.
Storia Dorostoro, corrispondente alla città di Silistra nell'odierna Bulgaria, è un'antica sede vescovile della provincia romana della Mesia Seconda (o Inferiore) nella diocesi civile di Tracia. Faceva parte del patriarcato di Costantinopoli ed era suffraganea dell'arcidiocesi di Marcianopoli.
Il Martirologio Romano, alla data del 20 novembre, ricorda il martire san Dasio: «Dorostori, in Mysia inferiore, sancti Dasii Martyris, qui, cum in festo Saturni nollet impudicitiis ejus consentire, sub Basso Praeside caesus est».Vetus Martyrologium Romanum: «A Dorostoro, nella Misia inferiore, san Dasio martire, il quale, non volendo consentire alle disonestà che si facevano nella festa di Saturno, fu ucciso sotto il Preside Basso.»Il Martirologio, riformato a norma dei decreti del concilio Vaticano II e promulgato da papa Giovanni Paolo II, ha modificato la frase con questo semplice testo: A Silistra in Mesia, nell'odierna Bulgaria, san Dasio, martire. Martirologio Romano. Riformato a norma dei decreti del Concilio ecumenico Vaticano II e promulgato da papa Giovanni Paolo II, Città del Vaticano, Libreria editrice vaticana, 2004, p. 892.
Cinque sono i vescovi noti di questa sede: Aussenzio, vescovo ariano, discepolo di Ulfila; Giacomo, che partecipò al concilio di Efeso del 431 e che fu messo dai padri conciliari fra gli scismatici per essersi opposto ad una frettolosa condanna dei nestoriani; Monofilo, che sottoscrisse la lettera dei vescovi della Mesia Seconda all'imperatore Leone (458) in seguito all'uccisione del patriarca alessandrino Proterio; e Giovanni, che prese parte al concilio di Costantinopoli del 553.Concilium universale Constantinopolitanum sub Iustiniano habitum, edidit Johannes Straub, volumen primum, «Acta Conciliorum Oecumenicorum» vol. IV/1, Berolini, 1891, p. 229, nº 127. Il nome del vescovo Dolcissimo appare in un'iscrizione funebre scoperta a Varna (l'antica Odesso), databile alla fine del VI secolo.Atanasov, Le palais des évêques de Durostorum, p. 276.
Non si conoscono più vescovi di questa sede fino all'XI secolo, epoca in cui nelle fonti bizantine la sede ha assunto il nome di Drystra o Dystra.Raymond Janin, v. Drystra ou Dystra, in Dictionnaire d'Histoire et de Géographie ecclésiastiques, vol. XIV, Paris, 1960, coll. 826-827.
Dal 1933 Dorostoro è annoverata tra le sedi vescovili titolari della Chiesa cattolica; la sede finora non è mai stata assegnata.
Cronotassi dei vescovi greci San Dasio † Aussenzio † (IV secolo) (vescovo ariano) Giacomo † (menzionato nel 431) Monofilo † (menzionato nel 458) Giovanni † (menzionato nel 553) Dolcissimo † (fine VI secolo)Atanasov, Basiliques de l'époque du Haut Christianisme à Durostorum, p. 213.
Note
Bibliografia Raymond Janin, v. Dorostorum, in Dictionnaire d'Histoire et de Géographie ecclésiastiques, vol. XIV, Parigi 1960, coll. 683-684 Pius Bonifacius Gams, Series episcoporum Ecclesiae Catholicae, Graz, 1957, p. 428 Michel Le Quien, Oriens christianus in quatuor Patriarchatus digestus, Parigi, 1740, Tomo I, coll. 1227-1230 Daniele Farlati e Jacopo Coleti, Illyricum Sacrum, vol. VIII, Venezia, 1819, pp. 113-122 Jacques Zeiller, Les origines chrétiennes dans les provinces danubiennes de l'empire romain, Paris, 1918, p. 166 Georgi Atanasov, Le palais des évêques de Durostorum des V-e – VI-e siècles, Pontica 37-38 (2004-2005), pp. 275–287 Georgi Atanasov, Basiliques de l'époque du Haut Christianisme à Durostorum – Silistra, Pontica 42 (2009), pp. 213–241
Voci correlate Eparchia di Dorostol
Collegamenti esterni La sede titolare nel sito di www.catholic-hierarchy.org La sede titolare nel sito di www.gcatholic.org
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