Il clan Ascione è un sodalizio camorristico, originario ed operante nella zona di Ercolano.

Storia Negli anni '80, una sparatoria dà inizio alla lotta fra due clan camorristici con colpi di kalashnikov sparati da una motocicletta tra Delfino Del Prete e altre persone. La prima faida di Ercolano vede contrapposti il clan degli Esposito contro il clan degli Ascione. Con l'omicidio del boss Antonio Esposito si decreta la vittoria da parte del clan Ascione.

Omicidio Iodice Ma la risposta non si fece attendere con l'omicidio di Raffaele Iodice, avvenuto il 17 dicembre 1986 la faida continua. In quella data Mario Colini, 32 anni, uccide Raffaele Iodice di anni 26. Colini è oggi schierato con i Birra, insieme ad Antonio De Crescenzo, Bernardo Ammendola e Simone Borrelli. Cira Simeone, 50 anni, madre di Raffaele Iodice, avvia le sue indagini private, avendo in testa una frase che il figlio le aveva confidato pochi giorni prima di morire: "Ho paura. Temo di essere tradito. Se sarò ammazzato lo sarò per colpa di Simone Borrelli", uno della sua banda. Raffaele era il primogenito della donna, assiduo frequentatore della criminalità organizzata, riscuoteva il pizzo per conto degli Ascione. Secondo sua madre venne assassinato in quanto voleva, sia abbandonare il mondo della criminalità, che intrattenere una relazione con la sorella di Simone Borrelli. Era deciso a tornare ad una vita onesta. Le circostanze dell'assassinio del giovane furono agghiaccianti, mentre indagini condussero infine ad un processo. In aula vennero ricordate dettagliatamente. Il corpo, dopo l'esecuzione, sembrava quello di una persona normalmente seduta. Per gli inquirenti fu un indizio importante. Si vociferava che l'omicidio fosse avvenuto per mano di un amico, mentre Raffaele si trovava nella sua auto ferma. Ma dell'auto però non vi era alcuna traccia. Dal dibattimento emerse che gli assassini avrebbero iniziato a scavare una fossa per seppellire il corpo, ma furono improvvisamente interrotti in quanto i cani a guardia del fondo agricolo avevano iniziato ad abbaiare.

Duplice omicidio Ronzetti e Del Mastro Il 20 aprile 1988 i fratelli Giuseppe, Giacomo e Ciro Zeno, rispettivamente 27, 25 e 23 anni, uccidono Giorgio Ronzetti, braccio destro di Don Raffaele Ascione soprannominato Rafaele 'o Luongo, di 28 anni, e Michele Del Mastro, cognato di Delfino Del Prete, 23 anni, ferendo gravemente Giovanni Savino, 24 anni. I tre fratelli raccontarono agli inquirenti una storia di minacce, violenze fisiche e racket, che durava da diversi anni. La cosiddetta banda del Vesuvio li aveva presi di mira in quanto, come commercianti di fiori all'ingrosso, avevano avuto molto successo.

Gli arresti degli anni '90 Nel 1990 vengono arrestati: Giovanni Birra di 27 anni, il cognato Stefano Zeno, Antonio Raiola di 27, Michele Beato di 19, Vincenzo e Ferdinando Abate di 31 e 29 anni, Giuseppe Sannino di 23.

Il 12 dicembre 1990 dopo due anni di latitanza trascorsi in Germania, nella sua abitazione, venne arrestato Raffaele Ascione, già legato a Raffaele Cutolo. Si nascondeva in un vano ricavato in una parete e protetto da una porta blindata. Sul suo capo pendevano ordini di carcerazione per associazione per delinquere di stampo camorristico, tentato omicidio, rapine e spaccio di droga. Scarcerato fu catturato il 18 maggio 1994 a Cava de' Tirreni. Tornato in galera muore all'ospedale di Caserta il 14 giugno 2004 dopo aver avvertito un malore nel carcere di Carinola.

Nel dicembre del 1990 vengono messi delle microspie e dei microfoni nelle bare dei pregiudicati uccisi nella guerra tra gli Ascione e gli Esposito. Nei nastri, secondo quanto si è appreso, si parla delle circostanze in cui sono avvenuti gli agguati e ai probabili moventi degli omicidi; si preparano vendette e si discute sulle modalità delle risposte da dare agli avversari. Le registrazioni così ottenute nel cimitero di Ercolano sono state ritenute uno degli elementi a carico dei 19 destinatari dei provvedimenti restrittivi, tutti accusati di associazione camorristica.

Il 19 dicembre 1990 Roberto CutoloNato a Napoli, 25 gennaio 1962 e deceduto a Tradate il 19 dicembre 1990., figlio di Raffaele Cutolo venne ammazzato a Tradate in Lombardia dalla 'ndrangheta a causa di una vendetta trasversale. Per vendicarsi i Fabbrocino e gli Ascione avrebbero ucciso Salvatore Batti, un camorrista fuggito a Napoli.

Il 18 giugno 1991 la Corte di cassazione stabilì a sorpresa che non è reato sparare e uccidere un taglieggiatore che si presenti con la pistola in pugno. Venne così definitivo il proscioglimento dei fratelli Zeno: sparare contro i taglieggiatori che minacciano a mano armata e ucciderli rientra nell'ambito della legittima difesa. I fratelli Zeno, intanto, dopo un periodo trascorso nel Nord Europa nel timore di rappresaglie, tornarono a Ercolano.

Il 15 giugno 1993 Giovanni Birra, davanti al Tribunale, fu protagonista di una clamorosa evasione: mentre stava per essere riportato in carcere, dopo aver partecipato a un'udienza, prima di salire sul furgone riuscì a scappare sfilando i polsi dai ceppi che lo legavano ad altri detenuti. Inseguito dai Carabinieri riuscì a dileguarsi nei vicoli del Rione Forcella, a poche decine di metri dalla stazione centrale. Fu arrestato il 1º ottobre 1993 a Castiglione della Pescaia, in provincia di Grosseto, dove vivevano alcuni suoi familiari.

Il 17 ottobre 1993 per ordine di Immacolata AdamoSan Martino Valle Caudina, 24 aprile 1960. i becchini del clan Ascione fecero irruzione nel cimitero e “rubarono” il cadavere di Raffaele Iodice, ucciso dal clan il 17 dicembre 1986. Una vendetta, affermano oggi i pentiti, nei confronti di sua madre, Cira Simeone, la donna-coraggio che fece da sola quello che lo stato non riuscì mai a fare: incastrare gli assassini di suo figlio.

Il 28 febbraio 1996 avviene l'operazione Nemesi, a Ercolano vengono eseguite 194 ordinanze di custodia cautelare in carcere. Il clan Ascione - che controlla il traffico di stupefacenti - viene decapitato. Tra gli arrestati: i fratelli Salvatore e Leonardo Zirpoli. Qualche giorno dopo l'arresto, i due si dichiarano pentiti. Con le loro dichiarazioni, mandano in carcere numerosi esponenti della camorra della fascia vesuviana.

Il 28 marzo 1996 a Ercolano, in un agguato resta gravemente ferita Giuseppina Brisciano, sorellastra di Salvatore e Leonardo Zirpoli.

Il 4 aprile 1996 a Portici, una bomba carta esplode davanti a un ristorante, è il secondo attentato in tre giorni. Il locale "Tonino a mare" è di proprietà di Anna Imperato, convivente di Leonardo Zirpoli.

Il 30 novembre 1996 l'avvocato Vincenzo Strazzullo, penalista del foro di Napoli e legale dei pentiti del clan Ascione, di Ercolano, tenta il suicidio a Todi. In una lettera afferma di essere "vittima di errori giudiziari". L'avvocato è sotto processo per sequestro di persona, minacce e sequestro di persona. Ad accusarlo, proprio il suo ex cliente Leonardo Zirpoli. Il collaboratore di giustizia accusa: "Voleva che ritrattassi le mie dichiarazioni sul clan Ascione".

Il 26 gennaio 1997 avviene l'omicidio di Ciro Zirpoli, figlio del pentito Leonardo, affiliato al clan camorristico degli Ascione e collaboratore di giustizia dall'aprile scorso, assieme ai fratelli Salvatore e Gennaro. Da allora la famiglia ha subito diversi attentati, costringendo Leonardo Zirpoli ha ritrattare. Zirpoli viene ucciso con un colpo di pistola alla schiena, in vico Razzolino. Il ragazzo, che vive a Firenze, è a Ercolano in visita da alcuni familiari. Sembra che il figlio Ciro avesse continuato ad avere rapporti con gli Ascione, allo scopo di spacciare droga. Secondo una prima ricostruzione della polizia, i killer, prima di ucciderlo gli dicono: "Ciao, Ciro..."

Il 6 febbraio 1997 l'avvocato di Zirpoli, Vincenzo Strazzullo, viene arrestato con le accuse di associazione camorristica.

Il 10 febbraio 1997 a Ercolano, viene profanata e incendiata la tomba di Ciro Zirpoli.

Da una decina d'anni, la seconda faida di Ercolano vede coinvolti gli Ascione contro i Birra. È una delle faide più cruente in termini di morti ammazzati. In ballo ormai non c'è più soltanto il controllo del territorio: la guerra di camorra va avanti in quanto tra i camorristi delle due famiglie c'è un odio profondo e radicato. In questa faida sono coinvolti anche i Papale. Dal febbraio 2007 al settembre 2008 ci sono stati 18 tra tentati e avvenuti omicidi.

Il 4 maggio 1999 avvenne l'omicidio di Ciro Cozzolino. Cozzolino non avrebbe dovuto vendere i suoi stracci in Campania a prezzi inferiori a quelli praticati dai principali operatori sulla piazza di Ercolano, legati al clan di Raffaele AscioneNacque nel 1954, deceduto il 14 giugno 2004.. E avrebbe anche dovuto, in cambio del permesso di operare su Prato, versare una tangente di 20 lire per ogni chilo venduto. Invece «Enzino o' pazzo» iniziò a vendere a Ercolano a prezzi «stracciati», conquistando il mercato.

Il 23 settembre 1999 avvenne l'omicidio di Marco De Franchis. Impiegato comunale massacrato dai camorristi, il suo ragazzo aveva rubato nella loro zona. La vittima aveva 45 anni ed era andato a lamentarsi da un boss perché il figlio era stato pestato. All'origine di tutto, comunque, c'era lui Aniello, 19 anni, uno dei due figli del De Franchis. Il ragazzotto ha aspirazioni da bulletto, distrubando gli Ascione proprio nella zona loro roccaforte, un territorio che circonda gli scavi archeologici.

Gli arresti e gli omicidi del nuovo millennio Il 24 marzo 2000 venne arrestato Giovanni Ascione, fratello del più noto Raffaele. Sempre nel 2000 venne arrestato un altro fratello di Raffaele Ascione: Pasquale, latitante dal febbraio 1998. Alla fine del 2001 venne arrestato Giovanni BirraNato ad Ercolano il 12 luglio 1963. capo del clan Birra-Iacomino.

L'11 gennaio 2002 viene tratto in arresto Mario Ascione, fratello del capoclan Raffaele e con lui finiscono in manette Pasquale Nocerino, 23 anni, Vincenzo Montella, 43 anni, e i figli, Ciro e Gennaro di 25 e 23, Enrico Maria, 23, Raffaele Gaudino, 43 e Giuseppe D'Amato, 26. Mario Ascione e Pasquale Nocerino erano i destinatari di un provvedimento di fermo emesso dalla DDA. D'Amato e Montella, il 12 aprile dello scorso anno, sfuggirono a un agguato, ma restarono feriti alle gambe insieme ad altre due persone (Enrico Maria restò miracolosamente illeso). Poteva essere una strage, in una faida, che solo in un anno ha lasciato a terra una decina di morti ammazzati. Una guerra per il controllo del traffico della droga e delle estorsioni.

Il 15 gennaio 2002 vengono arrestati con l'accusa di estorsione aggravata in concorso, tre pericolosi pregiudicati ritenuti affiliati al clan Birra di Ercolano. Si tratta di Ciro Oliviero, Vincenzo Viola e Salvatore Cefariello. Da qualche tempo, i tre arrestati avevano preso di mira un'azienda di Ercolano, pretendendo dal titolare, più volte minacciato, l'assunzione di un loro 'amico' o, in alternativa, il pagamento periodico di una somma di denaro. In cambio l'azienda avrebbe beneficiato di "protezione" da parte dei tre e del loro "clan".

Nel dicembre 2002 avviene un blitz che condurrà alla sbarra i colletti bianchi del clan Ascione-Papale.

Il 18 novembre 2003 viene arrestato Giorgio Durantini, vicino al clan Birra, per un omicidio commesso nel 1990, quando era ancora minorenne.

Il 14 giugno 2004 muore il capoclan Raffaele Ascione, fondatore dell'omonimo cartello camorristico. Dopo la sua morte le redini della cosca passeranno nelle mani della moglie Immacolata Adamo.Nata a San Martino Valle Caudina il 24 aprile 1960.

Nel gennaio 2005 viene arrestato Giovanni Montella, 19 anni, ritenuto vicino al clan camorristico Iacomino-Birra, i Carabinieri mentre lo inseguivano hanno notato che il giovane gettava per terra un oggetto, risultato poi un Revolver calibro 38 con matricola abrasa e cinque colpi inseriti nel tamburo.