Quando si parla di linguaggio degli SMS si fa riferimento a una particolare competenza nella comunicazione scritta, connotata da marcate specificità, che fa uso degli SMS quale veicolo comunicativo. Si tratta di un idioletto, munito di peculiari caratteristiche brachilogiche e tachigrafiche e connotate da requisiti di notevole concisione, raggiunti innanzitutto con scelte linguistiche e concettuali attive e consapevoli, aliene, possibilmente, da prolissità e ridondanze, mirate alla sintesi dei contenuti per adattarsi alla brevità dello spazio e, comunque, all'istantaneità della comunicazioneB. Fabbroni, L'SMS: una tribù comunicativa, 2007 p. 75. Tali obiettivi vengono anche perseguiti, in secondo luogo, attraverso l'uso di frequentissime abbreviazioni, forme semplificate, sincopate e apocopate, e altri specifici espedienti, tra cui l'omissione di alcuni segni grafici, o il loro uso fuori standard, la trasgressione delle convenzioni tipografiche, l'uso di componenti gergali e dialettali. A questo si aggiunge l'uso di elementi extra-verbali (come emoticon, puntini sospensivi, ecc.) che, in questa forma specifica di linguaggio, tendono a riprodurre, in maniera mimetica, icastica e iconica, elementi tipici della comunicazione paralinguistica orale, normalmente estranei alla comunicazione scrittaB. Fabbroni, L'SMS: una tribù comunicativa, 2007 p. 78.

L'importanza del fenomeno ha stimolato una ricca serie di studi da parte di linguisti, studiosi della comunicazione, sociolinguisti, psicologici e altri specialisti. L'area linguistica francofona è stata la prima a beneficiare di uno studio organico e approfondito del fenomeno: infatti, al fine di poggiare tali studi su basi più solide, l'Università Cattolica di Lovanio ha lanciato l'iniziativa di volontariato «Faites don de vos SMS à la science ;-)»Traduzione italiana: Fate dono dei vostri SMS alla scienza ;-), che ha permesso di mettere insieme 75.000 SMS, e dare il via a uno specifico studio scientificoC. Fairon, J. R. Klein et S. Paumier, Le langage SMS: étude d'un corpus informatisé à partir de l'enquête «Faites don de vos SMS à la science», Presses universitaires de Louvain, 2006, basato sulla costruzione di un corpus, il primo nel suo genere, e sulla sua sottoposizione ad analisi sistematica: dal corpus grezzo è stato estratto un corpus standardizzato e anonimizzato di 30.000 testi, pubblicati su CD-RomC. Fairon, J. R. Klein et S. Paumier, Le Corpus SMS pour la science. Base de données de 30.000 SMS et logiciels de consultation, CD-Rom, Presses universitaires de Louvain, 2006 insieme alla loro trascrizione in francese normalizzatofaites don de vos SMS à la science! ;-), studio scientifico presso l'Università Cattolica di Lovanio.

Origine e funzioni della scrittura brachilogica e tachigrafica

L'adozione di scritture tachigrafiche e brachilogiche degli SMS ripropone, in forma nuova, un uso scrittorio che esiste da molti secoliDavid Crystal, txting: the gr8 db8, 2008 (p. 9): sono note le abbreviazioni epigrafiche, che permettevano di accorciare la lunghezza dei testi incisi, riducendo la dimensione del supporto lapideo e il tempo necessario per la incisione dell'epigrafe. Analoghi vantaggi si avevano dall'uso di abbreviazioni nella faticosa scrittura su altri) supporti, come le tavolette cerate dell'antichità. Nella scrittura su questi (e altri) supporti è noto lo strumento delle cosiddette notae tironianae, le scorciatoie tachigrafiche inventate da Marco Tullio Tirone, liberto e scriba di Cicerone.

La scrittura abbreviata era già particolarmente presente nelle scritture medievali, quando simili espedienti di abbreviazione scribale, adottati dagli amanuensi degli scriptoria, erano resi necessari dal costo del supporto fisico su cui andava vergato il testo: queste forme di scrittura compendiata comportano difficoltà nella lettura e nell'interpretazione dei manoscritti medievali, che possono essere superate attraverso la consultazione di appositi manuali redatti allo scopoNicoletta Maraschio, presidente dell'Accademia della Crusca, intervistata in Come cambia la lingua italiana ai tempi degli sms , La Stampa, 5 gennaio 2012.

Il conseguimento di forme di economia nella comunicazione rappresenta, peraltro, un'esigenza interna e costante del linguaggio stesso, che si manifesta, ad esempio, nel progressivo accorciamento, rispetto al passato, della pronuncia delle parole inglesi. Nascita del linguaggio degli SMS La nascita del linguaggio degli SMS è stata determinata dall'introduzione della telefonia mobile, e dalla sua estrema diffusione in tutte le fasce sociali e generazionali, che ha avuto come conseguenza un sempre maggior uso dello strumento comunicativo dei messaggi SMS, divenuto col tempo un mezzo di comunicazione di straordinaria importanzaF. Del Corno, G. Mansi, SMS. Straordinaria fortuna di un uso improprio del telefono, 2002 (in Italia, ad esempio, paese ai vertici delle classifiche mondiali, nel 2002 sono stati inviati in media 44 milioni di messaggi al giornoStefano Betti, I padroni del display, 2003 p. 7). L'utilizzo di questo canale di comunicazione ha dovuto fare i conti, fin dall'inizio, con le restrizioni intrinseche del medium utilizzato, e, in particolare, con la limitata lunghezza del messaggio e con i costi di trasmissione di ciascun messaggio. A questo va ad aggiungersi la relativa scomodità nell'introduzione di testi attraverso l'esigua tastiera solitamente disponibile sui cellulari. Il macchinoso inserimento dei caratteri, inoltre, ritarda la compilazione e inficia l'esigenza di immediatezza e velocità che, insieme alla brevità, è un'altra caratteristica peculiare di questo sistema di comunicazione: questa esigenza di istantaneità, si sacrifica normalmente l'elaborazione meditata e l'emissione pianificata degli scrittiElena Pistolesi, Il parlar spedito. L'italiano di chat, e-mail e SMS, 2004 (p. 63). Un esempio di questa immediatezza è una regola della comunicazione tramite sms, secondo cui il messaggio inviato ottiene di norma un riscontro immediato, sempre tramite sms, salvo intralci o problemi che si frappongono alla risposta e impongono un'attesa e in ritardo che, in genere, dai giovani, sono sgraditi e vissuti come un disagioGiovanna Cosenza, I messaggi SMS, in Carla Bazzanella (cur.), Sul dialogo. Contesti e forme di interazione verbale, 2002 (p. 198)Adriano Zamperini, L'ostracismo. Essere esclusi, respinti, ignorati, Einaudi, 2010 ISBN 978-88-0620371-9. (p. 42). Ne conseguono rapidissime concatenazioni di messaggi che, in genere, si esauriscono in tipiche "triplette": un "botta e risposta" iniziale a cui può far seguito la conferma di ricezione di chi ha dato inizio allo scambioB. Fabbroni, L'SMS: una tribù comunicativa, 2007 (pp. 90 e 105); in questo modo, la comunicazione sms, introdotto come sistema per garantire di comunicazione asincrona, si è trasformato, nell'uso giovanile, in una forma di comunicazione sincrona. Perfino quando un messaggio non richiede risposta, può esservi la necessità di comunicarne l'avvenuta ricezione, tanto che la trasgressione di questa elementare norma sociale può ingenerare, nel destinatario, sensazioni di emarginazione ed esclusione sociale (e viene anzi utilizzata, nei gruppi sociali, all'interno di pratiche di ostracismo): per questo, una diffusa abitudine, quando non è necessaria una risposta, è quella di darne "riscontro", ad esempio, con un determinato numero di squilli a vuotoFrancesco Rosa, Tra le modalità comunicative della specie umana, 2005, p. 62. È chiaro che in un sistema di comunicazione improntato a simili caratteristiche di velocità e prontezza, permane sempre l'esigenza di tempi di scrittura velocissimi, anche nei messaggi cortissimi, in cui non esistono limitazioni stringenti alla lunghezza del testo (ad es., di natura economica)B. Fabbroni, L'SMS: una tribù comunicativa, 2007 (p. 81).

Funzione linguistica e sociale Studi sociolinguistici hanno messo in evidenza come il canale degli sms assolva a molteplici funzioni, due delle quali assumono particolare rilevanza: a quella primaria, comunicativa e referenziale in senso stretto, si affiancano, nella cultura adolescenziale, funzioni secondarie, quali la funzione ludica (frutto di una tipica inclinazione del temperamento umanoDavid Crystal, txting: the gr8 db8, 2008 (p. 74)) e, in aggiunta, molto più importante, la funzione fàtica, ovvero quella dimensione della comunicazione interpersonale le cui implicazioni investono la costruzione e il mantenimento dei rapporti sociali. Quest'ultima ipotesi è stata verificata in ampi contesti culturali e geografici: ad esempio, è stato notato come "nella cultura degli adolescenti europei e nordamericani, l'invio di sms non rappresenta solo un mezzo efficace per far circolare informazione in maniera rapida e comoda. Si tratta, piuttosto, di una performance verbale attraverso la quale i giovani costruiscono e mantengono il loro mondo sociale"A. H. Caron, L. Caronia, Moving Cultures: Mobile Communication in Everyday Life, 2007, p. 5, facendo, della scrittura degli SMS, un efficacissimo "strumento di socializzazione, [e] di costruzione di relazioni sociali informali"AA. VV., Scrittura e nuovi media: dalle conversazioni in rete alla Web usability, 2004, p. 13. Vi è anche chi sostiene che sia la funzione relazionale ad egemonizzare la comunicazione via sms, dal momento che l'invio di un sms dà l'opportunità di stabilire un contatto, e di infondere il senso di "vicinanza", in maniera molto più disimpegnata e informale, sottraendosi al più intenso coinvolgimento emotivo richiesto da una telefonataGiovanna Cosenza, I messaggi SMS, in Carla Bazzanella (cur.), Sul dialogo. Contesti e forme di interazione verbale, 2002 (p. 204).

Questo tratto generale assume un rilievo ancor maggior in specifici contesti culturali, come è il caso del Giappone, in cui lo stile di comunicazione associato agli SMS (ma anche alle e-mail), più informale e superficiale, permette di superare tutti gli ostacoli e le difficoltà che la particolare cultura giapponese frappone alla conversazione orale, a causa della necessità di conformarsi a una serie di regole di etichetta che implicano, tra l'altro, il rispetto delle rigide gerarchie sociali che la tradizione giapponese impone agli individui nelle loro relazioni interpersonaliMichael Barry e LiAnne Yu, The Uses and Meaning of I-mode in Japan, in «Revista de Estudio de Juventud» Madrid, n. 57/2002 (p. 157) ISSN 0211-4364.

Caratteristiche

Concisione e violazione delle regole linguistiche Elemento fondamentale del linguaggio dei messaggini è la brachilogia, derivante in gran parte dal mancato rispetto della corretta ortografia, ma anche dall'adozione di alcuni artifici di scrittura. Infatti, altra caratteristica di questo linguaggio è la trasgressione di fondamentali regole della produzione scritta, come la punteggiatura, assente o fuori standard, le convenzioni tipografiche e ortografiche sull'uso della maiuscola (spesso carente o del tutto assente), la sintassi, assente o estremamente semplificata, o come, infine, il travolgimento della stessa grammatica della lingua. Altre regole infrante sono quelle della composizione tipografica, con l'assenza di spazi dopo i segni di punteggiatura, l'assenza di accapo, ecc.